Come passa il tempo. E’ quasi un anno che suocero è passato a miglior vita. Ricordo che di questi giorni si moriva dal caldo anche l’ anno scorso.

E’ passato un anno e sembra ieri che suocero ha deciso di dire basta a questa vita.

Come l’ anno scorso c’ e un caldo torrido. Ricordo che si stava bene solo nella camera mortuaria.

C’era un bel fresco. Alcuni pensionati senza condizionatore a casa passavamo la giornata li facendo finta di essere amici o parenti.

Un anno e sembra ieri.

Gli ultimi tentativi per prolungargli ancora un po’ la sofferenza non aveva già patito abbastanza e poi l’ addio definitivo.

Suocero continua a essere presente e come se fosse nell’ altra stanza a fare altro.

Suocera e dolce consorte sentono la mancanza, ma più che dolore è rimasta quella malinconia permanente. Gli va riconosciuto che non l’ hanno santificato, ricordano con piacere anche tutti i difetti, soprattutto quelli.

Suocero è con noi ,passeggia nell’ orto e guarda incredulo quello che combino.

Sta con suocera a guardare la televisione con lo stesso volume di quando c’ era lui, il massimo era sordo e ora lo sta diventando suocera.

Nulla è cambiato soprattutto il nostro affetto nei suoi confronti.

PS

Suocera non riusciva ad aprire la caffetteria e mi ha chiesto un aiuto.

Prendo la caffettiera e la svito. Suocera mi guarda e mi dice ” comincio ad invecchiare” (Ha più di 90.)

4 pensieri riguardo “Come passa il tempo. E’ quasi un anno che suocero è passato a miglior vita. Ricordo che di questi giorni si moriva dal caldo anche l’ anno scorso.

  1. Potrebbe essere un’idea geniale, in queste situazioni di caldo anomalo, prevedere un dual use(perdona l’inglesismo militaresco) per le camere mortuarie: ci si potrebbero intrattenere al fresco gli anziani. Si che dovessero trapassare, starebbero li belli che pronti per il cordoglio di conoscenti, amici e accaldati pensionati ospiti climatici.
    Bravo Alle!

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  2. Adoro l’ottimismo degli anziani che a 90 anni dicono “comincio a invecchiare”, è meraviglioso. Meglio così che quei cinquantenni che si lamentano di ogni dolorino come se fosse insopportabile, affliggendo amici e parenti con le storie particolareggiate delle loro ginocchia che cigolano, o delle spalle indolenzite.

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