Collega balordo scuse e altro.

Ieri arrivato sul lavoro, dopo poco, il balordo del mio collega , quello della lite di ieri, mi ha chiamato per nome e mi ha chiesto scusa” ritengo di avere ragione, ma ammetto che la reazione di ieri è stata spropositata, ti chiedo scusa” ha detto ” accetto le tue scuse” ho detto” è chiaro che io ritengo di avere ragione, ma accetto con piacere le tue scuse”

Ognuno rimane sulle sue posizioni, ma come detto ieri. la sua reazione era stata veramente esagerata per quello che era successo. Comunque da ieri sera Matteo 2 la vendetta, viene chiamato in altra maniera, il destino vuole che abbia un cognome che si abbini ad un aggettivo che rende perfettamente il danno che fa, e per la gioa di tutti……

Il balordo del collega come detto ieri è 35 anni che nel bene o nel male lavoriamo insieme, ma non siamo stati sono colleghi per molto tempo siamo stati amici. io so cose della sua vita che nessun’altro almeno nell’ambiente del lavoro sa, che lui mi ha confidato.

Ora mi va riconosciuto che nemmeno nei momenti più bui ho mai tradito la sua fiducia , mi sarebbe stato facile distruggerlo e umiliarlo, ma alle sue cattiverie non ho mai risposto con le cose confidate, e credo che anche oggi che l’amicizia sembra svanita mi sia grato per quello.

Io sono un duro e puro, ci sono cose che non si fanno punto e basta, gli altri facciano quello che vogliono, io no. Mai tradito qualcuno, mai raccontato una confidenza, anche qui nel blog quello che racconto è ormai di dominio pubblico, tutto quello che racconto si sa già, quello che non si sa non lo racconto.

Il collega balordo come detto, ha scoperto di avere una malattia che con le cure di oggi si arriva al massimo a vent’anni, ma la scienza fa passi da giganti quindi non è detto…. Va a Pavia dove c’è il miglior centro d’Italia. Certo la malattia lo ha cambiato in peggio, ma le malattie fanno questo o ti migliorano o ti peggiorano.

Il miglior amico di mio fratello un mito, morto due anni fa di un tumore, se da sano era un grande, durante la malattia e gli ultimi giorni della sua vita ha dimostrato di essere un grandissimo, sembrava incredibile che uno come lui potesse morire, ma in realtà anche quello è stato straordinario.

Battute e minacce gravi,ma gravi dal balordo del collega.

L’estate da questo lato è pericolosa, il caldo, e il sole rendono le persone mentalmente non sane più pericolose.

Il collega balordo è quello con cui da anni condivido il turno serale notturno, quello che diceva che mi avrebbe voluto come fratello, che ero il fratello che gli mancava, poi ho capito dovevo essere il fratello tipo Abele,o Remo.

Ormai in questi ultimi anni almeno una volta all’anno lui litiga pesantemente con me, litiga perché fa tutto da solo, i motivi non sono mai seri ne gravi, solo che su qualcuno bisogna sfogare le proprie frustrazioni, e io vengo bene.

Ora non vorrei passare per un santo, io sono quello che sono, incurante dei suoi disturbi mentali, per cui dico e faccio ciò che voglio, e a lui questo lo manda in bestia.

Quest’ultima lite è iniziata da qualche giorno nella sua testa perché il sottoposto che combina guai, ne ho parlato in un articolo, caso vuole che si chiami come lui, e io per distinguerlo lo chiamo ( nome di fantasia ) Matteo 2 la vendetta. Ora a Matteo 1 la cosa lo infastidisce e mi ha chiesto di chiamarlo solo Matteo, io gentilmente gli ho detto di non rompermi il cazzo, visto che non chiamo lui, al Matteo 2 la vendetta lo chiamo come voglio, se mai sarà lui a dirmi qualcosa.

Nella sua testa si è scatenata l’ira, poi covata per giorni, ed esplosa ieri, ad una affermazione legittima fatta da me medesimo è esploso.

Il finale della lite è stata ” non minare mai il mio nome, perché io non nomino mai il tuo”Allora per calmare le acque “che quello era Dio che non bisognava nominare ed era scritto sulla bibbia, e che stava facendo una tragedia per una cazzata e di pensare alle cose serie ” Qui sono partite le minacce gravi ma gravi.

A sua discolpa va detto che qualche anno fa gli è stata diagnosticata una malattia che con le cure di oggi diciamo che al massimo si vive vent’anni, certo avere all’incirca 50 anni e avere una data di scadenza quasi certa non è piacevole, e non basta a consolarlo dirgli che potrebbe morire tranquillamente domani per altri motivi come tutti.

Già era instabile mentalmente, o meglio molto ma molto lunatico, da quel momento non ha fatto che peggiorare , poi il padre gli ha dato il colpo di grazia, rimasto vedevo ha cominciato a bere e a fare danni, fino a costringerlo a farlo rinchiudere in una struttura che gli costa un occhio, ed infine la figlia è andata a convivere con un mezzo balordo

Il capro espiatorio sono io, l’ultimo bisticcio siamo stati due mesi senza nemmeno dirci ciao, considerando che lavoriamo insieme, e alla fine del turno rimaniamo solo io e lui…..

Col sottoposto preferito ridevamo della situazione ” preferisco portarti le arance che i fiori” mi ha detto ” tranquillo anche io preferisco che mi porti le arance ” ho detto.

Quindi visto che il collega balordo è peggiorato sensibilmente nell’ultimo periodo, bisogna : primo non dargli mai le spalle quando siamo soli, secondo evitare qualsiasi battuta anche innocente in sua presenza, terzo essere pronti al peggio.

Se non scrivo più sapete il motivo, controllate la cronaca del levante ligure.

Essere un genio senza meta.

Uno dei migliori amici di figlia si è laureato col massimo dei voti e con tutte le lodi possibili, tutto nei tempi giusti , forse con sei mesi di anticipo.

Io il ragazzo lo conosco bene, da ragazzino i suoi coetanei lo prendevano per il culo, troppo intelligente per loro, lui diceva cose intelligentissime, loro non capivano nulla e pensavano che lo scemo fosse lui. Io adulto, riconosco facevo a credere che un ragazzo di quella età potesse aver letto tutto quello che diceva di aver letto, ma le citazioni era sempre perfette. Ha vinto premi come musicista, suona perfettamente la chitarra e non solo, ha vinto premi col disegno, ha fatto anche una mostra personale, ha scritto alcuni testi letterari specifici del suo campo e sono stati pubblicati.

L’altra settimana si è laureato come detto, figlia è stata invitata a cena, la madre ha esternato tutta la sua preoccupazione, è vero che è stato già richiesto da molti e solo lui deve scegliere esattamente cosa fare e dove andare diceva la madre, ma a quanto pare continuava la madre sconsolata avrebbe deciso di disegnare fumetti per professione, e quindi vorrebbe iscriversi ad una scuola specifica.

Ho il suo primo cd autografato con dedica, un ritratto di figlia autografato con dedica, primo libro autografato con dedica,credo in lui in maniera incondizionata. La mamma comincia a vacillare.

Telefonino e chiamate perse.

Ho telefonato a mio cognato, avevo una sua telefonata persa, erano passate due ore dalla sua chiamata.

” Tutto risolto ” mi dice ” certo che se uno ha un urgenza a voi(inteso io, dolce consorte e figlia)è meglio non telefonare “

Dolce consorte risponde in media dopo un ora, figlia dipende ma in media dopo due ore.

Io sono un caso limite( tolto che se mio cognato mi chiama vuol dire che c’è un problema. infatti mio cognato mi telefona solo se ha dei problemi, come d’altronde io, quindi nel momento che vedo la chiamata richiamo)

Il problema che io il cellulare non lo guardo spesso, in media una decina di volte al giorno, e molto dipende da cosa faccio, e dove sono.

Gli amici mi mandano un messaggio e aspettano speranzosi. Le chiamate con numero che non conosco, rispondo con messaggio ” chi sei ? ” risolto il problema di tutti i caga cazzi. ( scusate il termine)

Sono vissuto senza cellulare per una vita, non nego la sua utilità e infatti ne posseggo uno antico, che serve solo per telefonare e messaggiare, riconosco che in certi momenti è utilissimo, ma mi fanno un po pena quelle persone che pensano di non poter vivere senza, sempre a guardare se qualcuno le ha cercate.

Il telefono in casa, lo teniamo solo per i suoceri, quando suona e la suocera non risponde, ci guardiamo sperando che uno vada a a rispondere, poi ci mettiamo a ridere, finché lo squillo non termina.

La suocera poi mi aggiorna sulle chiamate e mi racconta di persone che mi cercavano ma non si ricorda mai chi fossero, e cosa volessero. Gli dice sempre di richiamare.

Oltre la siepe: il vicino

Mio suocero molti anni fa, prima del mio arrivo, quando era in lite con i vicini ha pensato bene di piantare una siepe di una trentina di metri.

Tipo il marito che si taglia il belino per fare dispetto alla moglie.

Ora è vero che la siepe separa, ma la siepe piantata dal suocero va sfoltita almeno due volte l’anno, all’incirca 4 ore per volta.

Mentre i suoceri aspettavano che la giustizia facesse il suo corso, il mio arrivo ha fatto in modo che molte cose si chiarissero, primo che se i vicini avevano da dire qualcosa dovevano venire da me e lasciare in pace il suocero. Mio suocero è un buono, e pur di non litigare si fa portare via le braghe, la suocera no ed aver trovato un alleato è stata gioia pura per lei, mentre aspettavamo giustizia, ho ripristinato l’ordine precedente, e ripreso tutto quello che il suocero si era fatto portare via.

La giustizia è arrivata vent’anni dopo l’inizio della lite.

I rapporti grazie alla morte di alcune pessime persone sono di molto migliorati, tanto che ad oggi se non fosse per i trascorsi, direi che ci sono buoni rapporti di vicinato.

La siepe è rimasta lì e da anni il compito di tenerla a posto è tocca al sottoscritto.

Ho proposto di toglierla, sono insorti tutti in famiglia, dicendo che è bellissima e rende spettacolare il viale, cosa vera, ma per rendere spettacolare il viale bisogna tenerla in ordine. Ho pensato di farla seccare, e dare la colpa ai vicini, quelli morti, un maleficio dall’inferno, ma chi mi crederebbe ?

Mentre stavo tagliando la siepe mi è venuto in mente il libro le avventure di Tom Sawyer, quando la nonna per punizione lo costringe a pitturare la staccionata, e lui fa finta di divertirsi, e si fa pagare dagli amici per farli pitturare al suo posto, due volte viene pitturata la staccionata. Ho provato anch’io ma nessuno si è offerto, si vede che tutti hanno letto il libro.

Problema di coscienza

Nel delirio dove passo il mio tempo per sopravvivere, cioè posto di lavoro, da tempo ormai molti lavori sono stati dati da svolgere a cooperative, visto che la paga è sotto i 6 euro puliti e visto che le ore settimanali sono poche e di sera è palese che chi arriva da noi di solito sono studenti per raggranellare qualche soldo, o i disperati in attesa di un posto migliore.

Il cambio è continuo diciamo che è difficile che qualcuno rimanga per più di un anno, quindi quando hanno imparato se ne vanno.

L’ennesimo universitario l’altra settima ci ha salutato, al suo posto è arrivato un uomo all’incirca della mia età, una bravissima persona, arriva sempre prima, va via sempre dopo, un lavoratore non si tira mai indietro, il problema che non ci capisce il verso, e il danno che fa è superiore ai benefici. “hai capito ” gli chiedo ” si ” mi risponde ” sicuro” ribadisco, mi guarda come dire non sono scemo, quando torno il danno è fatto.

La cosa ha molti aspetti divertenti, infatti si ride tutti ( escluso lui ) moltissimo, compresi i suoi colleghi di cooperativa, stanno diventando famose le minchiate che fa, ora se fosse un ragazzo sarebbe più facile per me insultarlo , ma vista l’età ( ho un cuore anch’io), non ce la faccio. Ho cercato di spiegargli che quando non capisce di chiedere, di non dirmi si per farmi contento, mi dice si, ma poi….. La cosa divertente sono le sue giustificazioni, fa tenerezza.

Il problema è che lui ha bisogno di questo posto di lavoro, e non vorrebbe perderlo, ora chi decide siamo io e il balordo del mio collega, cioè chiedono a noi ,e poi la ditta si muove di conseguenza, tra qualche giorno finisce la prova, e giuro che non so cosa fare. La persona meriterebbe, il lavoratore no, è palese che non c’è speranza che ci capisca il verso, e le sue mancanze ricadono inevitabilmente su gli altri, ma soprattutto su e me e l’altro balordo del mio collega.

Cosa è giusto e cos’è sbagliato fare?

Passioni e sguardo assassinio dolce consorte.

Amo giocare a pallone, io amo il calcio non quello guardato di cui ne faccio a meno da anni, ma giocare a pallone è stata sempre una passione.

Il massimo della passione è giocare in spiaggia, ora visto il mio ruolo, il portiere passione da sempre, la spiaggia rappresenta il massimo del divertimento.

Certo ho giocato anche il calcio classico, ma non è nulla di paragonabile al calcio in spiaggia, C’erano partite dove non ti arrivava nemmeno un tiro, o magari uno e ti facevano goal, no sono due cose diverse.

Il calcio in spiaggia per essere perfetto richiede al massimo 5 persone 4 l’ideale, il portiere e i tre o quattro davanti ,che al massimo al quarto passaggio devono tirare in porta, ora capite il divertimento per il portiere.

Inoltre è un momento di grande fratellanza, perché oltre che giocare si parla di tutto, dalla gnocca( sempre) alla politica, alla filosofia ecc…. Capisco che non sia facile da capire.

Diciamo che fino a un anno fa nonostante l’età ho continuato a giocare, i ragazzi della spiaggia hanno continuato a chiamarmi, nessuno vuole fare il portiere.

L’anno scorso come qualcuno sa mi sono successi un sacco d i guai fisici, il peggior anno della mia vita, certo non potevo morire per quello, ma un anno così di merda, perso uso delle gambe, cioè per qualche mese ho camminato come un uomo di 90 anni, spalle bloccate, gambe bloccate un pezzo di legno, dovevo essere accompagnato , non ero più in grado neanche di guidare, giuro se fossi rimasto così avrei preferito morire, anche perché il dolore era fisso 24 su 24.

Cure sbagliate, dottori sbagliati hanno fatto il resto.

Il blog è nato in quel momento, sono sempre stato uno sportivo, corsa , bici, nuoto, in un attimo il nulla, così la figlia per tenermi impegnato, la mia era una vita di merda, ma riconosco che per chi mi era vicino non è stato tanto meglio, un rompicazzo al cubo.

Ne sono uscito piano piano, certo non potrò più correre, la bici con attenzione, il nuoto stando attento alla spalla, ma diciamo che sono di nuovo attivo.

Domenica scorsa eravamo al mare, ed a una certa ora quando vanno via i bagnanti e si può giocare, i ragazzi, ormai uomini con figli mi hanno chiamato, mi stavo alzando quando dolce consorte mi ha guardato con uno sguardo assassino, mi sono riseduto ” e meglio di no ” ho detto. Il calcio è proibito, mi ero scordato, cavolo e ora il tuffo per prendere la palla nell’angolino, o il volo all’indietro per mandare il pallone sopra la traversa ecc… solo ricordi, si ma che bei ricordi, e poi non è detto magari uno o due tiri senza esagerare se miglioro ancora, ogni mattina mi alleno a casa, si chiama fisioterapia.

E dopo aver giocato tutti sudati e piena di sabbia si correva verso il mare e si ci tuffava.Felicità si felicità.