Quando gonfiare le ruote della bici di figlia diventa un impresa titanica

Ero pronto per entrare nella doccia, erano quasi le 21 , quando figlia mi dice da dietro la porta chiusa ” la bici non si gonfia la pompetta è rotta non esce aria”

Sono nudo come mamma mi ha fatto, non sono un grande spettacolo da vedere. Le donne nude sono molto ma molto meglio.

Mi rimetto gli slip e una maglietta e vado a vedere

Le serve la bici per le sette del mattino.

A quell’ora l’unica che potrebbe essere interessata a vedermi in un mutande è la vicina ma lei preferisce cognato io io io ha una passione per lui, a me non mi guarda nemmeno non sono il suo tipo. Anche col marito presente non riesce a contenere il suo interesse per cognato io io io passione nata da bambina e mai soddisfatta

Cognato io io io mi aveva confidato quando i rapporti erano buoni ” E’ troppo scema mi mette poi nei casini con mia moglie” Vero ma è molto più gnocca della moglie.

Ha la faccia da scema ma il resto….

Provo a gonfiare e in effetti la pompa a mano quella storica non funziona più-

Mando figlia a prendere in cantina il compressore nuovo a batteria.

Funzionare funziona ma solo quando vuole lui.

C’è sicuramente un metodo per farla funzionare correttamente ma per ora non l’ho capito. A volte va a volte non c’è verso.

Ieri sera non ne aveva voglia di gonfiare, me l’ha detto subito ” è’ tardi facciamo domani mattina”

Chiaramente non gli ho dato retta.

Dopo inutili tentativi mentre diventava sempre più buio, figlia era il braccio e io la mente c’era da piegarsi e mettere correttamente il compressore nel buco della ruota col suo adattatore. (secondo me lo metteva male) ma è nata saputa e non ci puoi discutere.

Prendo il vecchio compressore quello che si collega all’accendi sigarette dell’auto e ci spostiamo dall’auto.

Figlia con la bici e io col tutto resto.

Non perdo l’adattatore della bici.

Cerca a destra e a sinistra, arriva anche il badante, che viene incolpato subito di aver rotto la pompa è stato l’ultimo ad usarla. Con la torcia l’adattatore lo troviamo vicino alla bici.

Il badante sostiene che era già rotta la pompa, Comunque sia a me non l’ha detto, quindi ho il diritto di cazziarlo.

Dice che la bici che gli ho dato l’ha gonfiata dal gommista.

Cerca di essere utile, è arrivato il buio

Io in macchina che collego e scollego il compressore figlia dalle gomme lui che tiene la bici e fa luce con una torcia.

Per farsi perdonare mi fa i complimenti per le mie gambe.

Lo mando a quel paese, “comunque ha ragione ” conferma figlia “hai due belle gambotte” dice ridendo.

Le ruote cominciano a gonfiarsi anche se il compressore non segna la pressione.

Il badante schiaccia le ruote e deve indicare quando sono gonfie.

Si ride e si ci prende il giro

Dopo mezz’ora da quando era arrivata figlia dal bagno la bici è a posto e posso finalmente andare a fare la doccia.

” Domani aggiusti la pompa ” dico al badante che ride mentre si ritira in casa scuotendo il suo capoccione.

Caso destino sfiga sfortuna fatalità karma o come preferite. Morire in maniera del tutto accidentale.

Qualche giorno fa la figlia di cognato io io io raccontava della morte di una sua amica

Belluno – E’ Michela Onali Santoni, psicologa di Lavagna di 34 anni, la vittima della frana che si è registrata domenica, nel tardo pomeriggio, lungo il Vallon del Froppa. La donna è stata travolta da un enorme masso che si è distaccato dalla montagna e che l’ha travolta mentre stava facendo un’escursione con amici nel Bellunese, in Veneto.

Si è staccato un masso e l’ha centrata in pieno tipo i fumetti di Willi il coyote solo che questo non era un cartone animato e la ragazza non si è più rialzata.

I quattro amici a fianco a lei illesi il destino o il caso o la sfiga o Karma o chiamatelo come volete aveva deciso così.

Il secondo caso

Muore d’infarto per la paura di essere punto dalle vespe: 47enne aveva provato a gettarsi in acqua

Allergico alla puntura delle vespe, quando ha visto uno sciame assalirlo, ha tentato disperatamente di sfuggire ai loro pungiglioni buttandosi in mare. Ma la paura di essere punto è stata tale che gli è venuto un infarto.

Non si dovrebbe ridere di queste cose ma vista da un umorista fa ridere.

Abbiamo iniziato una discussione con figlia di questi avvenimenti e figlia sosteneva che c’era differenza tra caso e destino o essere predestinati.

Io sono agnostico possibilista, figlia è agnostica credente ma acida con le religioni tradizionali.

Lei prega l’universo io maledico l’universo più o meno l’approccio è quello.

I quattro amici illesi ringrazieranno l’universo di essere salvi , la ragazza se potesse credo che avrebbe molto da ridire sulla faccenda.

Ora ci sono cose che ci cerchiamo, se vai a duecento all’ora e ti schianti, non è che ti volevi schiantare ma te la sei cercata. Se vai al mare è uno sciame di api esce dal bosco lì vicino e t’insegue e muori non non è che uno se l’è cercata, come se cammini su un sentiero tranquillo e si stacca d’improvviso un sasso e ti becca in pieno.

Ora la discussione è andata sul fatto che i credenti sostengono che c’è un piano divino in tutto quello che accade.

Ora con tutta la buona volontà che Dio abbia deciso che un sasso si stacchi e ti spiaccichi per terra per quanto dietro ci possa essere un progetto non riesco proprio a crederci.

E voi che approccio avete se vi cade un sasso di cento kg sulla testa mentre passeggiate ?

Caso, destino, volontà divina o solo sfiga?

Quel pirla e asociale di Allegro domenica non è solo andato al pranzo a cui era stato invitato ma non mi ha portato neanche a fare un giro. Sono Nontirare scrivo mentre quello dorme sulla terrazza all’ombra. Alle 5 era a bagnare l’orto sarà veramente pirla?

Domenica era invitato a un pranzo tra parenti e parenti solo di fratello.

La moglie del nipote che vive in Australia con i tre figli è venuta per un mese dai genitori.

Il nipote si doveva riposare e li ha mandati tutti qua. Lui li avrebbe preferito per tre mesi, ma i genitori della ragazza hanno detto che tre mesi sono troppi, che sono anziani e non ce la fanno a stare dietro ai tre bambini.

Ora per vedere la moglie di nipote e bambini bisognava prendere appuntamento e vedere la sua disponibilità.

Ora sarò sincero, Allegro ha sempre detto che di vederli non fregava un cazzo. ( é volgarissimo)

Ma a dolce consorte interessava.

Mai capito l’affetto che prova per i familiari di Allegro che sono tutti obbiettivamente dei rompi scatole.

Figlia di fratello visto l’impossibilità della cognata di vedere tutti gli zii e parenti vari da parte di fratello di Allegro ha fatto una bella pensata.

Un pranzo in un ristorante a due passi dalla cognata e bambini.

Avrebbe pagato tutto fratello, che così approfittava dell’occasione per festeggiare il compleanno.

Quell’asociale ha detto subito che non ci sarebbe andato neanche morto.

Un pirla veramente , neanche i nipotini ha voluto vedere.

Chiaramente ha mandato dolce consorte e figlia e obbligandole a comprare un pensiero per i bambini.

A fratello ha detto la domenica prima mentre stavamo passeggiando ” pensavo di non venire al pranzo di domenica” ” Fai come vuoi ” ha risposto fratello.

Ora fratello di Allegro ha detto di aver visto in un mese tre volte i nipoti e che si era rotto abbastanza. Troppo piccoli e intelligenti per starlo ad ascoltare i suoi monologhi.

Allegro ha pensato “se non frega a lui figurarsi a me “

Quindi il giorno dopo ha mandato un messaggio alla figlia di fratello ” Ti dispiace se non vengo?”

Quell’altra pirla gli avrebbe dovuto scrivere ” figurati se mi dispiace, anzi meglio che non vieni che stai sulle balle a tutti” invece non gli ha risposto “certo che mi dispiace, chi sa quando si rappresenterà un’occasione così per stare tutti insieme”

E quell’asociale non ha pensato “speriamo mai più”

Sta di fatto che domenica mattina è andato al delirio ( lavoro) e al pomeriggio ha preferito tirare su patate che stare con i nipotini o portarmi a fare un giro.

Sarà veramente pirla ?

Rispondete numerosi si

Muore a 38 anni sprofondando nelle sabbie mobili a due passi da casa mia. In un posto da favola il lago di Giacopiane.

La notizia ha impressionato e addolorato tutti. Uno del posto è morto sprofondando nelle sabbie mobili del lago. ” Minchia” ci sta.

Ora lo ammetto oltre 30 anni fa ho fatto anch’io il bagno nel lago. Mi ricordo di aver visto dei divieti in alcune zone di balneazione, ma non ho ricordo di avvertimenti di sabbie mobili.

Il lago è diventato da tempo zona protetta e per poterci andare ti devi prenotare e credo pagare un ingresso. Questo credo che non valga per i residenti, ma non ci giurerei

D’estate diventava un carnaio. Chi non voleva andare al mare andava lì.

Zona di pesca, di funghi e di cavalli in libertà è sicuramente uno dei posti più suggestivi della zona.

Ma torniamo al nostro morto

Lo hanno estratto i vigili del fuoco che erano ben ancorati a delle funi

Pare che sia proprio sprofondato andando giù con i piedi, per tirarlo su ci hanno messo parecchio.

Ne parlo perché la storia raccontata dall’amico che era con lui non regge.

Chiariamo subito non credo che l’amico abbia nessuna responsabilità, ma la storia raccontata non ha senso.

“Mi sono messo a leggere il giornale,( sicuramente un articolo di Claudio Cerasa, quindi interessantissimo, sto dicendo una minchiata chiaramente. ) quando mi sono girato era scomparso.

Ora se uno sprofonda, cazzo griderà ” Aiuto sprofondo”

Sei a tre metri lo sentirai il tuo amico gridare o quel cazzo di articolo era così interessante da non sentirlo ?

Ora non so come funzionino le sabbie mobili, da casa ho la sabbia del fiume ma non ha mai dato problemi. Qualche volta sono sprofondato di qualche centimetro mentre inseguivo per menare Nontirare che si rifugiava dove l’acqua era più alta ” Pirla vieni a prendermi qui ” mi diceva.

Per tutti rimane un mistero di come sia sprofondato così velocemente-

Ora tra di voi ci sarà qualche esperto di sabbie mobili, oltre che di mobili e mi sa saprà dare una spiegazione plausibile ?

Ferie date, ferie tolte, ferie offerte. Al delirio è follia totale e che alla fine i due pirla che non vanno in ferie siamo io e il collega balordo.

Non perdetevi in quello che sto per dirvi, anche se la cosa è facile che accada.

Ieri il collega balordo nonostante siamo in lite e quindi non ci parliamo se non per necessità, arriva e mi offre le sue ferie per la prossima settimana.

“Ho visto l’orario per la prossima settimana, sono in ferie, ma se vuoi puoi andarci tu” mi dice.

Io lo guardo incredulo, non perché mi ha offerto le ferie è balordo, ma perché Broncatil il collega malato per cui ho dovuto rinunciare alle feria ha telefonato che è di nuovo ricoverato forse diventa Pleuritol quindi che rientri a breve è impossibile.

Quindi automaticamente visto che non è stato assunto nessuno io e lui non possiamo andare in ferie. Siamo conciati malissimo se uno rimane solo la cosa non è più gestibile.

Intanto lo ringrazio per il pensiero, ma gli faccio presente la situazione.

Intanto ci rimane male che nessuno lo abbia informato di Broncatil , mentre a me è stato detto “io sono l’ultimo scemo” mi dice. “Ultimo no, ma scemo sicuramente si” Penso ma evito di dirlo.

Quindi non è che rifiuto le ferie anzi, ma dubito che uno dei due ci possa andare.

Il collega balordo a quel punto dice ” L’hanno scritto quindi ci vado”

Me le hai appena offerte, se ti dico che Broncatil è peggiorato, ora ci vuoi andare per forza?

Antefatto. Queste ferie le doveva farle tre settimane fa, ma si erano accorti solo a due giorni dalle ferie che c’era un altro collega che aveva avuto la stessa settimana e si era prenotato una crociera. Broncatil era impegnato in altre mansioni, quindi gli hanno chiesto per favore di rinunciare che nel breve gliele avrebbero ridate.

Infatti …

Ora com’è potuto succedere?

Semplice chi ha avuto la notizia che Broncatil stava peggio non ha avvisato il capo che lui si è in ferie, non le ha rimandate.

Quindi nel compilare l’orario ignaro della cosa ha messo il collega balordo in ferie.

Ora per la ventesima volta, (era già successo più volte, sempre per malattie colleghi) dovrà chiedere al collega balordo di rinunciare.

Ma rimane il fatto di averle offerte a me, cosa che ha detto che avrebbe negato, la sua parola contro la mia. Ha confermato che lunedì come scritto nell’orario sarebbe andato in ferie, che questa volta non avrebbe rinunciato cascasse il mondo” sono io il più scemo del delirio? ” Il più scemo forse no ma tra i primi sicuramente.

Scommettiamo che lunedì è presente al delirio?

Coincidenza vuole che il tassista di Bologna di dolce consorte e amica(racconto di ieri) fosse di origini di Salerno, ma si fosse trasferito a Bologna e sposato con una del posto. La cugina della moglie anche lei di Bologna invece si è sposata con uno del levante ligure esattamente del paese dove abito io e si fosse a sua volta trasferita qui dal marito e coincidenza vuole che i due fossero clienti di lunga data dell’amica di dolce consorte. Il tassista nonostante fosse a conoscenza della cosa non ha fatto altro che parlare male dei due, soprattutto del marito della cugina. Un cretino secondo lui. Ma a due che vivono a Bologna in visita nel levante ligure gli puoi preparare le tagliatelle col ragù bolognese?

Ha ragione il tassista, ma come ti viene in mente di fare a due bolognesi nel levante ligure le tagliatelle col ragù alla bolognese. Ma fagli i pansotti alla salsa di noce, le trofie al pesto, il coniglio alla ligure , la torta pasqualina ma non le tagliatelle al ragù alla bolognese.

Da quella volta il tassista ha sostenuto che hanno perso i contatti.

Il tassista ce l’aveva col cugino perché la prima volta che erano venuti a trovarli, lo aveva portato in un paesino sul mare e portato nel ritrovo di alcuni pescatori e si era messo a parlare con i suoi amici di pesca e caccia dimenticandosi di lui che non sapeva un cazzo do pesca e caccia.

” Un vero cretino ” secondo lui.

Ora all’amica di dolce consorte l’onere di avvisare i suoi clienti del pensiero del cugino.

Quando si dice le coincidenze.

Pioggia vento e altre calamità naturali. Otto giorni di maltempo e oggi rientra il collega balordo da una settimana di ferie da incubo a cui è stato costretto.

La Liguria è la regione più piovosa d’ Italia.

Sarà la posizione, il clima è mite ma piovoso e quando si ci mette non smette più.

Quest’ultima settimana è stata da incubo un susseguirsi di allerte tra pioggia, vento e mareggiate.

Non vi tedierò con i danni fatti dal vento. Ma le galline hanno protestato, ma niente manganellate come a Pisa, il pollaio è stato scoperchiato e in alcuni punti pioveva.

Tutti i teli a terra nonostante fossero stati fissati sono stati fatti volare via, quando il vento è forte è un disastro.

Ma vi voglio raccontare del collega balordo costretto ad andare in ferie contro la sua volontà.

Il venerdì gli è stato detto che avrebbe dovuto andare in ferie. Gli algoritmi sono i nuovi capi al delirio. Con un giorno d’anticipo uno non si può nemmeno organizzare.

Ora la cosa era da discutere visto che ci hanno costretto a dare le ferie a gennaio per tutto l’anno.

Il collega balordo non vuole andare ferie, quindi fa parte di quelli che ha più giorni da smaltire degli altri.

Io sono sotto e non mi volevano dare la quarta settimana programmata, dopo minacce mi hanno dato la quarta e forse anche la quinta. ” Ma sei sotto” ” Saranno cazzi miei”

Non siamo tutti uguali.

Io gli ho detto quando dovete mandare uno in ferie venite pure da me. Ma pare che la cosa non funzioni così e così vanno dai colleghi che non ci vogliono andare.

Questa volta però mi è andata bene. Pioggia e vento sette giorni su sette Una settimana rinchiuso in casa per maltempo per il collega balordo, e nessuno che ha fatto il suo di lavoro al delirio durante la settimana a casa.

Di suo è permaloso e incazzoso, quando rientrerà e vedrà il disastro s’incazzerà ( giustamente) ma non con l’algoritmo e il capo che l’hanno costretto alle ferie ma con quelli che ha vicino, io per intenderci.

I primi due giorni mutismo totale, solo i saluti.

Poi passerà alle minacce e ritorsioni, guai a contraddirlo, sempre “si hai ragione” ma senza esagerare se no ” mi prendi per il culo” dargli ragione con moderazione

Verso il quinto giorno sarà di nuovo immerso nel delirio e si potrà tornare alla normalità delirante. Praticamente altri 5 giorni di maltempo.

Le mie prossime ferie programmate :maggio giugno settembre ottobre e novembre e poi mi manderanno in pensione prima o poi.

Quelli che si lamentano che sono senza soldi e poi vanno in vacanza in crociera.

Ieri al delirio ( lavoro) mancava la fidanzatina. Due colleghi qualche tempo fa si sono fidanzati e adesso convivono.

La cosa che li accomuna il lamentarsi costantemente della mancanza di denaro.

Lei qualche giorno fa si lamentava della mancanza di soldi per comprare le matite alla figlia ha iniziato ad andare a scuola.

Il padre è vero che non da nessun mantenimento nonostante il giudice glielo abbia imposto.

Il fidanzatino sta ancora pagando mutui e mantenimento del primo matrimonio e non fa che lamentarsi di essere senza un euro.

Già queste estate aveva lasciato perplessi la località scelta per le loro vacanze, in Toscana in una zona carissima.

Una collega ieri mi diceva che i fidanzatini erano partiti per una crociera dal costo di oltre duemila euro più extra che nelle crociere sono uguali se non più del prezzo della crociera.

Ora sono cazzi loro, ma uno si può lamentare continuamente di essere senza soldi e poi spenderne un sacco per le vacanze ?

La bambina va con loro, gratis , dorme nella stessa cabina, per scopare dovranno aspettare il giorno quando la bambina verrà affidata a quelli dell’animazione della crociera. Loro si animeranno a vicenda.

Ora su questo si è aperto un dibattito delirante.

La separazione dal marito è recente e si delirava o no sull’opportunità di dormire tutti nella stessa camera, i colleghi davano per scontato che i fidanzatini dormissero insieme.

Ci sono voluto io per spiegargli che madre e bambina avrebbero dormito insieme e che quello che avrebbe dormito nel lettino singolo sarebbe stato lui.

L’altezza è uguale a quella della bambina.

Comunque bisogna diffidare di chi si lamenta in continuazione della mancanza di soldi e poi se li sputtana in vacanze o andando al ristorante tutte le settimane. (sempre loro)

Si vive una sola volta ed è giusto divertirsi, ma allora non bisogna lamentarsi col prossimo e sostenere di essere senza un euro. 

Ora io in crociera non ci posso andare, non per mancanza di soldi per una crociera per ora ce la faccio, ma dolce consorte patisce il mal di mare, ma tanto, tantissimo. Duemila euro risparmiati.

Figlia aiuta una ceca a vedere Trento. Racconto molto bello.

Figlia è stata due giorni a Folgaria dopo aver superato un esame brillantemente

Per lei Folgaria è un posto magico, partono da una sua precedente visita a questa località molte delle sue scelte.

Vicino a Trento ci sono località per sciare molto più vicine ma lei voleva Folgaria.

Per arrivarci ci vuole un doppio cambio di mezzi non è semplicissimo.

E’ andata sola doveva andare un’amica ma all’ultimo non ha potuto.

Sono stati due giorni bellissimi, neve e sole.

Al ritorno doveva prendere l’autobus che l’avrebbe portata a un paese poco distante e poi da lì avrebbe perso il treno per Trento. Detta così è facile ma nella realtà non è così .

Quindi stava aspettando l’autobus quando una donna ceca che non sapeva parlare italiano ma solo inglese era alla disperata ricerca di aiuto.

Aveva lasciato marito e figlio a sciare, lei voleva vedere Trento.

All’albergo le avevano dato delle indicazioni, ma per lei una Cinquantenne ceca in vacanza in Italia era tutto complicato.

Figlia che era sola visto le difficoltà della signora ha deciso di aiutarla.

Le ha detto ” Se deve andare a Trento mi segua anch’io sono diretta là”

Chiaramente in Inglese la signora oltre il ceco parlava solo l’inglese.

la signora l’ha ringraziata e si è affidata a figlia.

Più di due ore di viaggio insieme dove hanno avuto modo di conoscersi.

La signora era proprio una bella persona secondo figlia.

Arrivati a Trento l’ha accompagnata dall’agenzia del turismo e l’ha lasciata al suo destino.

Chiaramente la signora l’ha ringraziata tantissimo e anche il marito tramite telefono che aveva telefonato per sapere se era arrivata a destinazione.

Pensiero di figlia

Quante volte è capitato che un estraneo ci ha aiutato in maniera disinteressata a risolvere un nostro problema e gli siamo stati grati. Bene la reciprocità è questa aiutare qualcuno anche se uno sconosciuto senza aspettarsi nulla in cambio oltre un grazie sincero . Se tutti facessimo così pensate quanto sarebbe migliore il mondo.

Mi dissocio da tutto quello che sto per scrivere. L’amica andata in ferie a Napoli per 4 giorni d’inferno. ” Mai più” sosteneva convinta. Al marito invece Napoli è piaciuta e ci tornerebbe volentieri.

Il problema per l’amica non era Napoli in sé ma i napoletani insopportabili (tutti dei rompicoglioni).

Molto è dovuto che non sono andati in albergo, ma dietro consiglio di un buontempone hanno preso una stanza nei quartieri spagnoli.

La camera bella e pulita diciamolo subito. Ma sotto un cazzo di attività aperta 24 su 24, poi dicono che a Napoli non lavorano.

La particolarità dei quartieri spagnoli secondo l’amica confermata anche dal marito è che c’è sempre vita, mattina, pomeriggio, sera, notte, notte inoltrata. Gente che scassa la minchia facendo rumore tutto il giorno e soprattutto la notte senza pausa, grida, urla e ride ” che cazzo hanno da ridere ?” Diceva l’amica.

Chiaro che al terzo giorno senza chiudere occhio il giudizio diventi negativo.

L’amica non ha trovato una cosa brutta di Napoli, tutti i panorami, monumenti e via dicendo erano belli, il problema secondo lei e che tutto in torno era pieno di napoletani.

Ora si sa il napoletano è esuberante e l’amica è particolarmente ligure, introversa per essere precisi, non ama tutta questa confidenza che si prendono i napoletani senza nemmeno conoscerti. ” dei rompicoglioni ” continuava a ripetere.

Il problema pare sia il loro approccio con il prossimo.

Lo confesso non sono mai stato a Napoli e so solo dai racconti di qualche amico che c’è stato o di napoletani conosciuti qui nel levante ligure, oltre che chiaramente da quello visto in televisione.

Però a Napoli ci sono passato in treno, anche in auto ma è cosa diversa.

Quando arrivavi alla stazione di Napoli te ne accorgevi subito, dopo 5 minuti arrivava qualcuno che ti voleva vendere qualcosa, dal caffè nel termos, alla macchina fotografica, al giubbotto o altri oggetti e questo succede va detto solo lì.

Ora io non generalizzo mai e quindi anche col napoletano decido volta per volta se mi sta sul cazzo o no.

L’amica secondo me ha generalizzato un po’ troppo.

Sosteneva che per strada era continuamente bloccata da persone che con falsa simpatia cercavano di propinargli qualcosa che fosse cibo od oggetti. Quando rispondeva ” no” partivano insulti e maledizioni. Confermata la cosa dal consorte.

Il marito sosteneva che i turisti sono visti come mucche da mungere il più possibile.

Pare che in quei quartieri vivano solo di quello.

L’amica sosteneva che i napoletani non fanno un cazzo durante il giorno oltre che infastidire le persone.(Mi pare esagerata come affermazione.)

Inoltre secondo l’amica non rispettano nessuna regola stradale.

La loro zona era pedonale, ma questo non impediva alle moto di andare avanti e in dietro giorno e notte sotto la loro camera.

Inoltre confermava scandalizzata che girano in tre quattro e anche in 5 su una moto e tutti senza un cazzo di casco, neonati compresi.

Ora io sono convinto che questo valga solo per la loro via, ma in tutte le altre zone di Napoli questo non succede.

L’incubo dell’amica è stato quando pareva causa un terremoto in zona che ci fossero problemi con la linea ferroviaria e dovessero rimanere ancora un giorno lì.

Ma per sua fortuna il treno non è stato soppresso e quindi ha salutato Napoli con un “mai più”

Il marito invece Napoli è piaciuta molto e ci tornerebbe volentieri, sicuramente senza la moglie che pare non abbia fatto che lamentarsi dall’inizio alla fine della vacanza.

Conclusione Napoli è bella bellissima volendo, ma il problema sono sti cazzo di napoletani che ci vivono e infastidiscono senza sosta i turisti.

Chiaramente mi dissocio da quello appena scritto.

Quando la percezione delle distanze è sbagliata. Discussione con figlia. Prenotato treno per dolce consorte per raggiungerla a Trento passando da Pisa invece che da Genova.(Noi siamo nella riviera del levante)

Ora non si sa ancora se dolce consorte partirà, il febbrone a 36 e 8 non vuole scendere.

E’ due giorni che dolce consorte è a casa malatissima.

150 misurazioni di febbre, 5 tamponi covid, medicine di tutti i tipi e latte e miele in quantità industriali. Ma nonostante questo è quasi moribonda. Il raffreddore e un po’ di tosse la tormentano.

Figlia ignara di questo le ha prenotato il viaggio di andata e ritorno ( mi sa soldi buttati via) dolce non le ha detto che stava male.

Ora va o andrebbe solo dolce consorte perché qualcuno che rimanga con i suoceri ci vuole e io a Trento ci sono già stato.

Dolce consorte nel dirmi a fatto compiuto della prenotazione, mi faceva notare che per l’andata sarebbe andata in treno nella tratta casa nostra Pisa- Firenze- Trento. Invece che casa nostra Genova- Milano- Trento.

Cosi scherzando ho mandato un messaggio a figlia ” Che anche via Crotone ( Calabria) non era male.

Figlia risentita mi rispondeva che Genova era a sud di Trento.

Ora praticamente tutta l’Italia è a sud di Tento ” vero Pisa è al nord da casa nostra” scrivevo in maniera provocatoria.

Figlia sempre più irritata mi rispondeva ” ci mette 5 ore e 30 esattamente come dall’altra via, quindi di non rompere”

La cosa mi sembrava strana ma dolce consorte facendomi vedere i biglietti confermava la cosa. “Com’era possibile ?” Mi sono domandato

Pisa è in Toscana ed è centro Italia come Firenze. Trento è al nord.

Con grande sorpresa scopro che da Pisa a Trento sono 345 km di distanza col treno.

Da Genova 405 km . Tutte le mie certezze geografiche vacillavano.

Vero che per andare a Pisa ci sono 102 km e per Genova 41. Alla fine la distanza è praticamente la stessa km più km meno. Chi l’avrebbe mai detto ?

La differenza la fa l’attesa per le coincidenze.

Ora per Trento c’è un treno comodissimo via Genova ma che di sabato non c’è. Quindi tutte le altre alternative hanno più attese.

Ora figlia però aveva esagerato, infatti aveva preso due treni con una coincidenza di soli sei minuti. Ammesso che un treno in Italia arrivi in orario, cosa che a memoria d’uomo e neanche di donna si ricorda, ma ammesso che arrivasse anche in orario, ogni tanto i miracoli succedono, cinque minuti per scendere e cercare il binario per la coincidenza sembravano veramente pochi anche per le anime più ottimiste.

Quindi si è optato per un treno che arrivi prima molto prima quasi un ora di attesa a questo punto era più veloce dall’altra parte.

Ora dolce consorte rimane malatissima e non si sa se partirà visto che mancano meno di 20 ore alla partenza. Figlia è stata avvisata e nel suo pragmatismo ” se devi venire a passarmi l’influenza (la malattia di dolce consorte) è meglio che te ne stai a casa “Sia che passi da Genova o da Pisa. Questo lo affermo io senza problemi di discussione da parte di nessuno.

Il segreto di nipote lontana aspirante suicida che non doveva sapere nessuno e che invece sanno tutti. Cronaca di confidenze che devono rimanere segrete.

Chi mi segue sa che a nipote lontana aspirante suicida, dopo sofferta decisione paghiamo o meglio pagavamo delle sedute da uno psicologo, non volevamo avere sensi di colpa se mai avesse deciso seriamente di farla finita.

La cosa doveva rimanere segretissima, cognato lontano è contrario agli psicologici. Guai a fargli sapere che una sua figlia ha problemi mentali. Tutta la famiglia in realtà ha grossi problemi mentali. Da nipote indemoniata a nipote bugiarda a nipote maschio preferito e via dicendo

Fratello e sua figlia sono andati a trovarli. Il perché è oscuro fratello dice che l’ha fatto per sorella lontana.

Stando lì sono venuti a conoscenza di molte informazioni che dovevano rimanere segretissime “non lo deve sapere nessuno ” è la premessa dello spione di turno.

Tralasciamo tutti gli altri segreti, ma arriviamo allo psicologo che doveva essere un segreto.

Tutti ma proprio tutti lo sanno compreso cognato lontano che visto che non paga lui se ne strafotte che la figlia parli con un psicologo “almeno non rompe i coglioni a gli altri con le sue lamentele.” Il sunto del suo pensiero.

Dello stesso tenore sorella lontana ” almeno si sfoga e ci lascia in pace a noi”

Nipote indemoniata sostiene l’inutilità della cosa ” è troppo storta perché gli possa servire”

Figlia di fratello, anche lei ha pagato qualche seduta ha avvisato dolce consorte che il segreto non era un segreto.

Dolce consorte ha chiesto spiegazione a nipote aspirante suicida.

” L’ho detto solo a sorella bugiarda, avevo bisogno di qualcuno che mi coprisse ” si è giustificata

“Coprirla d’insulti ” ho chiesto

Coprirla da cosa non è stato possibile sapere.

Figlia di fratello ha sondato anche nipote bugiarda. L’unica che ha sostenuto di non sapere niente di questa storia” A me non ha detto niente nessuno ” ha sostenuto.

Ora nipote bugiarda è peggio del gazzettino, appena sa una cosa diventa di dominio pubblico, ma la sua particolarità è di arricchire con sue fantasie le notizie, aggiungendo particolari inesistenti. Preso da mia madre uguale identica. Certo le storie così sono più interessanti.

Ora visto che lo sanno tutti che nipote aspirante suicida va dallo psicologo e cognato lontano è più ricco di me, sarà il caso visto che così non rompe i coglioni in famiglia o li rompe meno che le sedute gliele paghi lui.

E’ nato prima l’albero o la panchina o il balordo che ha abbinato le due cose ?

Mentre con figlia eravamo a Trento alla ricerca di un parcheggio non a pagamento (non esiste) ci siamo imbattuti in questo parco non particolarmente ben tenuto, dove c’erano persone sdraiate sulle panchine, parevano extracomunitari, sicuramente dai vestiti dei poveracci, l’unica panchina libera era questa.

La domanda che mi sono posto è stata: è nata prima la panchina o l’albero o il problematico che ha pensato di abbinare le due cose?

Di spazio ce n’era.

Il cartello lì vicino implica che è voluto.

Ma la domanda rimane è nato prima l’albero o la panchina o il pirlone che ha pensato di abbinare le due cose?

Sarei stato tentato di entrare e andare a vedere, ma come detto le persone sdraiate lì vicino non promettevano niente di buono. Avevano bottiglie di alcolici posate a terra nonostante fossimo nel primo pomeriggio.

Lascia stare can che dorme si dice dalle mie parti. Entrare era come violare il loro spazio.

Quindi ho fotografato la panchina con dentro l’albero sperando di trovare spiegazioni in rete ma non c’è traccia di questa grande pensata.

Quindi cari amici del blog secondo voi è nata prima la panchina, l’albero o il balengo che ha avuto la bella idea ?

Di buono che su quella panchina non c’era nessuno sdraiato, volendo si ci poteva sedere. Sarà quello lo scopo?

A voi l’ardua sentenza

Quella della targa del lupo prossimamente….

Dopo lunga e attenta ricerca è scientificamente provato che a Trento i posteggi liberi per i turisti non esistono.

Trento insieme a Bolzano sono le città più vivibili in Italia.

Trento sicuramente a Bolzano non ci sono ancora stato.

Ma…..

Trento ha una grande aerea destinata al centro storico, non si parla di una via o due, ma di intere piazze e vie tutte collegate dove è tutto pedonale, l’unico rischio è di essere messi sotto da ciclisti o da monopattinisti, rischio altissimo visto come guidano, l’idiozia in certe cose è uguale in tutta Italia.

I parcheggi tutti in torno alla grande area pedonale sono a pagamento o al massimo un ora di disco orario. La potete girare tutta come abbiamo fatto io e figlia ma di posteggi liberi neanche uno per sbaglio.

Anche al cimitero ai funerali vanno tutti a piedi per evitare il problema del posteggio, solo il morto va in auto per ovvi motivi. Noi ci siamo aggregati a un funerale sperando di trovare un posteggio libero per l’auto al ritorno , niente da fare. Non abbiamo capito dove avessero messo tutte le auto. Comunque è stato un bel funerale c’era un sacco di gente giovane.

Se arrivate a Trento e volete posteggiare dovete pagare questo è una certezza.

Ma figlia non è in vacanza e l’auto da qualche parte a non pagamento la dovrà pur mettere.

Certo c’è il treno vicinissimo al centro 5 minuti a piedi. Ma figlia aveva molte cose da portare e poi quando sei lì senza auto che cazzo fai se ti vuoi muovere?

Abbiamo chiesto al padrone di casa e alla signora dell’agenzia immobiliare ma si sono chiusi in risposte enigmatiche, si vede che è un segreto di stato . “Non lo so ” è il massimo che siamo riusciti a fargli dire.

Due euro l’ora è la tariffa ovunque vai a Trento.

Siamo andati a vedere in rete ma di posteggi liberi non ne esistono tutti a pagamento.

Dovendo risolvere il problema immediato abbiamo deciso per un abbonamento settimanale per 45 euro, in un posteggio sorvegliato e al coperto, al mese è quasi un altro affitto. Figlia deve tornare a casa per prendere la laurea e il resto della sua roba. Quindi nei giorni che si sarebbe fermata a Trento si sarebbe informata. Impossibile che non ci fosse un aerea gratuita nelle vicinanze.

Figlia lasciata da sola a Trento è andata a informarsi all’ufficio turismo.

C’è un aerea detta Zuffo servita da navetta solo fino ad una certa ora, una mezzoretta a piedi per il centro dove poter lasciare l’auto.

Il problema è se torni tardi che non c’è navetta….

Le ragazze che ha conosciuto all’università hanno risolto il problema posteggiando vicino a casa alle 19, passati i turisti diventa tutto gratis e svegliandosi presto alla mattina a portare via l’auto prima che fiocchino le multe.

Considerando figlia al mattino mi sa che è più convenite il posteggio a pagamento….

Assorbenti interni e spiegazione di come usarli. Lezione tenuta in spiaggia. La maestra e la bidella.

Ieri sono andato in spiaggia, è tornata estate e il mare è fantastico.

Scegliere il posto dove mettersi è importante per poi stare in pace.

La bidella la conosco da una vita, non ci siamo mai parlati ma è della stessa parrocchia di dolce consorte.

La bidella ha oltre 50 anni ed è fulminata da sempre.

La maestra era la prima volta che la vedevo meno di 40 anni, hanno fatto amicizia a scuola ed hanno deciso di passare un pomeriggio al mare insieme.

La particolarità della bidella oltre le idee balzane è che ha una voce potente e tutto quello che dice si sente anche a distanza.

Nonostante questo mi sono messo vicino e sono stato premiato ho riso per tutto il pomeriggio.

La bidella era la personalità forte la maestra le andava dietro. Due balorde da ringraziare per il bel pomeriggio.

Ora so tutto del ragazzino completamente disabile voluto dalla sua collega per così poi farsi per tutta la mattina i cazzi suoi. “Dice che ha contato fino a trenta, ma non è vero non parla” “con voi non parla con me conta fino a trenta” raccontava che sosteneva la collega una bugiarda e stronza. So anche il nome della scuola e del bambino.

La bidella si lamentava della collega che la trattava male o meglio come una cretina. “Quella bassa stronza calabrese, che per ingraziarsi gli insegnanti gli porta le torte.”

La maestra aveva le sue cose, lo si capiva dai pantaloncini al posto del costume, ma per chi non lo avesse intuito ci aveva pensato la bidella a farlo sapere a tutta la spiaggia “Allora non fai il bagno perché hai le mestruazioni?” ha chiesto ad alta voce, era impossibile non sentire ” No ho l’assorbente interno ma è il secondo giorno preferisco non fare il bagno” rispondeva a bassa voce e solo quelli vicini sentivano la risposta.

Verso la fine della serata la bidella confessava di non aver mai fatto uso di assorbenti interni e chiedeva se erano comodi.

La maestra tirava fuori un assorbente e cominciava la spiegazione.

Ora che il filo va lasciato fuori ha dovuto ripeterglielo tre volte. ” Ma il filo non si mette dentro?” ” No se no come lo togli l’assorbente”

“E’ comodo e non si sa di avercelo dentro” continuava a ripetere la maestra. La bidella non era sicura della cosa così la maestra ha specificato ” Ci sono di varie dimensioni dai più piccoli ai più grossi a seconda della donna” ” io ce l’ho stretta ” ha specificato la bidella ” ma mio marito ce l’ha grosso ” ha finito di dire ” l’ideale” ha risposto la maestra leggermente imbarazzata.

“Chiaramente ogni due o tre ore vanno cambiati” ha sostenuto la maestra.

Ma a questo punto c’è stato il colpo di scena . ” Sono in menopausa già da qualche anno” ha gridato a tutta la spiaggia, anche quelli che erano a 50 metri ” se mi dovessero tornare li provo” ha detto convinta, mentre la maestra rimetteva l’assorbente interno in borsa.

Devo smettere di avere buone idee se poi finisce che mi tocca farmi un mazzo così.

Tutti i meme su Mazzo così - Facciabuco.com

Tutto mi si può dire meno che non abbia idee.

Poi nella mia dabbenaggine a volte le metto anche in pratica.

Ora questa primavera ho piantato lupini, ceci e fagioli da seccare e usare questo inverno.

L’idea era bellissima ma non avevo calcolato tutta la fatica che si sarebbe voluta.

Non sto a raccontare tutte le traversie durante la coltivazione. Dai piccioni che si sono mangiati i lupini appena seminati ( per fortuna a conti fatti) Dal vento che in una notte me li ha abbattuti tutti…

Alla fine la raccolta è stata abbondante tre cassette cosi.

Il problema è nato quando è stato il momento di sgranarli tutti.

A martellate è finita finita. Sgranarli uno a uno non sarebbero bastate tutte le ferie. Circa 4Kg di lupini. 3kg di fagioli e 2 di ceci. ( che cazzo ci faccio?)

Quindi durante le mie ferie sotto il diluvio ho passato il tempo a sgranare lupini, ceci e fagioli sotto gli sguardi attenti di Nontirare che nonostante la pioggia voleva andare a spasso. ” Ma quanti pirla conosci che passano le ferie a sgranare legumi ?” Continuava a dirmi

In effetti nessuno.

Ora sto mettendo dei teli per l’erba ma di questo vi racconterò.

Nulla è facile come sembra soprattutto quando dalle parole si passa ai fatti.

Previsioni del tempo per le mie ferie più che azzeccate. Agli arresti domiciliari per la troppa pioggia. Se fossi andato in ferie dove pensavo oltre il danno ci sarebbe stata anche la beffa. Qui almeno è tutto gratis.

Dolce consorte è stata categorica ” durante le tue ferie non ce la faccio a staccarmi dal lavoro” Questa in realtà era una buona notizia avrei fatto quello che volevo.

Ma le previsioni erano state chiare: pioggia pioggia pioggia pioggia pioggia pioggia pioggia L’universo si prende in giro di me.

I più ottimisti sostenevano che quelli delle previsioni spesso si sbagliano. Infatti avevano ragione non ha piovuto ma diluviato. Chiuso in casa o in cantina agli arresti domiciliari per troppa acqua. Se uno faceva il bagno in mare si bagnava di meno che sotto il diluvio che c’era.

Siamo passati dal morire di sete all’annegati.

Ora è sicuro che non devo più bagnare visto che hanno previsto altra acqua.

Che ferie……

Fratello va da sorella lontana dopo ave detto il giorno prima che non ci sarebbe andato. Non è vero che solo le donne cambiano idea da un momento all’altro.

Il motivo del suo cambiamento d’idea così repentino è sconosciuto.

Due domeniche fa ci eravamo lasciati ” no non vado giù quest’anno” E’ tre anni che non va da sorella lontana.

Ogni anno per una vita è tornato giù, poi il covid ha fermato tutto.

Tra zia moribonda, cugino sfracassato in auto, nipote che si vuol suicidare, l’atra indemoniata e poi tutto il resto era saggio starsene qui.

Ma nipote figlia di fratello ha deciso di accompagnarlo. I motivi anche di questo gesto sono sconosciuti e oscuri.

Ora il caso vuole che la sua assenza sia nelle mie ferie….

Nipote l’accompagna giù in auto e lo lascia lì e poi se ne ritorna su in aereo. Poi forse l’andrà a riprendere per ora è prenotato solo il viaggio di ritorno.

Secondo nipote interpellata, ha dichiarato ” andare in un ambiente di merda gli può far solo bene per apprezzare quello che ha qua”

Su questo concordo nulla è meglio di 15 giorni di brutte giornate fuori casa per rimpiangere la tranquillità della propria abitazione.

Io l’ultima volta di sorella lontana ho giurato che mai più sarei andato a trovarli, solo sorella al suo funerale, forse qualche giorno prima se non muore d’improvviso.

Cognato lontano ancora un mese fa ci ha invitati ” non capisco perché allegro non vuole venire giù” avrebbe detto a dolce consorte.

Sorella lontana che è più intelligente se ne guarda bene dall’invitarmi.

Comunque il grande rischio di questo viaggio e che nipote aspirante suicida avrebbe deciso di tornare su con loro per venire a stare un po’ con la sua zietta preferita. ( dolce consorte)

Ora capite quale guaio possa diventare questo viaggio.

Certo c’è anche la possibilità che fratello abbia deciso di andare giù attratto da qualche proposta di matrimonio di qualche bella vedova in cerca di consolazione, come la volta precedente dove sorella aveva trovato una possibile candidata,.

Staremo a vedere, magari da qua a una settimana fratello cambia idea ( come le donne) e decide di non partire.

Lo ammetto sono leggermente stanco. Col collega balordo abbiamo discusso del nostro futuro.

Il collega balordo ha qualche anno meno di me ma ha la scadenza di vita come le mozzarelle già stampata.

Anni fa gli è stata trovata una malattia e l’aspettativa di vita non supera i vent’anni, ne aveva circa 50 fate voi come si sente.

Certo c’è la ricerca e fanno cure sperimentali, ma sta di fatto che al momento attuale è così e il collega balordo non sta bene solo di testa ma anche fisicamente che peggiora il suo stato mentale. Visto che lo sopporto tutti i giorni avrei diritto ad una indennità aggiuntiva.

Ieri sera era particolarmente stanco, ma di umore discreto e aveva voglia di parlare.

Stanchi siamo stanchi entrambi ma lui con i suoi problemi di più-

Entrambi non vediamo l’ora di mettere la parola fine al delirio.

Ora secondo me se si fa vedere da qualcuno oltre che da un buon psichiatra con la malattia che ha in pensione lo mandano domani. Dice sempre che va a vedere ma di fatto non va mai.

Il problema del collega balordo è che è tirchio e se va in pensione prende meno.

Ieri sera comunque anch’io mostravo i primi segni di cedimento. Tra orto e delirio una leggera stanchezza mi sta prendendo.

Vuoi che da questa settimana sono partite le ferie di massa, al delirio si delira sempre di più, siamo alla follia pura, vero che nessuno dice niente a nessuno, ma ci sono cose che vanno fatte necessariamente. Non vi dico chi sono i due pirla che le fanno.

Io lo dico e lo ripeto il primo giorno possibile vado in pensione, il collega balordo è preoccupato per quando me ne andrò, secondo me si dovrebbe preoccupare di più della sua malattia e di quando se ne andrà via lui.

Io avrei deciso ancora un anno di delirio e poi basta e se tutto va come deve andare la cosa è fattibile.

Il collega balordo ieri sera diceva che sarebbe andato a vedere e questa volta mi sembrava deciso.

Poco dopo che ci siamo lasciati ho sentito un urlo disumano, ma non mi sono preoccupato, era il collega balordo che ogni tanto grida alla cazzo per sfogarsi.

Un psichiatra bravo ma bravo….

Non troppo lontano che se i miei stanno male bisogna tornare subito indietro. Non troppo vicino se no non danno le idea di ferie. Tre giorni al massimo. No ferie stancanti. No monti. No laghi. No collina. No città d’arte che bisogna camminare. Mare si ma dipende, niente zone ventose, no mare di quello dove tocchi sempre. No….

“Poi scegli tu ” ha finito di dire dolce consorte.

Campeggio con l’obbligo di silenzio dalle 23. Karaoke a tutto volume. Pizza e nient’altro. Una serata folle.

Un’amica di dolce consorte non sapendo cosa fare ha pensato bene di invitarci a una serata in pizzeria dove c’era il karaoke.

Io avrei tranquillamente rifiutato ma dolce consorte ha accettato senza neanche chiedermi niente. ” Non rompere non usciamo mai ” ha detto falsamente.

La pizzeria si è scoperto essere in un campeggio vicino a casa nostra, quindi il mio sacrificio minimo.

Arrivati l’amica e il suo nuovo compagno, si fa per dire era solo di qualche anno più giovane di me e pare che fosse stato già usato da più donne ascoltando i suoi racconti. Per quello anche l’amica di dolce consorte è già usata, dolce consorte direbbe “un usato sicuro, sodisfatti o rimborsati” erano già lì ad attenderci.

Non abbiamo fatto tempo a presentarci e a sederci che due pazzi furiosi, un uomo alla console e una specie di donna al microfono hanno messo la musica a tutto volume lui e la donna ha iniziato a cantare.

Era impossibile fare due chiacchere se non tra una canzone e l’altra.

La cameriera figlia della proprietaria non riusciva a capire le comande, e disperata è andata dai due e chiesto gentilmente se abbassavano il volume ” Cazzo abbassate un po’ il volume che non si capisce niente “

Abbassato il volume solo leggermente, la cameriera ha preso le ordinazioni lasciandoci alle nostre chiacchere.

Ora al karaoke può cantare chiunque, infatti chiunque era lì a cantare e a rovinare tutte le più belle canzoni italiane a tutto volume.

La conversazione non è stata delle migliori per quanto abbia la voce che si sente a distanza notevole non mi era parso il caso di mettermi a gridare e così ci limitavamo tra una canzone e l’altra a dirci cose assolutamente inutili.

L’amica di dolce consorte si è alzata ed è andata a cantare, i due pazzi furiosi erano suoi amici motivo perché eravamo finiti in un campeggio a mangiare pizza.

Andare è andata ed è andata anche convinta ed ha cantato senza remore. Se se ne stava seduta al tavolo era meglio, ma era brutto dirglielo, mi sono limitato a non farle i complimenti falsi di dolce consorte e del suo nuovo compagno, che dalla faccia che faceva mentre cantava si capiva perfettamente cosa pensasse ” Minchia come stoni” chiaramente aspettandosi la ricompensa a fine serata, le diceva ” bravissima” cosa non si dice per un po’ di mussa.

Ora la pizza era passabile, gli avventori che si alternavano al canto no, uno peggio dell’altro. Il duo folle li doveva aver scelti con cura, basta uno che sapesse cantare non mi sarebbe dispiaciuto.

L’unica notizia buona era la sconfitta dell’Inter, visto che era quasi impossibile parlare il nuovo compagno dell’amica di dolce consorte, interista, cosa non si fa per un po’ sesso seguiva il risultato per cellulare invece che essere a casa a guardarsi comodamente la partita.

Dolce consorte insieme all’amica si sono lanciate in un duetto. Per quanto cantasse bene dolce consorte si è fatta sovrastare dalle stonature dell’amica. Sperando anch’io in una ricompensa, al come abbiamo cantato ho detto “un bene” si vede poco convinto, infatti non è arrivata nessuna ricompensa.

Mentre le due amiche stavano discutendo sulla prossima canzone è tornata per caso la cameriera che in effetti era sparita.

Informandoci che non esisteva nulla oltre la pizza, nessun dolce nulla di nulla, avevano avuto un compleanno di bambini scatenati e si erano mangiati tutto.

La cosa sembrava folle detta così, mai mai cosi folle come quella detta della madre madre della cameriera che con fare incazzato ordinava di smettere di cantare. Alle 23 in un punto da regolamento del campeggio entrava l’obbligo del silenzio ” potevano farlo alle 21 ” ho detto io ” ci saremmo risparmiato tutte quelle stonature”

I due folli ci sono rimasti malissimo dovevano dare ancora il meglio e non sapevano di questo piccolo particolare. Ma sono rimasti ancora più stupefatti scoprendo che il cancello era chiuso e se volevano portare via l’attrezzatura avrebbero dovuto fare avanti indietro per il viale. Questo tutto da regolamento scritto all’entrata senza nessuna deroga.

Abbiamo pagato velocemente e siamo usciti di corsa non volevamo rischiare che da regolamento dopo una certa ora fosse vietato uscire.

Ma un campeggio che alle 23 chiude tutto si è mai visto ?

Seguito di ieri. Cugini australiani non si sono incontrati col Papa c’è stato un disguido. Il Papa si è scusato “sarà per la prossima volta” gli ha detto. In compenso sono rimasti intrappolati in autostrada per il maltempo e i cantieri dei lavori lasciati in mezzo ai coglioni. La sera si è conclusa con la cena in un noto locale della zona. Dolce consorte è il pesce al forno da pulire.

Il cugino è molto simpatico e la consorte pure. Anch’io sono stato simpatico anche troppo, mi vogliono rivedere prima di andare via.

Mercoledì mattina sarà dedicata a loro.

Tutto nasce da questa leggenda metropolitana che tutti i parenti lontani che vengono qui quando tornano in patria parlano bene di me, giuro cosa immeritata e non si capisce neanche perché.

Ora passiamo alla cena e al pesce al forno ordinato da dolce consorte.

In tutti i locali che siamo andati, ti fanno vedere a fine cottura il pesce cotto, poi lo riportano in cucina e te lo riportano pulito o il cameriere lo pulisce lì.

Ieri sera il pesce è rimasto sul tavolo così com’era.

Intanto il pesce ti guardava in maniera con fare riprovevole ” guarda che fine mi hai fatto fare” sembrava dire. L’occhio del pesce sembrava seguirti e metteva una certa inquietudine.

Ora dolce consorte sa fare tante cose ma certo non sa come pulire un pesce, soprattutto se ha gli occhi di tutti puntati su di lei e tutti le danno consigli e soprattutto se hai un marito pirla che la prende in giro.

Ora io sono vegetariano e non mangio carne e mi fanno morire quelli che non considerano il pesce carne. Comunque il pesce non l’ho mai mangiato mai neanche prima, non è questione di piacere a me fa anguscia (genovese) fine della discussione-

All’impedimento c’è un limite , più che pulirlo sembrava volesse massacrarlo per vendetta.

La prima cosa che ha tentato è stata le decapitazione quegli occhi puntati addosso le mettevano soggezione..

Dopo un tentativo andato a vuoto il pesce non voleva perdere la testa, le ho chiesto se voleva che lo pulissi io. ” Bravo, renditi utile invece che prendermi in giro” e mi ha mollato il povero pesce.

Ora so come si pulisce un pesce anche se non lo mangio qualche volta mi è capitato di cucinarne e in un vecchio lavoro da ragazzo mi avevano fatto vedere come si faceva.

In pochi minuti il pesce era bello che pronto e pulito senza neanche una spina.

Resta il fatto che il pesce secondo me ma anche il galateo lo afferma

Secondo il Galateo, il pesce va servito intero e successivamente sfilettato e pulito dalla padrona di casa o dai camerieri, se si è al ristorante. Sicuramente non da dolce consorte.

Una storia sbagliata. I parenti australiani che prima passano dal Papa e poi vengono a trovare fratello. Fratello sostiene erroneamente anche me. Il numero di telefono sbagliato. L’uscita dell’autostrada sbagliata.

Fratello e sorella lontana sono stati più volte in Australia.

Nonostante zio australiano fosse disposto a pagarmi biglietto aereo ed ospitarmi in casa sua non ci sono mai andato, neanche preso in considerazione la cosa. Se voglio vedere i canguri si trovano anche qua.

Sta di fatto qualche tempo fa la nipote lontana che va dal psicologo grazie a me, si lamentava che doveva pulire casa che arrivavano ” sti cazzo di parenti dall’Australia, non se ne potevano stare a casa loro ?” diceva a dolce consorte, senza saper specificare il grado di parentela. ” parenti ” e questo ci doveva bastare.

Fratello mi telefona due giorni fa annunciandomi che i parenti sarebbero passati anche di qua.

Da lunedì a mercoledì. Bene sono al delirio(lavoro) è fatta, mando dolce consorte e figlia. ( lo so sono peggio di nipote lontana)

Invece ieri sera la brutta notizia, passano dal Papa lo salutano e poi arrivano da noi. Quindi stasera domenica si va a mangiare tutti insieme. ( non ho nessuna scusa per evitare la cosa mi tocca). Ma forse c’è ancora una speranza….

Scoperto il grado di parentela cugino di primo grado. Figlio di zia, sorella di mia madre.

In realtà pare sia già venuto e che ci siamo già visti. Durante un mondiale di calcio dove non ricordo non in Italia, aveva trovato il tempo tra una partita e l’altra di fare un saluto di un’ora a mia madre. Ricordo che era arrivato col figlio vestito da pallonaro. Il tempo di dire ciao ed erano ripartiti.

Ora per me andare a Genova mezz’ora è già un viaggio questi che vanno di qui di e di là senza problemi mi fanno impressione.

Ora andare dal Papa e salutarlo non è cosa semplice, per esempio io che abito in Italia non ho mai visto un Papa dal vivo, neanche quando è venuto lui qui da noi, se mi voleva dire qualcosa poteva venire lui a casa mia. Ora questi partono dall’Australia per vederlo, non ha proprio un cazzo da fare questo mio cugino. Comunque avendo noleggiato un auto poi deve arrivare fino qua e si sa che non è semplice arrivare da noi, l’autostrada ligure è una vera via crucis ci vuole proprio la benedizione del Papa prima d’immettercisi.

Inoltre non aveva chiare le idee in quale punto fossimo, infatti parlando con fratello pensava di uscire al casello sbagliato. Fratello sul momento non gli ha detto nulla. Poi ha pensato che era meglio dirgli che era meglio uscire al casello giusto.

Ma non sapendo salvare i numeri non sapeva ritelefonargli, telefonava a sorella lontana per farsi dare il numero di telefono. Giustamente gli dava un numero sbagliato….

Ora fratello ha detto a quello del numero sbagliato di uscire al casello giusto. Questo l’ha ringraziato e gli ha risposto che se mai dovesse venire non mancherà di uscire al casello giusto.

Fratello ha ritelefonato a sorella lontana che non c’era ed ha parlato con nipote indemoniata che non sapeva i numeri di telefono dei parenti australiani, comunque se voleva un altro numero sbagliato glielo poteva dare lei .

Quindi stamattina sorella dovrebbe dargli il numero giusto e fratello avvertirlo a quale casello uscire, se no va be ci vediamo la prossima volta che torna in Italia…..

Figlia e la settimana sulla neve in posto assurdo ma famosissimo che per evitare denunce eviterò di nominare.

Figlia non è per la neve, ma il fidanzato è un appassionato dello sci e la sua settimana all’anno a sciare la vuol fare.

Il ragazzo è però parsimonioso e quindi fa ricerche accurate per cercare di spendere il meno possibile.

Quest’anno l’ha portata in una zona famosissima, ma l’abitazione era leggermente fuori dai centri rinomati.

Un paesino dove non c’era nulla, paesino è troppo, un agglomerato di qualche casa sparsa qua e là dove hanno voluto 500 euro per una settimana, un vero affarone. Se a me ne davano duemila di euro non ci andavo, ma io e la neve non siamo compatibili. Io amo a sciare solo delle micce.

Ora uno dirà bastava spostarsi verso i paesi più famosi per trovare qualcosa. No il nulla del nulla. C’erano due supermercati in tutta la zona e in due paesi diversi e un solo negozio di articoli sportivi e poi il nulla. Il Bar solo quello degli impianti sciistici, e alle sette di sera chiudono tutto.

Ora è chiaro che lì ci va solo chi vuole sciare se no non c’è veramente altro da fare se non dare testate contro la neve e quest’anno era anche scarsa.

Due soli ristoranti non collegati agli alberghi, quelli si numerosi.

I due ristoranti non accettano prenotazioni e fanno due servizi, il primo alle 19 fino alle 20 e 20 poi ti sbattano fuori , il secondo alle 20 e 30 e alle 22 chiudono e se devi finire il dolce sono cazzi tuoi.

Figlia e fidanzato hanno assistito ad una scena surreale.

Un gruppo di 8 disperati come loro andati in quella valle del nulla hanno chiesto al proprietario se c’era posto.

“Un tavolo da sei e uno da due ” ha risposto “Vorremmo mangiare tutti insieme ” hanno chiesto gentilmente ” Allora dovete aspettare 10 minuti “erano le 20 e 10 ” Va bene, ce lo tenga intanto facciamo due passi per non morire assiderati”” No, se siete qui davanti quando si libera bene se no io non tengo nessun tavolo prenotato a nessuno” Ora normalmente cognato lontano lo avrebbe preso a scapaccioni e dopo tre minuti il ristoratore lo avrebbe fatto accomodare al tavolo. Ma non tutti siamo cognato lontano. Dove cazzo pensava che andassero visto che intorno non c’era niente, ma si sa se hai il coltello dalla parte del manico ti permetti di fare l’arrogante. Io l’avrei mandato a affanculo lui fino alla sua settima generazione e me ne sarei andato .

Ora la scelta per il gruppo dei disperati era se far rimanere due a difesa del posto o andarsene, considerando che non c’erano altri ristornati nelle vicinanze. Fatta la conta due sono rimasti mentre gli altri facevano una passeggiata nel niente assoluto, basta muoversi per non morire dal freddo.

Caro e niente di speciale ha detto figlia( cucino meglio io) ma quando se l’unico in zona fai un po’ quello che cazzo vuoi.

La zona va detto a sua discolpa è piena di piste da sci e di tutti i colori, il posto adatto per chi vuol sciare tutto il giorno e a quanto pare arrivano da tutto il mondo. “Pieno di stranieri” ha detto figlia. Le dolomiti sono le dolomiti, altro non dirò oltre che a me in quel posto non mi vedranno mai per la loro e mia gioia.

Dolce consorte ha scelto quando devo fare le mie ferie. Tutta colpa di figlia che mi ha fatto un proposta indecente.

Al delirio( lavoro) dovendo programmare le ferie ci hanno chiesto di dare le nostre date entro gennaio.

Ieri sono stato l’ultimo a dare le date

Avevo chiesto a dolce consorte d’indicarmi delle date dove avrebbe potuto esserci ( bontà sua) anche lei

Passati venti giorni le date non erano ancora arrivate.

L’altro ieri figlia mi dice ” perché non ci prendiamo qualche giorno e ci andiamo a fare un bel giro io e te?”

La cosa chiaramente mi ha fatto piacere, obbiettivamente i rapporti con figlia sono buoni, l’ho fatta a mia immagine e somiglianza soprattutto nella cattiverie che dice col sorriso. Diciamo che ha un grande senso dell’umorismo a differenza della madre che ne è sprovvista.

” Ma tua madre ? ” ho chiesto ” La lasciamo a casa tanto ha sempre da fare” mi ha risposto convinta.

” Non credo che la prenderebbe bene ” ho risposto ” Perché ?” ha risposto ingenuamente figlia.

Arrivata a casa dolce consorte le abbiamo raccontato della discussione, non vi dico dello sdegno provato da dolce consorte verso figlia, oltre il divieto assoluto di andare da qualche parte senza di lei. Tra lo stupore di figlia e le mie risate.

Sta di fatto che dolce consorte ha preso carta penna e calamaio e un calendario ed ha segnato 5 date e non le due che le erano state chieste.

Ora per me una data vale l’altra e quindi non ho fatto storie, ma la cosa mi ha fatto sorridere.

Lo sdegno è stato reale, sembrava che l’avessimo ‘abbandonata come un cane in autostrada.

Ora figlia ha preso le date e vedrà di organizzare qualcosa. ” Certo che io e te da soli ci saremmo divertiti di più ” mi ha detto stando attenta a non farsi sentire dalla madre.

Io le ho proposto di andare pure loro due da sole che io non mi offendo anzi……ma nessuno delle due ci sente.

Vi aggiorno.

PS Settimana prossima sono in ferie l’ho presa in più senza dire niente in casa si sa mai che gli venga in mente di programmare qualcosa.

Dolce Acqua borgo nel imperiese. Bello ma inquietante secondo dolce consorte.

Bello è bello e anche unico, ma inquietante lo è sicuramente.

Dolce consorte dopo una breve visita è voluta andare via velocemente sentiva sensazioni negative, soprattutto nella chiesa del paese pesantissima sempre secondo dolce consorte.

non è dolce consorte

Mure attaccate una all’altra in alcuni punti la luce non ci arriva mai, tutto in salita o discesa fate voi.

Per chi soffre di claustrofobia è sconsigliato.

STORIA DELLA MICHETTA

Come tutte le storie più autentiche, non ne esiste mai una sola versione. E come spesso accade, in tutte le versioni c’è qualcosa di vero, in quanto la realtà, in questo caso la Michetta, è più bella se vista da un caleidoscopio.

Non è leggenda che nel 1300 il Marchese Doria, noto per i suoi oltraggi alle donne, aveva istituito lo ius primae noctis, ovvero il diritto del feudatario di giacere la prima notte di nozze con la moglie del suddito o di avere qualcosa in cambio per evitare quest’obbligo. Un giorno il Marchese rapì la bella Lucrezia, una donna di Dolceacqua che aveva deciso di sposarsi in segreto per evitare questo sopruso; la giovane non fece una bella fine, poiché si racconta che pur di non concedersi al Marchese morì di fame prigioniera nel castello. Fu allora che il marito, su tutte le furie, andò a minacciare Doria per costringerlo a eliminare questo diritto e per l’occasione preparò un dolce in onore della sua povera moglie defunta: la Michetta, come allusione al sesso femminile. “Omi, a michetta a damu a chi vuremu nui”, si dice da quel giorno, ovvero “uomini, la michetta la diamo a chi vogliamo noi!” Insomma, la Michetta diventa la dichiarazione di un amore finalmente libero dalle ingiustizie.

Personalmente se fossi stata io gliela avrei data.

Oggi come oggi per avere la prima notte farebbero difficoltà. All’iscrizione al primo anno di superiore forse….

Per chi ama le cose antiche e con una storia assolutamente da visitare.

Se siete come dolce consorte ne potete fare anche a meno.

La maglia scontata e le frase imprudente” Se costa 39 euro la compro”

Nel nostro breve soggiorno, arrivati il primo giorno nella località prescelta,quando il sole è sceso, dolce consorte per passare il tempo come tutte le donne ha voluto fare un giro per vetrine.

Ora sono anni che io non partecipo a questa attività c’è figlia che l’accompagna.

Io ho il mio negozio di fiducia se mi serve qualcosa vado lì.

Mentre passeggiavamo siamo capitati davanti a un negozio di una nota ditta di maglie e accessori, in vetrina c’erano vari capi scontati maglie, giacche, pantaloni, scarpe e via dicendo tra cui una maglia azzurra a treccia a doppio filo, a me piacciono fatte così, saranno antiche ma sono tra le mie preferite e poi io sono antico.

” Bella ” dico distrattamente mentre dolce consorte guarda in maniera attenta la vetrina.

I prezzi erano su display elettrici ed erano a rotazione, mentre si capiva cosa costavano le altre cose sulla maglia c’erano dubbi, infatti su maglia c’erano due prezzi uno 59 euro e uno 39 euro e in vetrina c’erano due tipi di maglie e nel prezzo non si specificava quale costasse una o l’altra.

Sempre distrattamente dico ” se costa 39 euro la compro” non l’avessi mai detto dolce consorte era già dentro a chiedere.

Esce sorridente ” costa 39 euro ” dice ” ne ha solo due ” finisce di dire.

Ora la speranza era che non ci fosse la taglia, niente da fare una è la mia taglia, rimaneva la speranza che mi stesse male, perfetta fatta apposta su di me. Quelli che hanno fatto le taglie nella mia taglia si sono ispirati a me.

Cerco una scusa plausibile ” Neanche sono sceso dall’auto e dolce consorte mi ha portato a comprare ” dico all’uomo dietro al bancone ” E’ l’ultima ” mi dice “ed è scontatissima” finisce di dire .

Dolce consorte non vede l’ora di farmi comprare qualcosa il mio armadio è semi vuoto ” Non ne hai più di maglie, quelle che avevi le hai usurate ” sostiene, in realtà le ha fatte sparire una alla volta a mia insaputa.

“La potrei tenere addosso ” dico ” visto che fuori c’è vento e l’aria è fredda” pago ed usciamo.

Dolce consorte mi dice” torniamo indietro che prima ho visto una bella giacchetta ” ecco la sua non costava 39 euro e non era neanche in offerta.

Come siamo usciti da Nizza e disavventura finale in autostrada. 2 parte

Dopo i due semafori ravvicinati in realtà è stato un susseguirsi di semafori uno dietro l’altro fino ad arrivare nel centro città. Tre corsie per parte per essere un mezzo borgo nella mia idea è stato un impatto traumatico.

Ora prima di immetterci nel centro c’era un semaforo con svolta a destra o dritto, la colonna di destra era lunghissima quindi sono andato senza pensarci sulla colonna del dritto per scoprire che nella colonna di destra, una ventina di auto, era fatta per lo più da macchine posteggiate, la prima con le frecce di emergenza, le altre si erano accodate, altre da poveri pirla come me che erano capitati in quel posto per sbaglio, e si erano incolonnati sperando di poter dare una svolta alla loro vita, invece erano fermi speranzosi che la coda si muovesse.

Dalle mie parti le tre corsie non le abbiamo neanche nell’autostrada figuriamoci nel centro cittadino. Tutti tra un semaforo e l’altro andavano come dei pazzi soprattutto le moto, dei folli senza se e senza ma. I pedoni incuranti di strisce o del rosso passavano tranquilli, Evidentemente con l’abitudine del caos si era creata una perfetta alchimia tra tutti per cui non c’erano stragi di pedoni e incidenti tra auto e moto.

Il mio unico pensiero lo ammetto è stato come uscire da lì.

Dolce consorte proponeva di fermarci e domandare a qualcuno come raggiungere il mare, le persone posteggiavano tranquillamente nella prima corsia per fare i cazzi propri…..

” Svolta a destra” diceva dolce consorte, c’era un cartello con posteggio, peccato che eravamo già a metà incrocio. ” Guarda se vedi un cartello con scritto mer, merde (sarebbe stato meglio) ” ho risposto mentre continuavo ad andare dritto evitando moto e pedoni che si buttavano all’improvviso davanti a me. Andare dritto ha il vantaggio che se devi tornare indietro è più facile trovare la strada , se cominci a girare perdersi è un attimo.

Lo scontro di opinione con dolce consorte era che lei voleva fermarsi e chiedere, io trovare il primo cartello con autostrada e scappare da lì, avendo io il volante in mano…

Comunque non abbiamo incontrato nessun cartello con scritto mer. Nel tragitto sempre dritti abbiamo visto la stazione, siamo passati dalle parti dall’aeroporto, per trovare finalmente il cartello che indicava l’autostrada.

Riconosco che se ci fossimo fermati dolce consorte avrebbe chiesto e capito la direzione per le mer e la promenade (passeggiata) ma ormai avevo deciso che l’unica cosa che volevo era scappare da lì.

Mentre stavamo per immetterci in autostrada siamo stati sorpassati da un deficiente con un furgoncino scoperto, aveva rami di palme tagliate, aveva fretta e zigzagava tra le auto per passare avanti.

In Francia si paga prima l’autostrada, hanno voluto 1 euro e 50 perché le sbarre si alzassero.

Mentre stavamo andando via, io felice dolce consorte meno, ecco che a qualche centinaio di metri davanti a noi il deficiente col furgone ha cominciato a perdere le palme in autostrada creando il caos. Tutti hanno cominciato a suonare e a mettere le frecce d’emergenza, l’unico coglione che non si è accorto di nulla era il pirla sul furgone che ha continuato ad andare dritto nel frattempo ha perso anche il decespugliatore professionale, tre cancelletti di metallo e altre attrezzi . Io volevo fermarmi a prendere il decespugliatore ma si sa con le donne non si può ragionare.

Il decespugliatore era nella corsia centrale e il traffico era intensissimo.

Sorpassato l’ostacolo siamo andati avanti ridendo, ci voleva il deficiente per farci tornare il sorriso.

Immaginavo il pirla arrivare a casa e non trovare nulla dietro…..

Alla prima uscita purtroppo c’era un signore in auto che si era accostato al furgone e avvisato il coglione di quello che era successo…..

Io e dolce consorte sempre dritti verso nuove avventure. Appena entrati in Italia siamo stati accolti da un cartello con scritto : lavori in corso restringimento di corsia, finalmente a casa.

PS Il tutto è durato poco più di un’ora anche se a me è sembrato molto di più. Avremmo avuto tutto il tempo per fermarci e chiedere ma io non sopporto il caos.

Questa è tutta la verità

Dolce consorte chiede una rettifica: a Nizza ci siamo arrivati benissimo e afferma che la colpa è mia se non abbiamo visto il mare e la passeggiata perché mi sono rifiutato di fermarmi a chiedere informazioni.

La verità solo che la verità.

Arrivati in Francia siamo stati accolti da un gendarme sorridente che dopo averci guardato e capito che eravamo due brave persone non ha voluto controllarci e ci ha pregato di andare avanti.

Mentone è bellissima

Ora la nostra gita in Francia sarebbe potuta finire qui, avrei avuto un bel ricordo dei francesi ma dolce consorte era stata a Nizza da ragazza e avrebbe avuto piacere a rivederla.

Io che so poco di cittadine francesi pensavo che Nizza fosse un mezzo borgo non una città di 350 000 mila persone per lo più con problemi mentali quando sono nel traffico cittadino. Così incurante di quello che sarebbe successo dopo siamo partiti alla volta di Nizza.

Le indicazioni erano chiare anche se scritte in francese, dolce consorte sa un discreto francese e poi c’era stata in pullman ma c’era già stata. Aveva 14 anni ma dolce consorte ha una buona memoria

Quando è stato il momento di scegliere tra la strada più veloce e da turisti e quella collinare abbiamo scelto la collinare…. mai scelta stradale fu più sbagliata.

La strada in effetti era poco trafficata e permetteva di vedere dei bei panorami, soddisfatti della nostra scelta eravamo ignari però di quello che sarebbe successo da lì a poco.

Ad un certo punto troviamo una coda che non si muoveva, più avanti due semafori a distanza di dieci metri uno dall’altro.

Quando scattava il verde nel secondo semaforo dopo pochi secondi scattava il verde anche nel primo semaforo solo che riusciva a passare una macchina massimo due e poi riscattava il rosso. La strada veniva regolarmente bloccata da auto che si immettevano nella strada principale da una stradina in mezzo ai due semafori che incuranti del loro rosso sfiniti dall’attesa si immettevano in mezzo bloccando tutto.

Ottimisti che passati i due semafori si sarebbe risolta la faccenda siamo andati avanti, avanti si fa per dire per fare 100 metri ci abbiamo messo venti minuti, lo stesso tempo che ci avrei messo a tornare indietro e prendere l’altra strada. Quello che non sapevo che passato i due semafori sarei entrato in una bolgia infernale dove ognuno faceva i cazzi che voleva dagli automobilisti ai pedoni e ai fuori di testa dei motociclisti.

Continua….

Per la prima volta in assoluto una foto di dolce consorte mentre prende il sole.

Chi mi segue da un po’ sa della caratteristica di dolce consorte che se prende il sole non si abbronza ma si sbianca nel migliore dei casi, nei peggiori si ustiona.

Ieri ultimo giorno del nostro breve soggiorno, dolce consorte ha deciso che l’avrebbe passato in spiaggia senza muoversi di un metro e riposarsi.

Al mattino il sole era caldo ma non eccessivo, nel primo pomeriggio è arrivato il sole estivo, dolce consorte è andata alla ricerca della crema di protezione 150 ma si è accorta di averla lasciata nell’altra borsa sull’auto insieme al cappello per proteggersi dal sole.

Dolce consorte saluta. Notate l’abbronzatura tendente al più bianco non si può.

“Coprimi ” ha detto” Prima che mi ustiono” ha finito di dire.

Io sono il suo esatto contrario, sono abbronzatissimo mi basta vedere il sole per prendere subito colore. “Il Sole bacia i belli”si dice, con me ha fatto un’eccezione.