Per tranquillizzare tutti, il padre della signora non è che dopo morto si è stufato di stare sempre solo nella bara ed ha preso e se n’è andato a cercare compagnia., ma è stato esumato ed è finito in una fossa comune. Peccato che nessuno avesse avvisato i familiari.
Ma questa è storia di ordinaria burocrazia, se ti devono mandare una multa l’indirizzo lo trovano.
Negli articoli che facevano da contorno alla notizia principale ho scoperto che esiste oltre la sepoltura o la cremazione la terramazione.
Il processo di compostaggio definito “terramazione” consiste nella riduzione organica del corpo nel suolo. L’azienda di servizi funebri Return Home, come Terramation e Recompose, si occupa di preparare la salma in una bara ermetica (in materiale deperibile) con un mix di erba medica e segatura, in modo che i composti organici trattengano il calore necessario a garantire l’attività microbica per favorire la decomposizione. Il processo, che si esaurisce nel giro di un mese, evita così l’impiego dei forni, – con la conseguente dispersione di fumi e ceneri umane – tagliando anche i consumi energetici che la cremazione comporta.
Lo spiega Micah Truman, Ceo di Return Home: per bruciare un corpo con metodi tradizionali di cremazione, che richiedono fino a 650°C di temperatura, “servono circa 135 litri di carburante per poi immettere nell’atmosfera 245 kg di CO2“. Per questo il compostaggio umano si piò considerare un metodo di smaltimento al 90% più green. Senza contare che il materiale organico che ne deriva viene poi utilizzato come concime per orti e giardini.(mi scuso ma non trovo più la fonte)

Dovrebbe essere il sogno di tutti diventare almeno dopo morti utili a qualcosa. Diventate concime per alcun’ sarà facilissimo essendo state delle merde per tutta la vita. Tipo gli stronzi favorevoli al green pass lavorativo.
Domani racconterò della multa dato a uno che correva senza mascherina e che è stata annullata giustamente dal giudice.
Notizie tratte da Corofole corriere del levante





















