Spettacolare prova di fuga al delirio (lavoro) in caso d’incendio.

Ogni tanto dobbiamo fare la pagliacciata della fuga in casa d’incendio.

La pagliacciata consiste in questo : quando ormai non c’è più nessun esterno al delirio e rimaniamo in quattro gatti, una voce ci avvisa che c’è un incendio di affrettarci al punto di ritrovo. Chiaramente eravamo già stati tutti avvisati molto anticipatamente della cosa.

Quindi tutti smettono di fare quello che stanno facendo e si avviano al punto di ritrovo, ma guardandosi bene dall’uscire dalle porte di sicurezza per evitare di far scattare gli allarmi.

Quindi si fa una passeggiata tranquilla al punto di ritrovo come quando si va a prendere il caffè in compagnia, lì c’è il capo ad attenderci, un altro è ancora dentro a controllare che non ci sia più nessuno.

Ci contiamo, dobbiamo essere 8 e 8 siamo. Fine della prova si ritorna tutti a delirare.

Ora sarà anni e anni che si fa questa pagliacciata.

La legge lo impone.

L’utilità è zero oltre il ricordarci dov’è il punto di ritrovo.

Nella realtà qualche anno fa l’allarme anti incendio vero è partito nella mattinata quando il delirio era molto frequentato.

Delle sirene hanno cominciato a suonare e una voce registrata avvisa di scappare.

Non c’era nessun incendio era l’allarme che suonava alla cazzo, era già successo due volte, una volta la sera precedente, e un’altra volta la notte.

La sera precedente eravamo in due ed era stato facile contarci, avevamo cercato l’incendio ma per fortuna non c’era.

La notte era suonato di nuovo costringendo i reperibili ad arrivare insieme alla sorveglianza per constatare che non c’era nessun incendio.

Quando la mattina l’allarme ha cominciato a suonare nessuno di noi dipendenti è scappato, anzi abbiamo tranquillizzato tutti e nessuno è uscito.

L’allarme è andato avanti una venti minuti con noi dipendenti che lo mandavamo a fan…..

15 pensieri riguardo “Spettacolare prova di fuga al delirio (lavoro) in caso d’incendio.

  1. Da noi ieri mattina è suonato per ben due volte l’allarme antincendio (per motivi ancora non chiariti) … un migliaio di persone (docenti, personale tecnico amministrativo, e studenti) si nono riversate ai punti di raccolta. Fortunatamente l’evacuazione è avvenuta in modo ordinato.

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  2. Mi auguro veramente che non succeda mai sul serio. Primo perchè penserebbero tutti sia un’ esercitazione o un falso allarme (la vecchia storia di “al lupo al lupo”), secondo perchè tanto quando succede non c’è piano di evacuazione che tenga. C’è solo da sperare che entri in funzione l’ unica cosa utile in questi casi, cioè l’impianto antincendio vero e proprio, quello che si spera spenga tutto in tempo con gli spruzzatori. Per il resto, quando capita è tutto un “si salvi chi può” accompagnato da un “ognun per se’ e dio per tutti”.

    Unici consigli non richiesti come al solito sono:
    1) mai sottovalutare il fuoco, anche se sembra poca roba è in grado di prendere il sopravvento in tempi rapidissimi;
    2) quando si lavora in luoghi chiusi allenarsi mentalmente e fisicamente non dico ogni giorno ma quasi a raggiungere l’ uscita più vicina, anche al buio;
    3) imparare ad usare (ma mai farci affidamento totale) tutti gli strumenti antincendio disponibili sul posto: estintori, idranti, secchi di sabbia e simili. Dico non farci affidamento perchè a volte capita che non funzionino o che esauriscano troppo presto il loro effetto;
    4) in ogni caso, soprattutto quando non è roba nostra, MAI fare gli eroi per tentare di salvare oggetti, macchinari, beni vari o i locali stessi. Solo se necessario prodigarsi al massimo per aiutare una persona in difficoltà, ma le cose inanimate si fottano. Tanto nessuno ci dà un premio.

    ultima cosa: così come gli estintori, anche le uscite antincendio possono riservare brutte sorprese. Per la coglionaggine di qualcuno, dato che non si usano praticamente mai, capita spesso che siano bloccate, chiuse a chiave o ostruite da roba ammucchiata davanti o dietro. Ho visto personalmente maniglioni antipanico bloccati con delle fascette di plastica a strappo per evitare l’apertura accidentale. Chi le mette pensa “che vuoi che sia, tanto se spingi forte la fascetta si spezza”. Beh, posso dire “col cazzo, amico mio bello”. In una vera situazione di panico e di emergenza, una cosa inattesa come una fascetta che ti blocca la maniglia può fare la differenza fra salvarsi la buccia o rimanerci secco. Per non parlare del pirla di turno che ti appoggia un bancale all’ esterno proprio addosso all’ uscita di sicurezza. Dite che non capita ? Capita, capita.

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  3. Ogni tanto si fanno anche a scuola, ma non servono a niente, perché si sa che sono esercitazioni perciò la gente esce con calma. Ricordo una collega che era tornata indietro sulle scale perché aveva lasciato in classe la sua penna preferita e temeva gliela rubassero… Quando ci fu il terremoto qualche anno fa, portammo fuori tutti in fretta e altro che esercitazione: il panico, purtroppo, ha la meglio e sono peggio gli adulti dei bambini.

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  4. Esercitazioni anti incendio si facevano quando andavo a scuola e persino quelle per il pericolo di qualche bomba. Mai successo un incendio ma alle medie, ci sono stati alcuni falsi allarme-bomba organizzati da un pluriripetente con la complicità di un suo amico. La prudenza non è mai troppa e c’hanno fatto evacuare ma almeno abbiamo evitato un paio di verifiche e interrogazioni, 😁.

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  5. Anni fa mi trovavo a fare da cane pastore ad un gregge di consulenti presso la sede di una banca di Sassari.
    Suona l’allarme antincendio e l’unico ad alzarsi ed indossare il soprabito sono io. Il gregge continua a brucare il lavoro sui computer.
    A quel punto invito i soggetti/ le soggette di cui sarei stato responsabile a guadagnare l’uscita.
    Ricevo in cambio degli sguardi tipicamente ovini e un collega locale, senza neanche alzare gli occhi dal monitor mi chiede: “ma veramente?”.
    “Veramente si! Muoversi, muoversi”.
    “Se lo dite voi…”, mi dice sorniona una collega salernitana che conosco da una decina d’anni e continua a darmi del voi. Si lascia cadere sulle spalle una mantella bordeaux, si dà un’occhiata nello specchietto del porta cipria e si avvia all’uscita tenendo la borsetta appesa nell’incavo del gomito.
    Le altre tre consulenti seguono la femmina alfa con lo stesso placido incedere.
    I consulenti maschi, dopo aver contemplato l’uscita delle colleghe si trascinano sino al portone. Io devo restare indietro per sincerarmi che siano usciti tutti. Do anche un’occhiata ai bagni. Non si sa mai.
    Alla fine usciamo tutti, con estrema calma.
    Il dirigente della sede ci guarda con disapprovazione, perchè avevamo alzato i tempi di reazione.
    Rientrati nel locale messoci a disposizione della banca, mi accorgo che era sparita una scatola di cinquanta penne biro che avevo comperato il giorno prima per il gregge.
    Morale: i consulenti non hanno idea di cosa sia un allarme antincendio ed i loro fruitori non sono tenuti a curarsi della loro incolumità.
    La funzione principale dell’allarme antincendio è fungere da diversivo per chi ha brutte intenzioni.

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  6. Una volta ho lavorato in una fabbrica in cui facevo parte del glorioso corpo volontari antincendio. A volte c’era un principio di incendio da soffocare, perché l’impianto elettrico era nuovo in alcuni capannoni e molto vecchio negli altri. Poi mi affidarono un’officina dove ogni tre mesi prendeva fuoco qualche mucchio di stracci e segatura, perché erano imbevuti dell’olio che perdevano le vecchie macchine utensili, e c’erano regolarmente scintille e cortocircuiti a innescare le fiamme. Ovviamente riparare le macchine costava troppo, ma almeno cominciai a fare usare la sabbia al posto della segatura, e una volta a settimana la cambiavo io stesso con altra pulita. Alla fine bruciò metà fabbrica, cadde persimo il tetto, però successe in Agosto, quando tutti eravamo in ferie, e il fuoco partì da uno dei capannoni più nuovi adibiti a magazzino merci, e da tre punti distinti e lontani tra loro. Mistero. O forse no.

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  7. Ho seguito un corso antincendio in tempi abbastanza recenti ed è stata noiosissima la parte teorica e divertente la parte pratica (dove ho imparato a usare un estintore). Molto più interessante è stato il corso di primo soccorso. Ho imparato un sacco di cose potenzialmente utili. Non ricordo di aver mai fatto un’esercitazione anti-qualcosa. Forse a scuola tanti anni fa… 🤔

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