Non voglio in nessun modo giustificare la violenza, ma nella vita può capitare di perdere la ragione.
Ero ragazzino quando un amico di mio fratello era stato condannato ad 8 anni per omicidio, omicidio per futile motivo.
Fratello ha fatto pugilato ed in palestra aveva incontrato Giovanni ed erano diventati amici.
Giovanni una domenica era in giro con la sua ragazza quando tre ragazzi avevano fatto degli apprezzamenti pesanti alla sua fidanzata Giovanni aveva solo qualche anno di più di quei giovani.
Giovanni non aveva reagito sul momento, aveva portato la ragazza a casa ed era tornato a cercare i tre che erano ancora dove li aveva lasciati.
Libero dalla ragazza era andato a discutereeeeeeeeeeeeeeeee con i tre.
Una parola tira l’altra ed era finita a botte, Giovanni aveva colpito con un pugno uno dei tre che era caduto all’indietro aveva sbattuto la testa ed era morto.
Il giudice l’aveva condannato perché prima aveva accompagnato prima la ragazza e quindi era tornato.Secondo il giudice non c’era più la provocazione.
Chiaramente il giudice non aveva tenuto conto dell’incazzatura di Giovanni che in quel frattempo era aumentata e non certo diminuita.
Ora per esperienza personale di liti qualcheduna ne ho fatta , tutte verbali, ma una volta la cosa sarebbe potuta finire in maniera tragica, il motivo era futile futilissimo inesistente oserei dire, ma se dentro di te parte l’embolo non c’è niente da fare. Per mia fortuna il mio avversario è stato più intelligente di me, ed è scappato prima che la cosa potesse degenerare. Avevo ragione e l’altro era il doppio di me.
Sono passati 35 anni da quel fatto e non mi è mai più successo ma neanche per sbaglio un episodio simile. Ma mi è rimasto chiaro come in certi momenti si smetta di essere se stessi ed è come se qualcuno si impossessasse di te, non capisci più niente neanche le conseguenze del gesto che stai per fare sia per te che per l’altra persona.
Come detto non voglio giustificare la violenza, ma capire aiuta a prevenirla.
Questa riflessione parte dall’omicidio di qualche giorno fa a Civitanova Marche.
Ora sta uscendo fuori che l’assassino aveva seri problemi mentali e questo non lo giustifica ma da un contorno più chiaro alla faccenda che se no non avrebbe nessun senso. Soprattutto usare l’episodio per motivi elettorali. Ho sentito dare la colpa alla Meloni e a Salvini dell’omicidio
Professor Claudio Mencacci, direttore emerito del Dipartimento di Neuroscienze all’Asst Fatebenefratelli-Sacco di Milano, è plausibile che Filippo Ferlazzo, l’uomo che ha ucciso a mani nude Alika Ogorchukwu a Civitanova Marche, soffra di disturbo bipolare, come da lui stesso dichiarato?
«Premesso che parliamo di un episodio inaccettabile in un Paese civile, nel caso specifico parlerei piuttosto del cosiddetto “disturbo esplosivo intermittente”, che provoca attacchi di aggressività con precise caratteristiche. Sono incontrollati, non motivati o totalmente sproporzionati rispetto alla causa scatenante (che può essere un evento minimo o inesistente), di breve durata (massimo 30 minuti). Inoltre sono ricorrenti e imprevedibili, contraddistinti però da una violenza premeditata. Comportamenti del genere fanno parte dei “disturbi dirompenti degli impulsi e della condotta”. In pratica parliamo di soggetti che non sanno controllare la propria rabbia».(Corriere della Sera)