Ieri stavo riflettendo sulle coincidenze, quando per coincidenza ho letto un articolo che le confutava.
Categoria: atteggiamenti sulla vita
Disastro, classe di terza media in spiaggia, e bestemmie gratuite.
Già il mare non era limpido, e già questo ha urtato il mio umore, ma una banda (più di 20) di adolescenti che festeggiavano la fine della scuola vicino a me obbiettivamente era troppo. Bisognerebbe fare una legge che al di fuori dalla scuola non possano esserci gruppi più numerosi di due adolescenti per volta.
La demenza, riconosco soprattutto dei bipedi maschi non ha limite, pur di mostrarsi alle bipede femmina raggiunge apici quasi intollerabili. Il solo pensiero di essere stato così anch’io mi ha peggiorato l’umore.
Una cosa che non tollero ne negli adolescenti, ma neanche negli adulti è la bestemmia gratuita, io non sono credente ma non la sopporto, spesso ho avuto liti per questo motivo, anche con sconosciuti con tutti i rischi che potete immaginare.
Due di questi dementi bestemmiavano a tutto spiano, stavo per partire quando una ragazzina, la più carina gli ha detto di smettere di bestemmiare , l’effetto è stato immediato hanno smesso. Ora questo dimostra la potenza della gnocca sui bipedi maschi, non credo che le mie minacce avrebbero avuto tanto successo.
Dario e il suo negozio. Seconda parte.
Sono entrato in negozio ed ho salutato, c’erano due uomini di una certa età seduti in modo da dare il meno fastidio, erano lì per cazzeggiare, il padre che stava riabbottonando una camicia, e due clienti donna di una certa età, Dario è uscito dal banco e mi ha stretto la mano salutandomi calorosamente, quindi è tornato alle signore.
Il padre più che vendere ormai fa da intrattenitore, il bello che chiunque entri viene inserito nella discussione in atto.L’argomento era di quando si poteva giocare per strada a pallone, ai loro tempi non c’era il pallone ma stracci che venivano appallottolati, il pallone vero era cosa rara di solito di qualche milanese che l’aveva dimenticato in spiaggia.
Dario serve più clienti contemporaneamente, mentre uno pensa a cosa prendere lui passa al cliente successivo, questo spesso crea confusione a volte si dimentica di aver mandato un cliente a provare qualcosa nel retrobottega non ha un camerino, una volta mi ha mandato a provare dei pantaloni, e c’era una donna anziana in mutande e reggiseno che aspettava che gli portasse non so cosa, un’altra volta c’ero io in mutande in attesa di un paio di pantaloni quando è entrata un’altra signora anche questa anziana. quella volta ricordo di avergli detto che se proprio voleva farmi incontrare delle donne di sceglierle basta più giovani. Donne giovani, giovani da Dario a comprare vestiti di sicuro non ne vengono.
Ha sbrigato con una certa celerità le due donne che mi precedevano, certo l’ultima cliente all’ultimo ” se vuole le faccio arrivare la quinta dello stesso reggiseno ? ” ” no grazie va benissimo questo ” ha detto tutta imbarazzata, otto occhi maschili si erano posati di scatto sul florido seno.
Questa volta ho fatto presto avevo le idee chiare, Dario ha provato a farmi perdere tempo mostrandomi altre cose, e proponendomi cose meno care, stavo comprando il pantalone più caro che tiene ” costa un po mi ha detto ” ” quanto potrà costare?” ho detto tranquillo ” 39, 90 ” mi ha detto ” certo a te faccio un po di sconto” ” per ora ce la faccio ne voglio due paia “ho detto “di colori diversi ” felice di avere chiuso la conversazione ” ma questi costano quasi la metà” ha continuato ” voglio questi ” con voce decisa
Il momento che ti fa il prezzo è topico. Su un foglietto scrive il prezzo che dovrebbe costare e poi parte col prezzo vero che varia a seconda della simpatia, comunque a tutti fa lo sconto. Io è chiaro gli sono molto simpatico ed era indeciso ” facciamo 75 così non abbiamo problemi col resto” ho detto ” va bene ” ha detto tutto contento, per fortuna era entrata un’ altra cliente, pagato, ho salutato e stretto la mano tutti e sono andato via.
Certo alla dolce consorte scoccia un po che non vado con lei a fare questi acquisti, ma lei non andrebbe mai da Dario a comprare dei pantaloni, lei mi porterebbe dove a 39,90 ti danno una stretta di mano se va bene.
Maschio dominante, femmina dominante.
Mio cognato il marito di mia sorella è un maschio dominante, la ragazza di mio nipote ( articolo ieri) è una femmina dominante.
Maschio alfa o beta cosa preferite? Spesso capita di trovare nelle riviste per donne.
Io non sono maschio dominante, ma guai a chi cerca di sottomettermi, la mia reazione di solito è proporzionale all’attacco, certo a volte mi parte l’embolo….. Non amo comandare e allo stesso modo non amo essere comandato, e se qualcuno lo fa deve avere l’autorevolezza per farlo.
Mio cognato è un maschio dominante, ha tutto un suo mondo dove comanda e dispone, e nessuno ha diritto di parola, esagero neanche un po, per non parlare delle molteplici amanti, la sorellina non ha chiuso solo un occhio ma è diventata cieca.
Da bambino era il mio mito, da adolescente ho cominciato a prendere le distanze, da adulti siamo diventati due mondi incompatibili. la nostra fortuna è di vivere ad oltre mille chilometri di distanza.
Il suo fascino è indiscusso, anche le donne libere e indipendente lo trovano interessante, certo non se lo sposerebbero ma mollargliela si.
lo so perché in un certo periodo della mia vita adolescenziale sono stato suo complice, o meglio nonostante fosse già sposato con mia sorella mi rendeva partecipe anche attivamente della sua vita extra coniugale. Motivo perché tra noi ci sono spesso scaramucce ma mai guerre, in fondo è rimasto un affetto profondo.
Per un ventennio ci vedevamo una o due volte massimo all’anno quando la sorellina veniva a trovare i nostri genitori, dopo la morte dei genitori ho avuto la brutta idea di andare io a trovare la sorellina, volevo far conoscere a mia figlia l’altra parte della famiglia, la parte che non ho mai amato ma che esiste.
Una settimana in ospedale o una settimana in casa di mia sorella non avrei difficoltà a scegliere.
Lui comanda e tutti obbediscono anche mio fratello gli obbedisce, ed anche dolce consorte anche se il più delle volte lo manda a quel paese ogni tanto si adegua ai suoi ordini, con me ci ha provato ma lo conosco troppo bene per cascare nelle sue trappole, non rispondo mai, ma non faccio mai quello che dice.
Quando si siede a tavola tutta la famiglia quattro figlie ( voleva il maschio) Dio c’è, mia sorella su questo ha un idea diversa, diventano tutte al suo servizio, lui che comanda e loro che obbediscono, la sorellina giuro gli sbuccia la frutta, tra i miei” sei diventata scema” e i suoi di mio cognato” Fatti i cazzi tuoi “
La fidanzata di mio nipote e una femmina dominante, dei due è lei che comanda, ci sono uomini a cui piace essere comandati dalla propria donna. Lui dice di no, che decidono insieme, peccato che lei è dieci anni avanti a lui, lui dice una cosa lei un altra, alla fine fanno quello che dice lei ma sembra che decida lui, giuro.
Le donne così sono molto intelligenti e sanno riconoscere i tonni da prendersi.
La ragazza di mio nipote fa esattamente quello che fa mio cognato a parti inverse.
Riconosco che da maschio la ragazza di mio nipote esercita un certo fascino anche sul sottoscritto, così come penso che mio cognato eserciti un certo fascino su dolce consorte ( speriamo che si fermi al fascino).
Riconosco che quando parlo con la ragazza di mio nipote ha la dote di farmi sentire bene, furbo, intelligente ed anche bello, e se non fossi quello che sono un miscredente, agnostico incallito conscio esattamente di quello che sono nel bene ma anche nel male, ci potrei cascare anch’io.
Orso il tipo di animale che più mi assomiglia.
Problema di coscienza
Mio nipote figlio del fratello della dolce consorte a cui sono legatissimo è cresciuto con mia figlia era sempre con noi, ha presentato l’ennesima fidanzata, questa sembrava aver fatto centro, unanime approvazione.Intelligente, carina, ma soprattutto simpatica.
Qualche giorno fa un amico di mia figlia sui social ha fatto un commento a mia figlia, ho visto che tua cugino esce con…..
Dopo qualche giorno si sono visti con questo suo amico, con…… è stata una sua ex e secondo lui una traditrice seriale, ed ha portato prove di questa sua affermazione, anche con gli altri ex era successo lo stesso.
Mia figlia è moderna ed ha detto che anche mio nipote è un traditore seriale quindi era un bene che si fossero trovati così da non dare danno ad altri.
Con….. onestamente continua a piacermi, certo ora però la guardo con occhi diversi, certo mio nipote è ormai adulto è vaccinato. Mia figlia ha detto di farmi assolutamente i cazzi miei, e così sto facendo.
Oggi non visto, l’ho vista scherzare con un amico di mio nipote ma…….
La dolce consorte mi attendeva al varco e il negozio di Dario. Prima parte
Alla dolce consorte e figlia è stato proibito di comprarmi del vestiario.
I motivi sono molteplici, ma il principale che abbiamo gli armadi pieni di indumenti che non usiamo, quindi prima io avrei consumato tutto il mio vecchio vestiario, e poi se mai comprato qualcosa.
Ho la fortuna e il merito di non aver preso un chilo, cioè peso esattamente come trent’anni fa quindi mi entra ancora tutto, anzi qualcosa mi sta largo.
Gli indumenti larghi molti sono stati donati, spesso era indumenti nuovi mai usati, li aveva comprati la dolce consorte in mia assenza, spesso i suoi gusti non coincidono con i miei.
La cosa va avanti da un po, così domenica davanti all’armadio ormai quasi vuoto ho fatto fatica a trovare qualcosa da mettere, è per via della stagione ne estate ne inverno.
La dolce consorte era lì al varco che aspettava che dicessi qualcosa, ma non gli ho dato nessuna soddisfazione.
Oggi sono andato nella mia boutique preferita, dal mio amico Dario.
Dario vende di tutto dal bottone al materasso, dal filo per cucire, alle zanzariere, qualsiasi cosa da Dario la trovate, è un negozio alla vecchia maniera, con scaffalature antiche, c’è lui e il padre da cui ha ereditato il negozio, tutto nel quasi caos dove solo Dario ci capisce qualcosa ma anche questo non è sicuro, il tutto in circa venti metri quadrati, più un piccolo magazzino grande circa lo stesso.
Il negozio è un porto di mare, spesso è pieno di persone che vanno lì solo a fare quattro chiacchiere, sembra di essere in un negozio cabaret, Dario ha un modo tutto suo di vendere, la sua clientela come avrete capito è tutta speciale, così come Dario, e il padre.
Prima di andare avanti solo per farvi capire, per comprare del filo ci potreste mettere un ora e uscire invece che con del filo con un paio di mutande e neanche della vostra taglia, ma tutto allegro. Se avete fretta non è il negozio adatto a voi.
Amo semplificarmi la vita.
Lo ammetto non mi piacciono le complicazioni, ne faccio volentieri a meno.
Io sono dell’idea che i guai arrivino da soli senza bisogno di andarseli a cercare, quindi guardo con sospetto tutti quelli che i guai se li vanno a cercare.
La mia dolce consorte ha evitato accuratamente di dirmi alcune cose, sperando che passassero in cavalleria non perché ci fossero cose segrete o altro, ma per non sentirsi dire” te l’avevo detto….. “
Così è la vita…..(piccole rivincite )
Classifica personale di cose tristi che evito il più possibile di fare.
Scritto 6 mesi fa, mai letto da nessuno ( ci sarà un perché) In risposta articolo di Giovanni di Rosa
Le tre cose più tristi secondo la mia personale classifica sono: uno il luna park, secondo le fiere, terzo le stazioni ferroviarie.
Il perché stamattina mi sia fatto convincere dalla mia dolce consorte e da mia figlia ad andare alla fiera di Santo Stefano è facile, era una bella giornata primaverile nonostante siamo in inverno, per andarci non abbiamo avuto bisogno di prendere l’automobile ci siamo arrivati comodamente a piedi.
Fin dall’inizio la tristezza era palpabile tra i visi dei venditori e dei visitatori.
Riconosco che per me le fiere non hanno più senso, hanno perso il loro significato così come il Natale.
La mia dolce consorte e mia figlia non curanti di tutta questa tristezza si sono messe a curiosare tutte allegre tra i vari banchetti, mi sono allontanato da loro perché se no gli avrei impedito di comprare qualsiasi cosa. Infatti si sono fatte raggirare hanno comprato prodotti cinesi credendo che fossero italiani, ma questa è un altra storia.
Raggiunto alla fine della fiera mi è stata proposta una passeggiata al mare, cosa che ho fatto con piacere, peccato che arrivati al mare la mia dolce consorte e mia figlia hanno voluto fare anche un giro al luna park montato sulla spiaggia del lungo mare.
La tristezza dei visi dei visitatori e degli addetti alle giostre se era possibile era ancora maggiore di quelli della fiera, anche questa volta la mia dolce consorte e mia figlia incuranti di tutta questa tristezza, con un allegria non spiegabile hanno deciso giocare al capanno degli anelli, e al capanno della corsa dei cavalli, mentre io chiaramente le aspettavo su una panchina al sole mentre osservavo con curiosità la varietà umana passarmi davanti, anche in questo caso i mie pensieri non erano proprio allegrissimi.
Tornate tutte allegre per aver vinto un bambolotto, siamo passati dalla stazione per vedere l’orario di un treno. Mi sono rifiutato di entrare dentro la stazione, mi è bastato guardare i visi di quelli che uscivano, o che entravano. La stazione per me è un posto tristissimo, non mi è chiaro il motivo non avendo mai avuto nessun trauma dentro una stazione ferroviaria, ma entrare in una stazione mi mette una tristezza profonda, la mia dolce consorte e mia figlia sono uscite tutte allegre abbracciate una all’altra, quindi siamo tornati a casa con sentimenti diversi.
La morale di questa storia – non siamo tutti uguali,quindi non fatevi condizionare da quelli come me, lasciateci perdere, fate finta di niente e divertitevi.
Mario e la padrona.
Mario il mio amico quello che ha avuto tante donne ma proprio tante, un giorno mi ha presentato una sua amica Marta ( nome di fantasia )una signora sui 50 anni, una discreta donna ma niente di particolare ai miei occhi.
Tempo dopo mi ha raccontato che per vivere Marta fa la padrona, cioè ci sono sia uomini che donne che la pagano per farsi umiliare, Mario mi ha detto che guadagna parecchio.
Queste pratiche hanno poco da vedere col sesso mi continuava a raccontare Mario, Marta non faceva sesso con questo tipo di clienti, certo spesso i clienti rimanevano nudi in posizioni imbarazzanti, frustati, presi a cinghiate, portati al guinzaglio ecc….
Marta voleva fare sesso con Mario e a sua volta Mario avrebbe voluto fare sesso con Marta ma c’era un problema, Marta voleva essere pagata anche un euro ma essere pagata, era una regola che si era data e che sulla quale non transigeva, Mario era disposto a portarla a cena e pagare tutto lui ( cosa che fa sempre, in questo Mario è un signore), ma non gli avrebbe mai dato un euro per fare sesso, lui non aveva mai pagato una donna per fare sesso e non avrebbe certo iniziato adesso.
Mario nel suo ambiente che non è il mio come avrete capito, ormai ha un nome, così molto spesso sono le donne stesse che si offrono, un’avventura di una notte senza complicazioni, e di sicura qualità niente ops mi dispiace……
In questo ambiente Mario ha conosciuto Marta, va detto che a Mario piace fare il piacione con le donne è tutto gentile, e simpatico ed accondiscendente, e non ha mai avuto grosse pretese in fatto di bellezza , capirete il suo successo.
Marta a sua volta ha due vite una da padrona che gli permette di avere una vita agita, ed una vita personale a quanto pare con esperienze non delle migliori tanto da vivere da sola, qualcuno deve avergli dato qualche grossa fregatura se ora vuole essere pagata anche per fare sesso, anche poco ma pagata a quanto pare è diventata una questione di principio.
La questione vista da occhi esterni potrebbe sembrare solo un semplice puntiglio di poco conto ma per due così è diventato un problema insormontabile, nessuno dei due ha voluto cedere.
Mario non ha voluto pagare l’ euro, lei che è padrona non ha voluto cedere.
Io sono un liberale convinto, uno nella sua camera da letto fa quello che vuole a patto che tutti siano d’accordo, e nessuno sia forzato a fare nulla. ( anche se solo per amore )
Dedicato ad un nuovo amico di blog. Crapa Pelada.
Disavventure romane il Colosseo quadrato. (prima parte)
Mi scuserete se inizio a raccontare la mia tre giorni romana partendo dal secondo giorno.
Tutto parte da un grande equivoco, il convegno della dolce consorte non era all’EUR ma in un altra zona sempre periferica, 50 minuti circa a piedi dall’EUR
Come è nato l’equivoco è stato appurato ma è ininfluente nel racconto.
La mattina del lunedì con la mia dolce consorte siamo arrivati con largo anticipo sull’orario del convegno, e abbiamo chiesto delucidazioni ad alcuni addetti alla ricezione su dove fosse il Colosseo quadrato, dalla faccia che hanno fatto avrei dovuto capire……
Colosseo quadrato o meglio Palazzo della civiltà italiana, o anche della civiltà del lavoro, voluto da Benito Mussolini.
I due addetti alla ricezione non erano d’accordo sulla strada,(in quel momento scoprivo che il posto dove eravamo non era l’Eur) dopo varie ricerche fatte tramite telefonino la questione non era stata risolta, altro segno…….
I due addetti molto simpatici mi proponevano di prendere l’autobus, o un taxi, ” ditemi basta la direzione e via facendo chiederò informazioni” rispondevo ” ho tutto il giorno a disposizione 50 minuti non sono un problema” Beata debbenaggine.
Salutati dolce consorte e addetti mi incamminavo verso la meta, e proprio in quel momento cominciava a piovigginare, aprivo il mio ombrellino e tutto speranzoso andavo verso la meta.
Dimenticavo ero in via del Caravaggio, una zona con molto verde.
Camminavo tutto assorto nei miei pensieri, quando arrivavo in un mercatino rionale, poche bancarelle quasi tutte di extra comunitari, pochissima gente, la pioggia leggermente più insistente non incoraggiava di sicuro le persone.
Ero ad un bivio e quindi chiedevo, la prima volta una signora mi rispondeva che non sapeva assolutamente nulla di questo Colosseo, e quindi inadatta ad indicarmi la strada, la seconda volta un signore molto gentile e sorridente, mi indicava la direzione.
Le facce delle persone in questa storia hanno una certa rilevanza , infatti si passava da questo è scemo, a questo è strambo, soprattutto quando dicevo di voler fare la strada a piedi.
Riprendevo il mio cammino e dopo qualche minuto la pioggia cominciava a cadere sempre più insistente, lo ammetto avrei dovuto fermarmi e tornare indietro, ma avevo ormai deciso che sarei andato a vedere sto cazzo di Colosseo quadrato, e quindi sono andato avanti. La pioggia cadeva sempre più insistente, ho visto una via laterale che portava in una zona abitata, visto l’acqua che cominciava a venire giù molto forte mi ci sono diretto, all’inizio della via c’era un bar tabacchino, tutti simpatici, non scherzo, disponibili compresi i clienti, alla mia domanda se ero nella giusta direzione del Colosseo quadrato tutti hanno fatto una faccia stupita non sapendo assolutamente di cosa stessi parlando, e sono andati a vedere sul cellulare e solo allora alcuni hanno compreso…..
Ho aspetto che la pioggia calasse di intensità con un motociclista che si era fermato a prendere un caffè, un altro romano simpaticissimo (vero), di destra estrema che avrebbe curato i mali di questo paese in maniera leggermente più decisa, più che case popolari avrebbe costruito molti carceri popolari.
La pioggia calava di intensità e pareva aprirsi il cielo quindi riprendevo il mio cammino, Domanda: a Roma periferia esistono zone solo di strade ad alta densità di circolazione di automobili tre corsie in ogni direzione, con solo prati intorno e senza nessuna possibilità di riparo in caso di pioggia forte ? Risposta : Si esistono ed erano esattamente nel punto in cui mi trovavo io.
Bagnato è dir poco, le scarpe erano zuppe, i vestiti pure, in questi casi si va avanti, se no si fa come quel matto che per scappare doveva scavalcare dieci cancellate, arrivata alla nona dice ” non ce la faccio più ” e torna indietro. Dopo qualche minuto sono arrivato all’inizio di un paesino ed all’ennesimo bivio e quindi chiedevo. La prima ragazza dal bel culo ( commento superfluo) , ma dalla faccia non troppo sveglia mi rispondeva ” lavoro qui dodici ore al giorno, ma abito da un altra parte, ma non so assolutamente di strade che portino a questo Colosseo quadrato” La seconda signora ” lavoro qui dodici ore al giorno, ma abito da un altra parte, ma non so assolutamente di strade che portino a questo Colosseo quadrato” Stesso lavoro identica risposta.
Mi dirigevo alla mia sinistra, c’era un distributore.
Maternità voluta, paternità non voluta.
A qualche donna ogni tanto piace forzare la mano.
Luana nome di fantasia lavora in una cooperativa per la mia ditta, non è di questi posti è venuta qui da due anni, dietro a quello che avrebbe dovrebbe essere l’amore della vita.
All’inizio tutto bene, finché lui non ha saputo del passato libertino, molto libertino della ragazza. Ora quello che scrivo non so assolutamente sia vero o no, così come mi è stato raccontato racconto, diciamo che la voce è abbastanza attendibile, magari ha calcato un po la mano.
La ragazza qualche tempo fa era arrivata al lavoro piangendo, perché il suo uomo(informato da qualcuno) la voleva lasciare per una storia precedente alla loro relazione stabile, di pompini fatti ad un testimone di Geova , che per via di questa storia era stato lasciato dalla moglie. Luana si dichiarava colpevole, ma cambiata, pentita ormai un altra, le vie del Signore delle volte sono veramente infinite.
Il risultato era che dal matrimonio annunciato a breve termine, si era rimasti ad una convivenza travagliata.
Luana è incinta ma non è felice, diciamo che il suo uomo non l’ha presa bene, sembrerebbe che non sia stato avvisato della bella pensata di avere un figlio da parte di Luana.
Di umoristico tolto i pompini al testimone di Geova che per qualche strano motivo a me fanno ridere, in effetti non c’è molto.
Se ci saranno novità vi farò sapere.
Femmina
Finalmente dopo quaranta giorni il veterinario mi ha dato il via libera, ho potuto sciogliere dalla catena il mio cane.
Siamo andati sul lungo fiume come il nostro solito, e dopo quaranta giorni di catena o guinzaglio ininterrotti, libera.
Mi sarei aspettato che cominciasse a correre all’impazzata, invece a cominciato ad abbaiarmi, come se se stesse protestando per qualcosa, poi a passo lento a cominciato ad andare verso il fiume, e continuando ad abbaiarmi si è tuffata in acqua, qui a continuato ad abbaiarmi, quindi ha giocato al suo gioco preferito la lotta col sasso grosso, continuando di tanto in tanto ad abbaiarmi, quindi al mio richiamo è uscita e sempre libera mi ha seguito fino a casa, qui l’ho legata nuovamente ( altri 10 giorni) libertà vigilata.
Ora perché mi ha continuato ad abbaiare giuro che non lo capisco, ma considerando che è femmina c’è poco da capire.
Non c’entra l’età
Le chiavi, stamattina cercavo le chiavi di casa e non le trovavo, preso telefonino telefonato in ditta ” si sono qui ” ha detto ridendo una mia collega.
Rideva perché è un classico che le dimentichi da qualche parte, dalla macchinetta del caffè, nella serratura dello stipetto, nella porta di casa ma all’esterno chiudo e le lascio lì, quelle della moto sulla moto, da sempre non c’entra l’età ho iniziato da bambino e ho continuato ininterrottamente fino ad oggi.
Certo oggi se non le trovo so dove le ho lasciate, e questo è già un bel passo avanti non perdo più tempo a cercarle, ogni chiave ha il suo posto, se non è lì l’ho dimenticata da qualche parte, basta fare mente locale ed è fatta.
Ricordo una volta di aver dato la colpa alla mia dolce consorte, eravamo al mare di avermi fatto cadere le chiavi nella sabbia e quindi di averle perse, aveva messo in ordine i miei vestiti gettati alla rinfusa sulla sabbia, un ora a cercare quelle maledette chiavi, niente, nella sabbia nulla.
Tre giorni dopo un bambino con la maschera è uscito dal mare gridando alla mamma ho trovato delle chiavi, le mie chiavi, le avevo messe nella tasca del costume e poi perse.
Il bambino ha ricevuto 5 euro gelato gigante, la mia dolce consorte le scuse.
Non sono babbo natale o Gesù bambino a portare i regali a natale.
Considerando i pochi lettori che ho, e la media della loro età spero di non avervi dato una notizia che non sapevate già, in quel caso mi scuso, certo certe illusioni sono le ultime a morire.
Avevo sei anni e facevo la prima elementare, era vigilia di Natale.
Io sono sempre stato quello che si definisce un bravo bambino molto educato, e timidissimo, quindi non avevo nessun motivo per non pensare che Gesù bambino non mi avrebbe portato un dono. Mia madre mi ricordo come se fosse adesso entrò in camera da letto, ero solo, e mi disse ” I regali di natale non li porta Gesù bambino, ma li fanno i genitori, siamo senza soldi, e per quest’anno non possiamo comprarti nulla appena potremo ti faremo un bel regalo ” Fine della comunicazione, e ricordo mia madre che usciva dalla camera. Tutto vero.
La mia famiglia era composta oltre i mie genitori da altri tre fratelli tutti più grandi di me, un fratello e due sorelle, eravamo immigrati dal sud al nord da qualche hanno, per la precisione da quando avevo sei mesi.
Mio fratello due anni prima aveva 16 anni aveva lasciato la scuola non perché non fosse bravo anzi, mio padre aveva perso il lavoro, mia madre non aveva lavoro, e mio fratello si era trovato un lavoro per aiutare la famiglia.
Le cose poi erano migliorate, ma quell’anno la ditta dove lavorava mio padre era fallita, senza pagare gli stipendi, era tre mesi che non li pagavano,e poi altre cose tristi, ma come sapete odio le cose tristi e quindi sorvoleremo, tutto è passato, mio padre poi ha trovato un ottimo lavoro, mia madre si è aperta un negozio e la nostra vita poi dal lato economico non è più stata un problema,ma per due anni siamo stati quasi poveri , e per qualche mese poveri.
Poveri che brutta parola.
Io come detto ero un bambino bravo e non avevo fatto molti drammi, infondo non ero mai stato abituato ad avere molto, anzi….
Il problema era nato quando finite le vacanze di natale eravamo tornati a scuola, quando la maestra aveva chiesto che regali ci avesse portato Gesù bambino, tutti avevano iniziato ad alzare la mano e a dire i doni ricevuti tutti più di uno, l’unico che non aveva ricevuto nulla ero io, e lì che ho avuto la consapevolezza della situazione della mia famiglia, inventai un pupazzetto ” ma come solo un pupazzetto? ” era la domanda che mi facevano i compagni ” no ” avrei dovuto dirgli”non esiste Gesù bambino, e i miei sono senza soldi” invece dicevo ” si ma è molto bello”. La verità e che avrei dovuto inventare un regalo più bello, ma allora ero povero anche di idee.
In tutta onestà se non fosse stato per questo episodio forse non avrei neanche saputo di essere povero, sono stati i racconti soprattutto di mio fratello vera vittima del momento , e delle mie sorelle più grandi a farmi capire molto tempo dopo la gravità della situazione, siamo stati poveri dignitosi, nessuno ha fatti drammi, ma a quei tempi forse era più facile essere poveri non c’erano tutte le balle di oggi.
Mi prendo il merito di non aver mai detto a nessuno dei compagni di scuola o amici di gioco che Gesù bambino non esisteva, ho sempre finto di crederci fino a quando eravamo ormai in quinta elementare, e un nostro compagno di gioco più grande disse a me ed altri due miei amici” non è vero che esiste babbo natale sono i genitori che portano i regali, e poi che i bambini uscivano dalle donne” indicando il basso ventre
Su babbo natale sapevo che diceva la verità nonostante l’incredulità dei miei amici, ma che i bambini uscissero da lì mi era sembrata veramente una grossa bugia anche a me.
Pezzo per solo uomini ( neanche tanto intelligenti) vietato alle donne. Mario e una sua perla.
Mia figlia mi ha diffidato dal pubblicarlo.
Ieri ero con Mario, quando è passato Alfio un nostro conoscente in comune con la moglie.
Alfio è un discreto uomo, molte direbbero un bell’uomo mentre la moglie è veramente brutta, ora essere brutti non può essere una colpa e infatti nessuno accusa la signora di essere brutta ne prendiamo solo atto.
Il discorso tra me e Mario è scivolato su come mai Alfio si fosse sposato con una donna così brutta quando avrebbe potuto scegliere donne più avvenenti. ( discorsi da scemi, lo so)
Ora molti diranno la signora sarà molto intelligente, avrà un animo speciale, sarà simpaticissima, ecco la verità che la signora non è niente di tutto questo, le poche volte che ci ho parlato sicuramente a me non ha dato questa impressione.
La verità che Alfio è un uomo molto ma molto geloso, e quindi ha preso una moglie brutta e senza molte qualità sperando che nessuno la insidiasse, follia, mancanza di auto stima fate voi.
Mario che di donne ne ha avute tante ma proprio tante ha contestato la scelta.
Le donne brutte sono quelle che tradiscono più facilmente ha detto.
Siete in tempo per uscire dal blog.
“Le donne belle sanno di essere belle ed hanno ogni giorno continui approcci di tipo sessuale, le donne brutte sanno di essere brutte, e difficilmente hanno ogni giorno approcci di tipo sessuale” Mi ha detto Mario, quindi va da se che una brutta tende ad approfittare delle poche occasioni che gli capitano, e a darla più facilmente.
Mario mi ha fatto molti esempi e molte sue esperienze.
” Scusa” ho detto ” noi uomini abbiamo il problema di farcelo venire duro, e se una donna è brutta ? ”
” Il problema non è la botta e via” mi ha spiegato Mario” ma il continuativo cioè farlo per una vita come il marito, a me è capitato ha detto di farlo con qualche donna brutta, basta farlo al buio, bisogna spegnere la luce” ha finito di dire Mario
Mi scuso con tutte le donne, ma l’ idea che bastasse spegnere la luce mi ha fatto morire dal ridere, e si ci penso rido ancora adesso.
La zia suora seconda parte
Mia zia ha 98 anni, ma direi che ormai siamo alla fine, ho telefonato qualche giorno fa e mi ha risposto, cosa non scontata, mi ha chiesto di pregare per l’ennesima volta per lei, perché il buon Dio la porti finalmente da lui, finora mi sono rifiutato per ovvi motivi non sono credente, e le voglio molto bene, ma dal sul pianto finale credo che lo farò non si mai serva a qualcosa, ha dolori fortissimi ormai dappertutto. La sua fede non ha mai avuto un solo cedimento. ” Se per i dolori che ho non riesco più neanche a pregare che senso ha restare qui? In ogni caso mi affido al volere di Dio” mi ha detto
La vita da suora non è una vita facile è una vita piena di preghiera ma anche di molto, ma molto lavoro almeno ai suoi tempi. Ora è in un ricovero per suore anziane nei pressi dei Castelli Romani.
I mie genitori praticamente il loro viaggio di nozze l’hanno fatto due anni dopo ( era già nato il mio primo fratello), quando sono andati a Roma ad assistere al matrimonio di mia zia con Dio e diventare sua sposa. Il noviziato a quei tempi durava due anni.
Mia zia mi vuole un mondo di bene, ma ne vuole ancora di più alla mia dolce consorte “un angelo mandato da Dio sulla mia strada per salvarmi” sue parole.
Ha vissuto tutta la sua vita come una missione affidandosi ciecamente nelle mani di Dio. Rifarebbe tutto dice, certo come scrivevo all’inizio però ha sempre avuto un solo senso colpa, quello verso mia madre, pensava sempre a quella ragazza di vent’anni sradicata dalla sua casa , sposa con uno sconosciuto, e alle prese con altri due uomini da accudire, ma questa è un altra storia.
La zia suora. Prima parte.
Se io e i mie fratelli siamo nati molto è dipeso dal fatto che mia zia avesse la vocazione, ma la vera vocazione sin da piccola mia zia voleva fare la suora.
Tutto il suo tempo libero lo passava in chiesa o a leggere cose di chiesa.
Mia zia era tra l’altro una bella donna, molti l’avevano chiesta in sposa ma lei aveva già deciso a chi donare il suo cuore, e tutte le proposte erano state rifiutate.
Ma si sa che le cose non vanno sempre come si vuole. Mia nonna era morta abbastanza giovane, e l’altra zia maggiore purtroppo aveva fatto la stessa fine lasciando tre figli, il marito era partito da tempo per l’Argentina a cercare fortuna.
Mia zia era rimasta l’unica donna di casa, il fratello più grande si era sposato, ma in casa c’erano ancora due fratelli più grandi di lei senza moglie, oltre il padre e i tre figli della sorella morta, certo non poteva andarsene senza fare peccato.
In suo soccorso dopo due anni il padre dei tre ragazzi aveva fatto in modo che lo raggiungessero in Argentina , quindi erano rimasti i due fratelli e il padre, ma qui una soluzione si poteva trovare,
Mia zia una sera preso il coraggio aveva detto ” io voglio fare la suora ( aveva già scelto l’ordine in cui andare) tra un po scade l’eta massima per poter accedere all’ordine, quindi uno dei due si sposa, e così io posso andare tranquilla senza il rimorso di avervi lasciati soli “
Nessuno dei due fratelli si voleva sposare, ma questo sarà oggetto di un altro racconto, ma volevano bene alla sorella e sapevano da sempre del suo desiderio, quindi non senza rammarico il fratello più giovane ( mio padre ) acconsentì a prendere moglie.
Ora a quei tempi le cose da questo punto erano molto più semplici, domandato in giro(non voleva nessuna del paese) gli era stato proposto una ragazza di un paese vicino,così tutte le parti si erano messe d’accordo, mio padre era andato a vedere la ragazza che si era fatta trovare fuori dalla porta, così mio padre era passato l’aveva vista e deciso che andava bene. ( mia madre aveva 20 anni ed era molto bella ) Mia madre aveva visto mio padre ed aveva deciso che poteva andare bene ( mio padre aveva 32 anni ed era bello, la cosa incredibile che nessuno dei figli ha preso la loro bellezza).
Dopo qualche mese, qualche incontro sempre in presenza di altre persone i mie genitori si sono sposati, una donna entrava in famiglia e un altra poteva andare verso la sua vocazione non senza sensi di colpa ( mai sopiti ) nei riguardi di mia madre.
Il mio amico Mario telefonino e distrazioni in auto
Ieri il mio amico Mario quello che ha avuto tante donne ma proprio tante era particolarmente incazzato (scusate il termine)ed è partito con una filippica sull’inasprimento delle multe per chi viene sorpreso alla guida col cellulare.( io sono favorevole all’inasprimento) ” Io non ho mai fatto incidenti mentre ero al telefonino” ha detto adirato.
Visto che non capivo dove voleva andare a parare ho chiesto delucidazioni.
” allora proibiscano anche alle donne di girare in minigonna o coi pantaloni attillati ” ha detto Mario.
Semplice, Mario nel mattino per guardare il culo di una donna ha tamponato la macchina davanti a lui, niente di grave la velocità era minima.
Come non dargli ragione, il mio unico incidente è stato molto simile, il divertente è che conoscevo bene la donna in questione, e in un altra occasione ho raccontato l’accaduto.
Sono passati anni e anni ma ogni volta che mi vede ride con affetto.
Trecento mila lire di scocca mi era costato guardargli il culo.
L’esorcista parte quarta (ultima)
Con Matteo è stato uno scontro amichevole ma sempre uno scontro, io come detto sono agnostico, ma ho letto la bibbia ( c’è una versione fatta da famiglia cristiana con commenti molto bella ) i vangeli ecc…. Matteo riconosco conosce perfettamente tutti i testi sacri, sono andato a controllare tutte le citazioni fatte erano corrette.
Matteo ha deciso di dedicare la sua vita a Dio, perché non fosse diventato sacerdote o frate a tutti gli effetti è una cosa che gli ho domandato, la risposta è stata che la voce non aveva voluto, forse per lui c’è in serbo altro.
La serata era molto interessante, quando la mia dolce consorte aveva tirato fuori l’episodio dell’ esorcista al che Matteo era intervenuto dicendo ” io ho visto il diavolo “
Per diventare esorcisti riconosciuti dalla chiesa bisogna essere necessariamente sacerdoti, questo non significa che non ci sia tutto un mondo di mezzo.
Matteo a questo punto ha voluto raccontare la sua prima esperienza col demonio.
Il racconto è stato bellissimo ed io non ho trovato nessuna incoerenza, tra l’altro nel tempo ho risentito la storia ed era esattamente uguale.
Ultima precisazione Matteo non si muove ai margini della chiesa, ma dentro la chiesa. Diciamo che si è creato col tempo una forte credibilità che spesso spinge le persone a rivolgersi a lui invece che hai rappresentanti ufficiali, ma lui nonostante tutto obbedisce sempre alla chiesa.
I genitori di una ragazza l’avevano chiamato ed espresso il timore che la figlia fosse indemoniata, in casa succedevano cose strane, e la ragazza era totalmente cambiata, era diventata aggressiva e davanti ad immagine sacre aveva reazioni furiose. Matteo era ancora all’inizio del suo percorso spirituale.
Matteo aveva incontrato la ragazza una prima volta, e da qui la scelta di chiamare il sacerdote esorcista.
L’appuntamento era stato dato nella chiesa del paese con l’ accordo del sacerdote del posto.
La chiesa era stata chiusa dopo che la ragazza e i genitori erano entrati.
Matteo e il sacerdote esorcista si erano avvicinati alla ragazza, e qui la ragazza aveva cominciato a dare subito segni di insofferenza, aveva cominciato a gridare di voler andare via.
Ora i miei ricordi possono essere imprecisi quindi dirò solo le cose di cui mi ricordo.
All’inizio delle preghiere la ragazza reagiva violentemente, prendeva una panca di legno di quelle pesanti la sollevava e lanciava, e cominciava a dire cose contro la chiesa, la voce non era più la sua, imprecava contro il sacerdote e Matteo, i genitori della ragazza erano spaventatissimi e si erano rifugiati andando verso l’altare. L’esorcista non deve mai e poi mai dimostrare di avere paura al demonio, deve affrontarlo forte della sua fede, questo è il motivo per cui i veri esorcisti sono pochi, la fede deve essere forte e salda, ne va della loro anima e vita. Se la fede è forte e certa il diavolo non può toccare o fare assolutamente del male al sacerdote Il diavolo tenta spesso gli esorcisti nella loro vita. tutto questo diceva Matteo.
Matteo ricorda particolarmente questa storia perché è stato la sua prima volta in cui ha visto il volto del diavolo, la ragazza si trasfigurava continuamente, a volte era il suo volto a volte del maligno.
Alla mia domanda di quale fosse il viso del maligno Matteo rispondeva che non era un viso ben definito. Un viso spaventoso pieno di odio, e di rabbia. Credo che ognuno di noi abbia un idea personale del viso del diavolo ed è probabilmente quella che si vede in queste occasioni.
Il sacerdote continuava a pregare e fare cose che obbiettivamente non so.
La ragazza continuava a gridare parlando in lingue sconosciute, scaraventando tutto quello che trovava sottomano con una facilità incredibile, la ragazza si trasformava in continuazione in un altro essere, finché sfinita si era gettata a terra mentre il sacerdote continuava a pregare e a dire formule.
Il demonio non va mai via in una volta sola in caso di possessione, a volte ci vuole più di un anno, e a volte non basta. per la ragazza ci era voluto molto di più. I riti vanno ripetuti con regolarità nel tempo diceva Matteo.
La ragazza era come svenuta e poi risvegliata, mentre il sacerdote continuava nelle sue preghiere, per quella volta il demonio aveva perso e si era ritirato.
Le presenze demoniache esistono in tutte le religioni , le persone indemoniate pure non sono solo prerogativa della fede cattolica.
Personalmente il liquidare il tutto come malattie mentali penso sia sbagliato, o come i miracoli anche quelli presenti in tutte le religioni a semplici episodi sia scorretto. Esiste un mondo di cui non sappiamo assolutamente nulla.
La ragazza si era ripresa, ma non ricordava assolutamente nulla di quanto fosse successo, i genitori solo all’invito del sacerdote si erano avvicinati.
Mia figlia non ha dormito quella notte, io personalmente ero rimasto ammirato dal racconto, ma non era molto diverso da quello raccontato nei film, o letto nei libri. La grande differenza stava che avevo davanti la persona che diceva di aver visto il demonio.
Vero o falso ?
Matteo è sicuramente una persona fuori dal comune,sicuramente un uomo con una grandissima personalità, con certezza tutto quello che fa non lo fa per denaro. Io sono stato l’anno dopo in pellegrinaggio con lui, sono partito senza fede, e sono tornato senza fede, ricco di molte altre cose ma non di fede, nulla di rivelante è successo in mia presenza, allo stesso avvenimento dove molti avevano sentito la presenza della Madonna io non avevo percepito nulla.
Matteo ogni tanto continua a venirci a trovare, la mia dolce consorte per altri tre anni ha organizzato viaggi a Medjugorje, poi per i molteplici impegni di lavoro ha smesso di organizzare i pellegrinaggi, ma la sua fede nella Madonna è salda.
L’Esorcista parte terza.
La mia dolce consorte ha conosciuto in maniera abbastanza strana Matteo, il caso ha voluto che mio cognato, il marito di mia sorella, che vivono nel profondo sud, fosse anche lui in pellegrinaggio con Matteo, proprio nello stesso periodo.
Mio cognato è un personaggio incredibile ( impresario di successo) l’ultima cosa che avrei creduto possibile vederlo andare in pellegrinaggio, sapere che si fosse confessato e preso la comunione. Durante la confessione alla domanda ” quali peccati hai fatto ? ” tutti, escluso l’omicidio, tutti ” Ha risposto onestamente, in realtà all’omicidio ci era andato vicino, ma per sua fortuna quell’uomo era stato in coma per una settimana, quando si era risvegliato aveva confessato che era lui che voleva uccidere mio cognato, la pistola era la sua , ma nella colluttazione che c’era stata era partito un colpo, e lui aveva avuto la peggio.
Farò un esempio per cercare di farvi capire quale tipo sia mio cognato, entrato in casa di un suo amico, il cane un pastore tedesco dell’amico l’aveva morso, mio cognato ha inseguito il cane l’ha preso per il muso in modo che non potesse più mordere e gli ha staccato un orecchio con un morso. Il proprietario del cane mi ha raccontato il fatto, nessuna vanteria di mio cognato.
Mio cognato non ha paura di nulla è folle allo stato puro, quando gli parte l’embolo lo fermi solo se l’abbatti, per il resto è fantastico.
Matteo non solo l’aveva convinto ad andare in pellegrinaggio, ma a fare anche la comunione, l’ultima volta che mio cognato che aveva preso l’ostia santa era stato alla sua prima comunione, un tipo che era riuscito a fare tanto andava conosciuto.Il percorso di fede di mio cognato ha dell’incredibile, uno che guarisce da una malattia senza speranza in confronto è nulla.
Matteo gira estate e inverno senza scarpe e calze, solo sandali, si veste sempre in maniera molto semplice pantaloni e maglietta d’estate, o maglione d’inverno, raramente gli ho visto mettere una giubbotto.L’unico segno di fede un crocifisso di legno al collo.
Matteo vive come mio cognato nel profondo sud.
Per molti è un mistico, e lo seguono ciecamente, io quello che posso dire che certo non lo fa per denaro.
Come detto eravamo tutti a cena a casa mia una quindicina di persone( Matteo ha un suo gruppo personale che lo segue ovunque, ma tutte persone con una vita normale) sarebbero partiti all’indomani per Madijugorje, compreso mio cognato, la mia dolce consorte aveva trovato inoltre una quarantina di persone, certo aveva un rammarico ne io ne mia figlia eravamo nell’elenco.
La prossima volta finisco la storia ma questa lunga premessa era necessaria.
L’esorcista parte seconda
Matteo quando l’ho conosciuto aveva superato da poco i 50 anni, era venuto insieme a molti altri a cena a casa mia.
La mia dolce consorte aveva organizzato con l’aiuto di Matteo un pellegrinaggio a Medjugorje, era lì che l’aveva a sua volta incontrato la prima volta.
Il caso a volte è strano.
Una mattina la mia dolce consorte si era alzata , e mi aveva detto “devo andare a Medjugorje,” giuro è andata proprio così. Ora la mia dolce consorte è cattolica ed è abbastanza praticante, ma niente da vedere con le persone che stanno sempre in chiesa, nel giro di pochi giorni ha prenotato c’era un pellegrinaggio in partenza da lì a poco ed è partita.
Sentiva che quel viaggio doveva farlo da sola, e quindi non mi ha chiesto di accompagnarla, e io a dire il vero mi son ben guardato dal chiederglielo.
In quel viaggio sono successe molte cose, riconosco che la mia dolce consorte è tornata cambiata, sul meglio avrei molto da dire, cambiata si.
Oltre che incontrare Matteo, la mia dolce consorte sostiene che la Madonna gli ha mandato dei segni inequivocabili.
Matteo ormai da anni vive organizzando pellegrinaggi, ma veri pellegrinaggi, lo so perché una volta io e mia figlia siamo stati costretti (quasi) a partecipare, riconosco che alla fine è stata una delle esperienze a livello umano più straordinarie della mia vita, e molto è dipeso da Matteo. ( ma questo non è l’argomento )
Tra le cose successe alla mia dolce consorte c’è questa esperienza.
Il viaggio proprio da sola non l’aveva fatto, era andata con una sua amica e mia sorella.
Una sera per caso erano finite in una sala dove c’era un famoso sacerdote esorcista , ma loro questo non lo sapevano, che stava facendo una specie di conferenza, quando insieme a loro era entrata una coppia marito e moglie sui 60 anni, quando la donna dopo qualche minuto ha cominciato a gridare e a buttarsi per terra come colta da un attacco epilettico, tra lo spavento e lo stupore di tutti, il sacerdote si è avvicinato ed ha cominciato a pregare ed altro che ora non saprei dirvi senza inventare, la donna dopo poco si è tranquillizzata ed è tornata alla normalità.
La mia dolce consorte di questo episodio ha dei ricordi ben precisi, la folata di vento freddo arrivata improvvisamente, e gli odori, all’inizio un odore cattivo, e alla fine un odore floreale. La mia dolce consorte era è rimane una fifona, ma in quel caso mi ha raccontata di essere rimasta calma, la madonna l’aveva chiamata, e lei non poteva e non doveva aver paura.
L’esorcista parte prima
Conosco un esorcista, si uno di quelli che cercano di scacciare via il demonio.
Sono agnostico ma molto curioso, discutere con chi la pensa come te è tendenzialmente noioso.
L’esorcista in questione è un frate laico con una vita molto ma molto particolare, nel mezzo della sua gioventù non uno sfigato per intenderci, ma uno che si divertiva parecchio soprattutto donne, una sera passando davanti ad una chiesa ha sentito il bisogno di entrare, e qui la chiamata.
Lasciato tutto si è rinchiuso in un convento inerpicato nei monti facendo vita da quasi eremita a studiare la bibbia e tutti i testi sacri, dopo cinque anni la stessa voce che l’aveva chiamato gli ha detto che era ora che tornasse nel mondo e si dedicasse a gli altri,lui non voleva perché in convento aveva trovato la sua pace la sua dimensione ma lo voce è stata irremovibile “torna nel mondo”
Obbediente è tornato alla vita.
Un frate laico fa promessa di povertà, castità, obbedienza, e vivere il carisma dell’istituto.
Questi avvenimenti sono sicuri, sulle voci chiaramente abbiamo solo la sua parola non abbiamo nessuna registrazione.
Le cose che so sicuramente.
Un grande ascendente su gli altri, soprattutto donne, riconosco che se avesse voluto avrebbe scopato parecchio. Ora se scopa o no non lo posso sapere esattamente, so che due donne (una è una mia amica) che si sono proposte sono state rifiutate in maniera molto gentile ma rifiutate. Ora perché due donne di chiesa si siano offerte sessualmente ad un frate laico rimane un mistero, forse Dio gli manda le tentazioni per mettere a prova la sua fede.
In realtà ha il dono di leggere l’animo delle persone, di vedere cose non dette, e di dare soluzioni. La mia amica dopo aver parlato con lui ha lasciato il fidanzato, cosa che tutti gli avevamo detto di fare, ed è diventata una credente osservante, e si è chiaramente innamorata persa di lui, il frate Matteo.
Se dovessi piacere a tutti avrei meno rispetto di me stesso.
Se dovessi piacere a tutti avrei meno rispetto di me stesso.
Il rispetto quello si che lo pretendo.
Non si può piacere a tutti senza snaturarsi.
Uomini che si vantano.
I ricordi ogni tanto arrivano improvvisi, ieri c’era uno che si vantava delle sue molte conquiste.
Gli uomini si dividono in molte categorie.
Uomini che hanno avuto tante donne e si vantano.
Uomini che hanno avuto tante donne, ma si guardano bene dal vantarsi perché spesso sono quelle degli amici, oppure i religiosi.
Uomini che non hanno avuto donne, ma si vantano di averle avute.
Uomini che non hanno avuto donne, e si guardano bene dal vantarsi.
Uomini che non hanno avuto donne e non gli importa nulla perché le loro preferenze sono altre.
Uomini che non hanno avuto donne e si vantano. Di solito i religiosi o i malati mentali. (battuta)
Potremmo andare avanti ma ci fermiamo qua
Ieri come scrivevo c’era uno di quelli che si vantava di avere avuto molte donne ma si capiva lontano un miglio che non era vero.
Il ricordo è di un ragazzo conosciuto molti molti anni fa che veniva nella nostra spiaggia mia e delle mia compagnia, e se dico nostra non dico una fesseria,ma riconosco che erano altri tempi oggi saremmo tutti sotto processo per vari reati alcuni anche gravi.
Il ragazzo si vantava continuamente di aver avuto molte ragazze ma si capiva che la cosa non era vera ne possibile, ma il divertimento era quello di fargli raccontare di queste fantomatiche conquiste.
Il ragazzo si impegnava gli va dato atto certo noi incalzavamo, e poi tra di noi ridevamo e lo prendevamo in giro ( lo so eravamo stronzi )
Un giorno mentre incalzavamo il ragazzo dall’altra parte della strada vede passare una ragazza molto carina, e si lancia ” quella me la sono fatta ieri sera”
Ora raccontare non basta, mancano le facce delle persone, il riso sguaiato, la gente che si rotola per terra.
Marco ( nome di fantasia) componente del nocciolo duro della compagnia l’unico a non ridere ” quella è mi sorella ” e la voce non prometteva niente di buono.
Giuro che non so cosa abbia detto il ragazzo, ridevamo troppo per ascoltare, so solo che ha cambiato spiaggia.
La cosa divertente che la sorella di Marco in effetti zoccola lo era e per quanto ne so lo è ancora, credo di essere uno dei pochi a non averla conosciuta biblicamente, ma ero e sono troppo amico di Marco.
So con certezza che fatti simili sono accaduti anche ad altre persone, ma uomini che raccontano di avere avuto molte donne è pieno il mondo.
Racconto(vero) per adulti. Volendo ma proprio volendo anche umoristico. le tre mutandine.
Carmela (nome di fantasia) era più trent’anni che non la vedevo, e se non fosse stato per mio fratello che mi spiegava chi fosse certo non l’avrei riconosciuta.
Carmela viveva nella mia stessa via, era più piccola di me di qualche anno, allora era molto carina ma già molto stupida, certo la famiglia problematica tra l’altro aveva tutte sorelle più grandi problematiche anche loro non l’aveva aiutata molto.
Carmela all’età circa di quattordici anni forse prima, si era innamorata persa di un ragazzo, uno delle peggiori persone che abbia mai conosciuto, uno stronzo, malvagio. Ragazzo molto bello, e molte ragazzine gli morivano dietro che chiameremo Luca.
A Luca non interessava Carmela, ma lei lo perseguitava questo gli va dato atto, poi un giorno Luca cambiò atteggiamento nei confronti di Carmela, e cominciò a essere gentile per lei fu la felicità, il risultato che dopo qualche giorno la invitò a casa sua era libera.
Carmela accettò, ma quando entrò in casa trovò un amara sorpresa Luca aveva invitato altri tre suoi amici.
La storia è stata raccontata da uno dei protagonisti anni dopo.
Le intenzioni a quel punto erano chiare, all’inizio Luca cercò di convincere Carmela con le buone riempiendogli la testa di false promesse, al rifiuto della ragazzina i ragazzi iniziarono a spogliarla contro la sua volontà, e le tirarono via le mutandine ma quando Luca andò per violentare la ragazzina scoprì che aveva un altro paio di mutandine, e sotto ce n’era un altro,tolte le mutandine tutti a turno violentarono Carmela.
Il ragazzo raccontava l’episodio molto divertito, a difesa della sua verginità Carmela aveva messo tre paia di mutandine quel giorno non ne sarebbero bastate cento.
Il racconto ha dei risvolti anche grotteschi, la pretesa di Carmela di essere la ragazza di Luca visto quello che era successo.
Dopo circa un mese da quei fatti Carmela e la famiglia si trasferirono in un paese vicino.
Da allora credo di averla incrociata si e no un paio di volte.
Luca qualche anno dopo era finito nella cronaca locale per aver convinto un altra balorda ( questa la conoscevo bene, è balorda è poco ) a derubare la nonna di lei che si era presa l’onere di crescerla , scoperti la nonna non aveva fatto sconti e li aveva denunciati.
Carmela mi raccontava mio fratello aveva avuto una vita difficile, era finita sposa ad un pregiudicato, separato molto più anziano di lei che la picchiava a quanto pare con una certa frequenza, con cui era riuscita anche a farci un figlio.
Certo quello di una ragazzina che si mette tre paia di mutandine a difesa della sua verginità fa sorridere, certo un sorriso molto amaro visto come sono andate le cose.
Cosa è meglio essere.
Col mio amico Mario abbiamo avuto una discussione di tipo filosofica, tutto è nato dal fatto che lo avessero promosso nella categoria superiore nello sport che pratica, chiamarlo sport mi fa ridere, ma ho già abbastanza nemici e quindi oggi eviterò di farmene degli altri, le bocce.
Mario era contrario, giocando in b vinceva molte gare andando in a ( massima serie) la cosa sarebbe stata chiaramente più difficile se non impossibile.
Mario preferiva essere il più bravo tra i meno bravi, che il meno bravo tra i più bravi.
Il più intelligente tra gli scemi che il più scemo tra gli intelligenti è diventato il seguito della discussione.
Da qui la discussione filosofica. Io chiaramente preferivo essere il più scemo tra gli intelligenti che il più intelligenti tra gli scemi” cosa che purtroppo faccio sempre” gli ho detto” visto che discuto continuamente con te”
Mario è un buon amico perché ride di gusto alle mie battute.
Lite automobilistica.
Ad una rotonda, io giro in moto stavo per essere falciato, la cosa incredibile che l’automobilista voleva avere ragione.
Al semaforo poco dopo si è dovuto fermare, allora mi sono accostato per dirgli di tutto, ma poi” volevo chiedergli scusa” ho detto ” non mi ero accorto che è un cerebroleso” ho continuato ” non sapevo che vi facessero guidare la macchina ” ho finito di dire.
Scattato il verde sono andato via. La faccia dell’automobilista era quella.
Mi scuso con tutti quelli che si possono sentire offesi, per qualsiasi ragione.
Esperta di diete, persi fino a trecento chili.
La mia cara sorella credo che sia una delle massime autorità in questo campo è dall’età di quattordici anni che fa diete, considerando che ha superato abbondantemente i 60 anni ed ogni hanno ha perso almeno 6 kg arriviamo tranquillamente a trecento chili.
Mia sorella è circa una quintalata, perché dopo averli persi i chili finite le diete li riprende tutti con gli interessi.
Le diete le ha fatte tutte, ogni dietologo all’inizio era un fenomeno, e finivamo col non capisce niente.
Il cibo per lei è stato sempre un sostitutivo alle sue carenze affettive.
Mi ricordo di una volta che aveva cucinato un risotto, ma salato, ma salato, da essere immangiabile tanto che tutti in famiglia ci eravamo rifiutati di mangiarlo, certo non senza battute divertenti . Ricordo come fosse oggi lei che si mangia tutto il risotto erano almeno sei porzioni abbondanti, lei la su rabbia la sua tristezza l’ha sempre sfogata col cibo.
Certo è stata anche da dei psicologici con zero risultati.
Il marito buona forchetta e bravo cuoco certo non gli è stato da aiuto.
L’ultima dieta è di un anno fa.
La battuta da me scritta è reale alla domanda ” vi vedo ingrassati ?”
” abbiamo la casa grande e non sappiamo come riempirla “è stata la risposta di mia sorella.
Si è arresa mi ha detto l’ultima volta. Il cibo per lei è felicità, mangiare la rende allegra, sostiene. Cara sorella cosa vuoi che ti dica ” buon appetito”
( voglio un bene dell’anima alla mia sorellina )
Invasi dai turisti nonostante noi del lavante ligure facciamo di tutto per non farli venire
Il levante ligure è in assoluto il posto più bello al mondo, secondo i turisti ha un solo difetto : gli indigeni che ci abitano tutto l’anno.
La cosa buffa è che chi vive tutto l’anno in questi posti ( compreso chi vive di turismo) anche se non ligure diventa insofferente ai turisti è credo l’unico posto al mondo.
La riviera adriatica ha un mare che per noi del levante ligure è paragonabile a una fogna, il loro entroterra non è neanche lontanamente paragonabile al nostro, eppure è pieno di turisti ed alberghi.
Lì i turisti sono i ben venuti, e ci mancherebbe anche, hanno creato la fabbrica del divertimento a prezzi popolari non avendo nulla di paragonabile ai nostri posti.
Nel levante ligure chiunque provi a fare qualcosa per i turisti viene subito boicottato, infatti non esistono quasi più alberghi, il nostro è un turismo da doppie case, soprattutto lombardi che hanno la casa seconda casa qui in riviera comprata agli indigeni a prezzi stratosferici per quei tempi, che si sono spostati nella periferia.
L’amore non è mai nato, solo sopportazione da parte di entrambi.
Io sto nel mezzo, capisco la mentalità dei turisti che pensano io porto i soldi quindi non rompete i coglioni se diamo un po di disturbo ( scusate il termine) si scontra col non rompete i coglioni tornatevene pure a casa vostra da parte degli indigeni, sicuri che purtroppo tanto un altro turista al suo posto sicuramente arriverà.
Per quanto mi riguarda siete i ben venuti, basta che non rompete troppo i coglioni. (è una battuta )
Per capire esattamente guardate questo video
Andrea di Marco https://www.facebook.com/Andrea.dimarco.fanclub/videos/10156230973491678/
Modi di dire
Mi rifiuto di parlare del mio lavoro oggi farò una mezza eccezione.
Faccio parte di quelle persone che hanno passato tutta la loro attività lavorativa con la stessa azienda ( privato ), ormai i panda sono di più.
Finché è stata la proprietà a gestire tutto andava magnificamente, quando man mano si è ingrandita e sono arrivati quei disadattati che l’unisco scopo è di rendere infelice la vita a gli altri i cosiddetti manager chiaramente le cose sono peggiorate non tanto per me ho un vecchio contratto, quelli di quando i lavoratori erano tutelati nella loro dignità, non come adesso che sono carne da macello nelle mani di questi malati mentali. ( fine della filippica)
NON C’E’ LIMITE Al PEGGIO. ( da me coniata )
Nata dopo l’arrivo del secondo dei suddetti disadattati.
I fatti mi hanno dato ragione dopo è stato sempre peggio. ( cambiati una decina )
NON CE LA POSSIAMO FARE.(da me coniata )
Gente che non sa lavorare che spiega a chi sa fare il proprio lavoro come dovrebbe farlo. Il sarcasmo e l’umorismo non bastono sono tendenzialmente ottusi e permalosi.
E’ UNA GUERRA PERSA (da me coniata)
E’ inutile ogni discussione, un capo intermedio diceva ” l’asino va dove tira il padrone.
E’ ANDATA COSI’ (da me coniata)
In tanti anni ho visto veramente di tutto, mi sono sentito dire tutto e il contrario di tutto. Una volta le persone con esperienza erano un valore aggiunto all’azienda, oggi secondo i disadattati siamo solo un costo, peccato per loro che la mia e dico mia azienda perché ci sono da una vita, grazie a quelli come me ha prosperato nonostante il danno dato da queste menti fini che stanno qualche anno e poi vanno a fare danni da altre parti.