I nuovi mostri. Non ci sono più i Pacciani di una volta.

Ieri sera andava una replica sulla 9 una trasmissione sul : Mostro di Firenze. Pacciani per noi di quell’ epoca.

Pacciani è rimasto nei termini per offendere qualcuno. Sei come Pacciani quando uno è un maniaco sessuale, un assassino e un violento.

Prima di finire in carcere per essere il mostro, al primo processo condannato, al secondo assolto, al terzo morto prima, quando erano già in carcere due suoi complici reo confessi. Era già stato in prigione per aver ammazzato uno che scopava con la sua fidanzata e per aver violentato le due figlie, la moglie e per le botte che gli dava per convincerle della bontà delle sue azione.

Da questa banda di balordi, i famosissimi : Compagni di merenda. Diventato modo di dire. Si può rischiare una condanna per ingiuria, dirlo a qualcuno.

Lesione della reputazione: Tuttavia, se l’espressione viene impiegata per attribuire a una persona specifica precise condotte disonorevoli, illecite o infamanti di fronte a terzi, essa può integrare gli estremi del reato di diffamazione (Codice Penale Art. 595), o comunque costituire un’offesa suscettibile di risarcimento in sede civile.

La frase nasce in tribunale durante una deposizione di Mario Vanni.Vanni rispose ai giudici dicendo di aver fatto solo “delle merende” con Pacciani, minimizzando il loro legame per negare ogni accusa.Da quel momento, l’espressione è diventata di uso comune per definire complici in affari loschi o criminali.

Mario Vanni è stato condannato all’ergastolo in via definitiva nel 2000 come uno degli esecutori materiali, insieme a Giancarlo Lotti, di quattro dei duplici omicidi del Mostro di Firenze commessi tra il 1982 e il 1985. L’ex postino di San Casciano Val di Pesa, noto come uno dei “compagni di merende”, è deceduto in carcere (in regime di detenzione domiciliare per motivi di salute) nel 2009 all’età di 81 anni.

Ma per tutti il mostro rimane Pacciani, aveva tutto per essere il nostro.

Un contadino, violento, facilmente irritabile, famose le sue sfuriate anche sessualmente promiscuo, oltre che frequentatore di prostitute. L’ ideale per essere il mostro di Firenze.

Mostro di Firenze è l’appellativo dato a un assassino seriale responsabile di otto duplici omicidi commessi tra il 1968 e il 1985 nelle campagne della provincia di Firenze.

Durante il processo di appello, metà Italia si era schierata dalla sua parte, era si una brutta persona, ma non il colpevole di tutti quegli omicidi.

Ricordo gli applausi all’ uscita dal carcere dopo l’ assoluzione, nello stesso momento entrava in carcere, un suo complice che poi avrebbe confermato la loro colpevolezza.

Sinceramente non c’ era una prova a dimostrare la sua colpevolezza, la vergogna era stato condannarlo la prima volta.

Ma era colpevole direte voi , col senno del poi si.

Ma non c’ erano prove e non si mette in galera uno solo perché brutto, sporco e cattivo.

Pacciani è morto in maniera sospetta prima di essere processato nuovamente, quindi è morto innocente.

Ma il mistero di chi ci fosse dietro ai compagni di merende è rimasto. Molti credono che ci fosse un mandante dietro a quegli omicidi.

Ma ormai mi sa che rimarrà un mistero , nonostante la stampa esca ogni tanto con un nuovo sospetto.

Ogni discutiamo di Garlasco di Sempio o Stasi, dei dilettanti confronto agli amici di merenda.

Ma i veri mostri sono l’ esercizio israeliano che continuano ad uccidere civili e bambini nell’ indifferenza del mondo.

18 pensieri riguardo “I nuovi mostri. Non ci sono più i Pacciani di una volta.

  1. Ma l’Idf lo dicono esercito morale, il più motale che ci sia: manda sms prima di sbriciolare donne vecchi e bambini, vuoi mettere? Avvisa sempre, prima di far morire i profughi di fame, sete e malattie. Avvisa persino i palestinesi della Cisgiordania, prima di incitare e coprire i coloni che rubano terre e vite.

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  2. Guarda, al pari del nostro caso di Cogne dove l’opinione pubblica si era fortemente divisa su colpevolezza o innocenza e come attualmente ci si dedica quasi in maniera perniciosa al caso Garlasco… Ma , come in ogni caso di cronaca che cavalca l’interesse pubblico, questi vivono della curiosità del pubblico che mantiene vivo l’interesse dietro a queste cronache…

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  3. La stampa ha sempre usato il mostro, che però deve avere determinate caratteristiche. Prima di tutto deve essere un disgraziato, senza risorse economiche, magari pure straniero. Quando invece il mostro è di buona famiglia, rispettabile, se ne omettono pure le iniziali. Come quel giornalista di SkyTG24 arrestato per pedofilia e di cui non se ne conoscono neppure le iniziali. Come il marito della Mussolini che si divertiva con minorenni e la cui vicenda è stata presto accantonata. Ho presente un fatto ben preciso, riguardo all’imparzialità finta della stampa. All’epoca lavoravo in un distributore di benzina, il figlio di un nostro cliente viene arrestato perché coinvolto in affare di spaccio insieme ad altri ragazzi della Como bene. Il suo fu l’unico nome finito sui giornali. Il figlio di un carrozziere si può sputtanare, i figli di esimi professionisti vanno protetti. Due pesi e due misure.

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