Storia di amore e di poesia. Articolo voluto da figlia quindi la colpa è sua. Pedro Salinas e Katherine Reding.

Sarò sincero fino a due giorni fa non sapevo chi fossero questi due.

Pedro è un grandissimo poeta Katherine la sua musa. Un saluto ad Endorsum sparita nel nulla senza neanche un ciao. ( per chi non la conoscesse aveva fatto una rubrica sulle muse e molto altro)

La loro storia è da film

Lui, poeta, critico, padre, marito di Margarita, sta tenendo una lezione all’Università. Lei, giovane professoressa americana in visita in Spagna per studiare la letteratura che tanto ama, arriva in ritardo a lezione e si siede in fondo all’aula. Ma Pedro la nota. E si innamora, subito. Un colpo di fulmine. Di quelli che fanno dimenticare il dove, il come, il quando.

La invita a pranzo, e poi a passeggiare, e a scoprire la città, e a visitare i musei. E più si incontrano, più si conoscono, più si innamorano, più si mancano.

Come vedete la trama per un bel romanzo d’amore ci sono tutte.

Alla fine dell’estate Katherine torna in America, Pedro resta in Spagna, con la sua famiglia.

Si scrivono lettere, si spediscono foto, cartoline, telegrammi. Il loro amore è vero, è puro, è potente, è oltre. Oltre le distanze, oltre la paura di perdersi, oltre il non potersi vivere. Oltre Katherine, oltre Pedro.

Katherine è la musa, la salvezza, il faro in un mare in tempesta. Una fiamma che non si consuma, ma che li consuma, poco a poco, senza che se ne rendano conto.

Figlia è rapita da questa storia. Lei conosceva una poesia di Pedro e se ne era innamorata.

Il modo tuo d’amare
è lasciare che io t’ami.
Il sì con cui ti abbandoni
è il silenzio. I tuoi baci
sono offrirmi le labbra
perché io le baci.
Mai parole e abbracci
mi diranno che esistevi
e mi hai amato: mai.
Me lo dicono fogli bianchi,
mappe, telefoni, presagi;
tu, no

E sto abbracciato a te
senza chiederti nulla, per timore
che non sia vero
che tu vivi e mi ami.
E sto abbracciato a te
senza guardare e senza toccarti.
Non debba mai scoprire
con domande, con carezze,
quella solitudine immensa
d’amarti solo io

Il tuo modo d’amare è una delle 70 poesie che gli dedica.

Nel 1933 Pedro pubblica “La voz a ti debida”, una raccolta di 70 poesie, tutte dedicate a Katherine e al loro amore. Un amore che è ricerca di sé e dell’altro, di sé nell’altro e dell’altro in sé. Un amore che è ricordo, è contatto, è tempo che scorre, è distanza, è sogno, è illusione di possedersi, è ansia di perdersi, è brama di incontrarsi, è respiro, è ombra. Un amore che si nutre e si consuma nel dolore, nella gioia, nel dubbio, nel bacio.

Tutto bello e poetico solo che quando la moglie del poeta scopre la cosa, certo che se uno pubblica un libro è difficile che la cosa rimanga segreta, tenta il suicidio.

Nel 1934 Margarita, la moglie di Pedro, tenta il suicidio e si salva per miracolo. Katherine non ce la fa, non può reggere il peso della distanza, né quello della responsabilità. Da quel momento “niente fu più lo stesso”, scrive Katherine, “la commozione mi riportò alla realtà. Mi resi conto della natura della nostra relazione e mi sentii in colpa. Stavo facendo del male ad altri.”

Ora qui si vede il modo di pensare di un uomo e di una donna e le loro reazioni. Lui è poeta ma un po’ stronzo va riconosciuto.

Non c’era più equilibrio in quell’amore senza luogo e senza tempo. E mentre Pedro sembrava non intravedere alcun motivo per chiudere quella relazione, dal momento che Margarita era sopravvissuta e Katherine era “su musa, su amor, su gran pasión”, necessaria tanto quanto la sua famiglia, per lei, per Katherine, quella era evidentemente la fine. Quell’amore, seppur vero e forte, la incatenava.

Il poche parole lo lascia e non risponderà più alle sue lettere che invece lui continuerà a mandarle

Conosce Brewer Whitmore, un uomo più grande di lei, vedovo e con un passato simile al suo. Gli racconta di Pedro, del loro amore impossibile, dei suoi studi, della Spagna. Lui la ascolta e la comprende. Si sposano e vivono sereni fino alla morte di lui, nel 1943.

Ma i nostri protagonisti s’incontreranno ancora una volta

Si incontrano per l’ultima volta a Northampton nella primavera del 1951, pochi mesi prima della morte di Pedro: “Avevo sempre conservato in me la speranza che un giorno avrebbe capito perché dovetti rompere con lui. Così glielo chiesi un’altra volta. (…) Mi guardò con tristezza e mi rispose: «No, la verità è che no[n lo capisco]. Un’altra donna, al tuo posto, si sarebbe considerata molto fortunata».”

Fortunata. Quale donna non si considererebbe fortunata se ricevesse dichiarazioni d’amore in versi, se fosse la musa ispiratrice di ben tre raccolte di poesie, se sapesse di essere l’oggetto del desiderio di un uomo?

Ma forse è proprio questo il punto: Katherine sapeva di essere desiderata, sapeva di essere fortunata per questo. Ma si sentì mai amata?

Ora figlia era emozionata a raccontarmi questa storia.

Credo personalmente che a volte l’amore vado oltre tutto e capisco il buon Pedro, ma capisco anche Katherine che aveva bisogno anche di altro…..

Ma figlia vuole che sentiate questa poesia recitata da questo attore un gran bel ragazzo.

Io non capisco lo spagnolo ma conoscendo la poesia è difficile che una ti resista se gli declami una poesia d’amore così bella in questa maniera . Lui è bravissimo e capisco figlia per il suo entusiasmo.

Tratto il tutto dall’articolo di Odysseo navigatori della conoscenza che ringrazio.

36 pensieri riguardo “Storia di amore e di poesia. Articolo voluto da figlia quindi la colpa è sua. Pedro Salinas e Katherine Reding.

  1. Uh ma che bell’articolo di poesia! Un grazie a figlia 😃 …io conoscevo i poeti, ma nom sapevo di questa storia d’amore! Le storie d’amore dei poeti sono spesso così, travagliate… o in fondo lo sono anche quella dei non poeti, però manca giusto la poesia 😁

    Pedro penso abbia dimostrato un po’ di egoismo e tanto narcisismo nel dire che lei come donna avrebbe dovuto sentirsi solo fortunata… se fosse stato maturo, ma soprattutto se l’avesse amata per davvero, l’avrebbe lasciata andare, perché lei non meritava un amore così, come al tempo stesso non meritava la moglie il tradimento… Mi rendo conto che davanti ad una passione sia difficile ragionare, anzi, la passione non vuole ragione, soltanto l’amore sì.

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  2. Meraviglioso sì, con tutte le riflessioni che porta con sé.
    Conoscevo la poesia, e mi è sempre piaciuta molto, ma pensavo fosse dedicata alla sua donna, ignoravo del tutto la storia che c’era dietro. In tutto questo l’unica che ci ha rimesso davvero è stata la moglie, anche se l’altra ha sapientemente arginato il peggio. Figlia sembra molto romantica, le auguro un amore vero.

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  3. “Quale donna non si considererebbe fortunata se ricevesse dichiarazioni d’amore in versi, se fosse la musa ispiratrice di ben tre raccolte di poesie, se sapesse di essere l’oggetto del desiderio di un uomo?”
    In tempi più civili capitava spesso a studentesse liceali.
    Oggi i poeti sono stati sostituiti dai trapper, che manifestano i propri sentimenti chiamando le loro muse t#01a e 9u77@#a.Jhuuuu7

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  4. Un articolo questo di cui il commento,diverso dal solito. La figliola sicuramente è un animo sensibile ma ha forse voluto dare un parametro differenziale tra il praticare il sentimento nei due generi. La storia si riallaccia a un film : “I ponti di Madison County”,dove lwi, dopo un pur sincero trasporto con la controparte lui, si ricrede madre e moglie qual era e lui resta solo e segnato per sempre.

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  5. Con la poesia proprio non mi ci prendo, non è nelle mie corde. Però la storia è avvincente…
    Premesso che questo post l’ho letto solo adesso, trovo abbastanza sorprendente la circostanza che proprio oggi anche io abbia scritto qualcosa sull’ amore…
    C’è una connessione in tutto ciò ? Chissà, vai a sapè… 😉

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