La vendemmia e il cambiamento.

Nella vita ci sono momenti bui, avevo circa vent’anni e avevo fatto delle scelte, avevo scelto di non continuare con la scuola,avevo scelto di non continuare l’attività di famiglia, provocando un dolore profondo a mia madre mai assopito,e mai perdonato, ma non avevo la minima idea di cosa volessi fare, ero perso, ma veramente perso. Il periodo più buio della mia vita, non ci trovavo il verso, nulla era come pensavo o volevo, mi ero incamminato in un sentiero oscuro e non vedevo luce, ho conservato molte delle cose scritte riguardo ai miei pensieri di allora.

Davo la colpa a tutti e a tutto, meno che all’unico vero responsabile : me stesso.

Le scelte comportano conseguenze, ed io sono stato il primo a pagare per le mie scelte. In quel periodo certo ho fatto dei lavoretti, mi sono arrangiato, i miei giustamente oltre lo stretto necessario non passavano altro, ed io oltre lo stretto necessario non chiedevo, oltre un tetto dove stare, e un po di cibo non ho mai chiesto nulla, quando finivo i pochi soldi che guadagnavo , non spendevo, non uscivo, neanche una pizza tanto per intenderci.

Quell’estate in spiaggia avevo conosciuto una tedesca, uno spettacolo, era con una sua amica e avevano voglia di divertirsi, ci avevano proposto a me e ad un mio amico di uscire, a cena e poi a ballare, di sicuro gli piacevo, ma io non avevo i soldi, non me lo potevo permettere, e così ho rifiutato con una stupida scusa…. poi il giorno dopo mi ha visto con una amica, ed ha pensato che fossi il solito uomo italico che salta da una donna all’altra, falso nel mio caso, ma ho preferito che pensasse così piuttosto che dirgli la verità e fargli sapere che ero un morto di fame, cosa vera in quel momento, ma la dignità ha un suo prezzo , meglio puttaniere, o morto di fame? la prima sicuramente.

Cosa fare della mia vita ? questa era la domanda, ma non avevo risposta .

Mia madre che ogni mattina mi ricordava che ero senza un lavoro, era la sua prima attività, mi chiese di accompagnarla nella terra natia per la vendemmia, a quei tempi avevamo ancora le terre, così mio padre non sarebbe stato costretto a scendere, e avrebbe potuto continuare a lavorare.

Era il minimo che potessi fare, e poi era anni e anni che non scendevo nella natia terra.

Il mio paese natio era un piccolo centro agricolo, oggi il paese è ormai quasi deserto, sono rimasti solo gli anziani trecento persone circa , ma allora era ancora pieno di famiglie, e pieno con gran mio stupore di belle ragazze.

A quei tempi avevamo ancora la casa dove ero nato , vicino c’era la casa di mio zio, il fratello di mio padre , colui che si prendeva cura delle terre da quando mio padre aveva scelto di emigrare al nord.

continua……

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