Stelle cantanti e pensieri sparsi.

E’ periodo di stelle, come ho già raccontato vivo in campagna, e da me l’illuminazione è scarsa, quindi permette una bella visione stellata.

L’altra notte, salito sulla terrazza mi sono sdraiato sul lettino che di solito usiamo per prendere il sole e mi sono messo a guardare il cielo stellato, una porzione di cielo.

Nel vicino campeggio, c’era un cantante che allietava, si fa per dire, la serata agli ospiti del campeggio, niente di male a me piace la musica…..

La voce del cantante non era male, ora per farvi capire tipo Guccini, e lo stile era anche quello, da porta sfiga, che per quanto belle le canzone, più che applaudire , le mani le tieni sui gioielli per protezione dalle disgrazie.

Il cantante del campeggio però forse conscio di questo ha deciso di fare un’azzardo, cantava canzoni allegre con la voce triste di Guccini.

Sentire Guccini cantare da 50 special dei Lunapop a sono solo canzonette di Bennato, ai vecchi successi di Little Tony, sempre con voce triste e cupa, creava un risultato alquanto dubbio. Inoltre aveva una pianola triste e qualche base ancora più triste che lo aiutavano.

Quindi, ero sdraiato a guardare le stelle con il sottofondo di canzoni che dovevano essere allegre , ma che erano diventate in qualche modo tristi, alcune canzoni ci voleva tempo per capire quali fossero nonostante le conoscessi benissimo, suonate e cantate in quel modo erano in qualche modo irriconoscibili, fino a quando ha fatto il duetto con una ragazza, non so se trovata al campeggio.

Vivo per lei di Bocelli e Giorgia. Io preferisco la versione degli autori ORO un gruppo scomparso precocemente, si potrebbe dire che hanno avuto luce come una stella cadente, tanto siamo in tema.

Ora immaginatevi Guccini che con la sua voce triste e compassata che canta Vivo per lei, neanche a un funerale avreste avuto una sensazione così …..

La ragazza era partita bene, bella voce, adatta alla canzone, solo che il compagno di duetto avrebbe rattristato anche la persona più allegra, spegnendo l’entusiasmo della ragazza, soprattutto nella parte cantata in due , lui per starle dietro alzava il tono, pirla, abbassalo e lascia cantare lei, ero per prendere il telefono e protestare con quelli del campeggio, ma la canzone era fortunatamente finita, e per la prima volta ho sentito qualche applauso , sicuramente indirizzato alla ragazza.

Mezzanotte era l’ora che smettesse finalmente .

Il cielo era sempre più stellato e il silenzio lo rendeva ancora più bello.

L’amico con l’auto nuova, e gli occhiali vecchi.

Fa Minore, un blog con tante cose interessanti e particolari, commentando il mio pezzo di ieri mi ha fatto venire in mente questo episodio.

Un mio caro amico di gioventù ne ho già parlato più volte, laureato in fisica, già prima di laurearsi aveva già avuto più offerte di lavoro, e quindi finita l’università aveva da subito iniziato a lavorare, non in Liguria, quando mai, ma dalle parte di Milano.

Lo stipendio era buono, e quindi si era comprato la macchina dei suoi sogni, con autoradio di nuova generazione con cd, accipicchia quanto tempo fa, non ero ancora sposato.

Quando si andava in giro, ci teneva ad andare con la sua auto, ma nessuno ci teneva ad andare sulla sua macchina, sbagliato, nessuno ci teneva ad andare sulla sua auto con lui che guidava.

Fisico con lode, autista da paura, inoltre aveva una sua particolare idea per gli occhiali : che era sbagliato cambiarli spesso, la sua vista era calata, ma lui continuava a portare gli occhiali vecchi, sosteneva che mettendo delle nuove lenti la vista sarebbe calata ancora, quindi era meglio tenere le lenti vecchi, ora niente da dire sul suo ragionamento, che avrà sicuramente una base di verità, il problema era che non ci vedeva, soprattutto la notte, e le curve erano sempre un vero terno al lotto.

Ora capite perché nessuno voleva andare in auto con lui, nonostante l’auto nuova e la radio di nuova generazione.

L’autoradio aveva un difetto, problema di quei tempi, erano i primi modelli , ad ogni buca saltava il cd, ora in un mondo perfetto questo non sarebbe stato un grosso problema, ma in Italia e dalle nostre parti lo era, non riuscivi a sentire una canzone completa senza che la canzone s’interrompesse almeno un paio di volte, a nulla erano valse le visite dall’elettrauto che gli aveva montato l’autoradio.

Io ero un dei pochi temerari, che salivo sulla sua auto, mi dispiaceva, era così’ felice di aver preso auto nuova e autoradio di nuova generazione.

Una sera avevo convinto dolce fidanzata e amica a salire sull’auto ed andare in una nota località turistica della zona. La strada ha una delle più belle panoramiche al mondo con viste mozza fiato, la strada ha un unico difetto è piena di curve, si potrebbe dire curva continua, solo qualche tratto di dritto.

In realtà all’andata eravamo andati in autostrada e c’era ancora luce, il ritorno si era deciso per la panoramica e c’era buio pesto.

Ora lungo la strada c’è un famoso Santuario con una vista sul golfo straordinaria, dedicato ad una Madonna che ha fatto molte grazie, da qui il nome del Santuario e il nome della strada, se non facevi un incidente potevi dire grazie alla Madonna da qui tutti i suoi seguaci.

Le due ragazze dietro erano terrorizzate, credenti entrambe, ma mai come quella sera hanno pregato così tanto la Madonna, io cercavo di fare lo scemo ( mi riesce bene, talento naturale) per tenere su il morale , ma il mio amico indispettito dal troppo silenzio delle ragazze, aveva chiesto come mai non parlassero, alla seconda volta Dolce consorte, dolce fidanzata allora così come gli capita spesso quando va in tensione aveva risposto con poca diplomazia ” credo che sia ora che tu cambi gli occhiali ” con un tono che non lasciava repliche……

L’amico c’era rimasto male, comunque è bene tutto ciò che finisce bene, salvi da quel tragitto, poco tempo dopo l’amico montava un nuovo tipo di occhiali con lenti più adatte al suo tipo di cecità

Io che ho continuato a salire sulla sua automobile garantisco con risultati notevoli, i nuovi occhiali dimostravano tutta la loro utilità . Dolce fidanzata e amica non ne hanno più voluto sapere, non c’è stato verso…..

Flauto di traverso.

Flauto di traverso è una nuova sottoposta ( nuova si fa per dire è una donna sopra i 40 anni) che è entrata prepotentemente nel mio quotidiano.

Oggi ve la presento solamente, il delirio (lavoro) mi attentde.

Flauto di traverso è una donna che dai vent’anni ad oggi è capitato di tutto, niente che lei si sia andata a cercare, dal coma per tre mesi a causa di una malattia, alla perdita di parte della vista, ad una malattia che la costringe ad assentarsi di corsa….. per tornare poco dopo più serena, e altre mille piccole difficoltà.

La famiglia è stata colpita in egual misura, dal padre portato a spasso per centinaia di metri da un camion che non si era accorto che era in mezzo alla strada, il camionista era ubriaco, al fratello che ha cominciato a prendere brutte strade, alla madre andata andata in depressione , e in tutto questo lei, lei che riesce nonostante a tutto a sorridere, eroica, certo piena di paure per il futuro, a volte con attacchi di panico, ma appena può sorridente.

Flauto di traverso, ha fatto il conservatorio, ma non solo…..

P. S Con molta stima ed affetto.

Il ragazzone sente il successo vicino.

Il ragazzone al delirio (lavoro) quello che prima aveva i capelli blu elettrico, ora biondo gay, con le unghie pittate di nero e l’anello al naso, è tornato da una settimana di ferie , ed è euforico, guà guà (pio spiego) l’ultima traccia pubblicata ha superato in una settimana le tremila visualizzazioni guà guà

Ad oggi 3900 visite e tolto qualche commento negativo è tutto un tripudio di complimenti guà guà.

Il ragazzone sente che il momento del successo è vicino, mi ha anche detto, che dopo quando sarà famoso mi resterà amico guà guà, anzi che racconterà di quando lo chiamavo testa di vitello, e continuerà a venirmi a trovare guà guà.

Gli ho chiesto se era una promessa o una minaccia, ha riso,” è una promessa” ha detto gua gua.

Il motivo della sua euforia è che ha comprato due basi musicali di rap, 250 euro una e 150 l’altra che sono una bomba guà guà, e sente che questa volta fa il botto.

Le basi le ha comprate su youtube, c’è uno che le vende, il botto per il momento lo fa lui, sono tantissimi che comprano queste basi da questo tizio guà guà.

Il ragazzone dice che ormai cominciano a copiarlo, le sue frasi vengono usate anche da altri guà guà.

Guà guà è il suo marchio di fabbrica, c’è in tutte le sue canzoni, quando no sa che cazzo dire, dice guà guà , infatti nell’ultimo pezzo anche i suoi soci lo dicono , Tra un ti sparo, mi drogo, mi ubriaco, te lo metto in bocca, te lo metto…. è un tripudio di guà guà, e il guà guà è la parte migliore.

Il guà guà è il suo portafortuna, si sa mai ? Oggi l’ho usato anch’io, vediamo se faccio anche io il botto.

P. S Il ragazzone ha preso la patente, l’esaminatrice era la stessa vecchia stronza dell’altra volta che l’aveva bocciato, questa volta ha fatto tutto bene, solo alla fine ad una rotonda non ha dato la precedenza, ma lo stronzo dell’altra auto non aveva messo la freccia, e quindi l’esaminatrice l’ha promosso. ” Si accosti ” ha detto la vecchia stronza “è promosso” Se qualcuno ha visto un ragazzone vestito tutto di nero, coi capelli biondi gay, un anello al naso saltare e gridare di gioia guà guà, era il mio sottoposto, ancora per poco……. così dice.

P.S Mi mancherà.

Cantautori crescono…. anche le risate e lacrime.

Al delirio ( lavoro) in questi giorni c’è: Non voglio venire alla sera, è un collega che ogni tanto deve sostituire me o il collega balordo, lo fa contro voglia, ma lo costringono.

Non voglio venire alla sera, ha una risata contagiosa, e di suo sarebbe allegrissimo, grande raccontatore di barzellette, io rido non tanto per le barzellette spesso abbastanza penose, ma per come le racconta è bravissimo, in quelle sessuali aggiunge i rumori dei vari atti sessuali, un vero spasso.

Il ragazzone che fa rap, quello con i capelli tinti blu elettrico, quello con le unghie pittate di nero, quello con l’anello al naso ormai protagonista del mio blog , è molto simpatico a Non voglio venire alla sera, ma quest’ultimo non sapeva che il ragazzone scrivesse canzoni e cantasse, quindi nella pausa gli ha chiesto che gli cantasse una sua canzone, il ragazzone ha detto che era uscito da poco una sua traccia su Sauncloud una hit come le chiama lui , era stata scritta durante il suo concerto a Roma ( ne ho già scritto) un brano a otto mani ( tolte all’agricoltura ).

Non voglio venire alla sera si è collegato al sito e fatto partire il brano, dopo indicazione del ragazzone, che gli aveva indicato la traccia giusta , ed avvisati che le parti migliori erano le sue, e dell’artista che lo seguiva vera poesia secondo la sua idea. Io avevo già ascoltato il brano e sapevo a cosa saremmo andati incontro.

Le uniche frasi che hanno un senso sono queste : ho ucciso polis men …… non mi calmo con lo zen…… e udite udite : la puttana lo vuole inculo, però non si lava, in bocca glielo metto.

Non voglio venire alla sera che stava bevendo il caffè e mi vedeva già ridere, all’ultima frase andava di traverso il caffè, aveva iniziato a ridere convulsamente, rideva senza più riuscirsi a trattenersi , rideva e piangeva, mentre la canzone andava avanti con frasi su droga, violenze e altre amenità del genere, lui rideva ed io ridevo guardando lui, lacrime e lacrime venivano giù, mentre il ragazzone ci diceva che siamo vecchi e non possiamo capire la bellezza della canzone, e questo ci faceva sbellicare ancora di più dalle risate.

Il ragazzone come già detto non si offende, ride anche lui…..

Sempre per onestà di cronaca , il brano ha più di 1400 visite e centinaia di cuoricini.

Un commento diceva ” siete da denuncia ” ” faccunculo denuncia ” rispondeva il ragazzone .

Cantautori crescono.

Love story

Come detto ieri non amo i finali che finiscono male, dovrebbero essere aboliti.

Love story ha la particolarità che fin dalla prima scena tu sai che lei è morta, quindi teoricamente si può dire che inizia male, certo non resuscitando non si può dire che finisca bene, anche se alcuni asseriscono perché un amore duri per sempre bisogna che uno dei due muoia, possibilmente giovane, certo è un idea un po estremistica.

Ora Love story è uno dei più bei film d’amore, credo che nessuno possa negarlo, con alcuni momenti straordinari, il gradimento del pubblico e vicino al 100%, il mancante è dei critici categoria inutile, e persino dannosa direi.

La frase più famosa è ” amare significa non dover mai dire mi spiace ” Che non vuol dire che uno non deve mai dire mi dispiace anche se fa una cazzata, ma uno che ama non fa la cazzata tanto per capirci.

Ora vi lascio con l’inizio (sotto il seguito)

Ora la colonna sonora è stato un successo planetario, con più versioni, sia musicali che cantate.

Bellissima è poco, ci sono versioni straordinarie, ma io ho pensato a questa versione recitata da Alberto Lupo, a mo di poesia, magari pochi la conoscono….

L’ultima neve di primavera.

Chi un po mi conosce sa che sono contro tutti i finali che finiscono male, io li abolirei, la vita reale è già abbastanza brutta, chi scrive, chi fa film deve dare speranza e un sorriso.

L’ultima neve di primavera è un fil visto nel 1973 ero ancora bambino, e non avevo ancora queste idee, le stavo sviluppando…

Il film è nato per far piangere, credo che sia tratto da un libro. E’ stato un successo clamoroso, sia cinematografico, sia musicalmente con la colonna sonora.

C’è tutto quello che serve a far piangere, il bambino che rimane orfano di madre, il padre sempre impegnato al lavoro, il collegio, ecc ecc… per non farsi mancare niente al bambino viene diagnosticata una malattia incurabile. C’è del positivo, si, la nuova compagna del padre Agostina Belli di nome e di fatto, che saprà far riavvicinare i due, ma il finale è segnato il bambino deve morire, ora farlo morire non è abbastanza, ci vuole una scena strappa lacrime….

Il finale non dovrei dirlo, ma a livello cinematografico è bellissimo, direi che il 90% dipende dalla colonna sonora, un capolavoro, una di quelle musiche che ti smuovono l’anima, o quello che è. Ora prendete un bambino che sta per morire e il suo ultimo desiderio è…..

Va be se avete tempo e voglia sono 9 minuti, se volete potete saltare i primi minuti 4 minuti.

Far piangere è molto più facile che far ridere o sorridere, ma si dice che qualche volta piangere fa bene e a allora per il vostro bene piangete un po.

E’ arrivata la bufera.

E’ arrivata la bufera. Di Renato Rascel, un grande dello spettacolo, anche se era piccolino di statura. Cantante, autore di canzoni, attore di teatro, di rivista , di cinema, conduttore, per quelli della mia generazione un grandissimo. Famosissimo in televisione per i Racconti di padre Brown. Era un sacerdote che risolveva dei gialli, era un programma per ragazzi e veniva mandato in onda nel pomeriggio, seguitissimo, famosa la sigla .

E’ arrivata la bufera è un pezzo divertentissimo, in realtà non parlava del tempo ma dell’arrivo della guerra siamo nel 1939, e c’era la censura.

Buon divertimento