Anche chi esce dal carcere può rimpiangere alcuni compagni di cella. Questo non significa che uno rimpianga il carcere.Uguale per il delirio (lavoro)

Mi è venuto in mente Alemanno uscito dal carcere che mandava un pensiero ai detenuti che avevano affrontato con lui la detenzione. Li salutava commosso e dichiarava ” sono quasi tutti di destra” Gran belle soddisfazioni per un politico di destra finito in carcere.

Con calma sono incominciati i primi saluti.

Ora dover piangere perché lascio delirio non l’ avrei mai detto.

Non piango per i delirio lavoro, ma per tutte quelle persone che hanno riempito la mia vita in questi anni.

Vedersi una volta ogni tanto non sarà lo stesso che condividere intere giornate insieme.

Si formano alchimie difficilmente spiegabili

Ora i sentimenti si sovrappongono, la gioia , la malinconia e la tristezza si alternano .

Farò il mio dovere fino alla fine, non per quelli idioti che mi comandano ultimamente, uno più scemo dell’ altro. Di loro non rimpiangerò nessuno e ci mancherebbe anche, ma per me stesso.

Ecco un consiglio che ho cercato di dare ai miei colleghi col mio esempio.

Le cose si fanno per noi stessi, l’ avere sempre la coscienza apposto non ha prezzo e ti permette di non temere nulla.

Sono nella condizione di poter fare quello che voglio e soprattutto mandare a fanculo chi voglio.

Ma non lo farò, fino alla fine sarò il loro migliore dipendente.

E’ natura.

7 pensieri riguardo “Anche chi esce dal carcere può rimpiangere alcuni compagni di cella. Questo non significa che uno rimpianga il carcere.Uguale per il delirio (lavoro)

  1. È natura che tu sia il migliore, Allegro. Non si fa del nostro meglio perché qualcuno ci ringrazi o ci dica bravo, ma è una grandissima soddisfazione fare le cose bene, come hai scritto giustamente tu!
    Buona giornata, un abbraccio!

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  2. Saranno loro a rimpiangere te.

    Perché se in linea generale vale la regola del “tutti sono utili, nessuno è indispensabile”, tu lì dentro rappresenti l’eccezione. Forse non l’unica, ma un’eccezione. Qualcuno certo prenderà il tuo posto e la baracca andrà avanti lo stesso… ma con qualcosa di fondamentale ed insostituibile in meno.

    Quindi saranno loro a rimpiangere te.

    Adesso ti rimane solo da metterti nella condizione di resistere alla “botta” da pensionamento (che inevitabilmente arriverà), ma confido nelle tue capacità.

    Non è che magari da pensionato riesci a finire di leggere il mio libro e poi (sempre eventualmente) ti viene di organizzare una gita a Roma? 😀

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  3. Concordo con Alberto, saranno loro a rimpiangerti. Però capisco che anche a te mancherà il clima goliardico del delirio, il gossip, i racconti dei camionisti e il sorriso di qualche cliente. Ma anche la gratitudine di tutti quelli che hai aiutato e continui ad aiutare, e la stima dei capi, perché se non sono del tutto idioti, sanno perfettamente quello che perdono con te.

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  4. Dopo tanti anni di collaborazione insieme, è più che umano che ci sia un certo rammarico a sapere di vederli più raramente, alla fine dei conti sono proprio i colleghi coloro che riempiono le nostre giornate perché nell’arco della settimana lavorativa, si trascorre più tempo insieme a loro che con i propri cari.

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  5. sono emozioni complesse, che però spero di provare a medio-breve anche io 🙂
    e il tempi dirà quali saranno davvero le persone che hai incontrato lì e che continueranno ad essere importanti, quali solo un bel ricordo, e quali da dimenticare
    Ma qual è la data?

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