Figlia ” Volete vedere le foto delle mie vacanze?” chiede ” si ” rispondo ” quante foto sono? ” chiede più prudentemente dolce consorte ” ” oltre un centinaio ” risponde figlia ” erano più di mille ma abbiamo tenuto solo le più belle” finisce di dire.
Sono le foto della sua prima vacanza col suo fatico a trovare la parola, fidanzato mi pare il termine più appropriato, anche se ai mie tempi col piffero che andavi in vacanza da solo con la fidanzata.
Dolce consorte si ritira immediatamente ” non credo di reggere a quest’ora a tutte quelle fotografie” in effetti sono quali le 22.
Figlia mette la chiavetta nel pc ed esce la schermata, il fidanzato ha diviso le foto delle vacanze per giorni, e numerando una per una le foto, e già questo mi avrebbe dovuto far preoccupare, i comportamenti maniacali mi fanno sempre paura.
Il primo giorno.
Solo del primo giorno ci saranno state cento fotografie, molte una uguale all’altra, molti panorami assolutamente inutili, il ragazzo ha l’animo del fotografo, ma non le capacità, non vede, fotografa ma non vede. Lo stesso punto fotografato venti volte. Il ragazzo ha una bella macchina fotografica, con un discreto obbiettivo, e siamo in montagna ed è estate.
Le uniche foto discrete sono quelle fatte da figlia che ha imparato da me. ( la modestia è una mia dote innata)
Precisiamo le foto sono fatte bene, ma non hanno anima, sono anonime, e una foto invece deve avere un’anima, dev’essere la tua visione del mondo.
Il fidanzato di figlia fa centinaia di foto continuamente, spesso allo stesso soggetto, oserei dire tutte uguali.
Dopo il primo giorno ero già stanco, ma i giorni erano sei, e stavo invidiando dolce consorte che aveva declinato l’invito a guardare le foto.
2 giorno
Un altro centinaio di foto, non è per infierire, ma escluso per loro due, per gli altri che guardano quello foto che che palle, e la palpebra cominciava a scendere giù.
3 giorno almeno altre cento foto, e per fortuna che aveva fatto una selezione, l’attenzione veniva sempre meno, e la palpebra faceva fatica ad alzarsi.
4 giorno altre cento foto. Penso a dolce consorte che sta beatamente dormendo e l’invidio, non è che io non stia dormendo.
5 giorno, ci va di culo sono solo una cinquantina, infatti non c’era molto da fotografare dice figlia . Volendo si sarebbe potuto fermare a tre foto , e ne sarebbero anche avanzate.
6 giorno la fine del viaggio e la fine delle foto, ma prima bisogna guardare l’ultimo centinaio. Guardo ma non vedo nulla, ormai la mia mente si rifiuta di collaborare….
Figlia ” lo so che tolto qualche foto le altre non hanno senso se non per me e per lui ” dice come a scusarsi.
La colpa è del digitale, puoi fare tutte le foto che vuoi, e anche lo sviluppo costa praticamente nulla.
Una volta i rullini erano da 12- 24 o 36 e costava anche parecchio svilupparle le foto,e dovevi aspettare qualche giorno per vedere il risultato. e comunque non è come adesso che puoi cancellare la foto se viene male, e questo ti costringeva a fotografare con più attenzione e a stare attento, pensare a quello che fotografavi, ed immaginare come sarebbe venuta la foto. Oggi scatti continuamente senza bisogno di pensare, su cento una verrà bene, è nel calcolo della probabilità.
Ora io non voglio fare il sapientone,spesso le mie foto sono tecnicamente imperfette , ma di sicuro rappresentano la mia visione unica del mondo, si riconoscerebbero subito messe in mezzo a cento altre.
Figlia comunque ha apprezzato che abbia guardato con lei le foto, l’importante ora è che non legga questo pezzo.