Pregiudizi e luoghi comuni. Ventenne ” poi si lamentano che le stuprano”.

Prima di arrivare al ventenne, ho un episodio divertente da raccontare sempre inerente ai luoghi comuni sulle belle ragazze.

Sono andato a pagare l’assicurazione, l’ufficio è sulla strada, prima di me c’era un signore già dentro, poi una signora sui 50 anni ben tenuta ma niente di particolare dalla porta d’ingresso e quindi poi venivo io. Ieri c’era un sole da cuocere, di solito ci sono due impiegati, una la figlia del titolare e un ragazzo, un trentenne che oggi era solo a sbrigare le faccende. Nell’altro ufficio c’era il titolare, noi dalla porta vedevamo lui e lui vedeva noi. Mentre mi cuocevo al sole con la signora il proprietario della’agenzia ha continuato a fare i fattacci suoi.

Finalmente è toccato il mio turno, e mentre stavamo sbrigando le cose, è arrivata una bella ragazza che si è piazzata dalla porta, io l’ho capito dallo sguardo dell’impiegato si è illuminato, 20 secondi dopo il proprietario dell’agenzia è uscito dal suo ufficio ” posso essere utile ?” ha chiesto alla ragazza ” No ho finito ci penso io ” ha risposto l’impiegato accelerando sulle cose da fare.

Ora io si è capito se devo dire qualcosa la dico ” A me mi avete lasciato cuocere sotto il sole, poi arriva una bella ragazza… ” Certo il tono era scherzoso. L’impiegato ha provato a giustificarsi ma il massimo è stato il principale che ha detto ” si lui è il tipo che se vede una bella ragazza fa queste cose”

Nell’uscire ho fatto prima entrare la ragazza e tanto che c’ero ho dato un occhiata da vicino….

Mentre tornavo dall’auto, ero in auto ma questa è un altra storia, ecco che vedo una una ragazza con dei pantaloncini di jeans quelli tagliati per intenderci, aderenti, aderenti,aderenti, aderenti che è un mistero come sia riuscita ad infilarseli, la canala del sedere era ben visibile più che fosse stata nuda, era una ventenne straniera, carnagione chiarissima, capelli rossi, una bella ragazza accompagnata da un ragazzo , uno spilungone alto, magro magro e senza culo, capelli lunghi a treccine, niente da vedere con lei. La ragazza camminava ondeggiando in maniera paurosa i fianchi, tipo pendolo quando ti cercano di ipnotizzare….

Alle mie spalle sento una voce ” poi si lamentano che le stuprano ” è un ventenne che conosco, un bel ragazzo, sicuramente più di quello che accompagna la ragazza, che tra l’altro si è fermato a vedere una vetrina, la ragazza incurante del ragazzo che si è fermato ha continuato ad andare avanti nel suo ondeggiare.

” dimmi se è il modo di vestirsi in quella maniera ? Poi è chiaro che le stuprano” finisce di dire.

Mi è venuto in mente il blog.

” Non si stuprano le ragazze ” ho detto. Certo quei pantaloncini era indecenti, il buon senso dovrebbe suggerire di non metterseli, ho pensato, poi però mi è venuta in mente scricciolo, ( la collega) non che con la minigonna inguinale ci fosse molta differenza.

La ragazza è arrivata dall’auto, aveva la targa straniera, e nel frattempo l’ha raggiunta il suo ragazzo.

Il ventenne a quel punto ha detto ” immagino perché esce con lui….” Mi scoccia dirlo ma era stato lo stesso pensiero che avevo avuto io, uno di quei famosi luoghi comuni difficili da debellare, il ragazzo era di colore ” chi sa come ce l’ha grosso ? ” ha detto il ventenne.

Chiedo scusa anche per il ventenne.

25 pensieri riguardo “Pregiudizi e luoghi comuni. Ventenne ” poi si lamentano che le stuprano”.

      1. C’è tanto da prendere in considerazione a partire dal tessuto sociale, al fatto che io essendo donna penso che L eleganza sia in altra cosa, che dubito le donne che han lottato per i diritti pensassero alla mutanda free

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      2. E via così! Si cerca sempre di dar colpe agli altri perché si ha paura delle proprie responsabilità! stupro è una parola agghiacciante e non è giustificato e sicuramente quella ragazza non ne è in cerca! Viviamo in un ambito sociale delirante che spesso pensa di abrogarsi un diritto in base a cose futili ma xke si sbriga il diritto di dire cosa è bene e cosa è male! La violenza non va bene in nessun contesto

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      3. Infatti era quello che ho cercato di dire, ma questa volta mi sa che non è passato il messaggio. Io di sicuro non ho pensato a violentarla, ad altro si, ma non certo a violentarla.
        Chi violenta lo fa solo a scopo di violenza, non certo per sesso.

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  1. La prossima volta che vai in assicurazione, vestiti meglio: un jeans aderente, il pettorale in vista… Magari c’è qualche nuova impiegata che ti fa accorciare l’attesa… 😉

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  2. Uno o una deve essere libero di vestirsi come diavolo gli pare! Detto questo d’estate un uomo può girare quasi nudo che è sempre solo un macho, la donna è sempre una che se la cerca o una poco di buono.
    Fino a quando non si cambia la mentalità malata che c’è sia negli uomini che nelle donne non c’è niente da fare….sarà sempre così.

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  3. Concordo con Raffa. Difficile generalizzare la sottile differenza tra libertà e buonsenso, e soprattutto uso adeguato della libertà stessa. Spesso diventa “il paravento” della volgarità.
    Inoltre, ci sono persone che anche con minigonne inguinali non risultano volgari né fuori luogo, ma è una “dote innata” personale. Ci sono donne che a colpo d’occhio sono “volgari” in tailleur. E uomini che seppur messi in giacca e cravatta sembrano scaricatori di porto “stravolti” a fine giornata lavorativa.
    Penso a certi fisici pompati all’eccesso, ad esempio, o chi ha modo di porsi un po’ “grezzo”, diciamo. Le persone “sguaiate”, come si dice da queste parti.E per le donne, mi vengono in mente Charlize Theron e Michelle Pfeiffer, che credo risulterebbero fini e quasi eteree anche in abito decisamente succinti.

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  4. Se uno fosse davvero convinto in buona fede che una si metta così per cuccare, avrebbe un modo molto semplice per verificarlo: chiederle se ci sta. Se ha azzeccato, può averla senza la fatica di stuprarla. Ma la realtà è che chi fa questo genere di ragionamento sta semplicemente cercando una “buona ragione” che lo giustifichi, mascherando il suo desiderio di stuprare a prescindere. Chi stupra non lo fa per soddisfare un bisogno di sesso, bensì per soddisfare un bisogno di violenza.

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