Un allenatore speciale Sebastian Beccacece. Non ditemi chi cazzo è? In realtà non l’ avevo mai sentito nominare neanch’io.

Sebastian Beccacece ha 45 anni ed è nato a Rosario, la stessa città di Lionel Messi e Marcelo Bielsa. A differenza di tanti allenatori, però, non è mai riuscito a diventare un calciatore professionista. Il classe 1980 giocava come terzino destro, ma si è presto reso conto di non avere le qualità necessarie per arrivare ai massimi livelli.Per aiutare la famiglia lavorava insieme al padre vendendo prodotti per la pulizia e non ha mai smesso di coltivare la passione per il calcio. Ancora giovanissimo, ha perciò scelto di intraprendere la carriera da allenatore, convinto che fosse il modo migliore per restare nel mondo del calcio.

Uno scarso a giocare per intenderci.

Un dilettante nel mondo del calciio

La carriera di BeccaceceLa svolta è arrivata a soli 22 anni, quando ha iniziato ad allenare dopo aver seguito un corso da tecnico. Poco dopo ha conosciuto Jorge Sampaoli, diventandone uno dei collaboratori più fidati. Lo ha seguito nelle esperienze in Perù, Ecuador e Cile, contribuendo ai successi dell’Universidad de Chile e alla storica conquista della Copa America con la nazionale cilena. Successivamente ha fatto parte dello staff dell’Argentina, vivendo anche il Mondiale del 2018. Da primo allenatore ha guidato diverse squadre, tra cui Defensa y Justicia, Independiente, Racing ed Elche.

Non con grandissimi risultati fino ad un certo momento.

Con il Defensa ha vinto la Recopa Sudamericana, mentre con l’Ecuador è riuscito a costruire una squadra organizzata, intensa e difficile da affrontare. Dopo la sconfitta all’esordio contro il Brasile, la nazionale non ha più perso nelle qualificazioni, chiudendo al secondo posto dietro all’Argentina. Un cammino che ha confermato la crescita del gruppo e il valore del lavoro svolto dal tecnico argentino.

La vittoria contro la Germania rappresenta una pagina storica per il calcio ecuadoriano. Dopo la splendida rimonta firmata dal gol decisivo di Gonzalo Plata, la nazionale ha conquistato il pass per i sedicesimi di finale, continuando a inseguire un sogno che rimane complicato. L’obiettivo è continuare a sorprendere: l’Ecuador vuole provare a spingersi ancora più avanti, anche grazie a un allenatore capace di trasmettere entusiasmo e voglia di vincere. Poco importa se i sudamericani troveranno formazioni più attrezzate, la fame di Valencia e compagni potrebbe fare la differenza in positivo.. ( Tag24)

Ora che sappiamo chi è, arriviamo al dunque.

Ho visto la partita, arrivato dal delirio stavamo giocando.

Molto bella, giocavamo bene entrambe. Occasioni da una parte e dall’ altra.

Ho notato l’ allenatore,Sebastian Beccacece, un invasato. Era divertente vederlo dare indicazioni.

E’ venuto naturale tifare Ecuador.

Al momento della vittoria, meritata, ma se avesse vinto la Germania non avrebbe rubato niente.

Sebastian è impazzito , ma con lui un’ intera nazione. Avevamo passato il primo turno, se mai vincessero chi sa cosa combinano.

Qui corre verso i tifosi, dove c’ era anche la famiglia e si arrampica

Comunque è un forma fisica

Grazie per avermi emozionato, questo è il calcio che amo . Fatto da persone vere.

Tifo Ecuador perché il sogno continui.

Noi stiamo ancora discutendo se riprendere Mancini o Conte. Intanto il marcio dei club non lo toglie nessuno .

7 pensieri riguardo “Un allenatore speciale Sebastian Beccacece. Non ditemi chi cazzo è? In realtà non l’ avevo mai sentito nominare neanch’io.

  1. Ti invidio perché sai emozionarti per una squadra che non è l’Italia. Per me i mondiali senza l’Italia non esistono, e non li guardo. Forse guarderò la finale se ci sono squadre che valgono la pena, o per tifare contro la Francia o la Germania.

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  2. non capisco come fanno a pagare così tanto i partecipanti al calcio qui da nojos, orimai il bobbolo ha altri interessi, altre mode tipo il tennis e non credo ci siano più molti giocatori al totocalcio

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