Battuta del giorno Arto Paasilinna

Arto Paasilinna scrittore finlandese , il suo libro più famoso -L’anno della lepre-(Piccoli suicidi tra amici) ho letto anche-Il miglior amico dell’orso-

Una donna non può mai sapere che genere di svitati il destino gli riserva.

“Il discorso pastorale fu più muscoloso del solito. Huuskonen sottolineò il carattere sacro del vincolo matrimoniale , e rafforzò il peso delle sue parole strofinando la faccia dello sposo contro un cespuglio di ortiche “

La zia suora seconda parte

Mia zia ha 98 anni, ma direi che ormai siamo alla fine, ho telefonato qualche giorno fa e mi ha risposto, cosa non scontata, mi ha chiesto di pregare per l’ennesima volta per lei, perché il buon Dio la porti finalmente da lui, finora mi sono rifiutato per ovvi motivi non sono credente, e le voglio molto bene, ma dal sul pianto finale credo che lo farò non si mai serva a qualcosa, ha dolori fortissimi ormai dappertutto. La sua fede non ha mai avuto un solo cedimento. ” Se per i dolori che ho non riesco più neanche a pregare che senso ha restare qui? In ogni caso mi affido al volere di Dio” mi ha detto

La vita da suora non è una vita facile è una vita piena di preghiera ma anche di molto, ma molto lavoro almeno ai suoi tempi. Ora è in un ricovero per suore anziane nei pressi dei Castelli Romani.

I mie genitori praticamente il loro viaggio di nozze l’hanno fatto due anni dopo ( era già nato il mio primo fratello), quando sono andati a Roma ad assistere al matrimonio di mia zia con Dio e diventare sua sposa. Il noviziato a quei tempi durava due anni.

Mia zia mi vuole un mondo di bene, ma ne vuole ancora di più alla mia dolce consorte “un angelo mandato da Dio sulla mia strada per salvarmi” sue parole.

Ha vissuto tutta la sua vita come una missione affidandosi ciecamente nelle mani di Dio. Rifarebbe tutto dice, certo come scrivevo all’inizio però ha sempre avuto un solo senso colpa, quello verso mia madre, pensava sempre a quella ragazza di vent’anni sradicata dalla sua casa , sposa con uno sconosciuto, e alle prese con altri due uomini da accudire, ma questa è un altra storia.

La zia suora. Prima parte.

Se io e i mie fratelli siamo nati molto è dipeso dal fatto che mia zia avesse la vocazione, ma la vera vocazione sin da piccola mia zia voleva fare la suora.

Tutto il suo tempo libero lo passava in chiesa o a leggere cose di chiesa.

Mia zia era tra l’altro una bella donna, molti l’avevano chiesta in sposa ma lei aveva già deciso a chi donare il suo cuore, e tutte le proposte erano state rifiutate.

Ma si sa che le cose non vanno sempre come si vuole. Mia nonna era morta abbastanza giovane, e l’altra zia maggiore purtroppo aveva fatto la stessa fine lasciando tre figli, il marito era partito da tempo per l’Argentina a cercare fortuna.

Mia zia era rimasta l’unica donna di casa, il fratello più grande si era sposato, ma in casa c’erano ancora due fratelli più grandi di lei senza moglie, oltre il padre e i tre figli della sorella morta, certo non poteva andarsene senza fare peccato.

In suo soccorso dopo due anni il padre dei tre ragazzi aveva fatto in modo che lo raggiungessero in Argentina , quindi erano rimasti i due fratelli e il padre, ma qui una soluzione si poteva trovare,

Mia zia una sera preso il coraggio aveva detto ” io voglio fare la suora ( aveva già scelto l’ordine in cui andare) tra un po scade l’eta massima per poter accedere all’ordine, quindi uno dei due si sposa, e così io posso andare tranquilla senza il rimorso di avervi lasciati soli “

Nessuno dei due fratelli si voleva sposare, ma questo sarà oggetto di un altro racconto, ma volevano bene alla sorella e sapevano da sempre del suo desiderio, quindi non senza rammarico il fratello più giovane ( mio padre ) acconsentì a prendere moglie.

Ora a quei tempi le cose da questo punto erano molto più semplici, domandato in giro(non voleva nessuna del paese) gli era stato proposto una ragazza di un paese vicino,così tutte le parti si erano messe d’accordo, mio padre era andato a vedere la ragazza che si era fatta trovare fuori dalla porta, così mio padre era passato l’aveva vista e deciso che andava bene. ( mia madre aveva 20 anni ed era molto bella ) Mia madre aveva visto mio padre ed aveva deciso che poteva andare bene ( mio padre aveva 32 anni ed era bello, la cosa incredibile che nessuno dei figli ha preso la loro bellezza).

Dopo qualche mese, qualche incontro sempre in presenza di altre persone i mie genitori si sono sposati, una donna entrava in famiglia e un altra poteva andare verso la sua vocazione non senza sensi di colpa ( mai sopiti ) nei riguardi di mia madre.

Poste, telegrammi, liti e molto altro

Ieri sera ho parlato al telefono con una nipote che vive ( per fortuna ) lontano da me.

Ma torniamo a quasi due anni fa alla morte del suocero di mia nipote. ( mai visto, l’unica occasione per conoscerlo il matrimonio di mia nipote ma ho pensato bene di non andarci).

La mia dolce consorte e figlia per rispetto di mia sorella e cognato invece sono andate, inoltre ormai non si sposa più nessuno e guai perdersi l’ occasione di comprarsi abiti e scarpe nuove per l’evento.

La mia dolce consorte ha detto ” c’è da fare il telegramma ” ” brava ” ho risposto ” fai pure” ho continuato.

Si sa come vanno queste cose, la mattina ero dalle poste per il telegramma.

Entrato nelle poste c’era un mucchio di persone ad aspettare il proprio turno, prendo il mio numero, e cerco il modulo per scrivere il telegramma, guardo bene e non c’è mi avvicino allo sportello e dico all’impiegata che conosco bene ( fatto i rappresentanti di classe insieme) ” mi dai per favore un modulo per scrivere un telegramma ” ” non ne ho qui, puoi andare da mio collega ( me lo indica) è chiedi a lui ” mi dice la impiegata.

Vado dal collega che stava digitando sul pc ” buongiorno, mi ha detto la sua collega se può darmi gentilmente un modulo che devo scrivere un telegramma ?”

” La mia collega si è sbagliata perché io sto lavorando, e non ho tempo chieda a qualche altro mio collega” tutto ad alta voce perché la collega sentisse.

L’impiegata ” grazie per la collaborazione”

Collega ” vada allo sportello qui a fianco “

Mi è partito l’embolo, fatto il bigliettino del numero a pallina l’ho tirata verso l’impiegato ” io non vado da nessuna parte ” ho detto ” siete una manica di imbecilli vi dovreste vergognare” ho gridato e tutti si sono girati verso di me e mentre me ne stavo andando l’impiegata mi ha detto ” grazie” “prego” ho risposto ( l’educazione prima di tutto) e me ne sono andato.

Uscito ero al punto di partenza, ho provato in un’altra posta c’era il mondo, quindi sono tornato a casa preso il telefono e fatto il telegramma telefonico.

Ora perché non mettano persone socievoli in questi posti è un mistero, lei, era una donna non ne aveva voglia io meno di lei, nonostante le molte incomprensioni siamo arrivati alla fine con un laconico- condoglianze- . Lo so non mi sono impegnato molto.

Passato un po di tempo mio fratello mi aveva informato che il suo telegramma era tornato indietro con mittente sconosciuto, per curiosità avevo telefonato a mia sorella per sapere del mio telegramma non ne sapeva niente, ma si sarebbe informata.

Bene da due anni da quel telegramma ho chiesto a mia nipote se era arrivato.

” Zio, no alle poste del mio paese per carenza di organico in quel periodo, i pochi dipendenti che c’erano hanno pensato bene di non consegnare la posta ( notizia finita sui giornali) l’avevano accatastata con cura nei magazzini. Arrivato un nuovo direttore era scoppiato il caso.

Che dire ” una manica di imbecilli” è poco.

Dopo anni con mia nipote siamo tornati a parlarci, con l’impiegata per il momento ci siamo incrociati qualche volta, no.

Battuta del giorno Franca Rame

Franca Rame Attrice, autrice bravissima, per molti solo la moglie di Dario Fo.

” Non ho un soldo” mi disse Dario, “per potermi liberare dal lavoro e venire alle prove ho dovuto licenziarmi dallo studio di architettura dove sviluppavo progetti.” E io allegra risposi ” Mi fa piacere, adoro nutrire randagi, gatti abbandonati e disoccupati affamati”