Dario e il suo negozio. Seconda parte.

Sono entrato in negozio ed ho salutato, c’erano due uomini di una certa età seduti in modo da dare il meno fastidio, erano lì per cazzeggiare, il padre che stava riabbottonando una camicia, e due clienti donna di una certa età, Dario è uscito dal banco e mi ha stretto la mano salutandomi calorosamente, quindi è tornato alle signore.

Il padre più che vendere ormai fa da intrattenitore, il bello che chiunque entri viene inserito nella discussione in atto.L’argomento era di quando si poteva giocare per strada a pallone, ai loro tempi non c’era il pallone ma stracci che venivano appallottolati, il pallone vero era cosa rara di solito di qualche milanese che l’aveva dimenticato in spiaggia.

Dario serve più clienti contemporaneamente, mentre uno pensa a cosa prendere lui passa al cliente successivo, questo spesso crea confusione a volte si dimentica di aver mandato un cliente a provare qualcosa nel retrobottega non ha un camerino, una volta mi ha mandato a provare dei pantaloni, e c’era una donna anziana in mutande e reggiseno che aspettava che gli portasse non so cosa, un’altra volta c’ero io in mutande in attesa di un paio di pantaloni quando è entrata un’altra signora anche questa anziana. quella volta ricordo di avergli detto che se proprio voleva farmi incontrare delle donne di sceglierle basta più giovani. Donne giovani, giovani da Dario a comprare vestiti di sicuro non ne vengono.

Ha sbrigato con una certa celerità le due donne che mi precedevano, certo l’ultima cliente all’ultimo ” se vuole le faccio arrivare la quinta dello stesso reggiseno ? ” ” no grazie va benissimo questo ” ha detto tutta imbarazzata, otto occhi maschili si erano posati di scatto sul florido seno.

Questa volta ho fatto presto avevo le idee chiare, Dario ha provato a farmi perdere tempo mostrandomi altre cose, e proponendomi cose meno care, stavo comprando il pantalone più caro che tiene ” costa un po mi ha detto ” ” quanto potrà costare?” ho detto tranquillo ” 39, 90 ” mi ha detto ” certo a te faccio un po di sconto” ” per ora ce la faccio ne voglio due paia “ho detto “di colori diversi ” felice di avere chiuso la conversazione ” ma questi costano quasi la metà” ha continuato ” voglio questi ” con voce decisa

Il momento che ti fa il prezzo è topico. Su un foglietto scrive il prezzo che dovrebbe costare e poi parte col prezzo vero che varia a seconda della simpatia, comunque a tutti fa lo sconto. Io è chiaro gli sono molto simpatico ed era indeciso ” facciamo 75 così non abbiamo problemi col resto” ho detto ” va bene ” ha detto tutto contento, per fortuna era entrata un’ altra cliente, pagato, ho salutato e stretto la mano tutti e sono andato via.

Certo alla dolce consorte scoccia un po che non vado con lei a fare questi acquisti, ma lei non andrebbe mai da Dario a comprare dei pantaloni, lei mi porterebbe dove a 39,90 ti danno una stretta di mano se va bene.

17 pensieri riguardo “Dario e il suo negozio. Seconda parte.

      1. no che non lo pensavi….
        ma senti un po’ potrò mai sapere come ti chiami? Aspetta, il nome intendo non è che voglio nome cognome e indirizzo….è solo che parlare con nick mi infastidisce

        Mi piace

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