Il padre della nuova collega ha scritto un libro. Pare che insulti tutti. La figlia non ne voleva parlare. Forse oggi me lo porta. ( Il libro)

Qualche settimana fa è arrivata una nuova collega. Mi era stato detto che è la figlia di uno che frequentava delirio fino a due anni fa. Mi è stato detto il nome. Io riconosco le persone dalla faccia non dai nomi.

La collega è arrivata e si è subito inserita nel gruppo. Simpatica, carinuccia e con un bel modo di fare, si è entrati in confidenza.

Ho chiesto di suo padre, mi ha mostrato col cellulare chi è.

Un pirla.

Ho evitato di dirglielo non mi sembrava educato. Poi le colpe dei padri non possono ricadere sui figli.

Un collega sostiene che con un padre così, non può essere cresciuta bene, e quindi non ci provava nemmeno a farsela. ( Discorsi tra maschi trogloditi) ” Meglio non correre il rischio di avere da fare col tipo.” Secondo il collega sarebbe rimasta zitella.

L’ altro giorno è uscito fuori che il padre della nuova collega ha scritto un libro.

Dopo una ricerca in rete col collega che non ci prova per via del padre, l’ unica cosa uscita è la copertina del libro. Del libro nessuna traccia, anche volendo non si può comprare.

Il titolo era già tutto un programma.

Chiaramente non posso scriverlo.

Un disegno nella copertina che era una bella premessa di dove andava a parare il libro.

Ieri ho chiesto alla collega.

Ho aperto una ferita dolorosissima.

Non ne voleva parlare.

Ho insistito. ” Ma è un libro d’insulti? Se la prende con qualcuno?” Chiedo ” Si col mondo” mi risponde e pare con i suoi concittadini.

Non deve essere molto piaciuto nel paese dove abita.

Deve averli insultati praticamente tutti, compromettendo le buone relazioni della famiglia con il resto del paese.

La collega è come se stesse rivedendo un incubo.

Ha cominciato a prendere le distanze dal padre. ” Un conto è averlo conosciuto qui, un conto è viverci insieme” mi ha detto ” due persone diverse” ha finito di dire. Facendo intendere che a casa era molto peggio, di quello che vedevamo qui.

Non ho avuto il coraggio di dirle che per tutti i dipendenti del delirio era un pirla.

Invece sono stato carino, le ho detto che aveva un umorismo tutto suo. Poi le ho chiesto se mi porta il libro.

Mi ha guardato ” se è rimasta una copia te la porto”

Pare che il libro sia stato messo al rogo.

Quando il collega ha saputo che aveva preso le distanze dal padre, ha sostenuto che ora un pensierino ce lo poteva fare.

Anni di evoluzione per rimanere dei trogloditi in fatto di donne.

Un pensiero riguardo “Il padre della nuova collega ha scritto un libro. Pare che insulti tutti. La figlia non ne voleva parlare. Forse oggi me lo porta. ( Il libro)

Lascia un commento