L’allarme è scattato da una vicina di casa che ha visto il piccolo pendere nel vuoto. La spiegazione, culturale, della donna ora indagata per abuso dei mezzi di correzione
Lo ha visto per primo una vicina di casa. Stava stendendo i panni quando ha alzato lo sguardo. E in quel momento, esterrefatta, ha visto una scena che poteva tramutarsi in tragedia. Una donna, al settimo piano, scuoteva forte un bambino di due anni. Lo teneva appeso, a testa in giù, tenuto per i piedi. «Lo reggeva dalle caviglie la testa all’ingiù, sporgendo il suo corpo verso il vuoto. Ho pensato che lo volesse uccidere. Che lo stesse lanciando nel cortile. Per questo ho chiamato subito la polizia», spiega la donna a La Stampa, che ha ricostruito il caso. Il bimbo è sopravvissuto.
«Al mio paese si usa così» (open)
DISCUTIAMONE
Paese che vai usanze che trovi.
Come metodo per calmare un bambino , sinceramente non mi sembra il migliore. Se soffre di stitichezza si.
Madre e bambini in comunità
Data la gravità del fatto la procura dei minori ha collocato sia lei che i figli in comunità. Il tribunale dei minori per ora considera rischioso che la mamma, difesa dall’avvocata Stefania Agagliate, stia da sola con i bimbi. Per un periodo verrà monitorata e affiancata da psicologi e servizi sociali. Inizialmente, quando la donna era accusata di tentato omicidio, i fratellini erano stati accolti in una famiglia. Ma siccome «soffrivano molto», così c’era scritto sulla relazione dei servizi secondo il quotidiano torinese, alla fine è stata trovata una soluzione di compromesso. I bambini sarebbero spaesati, anche perché sono arrivati in Italia solo a settembre.(Open)
Tranquilizzo tutti, la comunità è a piano terra.
Lo so che qualcuno farà parallelismi con i bambini del bosco, che nessuno ha mai appeso,ma che i genitori non possono più quasi vedere.
Lasciamo tutto in mano alla giustizia e ai servizi sociali e auguriamoci il meglio per i bambini.
La mia considerazione finale.
Con tutti i cazzi nostri che abbiamo da risolvere, ma tutti quelli strani proprio in Italia devono venire?
La vostra punizione più stramba che avete subìto o inflitto?
Mia madre oggi l’ avrebbero arrrestata immediatamente per i suoi metodi di correzione.
Ricordo quando mi minacciava, che se non la smettevo mi avrebbe buttato giù dal terrazzo. Che bei tempi.
Non so di che paese sia, ma sospetto che si tratti dello stesso dove se una figlia di 14 anni si rifiuta di convolare a nozze con chi è stato deciso dalle famiglie la si può (nei casi più testardi) strangolare e seppellire nell’orto (o nel più vicino campo, se l’orto non è disponibile).
E se non è proprio lo stesso, sarà uno da quelle parti: poi dice che uno fa di tutta l’erba un fascio.
Che poi il problema non sono le “culture” diverse… il problema è il nostro irrisolto complesso di inferiorità che fa sì che ci sprechiamo pure un procedimento penale.
Sarà che io mi sono sempre comportato bene, ma quanto a punizioni esemplari non me ne ricordo. Fatto salvo quando mio padre mi tolse il motorino per un anno, anno nel quale dovetti reimparare ad apprezzare il trasporto pubblico locale dopo che avevo creduto di poterlo salutare per sempre.
La cosa andò così: mi stavo esercitando (a dire il vero su una strada secondaria e praticamente deserta) nell’arte di camminare su una sola ruota e non mi ero avveduto che dietro di me c’era un Carabiniere che stava rientrando in caserma con la sua vespetta. Fermato, condotto in caserma, verbalizzato per guida pericolosa ed altre cosette. Il maresciallo, visto il nome sui documenti mi chiede “Ma sei parente di….?” e io: “si, è mio padre“. Chiamano mio padre e sembrerebbe tutto finire a tarallucci e vino, invece no. Importo della multa scalato a rate dalla “paghetta” e motorino fermo per 90 giorni in caserma come da verbale. Non solo: passati i 90 giorni e motorino rientrato in casa, fermo lì per altri 9 mesi, così ti impari.
Sicuro ho imparato.
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Santo cielo:…. sono rimasta di sasso! Povero figlio! Resterà traumatizzato tutta la vita. D’accordo con i modi drastici ma qui mi pare davvero….eccessivo!!!! Servirebbe a me per la stitichezza ma peso troppo e finirei schiantata in terra…..comunque modo veloce per morire! Ciaoooo 🙂
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No, nulla di eccezionale: qualche schiaffone o pedata sul fondo schiena in una sola occasione straordinaria.
Ha, ecco, per coloro che subito si sentono superiori di civiltà e razza: avrà avuto 5 anni, lo vidi messo seduto su un’asse a dieci metri da terra. Era una casa in costruzione e stavano armando il solaio per la gettata del cemento. Il bambino era particolarmente vispo che zampettava tra pignatte e ferro sagomato del solaio, si che un tizio, forse il padre. Lo prese in braccio ed amorevolmente lo mise a sedere sull’asse sospesa nel vuoto. Ancora adesso mi chiedo se fosse il padre o il fratello. Allora non c’erano telefoni. Io comunque ero troppo giovane. E quelli erano italianissimi.
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Ehi, tu, dici a me? (cit.) Ce l’hai con me? (Ho la coda di paglia, ma dato l’incipit del mio commento sopra può anche essere che ti abbia ispirato… 😀 😀 😀 :D)
Io sulla superiorità culturale o razziale che sia chi ho messo un bel pietrone sopra da parecchio tempo: sono giunto alla conclusione che la superiorità è un concetto sopravvalutato oltre che decisamente soggettivo. Non esistendo una cultura perfetta da usare come riferimento, non c’è nemmeno un punto fermo per stabilire se questa o l’altra siano “superiori” o “inferiori”.
Credo però molto nella diversità: un contadino pakistano di religione islamica (ammesso che esistano i contadini in Pakistan) è diverso da un contadino italiano di religione cattolica. Non inferiore, non superiore, diverso. E’ possibile che il contadino pakistano abbia qualche “dritta” da insegnare al contadino italiano e viceversa su come si coltivano le patate e questa sarebbe una buona applicazione di questa diversità: è quello che chiamo “inclusione positiva” vale a dire uno scambio reciproco di idee che aggiungono valore e non sottraggono nulla.
Il problema nasce (e nasce in due fasi distinte) quando i valori portati da una cultura esterna vanno invece a “sottrarre” qualcosa a quella interna (prima fase, potrebbe essere per esempio il negare un diritto acquisito come quello dell’indipendenza della donna) e poi la situazione viene anche “scusata” dalla stessa popolazione ospitante adducendo motivi “culturali”. Esempio pratico: marito immigrato che rinchiude la moglie immigrata in casa perché lei vuole fare l’occidentale e si salva da un’accusa di sequestro di persona perché – poverino – la loro “cultura” lo prevede. Qui non riesco a decidermi se sono più stronzi loro o noi che gli diamo retta. Poi mi dirai che ci sono anche mariti italiani che segregano in casa mogli italiane per altri motivi e io ti dirò sì: purtroppo ci sono, ma se li beccano non hanno nessuna attenuante culturale e si cuccano la condanna. Ci abbiamo messo un secolo per toglierci dalle palle il delitto d’onore o il matrimonio riparatore, non mi sembra il caso di farci riportare indietro da una “cultura” diversa.
Detto questo, il padre che lascia il figlio a dondolarsi su un’impalcatura è un coglione, ma non è un problema di cultura (superiore o inferiore): è solo un coglione irresponsabile.
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Non ricordo punizioni particolari, ma c’erano poche cose da togliere: non c’era il telefonino, non uscivo di sera, non prendevo nemmeno la paghetta (i miei erano contrari). E poi io ero brava, non c’erano motivi per punirmi. Alle figlie qualche volta ho tolto il telefono per una settimana come punizione.
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Il bambino a due anni non capisce perfettamente il pericolo. Dunque neppure era necessario di sporgerlo fuori. Se lo teneva a testa in giù in casa, era quasi uguale.
La donna va sterilizzata subito, le deve esser impedito di prendersi cura di esseri viventi più deboli di lei e va tolta dalla circolazione per sempre. Decidete voi come. Se la Legge non dice questo, è evidente che è sbagliata. E come mai stiamo nel 2026 e ancora non abbiamo leggi decenti? Forse perché i politici vogliono il caos sociale?
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Mamma mia…
I miei genitori al massimo erano freddi, ma mai fatto per fortuna simile cose 🤯
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La chiusa fa ridere, anche se, in effetti, non c’è proprio nulla da ridere. Tu hai il tuo modo fantastico di far sembrare tutto bello. Che bei tempi, quella frase mi ha fatto ridere.
Io sono stata sempre piuttosto tranquilla, non voglio dire che tu fossi una peste. Ma c’è stata una maestra che di sicuro oggi sarebbe stata indagata, solo che non dissi nulla ai miei genitori. Mi vergognavo troppo. Papà sarebbe venuto di corsa all’asilo e avrebbe sistemato la mascalzona. Non avevo fatto nulla di male, ero piccola, ma non scema. Papà poi quell’asilo lo aveva scelto dopo un’accurata selezione, mai avrebbe potuto immaginare e ci rimase malissimo…
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Bello
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Meno male che la casa dove sono stati portati e’ a piano terra.
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e intanto il deficit dai 3 mila mijardi salivs, saliva, saliva
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“Lasciamo tutto in mano alla giustizia e ai servizi sociali e auguriamoci il meglio per i bambini.”
Auguriamoci il meglio, ma forse potresti anche dire: aspettiamoci il peggio.
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Me la servi su un piatto d’argento 😉
Io farei una cosa: terrei i bambini fuori dall’equazione e poi in alternativa:
Forse qualcosa di buono esce fuori…
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