Credo di averne già raccontato. Ma considerando che non me lo ricordo io figurarsi gli altri.
Gamberino l’ho conosciuto i primi tempi che ero arrivato al delirio.
Alto, magro magro senza culo, in tutti i sensi. Capelli lunghi e due occhialoni da vista più grandi della sua faccia. L’idea del trasandato era evidente. Sempre jeans che gli cadevano nonostante la cintura. La camicia che usciva a metà dai pantaloni. Una parte dentro e l’altra fuori per intenderci. Un maglioncino sopra e un giaccone anni 20 d’inverno.
Era la croce dei suoi genitori. Sapevano che non c’era speranza per quel ragazzo.
Non che fosse cattivo ma era pieno di manie che gli rendevano la vita impossibile.
Ora all’inizio per via delle sue manie mi stava leggermente sulle balle.
La svolta è stata quando l’ho visto chiudere l’auto è tutto mi è stato chiaro.
Da quel giorno siamo diventati amici.
Ero all’esterno del delirio quando è arrivato Gamberino e genitori a bordo dell’auto guidata dal ragazzo.
I genitori si sono subito diretti all’interno, mentre lui si è attardato a chiudere l’auto.
A quei tempi le auto si chiudevano con le chiavi. C’erano le prime auto con la chiusura centralizzata. Quando chiudevi la porta del guidatore si chiudevano tutte le porte.
Gamberino chiude la porta dell’auto con la chiave, quindi fa il giro di tutte le porte 4 più portellone per essere sicuro che fossero tutte chiuse. Controlla una per una.
Quindi si avvia verso il delirio, ma una forza inarrestabile lo ferma e lo fa tornare indietro.
Va a ricontrollare che tutte le porte dell’auto siano chiuse. Una per una controlla compreso il portellone. Tutte chiuse bene, bene un cazzo meglio ricontrollare.
Ora io lo guardavo divertito e incredulo.
Finalmente decide che sono tutte chiuse le porte e sta per andarsene ma una forza più forte di lui lo costringe a ricontrollare e si rifà il giro delle porte dell’auto.
Si ferma e guarda l’auto sta per andarsene quando ci ripensa e sta per ricontrollare quando una voce lo risveglia, la voce è la mia ” Ti giuro che è chiusa l’auto” gli grido .
Gamberino mi guarda e sorride ” Te lo giuro sono tutte chiuse le porte, ho controllato che controllassi bene” Gli dico mentre mi avvicino. ” Guarda ” gli dico e faccio il giro delle porte.
Lui mi guarda e non sa cosa dire o fare, quindi lo prendo per il braccio e lo porto dentro.
Da quel giorno siamo diventati amici.
La storia è molto lunga e triste.
Ma ieri l’ho rivisto sinceramente ero convinto che fosse morto era anni che non lo incontravo più.
Magro sempre più magro piegato in avanti, più trasandato di quanto mi ricordassi andava a passi corti ma veloci verso casa.
I genitori mi avevano raccontato che era pieno di manie che gli rendevano la vita difficile. Morti i genitori era passato sotto il controllo dei servizi sociali.
Con simpatia a Gamberino e alle sue manie.