Alla faccia di quelle merdaccie anti statunitensi. Strepitoso successo del mondo occidentale contro i trogloditi iraniani. Alla fine hanno dovuto accettare tutte le condizioni dell’ eletto di Dio Trump. Tutti i paesi Nato a fargli i complimenti.Anche la nostra splendente primo ministro, che però si è presentata senza ginocchiere. Questo ha solo un po’ indispettito Trump, ma alla fine l’ ha perdonata lo stesso.

La nostra prima ministro che guarda adorante l’ eletto di Dio Trump

Alla fine gli iraniani hanno dovuto cedere su tutti i fronti. Troppa la potenza di Trump.

14 punti che non lasciano dubbi di chi ha vinto la guerra.

I principali per farvi capire la sottomissione degli iraniani agli Stati uniti

Nel secondo punto, che vieta l’interferenza negli affari interni dell’altra parte. E’ una clausola apparentemente standard, ma politicamente sensibile: per Teheran rappresenta una garanzia contro pressioni esterne sul regime; per gli oppositori iraniani, può essere letta come un segnale di arretramento del sostegno americano alle proteste interne.

Pet capirci. Ora gli iraniani dissidenti , quelli incitatati a insorgere contro il regime, saranno liberi di obbedire senza più rompere il cazzo ai trogloditi che comandono. Prima erano obbligati. Grande passo avanti. E’ bello che nel mondo c’ è ancora qualcuno si fida degli statunitensi.

Il sesto punto introduce un piano da almeno 300 miliardi di dollari per la ricostruzione e lo sviluppo economico dell’Iran. Il documento affida agli Stati uniti e ai partner regionali il compito di costruire un piano ‘definitivo e reciprocamente concordato’, con licenze, deroghe e autorizzazioni finanziarie concesse da Washington. La Casa bianca ha però chiarito che gli Stati uniti non sono obbligati a contribuire direttamente al fondo. La formula lascia quindi spazio a investimenti di paesi del Golfo, con il via libera americano, ma evita l’immagine politicamente tossica di un pagamento diretto degli Stati uniti a Teheran.

Questo un vero successone per gli Stati Uniti.

Il settimo punto è quello sulle sanzioni. Washington si impegna a terminarle tutte, comprese quelle legate alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu, quelle del consiglio dei governatori dell’Aiea e le misure unilaterali Usa, primarie e secondarie. Ma il calendario della revoca non è indicato: dovrà essere concordato nell’accordo finale. Questo rende il punto cruciale ma ancora indeterminato. L’Iran ottiene il riconoscimento del principio della fine delle sanzioni; gli Stati uniti mantengono la possibilità di legare tempi e modalità alla verifica degli impegni nucleari iraniani.

Li hanno proprio umiliati

Il nono punto congela la situazione durante il negoziato. L’Iran manterrà lo status quo del proprio programma nucleare, mentre gli Stati uniti non imporranno nuove sanzioni e non dispiegheranno ulteriori forze nella regione. È una clausola di stabilizzazione: impedisce alle parti di migliorare la propria posizione negoziale con nuove pressioni militari, economiche o nucleari. Allo stesso tempo, consolida per due mesi una realtà in cui il programma iraniano resta al centro del confronto, ma senza nuove misure coercitive americane.

Qui proprio sottomessi.

Il decimo punto garantisce a Teheran un beneficio economico immediato. Fino alla revoca delle sanzioni, il dipartimento del Tesoro Usa dovrà rilasciare deroghe per l’esportazione di petrolio greggio iraniano, prodotti petroliferi e derivati, oltre ai servizi collegati: transazioni bancarie, assicurazioni, trasporti e assistenza connessa. È un passaggio essenziale perché consente all’Iran di riattivare flussi di entrate prima della conclusione dell’accordo finale. Per Washington, è anche una concessione che riduce una parte della pressione economica proprio mentre il negoziato nucleare deve ancora iniziare davvero.

Io se fossi stato un iraniano mi sarei rifiutato di accettare una clausola così umiliante.

L’undicesimo punto riguarda i fondi e gli asset iraniani congelati o sottoposti a restrizioni. Gli Stati uniti si impegnano a renderli pienamente disponibili al momento dell’attuazione del memorandum, con procedure da concordare durante i negoziati. Il testo prevede che i fondi possano essere usati per pagamenti verso beneficiari finali indicati dalla Banca centrale iraniana. È un altro punto sensibile, perché offre a Teheran accesso a risorse finanziarie rilevanti prima che siano definiti tutti i dettagli dell’accordo finale.( RAI)

Ora la domanda che mi pongo è questa:

Ma siamo sicuri che hanno vinto la guerra gli Stati Uniti?

E se perdevano cosa succedeva?

Ora Trump e dementi Nato hanno dichiarato che è il momento che anche Putin perda la guerra con l’ Ucraina.

In Russia visto i risultati in Iran hanno cominciato a festeggiare.

4 pensieri riguardo “Alla faccia di quelle merdaccie anti statunitensi. Strepitoso successo del mondo occidentale contro i trogloditi iraniani. Alla fine hanno dovuto accettare tutte le condizioni dell’ eletto di Dio Trump. Tutti i paesi Nato a fargli i complimenti.Anche la nostra splendente primo ministro, che però si è presentata senza ginocchiere. Questo ha solo un po’ indispettito Trump, ma alla fine l’ ha perdonata lo stesso.

  1. Donald Trump oltre ad essere uno scostumato, vanesio e screanzato è anche un reprobo – come narra la storia (non le montature) che lo riguarda nell’internazionalità. C’è ancora poco da dire su di lui cercando rabberci. E se assistiamo a tuttoggi,alle venerazioni prosternate a Trump da chi rappresenta l’Italia,non possiamo che fare un’associazione di persone omologhe,che si somigliano e tra loro inesorabilmente,si collegano.

    Ciao All,buona giornata!

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  2. Grazie al tuo post capisco il motivo per cui non è stata nemmeno detta una parola, sulla Palestina nel comunicato finale del G7: non volevano forzare la modestia e l’umiltà americane incarnate egregiamente dall’ imperatore Trump.

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  3. Bravo, bravo, so’ proprio contento, non tanto pe’ lui che ha già tanto, ma per il suo movimento il MAGA che mi affascinò così tanto da spingermi ad sbbandonare il mio partito degli under 70.000 e dar vita al mio nuovo movimento quello dei F.R.O.C.I. ( Fare Roma Oggi Com’era Ieri )

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