Nel blog avevo già raccontato di Pietro.
Aveva iniziato qualche anno fa a pittarsi le unghie, poi a truccarsi, nello sconcerto dei genitori ultra tradizionalisti.,Gente di chiesa.
Tornato dall’ università, brillantemente laureato, aveva deciso di vivere la sua vita seguendo le sue inclinazioni.
Al padre era venuto un coccolone dal dolore, ricoverato in ospedale, ha fatto fatica a riprendersi. La madre viveva nella vergogna. A nulla sono valse le preghiere a Dio e neanche al figlio per desistere dalle sue intenzioni.
Qualche mese fa ha iniziato a vestirsi da donna. Lo dico e mi prendo la responsabilità di quello che dico. Non basta una gonna per essere donna. Soprattutto gnocca. Se no saremmo capaci tutti.
Oltre la gonna ci vuole di più , come diceva il ritornello di una famosa canzone.
Dopo i vestiti femminili , il figlio, ora figlia, secondo lui, i genitori non ne sono ancora persuasi, ha deciso di cambiare nome . ” Da oggi chiamatemi Sara” Gli ha detto convinto.
I genitori si sono messi a piangere. Sarà però è un bel nome. Avrei capito se avesse scelto Jessica.
Ora i genitori stanno decidendo se trasferirsi in altra regione. Gli sembra la scelta meno dolorosa, piuttosto che vivere nello stesso paese con Sara.
Ora si fa presto come si dice qua da noi, a fare il bulliccio col culo degli altri, qui col culo di Pietro ora Sara.
Si fa presto a dire ” basta che sia felice” o ” pensa se gli veniva un tumore?”
Sulla seconda ipotesi penso che i genitori forse ci farebbero un pensierino.
Sinceramente non vorrei essere nella loro situazione.
Però visto che loro ci sono, tanto vale provare a fare amicizia con Sara, va a finire che è meglio di quello stronzo di Pietro.

































