Qui nel levante ligure in quella famosa azienda che fa barche da guerra dopo gli albanesi sostituiti poi dei rumeni, poi sostituiti dagli ecuadoriani, ora da qualche anno è l’ondata dei pakistani, niente di irregolare tutti con contratto. Nei giochi dei subappalti invece che assumere gli italiani, italiani tra virgolette, come ben si sa la razza italiana non esiste, quindi dire italiani è una cazzata come avrebbe detto Forest Gump “italiano è chi si sente italiano” ora è la volta dei pakistani.

Ne sono arrivati tanti, educati rispettosi degli altri, obbiettivamente non c’è nulla da lamentarsi.
I rumeni per esempio bevevano parecchio , birre soprattutto ma con l’alcool in generale non ci scherzavano.
Chiaro che da ubriachi qualche fastidio lo davano, oltre che lasciare miglia di bottiglie di birra vuote ovunque.
I Pakistani si sono portati dietro le famiglie, numerose mica come le nostre, inoltre continuano a vestirsi nel loro modo tradizionale , ma si sa il pakistano non esiste come razza, pakistano è chi sente pakistano, ecco loro si sentono pakistani e hanno mantenute tutte le loro tradizioni, dal vestirsi, alla loro religione mussulmana, infatti anche le ragazzine a dieci anni girano ben vestite e completamente coperte ma soprattutto con la testa già coperta evitando i colpi di sole che capitano invece alle ragazze italiane che si sentono italiane senza copricapo e col culo scoperto.
Le Pakistane come detto si vestono come nella loro tradizione coprendosi bene e lasciando tutto solo alla fantasia ragazzine comprese.

Pakistana che fa il bagno.
Ieri sentendo la Meloni attingere a vecchi slogan di Mussolini Dio ma non specificando quale Dio e natalità ho pensato che sarebbe perfetta come leader dei pakistani.
Quindi facciamo arrivare qui i pakistani che poi si sentiranno italiani grazie alla Meloni.















