l’ Italia di calcio e la sindrome Pacione. Articolo solo per esperti di calcio. Esclusi i commentatori TV che di belinate ne dicono tante.

Intanto partiamo dal dire che la colpa è anche per le mancate separazioni delle carriere de giudici. Avete votato no al referendum, la colpa se siamo usciti dalla fase finale dei mondiali è anche colpa vostra.

Obbiettivamente se ci fossimo qualificati, il mondiale non l’ avremmo mai vinto neanche per sbaglio.

Dalle sconfitte bisogna imparare si dice.

E’ il terzo mondiale dove non ci qualifichiamo , quelli che governano il calcio sono dei caproni, altro che capre.

Ora vi diranno che ci sono troppi stranieri nelle squadre italiane e che i nostri giocatori non trovano spazio. Vadano all’ estero se vogliono giocare e se trovano qualcuno che li fa giocare soprattutto.

Diciamoci la verità di fenomeni non ne abbiamo, i fenomeni sono tutti al governo.

Arriviamo alla partita.

Abbiamo perso, ma potevano anche vincere. Gli va riconosciuto che l’ impegno ce l’ hanno messo.

Il calcio è episodico . Se ti va bene un tiro sei un fenomeno se lo sbagli diventi il più scarso del mondo.

Marco Pacione, attaccante della Juventus nella stagione 1985-1986, è tristemente noto per aver fallito diverse occasioni da gol nitide nel ritorno dei quarti di finale di Coppa dei Campioni contro il Barcellona (1-1, 19 marzo 1986), che costarono l’eliminazione ai bianconeri. Titolare per l’assenza di punte principali, la sua prestazione in quella partita divenne il simbolo del match

Ieri sera le occasioni ci sono state, ma le abbiamo fallite. ( Le abbiamo ) Si, perché tutto puoi rimproverargli ai giocatori italiani,meno di non averci messo l’ anima ed è stato naturale tifare per quei ragazzi che ci rappresentavano.

Inoltre il danno di non andare al mondiale è più loro che nostro, inteso tifosi.

Mentre chi comanda il calcio ha sostenuto che non c’ è nessun motivo per dimettersi. Su questo ha ragione, sarà mica colpa sua se fuoriclasse non ne abbiamo. Come la Meloni, sarà colpa sua se i ministri sono uno peggio dell’ altro? Quello passa il convento e quello prendi.

12 pensieri riguardo “l’ Italia di calcio e la sindrome Pacione. Articolo solo per esperti di calcio. Esclusi i commentatori TV che di belinate ne dicono tante.

  1. Maddai, che discorsi sono: non si è dimesso Nordio per avere perso il referendum sulla riforma costituzionale che si era stampato sul grugno e debbono dimettersi i vertici del calcio per avere mancato per la terza volta la qualificazione ai mondiali?
    Questo disgraziato paese ciancia di merito che ci ha impestato pure la scuola, tranne poi glissare o dribblare quando si tratta di riconoscerlo. Perché i parenti, amici, conoscenti e raccomandati hanno sempre la precedenza. Tanto che ormai da secoli pure nel calcio si viaggia così.
    Buona giornata
    ps: per quelli che dicono che ci sono troppi stranieri nelle squadre, basterebbe ricordargli che girano troppi soldi dalle tv, che i giocatori li spremono come limoni. Ed alla fine, se sopravvivono, arrivano in nazionale già nababbi e disidratati per le troppe partite.

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  2. Da non tifoso e completamente ignorante di calcio in genere mi astengo (come sempre quando non so di che si parla) dal commentare la cosa.

    Un po’, solo un po’, mi dispiace perché nonostante la mia ignoranza ho sempre legato i mondiali di calcio a belle serate estive in compagnia, magari al mare, con pizza e birra a tifare pur non essendo tifoso. Ecco, quelle un po’ mi mancano. Per il resto, sti cazzi. 😉

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  3. Io ho la mia personale teoria, che ho espresso nella battuta del giorno, ce l’ho. È da quando è stato eletto il Matta che siamo fuori dai Mondiali. Potrà essere un caso? Io non credo nelle coincidenze, ma nella sfiga sì.

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  4. Che ci siano troppi stranieri e’ un dato oggettivo, la domanda e’: perche? Spesso, anzi quasi sempre, non sono fenomeni, i tempi degli Zico Maradona Platini Rummenigge etc sono finiti. Eppure i settori giovanili ci sono ancora. E’ ovvio che se devi scegliere tra 200 giocatori di livello serie A e’ un conto, tra 40-50, se va bene, un altro. Costano troppo i nostri? Non hanno appeal per gli sponsor? I procuratori non ci mangiano abbastanza? E’ ovvio che di questo passo i mondiali continueremo a vederli in TV (poco, per quanto mi riguarda). Mi tengo stretto il ricordo del mondiale 1982. Mi dispiace per i giovani, che per consolarsi devono guardare il tennis. Che palle!

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