Mansouri ucciso a Rogoredo, ritardo nei soccorsi: cosa è emerso
Dagli interrogatori dei quattro agenti coinvolti, ascoltati dal pubblico ministero Giovanni Tarzia, sarebbe emerso che la richiesta di intervento al 118 non fu inoltrata nell’immediatezza dei fatti. Al contrario, la chiamata sarebbe partita soltanto oltre 20 minuti dopo che il giovane era già a terra in condizioni gravissime.
I poliziotti avrebbero riferito agli inquirenti di non aver svolto alcun ruolo diretto nell’esplosione del colpo e di aver lasciato la gestione delle fasi successive proprio a Cinturrino, considerato il più esperto del gruppo anche per una maggiore anzianità di servizio.
Le versioni dei vari agenti convergerebbero dunque sull’ipotesi che sia stato l’assistente capo a coordinare gli interventi immediatamente successivi. Al netto di alcune differenze di versione legate alla posizione di ciascuno al momento dei fatti. Un agente si trovava ad esempio nelle immediate vicinanze dello sparo, mentre gli altri sarebbero arrivati successivamente.
Dagli interrogatori dei quattro agenti coinvolti, ascoltati dal pubblico ministero Giovanni Tarzia, sarebbe emerso che la richiesta di intervento al 118 non fu inoltrata nell’immediatezza dei fatti. Al contrario, la chiamata sarebbe partita soltanto oltre 20 minuti dopo che il giovane era già a terra in condizioni gravissime.
Tuttavia la ricostruzione della Procura, basata anche sulle immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nell’area, ipotizza che l’arma possa essere stata collocata successivamente sul luogo dell’intervento.
In particolare, l’agente che si trovava più vicino a Cinturrino al momento dello sparo si sarebbe allontanato per raggiungere il commissariato Mecenate, facendo poi ritorno con una borsa di cui gli altri colleghi avrebbero dichiarato di ignorare il contenuto.maurizio perriello virgilio notizie
Maurizio Perriello GIORNALISTA
Le mele bacate sono ovunque , molte al governo.
Dedicato all’ amico Alberto fuga da polis.










