Santuario di Montallegro e la santità nei tempi moderni. Pezzo serio ma Allegro . Continuo di ieri, se non l’ avete letto peggio per voi.

Come raccontato ieri con dolce consorte siamo andati al Santuario di Monteallegro a Rapallo.

A messa eravamo prima solo io e dolce consorte e poi si è aggiunto un terzo signore che è rimasto seduto su una panca all’ entrata.

Il sacerdote era di colore scuro scuro, ma parlava un ottimo italiano.

La predica, breve, visto che eravamo in tre è stata principalmente incentrata sulla prima lettura, letta brillantemente dall’ anziana tutto fare che faceva anche gli anni.

Parte seria non che prima non fosse seria

C’ è un tempo

Il celebre passo biblico della traduzione CEI si apre con la celebre affermazione che «per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo», enumerando poi le diverse stagioni e polarità dell’esistenza umana — dal nascere al morire, dal piangere al ridere, fino al tempo della guerra e della pace.

Vicino all’ altare di lato a dove eravamo seduti c’ era una foto gigante di Carlo Acutis.

Sapevo chi era perché una mia carissima amica, sostiene che grazie a lui che è rimasta incinta, quando ormai aveva perso le speranze. Capiamoci non è stato lui a metterla incinta, tra l’ altro era già morto e in via di beatificazione,ma il compagno di lei . Ma Carlo ha interceduto verso le alte sfere e il miracolo si è verificato.

Lo so e lo dico ai miscredenti che la storia racconta così fa sorridere.

Ma a me interessava capire chi era Carlo e capire perché è diventato Santo.

Ci sono vite che scorrono, apparentemente normali. E ci sono vite eccezionali. Quello che sorprende di più, nella storia di Carlo, è come abbia saputo essere profondamente originale: offrendo a tutti quelli che lo hanno conosciuto il ritratto di un’eccezionale sorridente normalità.

Carlo era un ragazzo come tutti gli altri, e allo stesso tempo faceva cose fuori del comune. Senza apparente sforzo, senza alcuna contraddizione. Suonava il sassofono, e – ancora giovanissimo – insegnava catechismo ai bambini. Giocava a pallone con gli amici, e un’ora dopo faceva volontariato alla mensa dei poveri dei Cappuccini e delle suore di madre Teresa.

Illuminato, acceso, animato da una fede straordinaria e che aveva vissuto fortissima fin da bambino. Che ha fatto di lui un esempio, capace di coinvolgere e ispirare gli altri all’azione. E che oggi porta la Fondazione Carlo Acutis a volerne valorizzare la testimonianza e l’eredità morale e spirituale. In coerenza con quegli stessi valori senza tempo che al giovane Carlo erano stati insegnati in casa: da sempre parte di una storia di famiglia, oggi tradotti su più vasta scala dall’azione sociale della Fondazione Carlo Acutis.(Carlo Acutis fondazione)

Carlo Acutis è morto a 15 anni per una leucemia fulminante nel 2006 ed è stato proclamato santo nel 2025, diventando il primo “milenial” a ricevere questo riconoscimento.

Le sue condizioni peggiorarono in pochi giorni: fu ricoverato prima a Milano e poi all’ospedale San Gerardo di Monza, dove morì il 12 ottobre 2006.

Offrì le sue sofferenze per il Papa e per la Chiesa. Le sue spoglie riposano ad Assisi presso il Santuario della Spogliazione.

In poche parole un ragazzo normalissimo, con una sfiga grandissima. Ma che fine alla fine è rimasto attaccato alla sua fede senza abbattersi ed ha accettato il suo destino.

Finita la messa fuori dalla chiesa c’ era un gruppo di persone , adulti e ragazzi che stavano discutendo di dove mettere l’ altare per una celebrazione all’ aperto.

Dolce consorte ne riconosce uno, l’ ha visto in TV da suocera guardando Tele Pace. E’ il papà di Marco Gallo.

Marco Gallo è un giovane laico italiano riconosciuto come Servo di Dio, la cui causa di beatificazione è stata aperta dall’Arcidiocesi di Milano il 7 marzo 2026.

Nascita e origini: È nato a Chiavari il 7 marzo 1994. È cresciuto con i genitori e le due sorelle prima a Casarza Ligure, poi ad Arese, Lecco e Monza.

Fede e studi: Ha frequentato il liceo scientifico e ha vissuto un intenso percorso di fede all’interno del movimento di Comunione e Liberazione e di Gioventù Studentesca.

La scomparsa: È morto il 5 novembre 2011, all’età di 17 anni, investito da un’automobile mentre si recava a scuola a Monza.

La frase «Perché cercate tra i morti colui che è vivo?» (tratta dal Vangelo di Luca) è il testamento spirituale che ha reso nota la sua storia: la sera prima di morire, Marco l’aveva tracciata con la sua grafia sul muro della propria camera, accanto al crocifisso.

Visto che era del levante ligure la sua storia mi era conosciuta. Soprattutto la frase.

Sta per diventare Santo anche lui.

Nel gruppo che organizzava la cerimonia oltre il padre c’ era la madre e la sorella. Tutti sembravano apparentemente sereni.

Ora al di là che Dio potrebbe prendersi più cura dei suoi migliori fedeli, quello che mi ha fatto riflettere e l’ assoluta normalità dei nuovi santi. Nulla di trascendentale. Solo una grande fede.

Il sacerdote nella predica aveva detto : Che Dio non ha mai promesso che sarebbe andato sempre tutto bene, anzi l’ esatto contrario, ma solo alla fine per chi ha fede ci sarebbe stato il tempo di accostarsi a Dio ed essere felici eternamente.

Nel frattempo c’ è da soffrire e pare che in questo siamo bravissimi.

Resta il fatto che avere fede ( vera) aiuta. Sarà per quest che c’ è tutta questa ricerca di Dio.

Da miscredente

“Glorificate il Signore con la vostra vita. Andate in pace.”( fine messa)

” Rendiamo grazie a Dio” ( toccandosi )

C’ è un tempo per tutto, ora quello di salutarvi e di augurarvi fede o no una buona vita.

7 pensieri riguardo “Santuario di Montallegro e la santità nei tempi moderni. Pezzo serio ma Allegro . Continuo di ieri, se non l’ avete letto peggio per voi.”

  1. Accanto all’ insuperabile linea di demarcazione della ideale Soglia, c’è un metro, i riferimenti come centimetri, millimetri etcetera, sono astrusi, incomprensibili, astrusi a ogni traduzione che l’essere pensante possa immaginare di usare…

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  2. Ti sento leggermente scosso, alle!
    La vita è anche questo: grandi esempi di umanità. E abissali esempi di disumanità, come quello di giovani che accoltellano e spezzattano altri cristiani. Ai miracoli corrispondono le mostruosità. Ma tutto finisce per ritrovarsi in questo universo, pure la fede. Come c’è un tempo per tutto, c’è anche un posto per tutto.

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