A persona cara e compagno piace bere il vino. A persona cara anche troppo.

Per la laurea di figlia, persona cara e compagno sono venuti anche loro a Trento.

Ha fatto molto piacere a tutti la loro presenza.

Quindi si sta spesso insieme e soprattutto si va a cena con loro.

Scelgono loro i ristoranti dove andare, amano viaggiare , sono spesso in giro per il mondo e sono pratici di queste cose. Io era anni che giustamente me ne stavo a casa e fregava un cazzo di girare. Cosa che riprenderò a fare appena torno.

Come detto i due amano bere il vino. Non prendono un bicchiere, ma una bottiglia intera.

La scelta richiede tempo e alla fine scelgono bottiglie dal costo esagerato. Io e dolce consorte ci facciamo una cena completa.

Poi arriva il sommelier che apre la bottiglia davanti a loro. Chiede chi fa l’ assaggio, compagno. Gli viene versato un dito di vino, lui prende il bicchiere, lo fa ruotare e poi finalmente arriviamo all’ assaggio. Solo al ” va bene ” il sommelier versa il vino a chi beve.

Dolce consorte due dita.

Una volta in tre hanno avuto un malore, quando ha messo dell’ acqua in un vino che costava l’ ira di Dio.

Ora beve il vino e poi dell’ acqua in due bicchieri separati per evitare svenimenti .

Vedi proprio il piacere dei due che hanno a bere del vino.

Io mi limito a sentire gli aromi annusandolo. Potrei diventare il primo sommelier astemio della storia. Annuso e decido se è buono o no. I vini di questi giorni erano buonissimi.

Ma arriviamo a persona cara che non beve solo quando mangia, ma pare non disprezzare dei bianchi frizzanti durante la giornata.

Noi in questi giorni prendevamo un gelato, una granita e lei va di frizzanti.

Ieri al secondo di seguito, le ho chiesto se non fosse diventata alcolizzata, chiaramente mi ha mandato a fanculo e detto altre stupidate a sua giustificazione, oltre dirmi di farmi i cazzi miei.

Ora per me può bere quanto vuole, ma da come beve mi pare che stia diventando più una dipendenza che un piacere e quello mi preoccupa.

Ora io non faccio testo, sono vicino alla santità, non bevo non fumo, sono vegetariano, mai fatto uso di qualsiasi stupefacente, se non fosse che mi piace tanto la gnocca sarei già stato santificato in vita.

Ieri dopo la risposta ho evitato altre polemiche, ma credo che in un altro momento la questione vada affrontata.

I piaceri della vita devono essere piaceri, se cominciano a essere altro non sono più piaceri , ma dipendenze.

E voi siete alcolizzati o dei fini amanti del vino?

52 pensieri riguardo “A persona cara e compagno piace bere il vino. A persona cara anche troppo.

  1. Capitato anche a me di essere a cena con persone che bevono vini costosissimi, anche due bottiglie per una cena. Poi il conto viene diviso alla romana, e scoccia un po’ pagare il loro vino più delle nostre pietanze. Ma per una volta ogni tanto, si può fare. Quanto al bere “troppo”, ho conosciuto persone che bevono, senza problemi, quantità di alcol che mi manderebbero probabilmente in coma etilico, e loro invece sono pure capaci di guidare dopo aver bevuto. Mai farglielo notare, comunque, perché si arrabbiano moltissimo. Io vado di succo di frutta, d’estate soprattutto ananas, che rinfresca e disseta.

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  2. un bicchiere ai padti aiuta molto, così cercai di convincere anche la consorte che ad una certa età decise di pagarsi il psichiatra per superare ansie, angosce e terrore per la dipartita. Purtroppo il psichiatra ha abuto la meglio con le sue pasticchette

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  3. Un tempo mi piaceva bere un po’ di vino a cena, ma non sempre, magari durante cene particolari. Ora ho eliminato quasi del tutto gli alcolici. Magari un goccino di amaro dopo un pasto più abbondante.
    Le pratiche per la santificazione le stai mandando avanti? 😄
    Fai benissimo! Se ti dovesse servire una testimonianza conta pure su di me!
    Buona giornata, nel frattempo grazie che allieti sempre le nostre!

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  4. Con l’andare degli anni ho cominciato ad apprezzare sempre più il buon vino e ora capita che con MdM ci prendiamo una bottiglia in due cercando il giusto rapporto qualità prezzo. Durante la settimana invece è raro bere vino, più facile una birretta.
    Però trovo estremamente maleducato scegliere vini costosi (o costosissimi) quando si è un gruppo perché così costringi a pagare cifre assurde anche a chi è astemio o beve poco.
    Comunque congratulazioni per figlia🎊🍷

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  5. Io c’ho la faccia da drogato. Sarà per questo che mia madre una volta s’è rifiutata di comprarmi una birra analcolica. Voi mi domanderete: ma se era analcolica, perché mai si è rifiutata?! Perché aveva paura che poi sarei passato a quella alcolica! 😀
    Storia tristemente vera che testimonia la miseria sentimental-intellettiva di mia madre…

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  6. Bevo allegramente a pasto, e qualche volta fuori pasto, sgranocchiando salatini. Quando vado a cena a casa di amici il vino di solito lo porto io, non perche’ sia un particolare intenditore ma perche’ so che non mi fara’ male. Al ristorante la bottiglia si decide di solito insieme, e se qualcuno ha voglia di qualcosa di particolare, e costoso, la offre lui. In generale, se si ha intenzione di bere e’ meglio lasciare a casa gli astemi, che rompono le balle a chi beve. O meglio, uno bisogna portarlo per fargli guidare la macchina al ritorno.

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  7. Penso di capirne abbastanza di vino, e per questo antepongo la qualità alla quantità.
    Proprio per questo mi rendo conto che bere bene deve costare il giusto, e mi fanno incazzare i ristoratori che applicano ricarichi assurdi alle bottiglie (conosco bene i prezzi). E preferisco cercare produttori emergenti invece di etichette di gran nome che poi alla fine non valgono granché.
    Il vino è ricerca e passione, nobilita anche la cucina e no, chi mette l’acqua nel vino non si può guardare.

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  8. Personalmente sono semi astemia poiché se vado a pranzo o cena fuori, un calice di vino lo gradisco tanto più che al ristorante si mangiano pietanze diverse e spesso più condite rispetto a come cucino solitamente io.

    Gli alcolici credo vadano comunque misurati, il troppo storpia. Personalmente non mi verrebbe mai in mente di bere un calice di prosecco nel bel mezzo del pomeriggio, al massimo un cocktail analcolico.

    Per quanto riguarda le bottiglie costose a mio modesto parere, mi sembra un pochino ineducato ordinarne quando si è in compagnia perché al momento del conto, come solitamente accade si divide e gli altri commensali devono pagare anche la o peggio, le bottiglie di vino costose.

    Ancora congratulazioni alla tua ragazza e a tutti voi.

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  9. Ogni promessa è debito, ci torno. Tardi ma ci torno.

    Allora.

    Per rispondere direttamente alla domanda, io sono un alcolizzato. Non esiste “ex” come non esiste “ex-fumatore”. Formalmente, anche se sobrio da anni, resto un alcolizzato. Fine della storia.

    Un alcolizzato è uno che al di là di scuse e patetiche giustificazioni (per quanto condivisibili e comprensibili) è stato così coglione da trasformare un piacere (un buon vino, una buona grappa, un buon whisky o quello che vuoi) in un enorme dito al culo, precludendosi così il gusto di assaporare un apprezzabile prodotto del lavoro umano.

    Ciò posto, mi piacerebbe esser un fine amante del buon vino ma questa possibilità me la sono bruciata.

    Non posso che consigliare a tutti di bere poco e bene: come disse qualcuno (non ricordo chi, come e quando), la vita è troppo breve per bere vino scadente. 😉

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  10. La cerimonia del sommelier che apre la bottiglia, annusa il tappo etc etc sembra anche a me un po’ buffa, ma è d’obbligo! E’ un rituale che va rispettato, a meno che uno non prenda il vino della casa a caraffa, e allora non ci sono cerimoniali. Se ai tuoi amici piace il vino buono, tutto questo è normale. Se poi ne bevono troppo… be’, questa è un’altra questione!

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