Racconto formativo. La paura dell’ uomo nero. Tutto parte da un cane che abbaiava a figlia Quando il non razzismo a tutti i costi diventa stupidità totale.

Figlia invece che a studiare era sulla neve con le racchette ai piedi ,dette anche ciaspole ad accompagnare un’ amica a fare foto. L’ amica era sugli sci, al ritorno hanno fatto due percorsi diversi.

Nel tornare ha trovato un gruppo di istruttori con dei cani da valanga.

Uno di questi cani, un cucciolo abbaiava a figlia in maniera forsennata.

L’ istruttore ha chiesto a figlia se aveva paura dei cani. Figlia abituata ai cani dementi di grossa taglia di cognato io io io ha risposto no.

L’ istruttore pur di fare conoscenza con figlia, le ha chiesto se aveva voglia di giocare col cane una decina di minuti. Il cane aveva paura delle persone scure, figlia era vestita tutta nera.

La scusa per fare conoscenza con figlia, lo ammetto era buona.

Figlia ha giocato col cane e conosciuto meglio l’ istruttore.

Pensate se un giorno il cane la salva. Finiamo su tutti i giornali.

Tornata a valle, si dice così?

Ha raccontato l’ episodio a un suo amico, che ha fatto una battuta infelice che anche i cani hanno paura dell’ uomo nero, riferendosi agli immigrati. Da quelle parti Trentino ,Veneto, Alto Adige un po’ razzisti lo sono tutti. E’ il freddo che gli congela le meningi. E’ una battuta la mia ma anche quella dell’ amico di figlia.

Figlia ha avuto la ballordaggine di riferirla ai suoi due coinquilini. Due meridionali.,

Ora vuoi per le materie inutili che studiano, vuoi che come meridionali sono vittime di razzismo, che cazzo ci sono andati a fare a Trento? Hanno detto a figlia che fa male a frequentare persone razziste come il suo amico.

Figlia fa male a parlare a due coglioni così.

La discussione si è accesa. Figlia ha preso le difese dell’ amico ed ha tirato fuori, che la paura dell’ uomo nero ( mondo dei bianchi ) c’ è sempre stata.

Infatti ai bambini si dice o si diceva ” fai il bravo se no arriva l’ uomo nero e ti porta via”

Nella mia grandei ignoranza , pensavo che si riferisse ai tempi dei turchi che invadevano l’ Italia. Mi ricordavo di averlo letto da qualche parte.

No, la versione più accreditata

“In Italia abbiamo un Museo dedicato allo spazzacamino, si trova in Val Vigezzo, nella provincia di Verbano-Cusio-Ossola – premette Pavanello – e lì si può conoscere l’origine di questo modo di dire. Infatti, qui si racconta che in pieno inverno, quando c’erano i camini a scaldare le case, il lavoro dello spazzacamino era molto richiesto. Per una pulizia profonda delle canne fumarie, le mani minute dei bambini e la loro struttura più snella poteva riuscire ad andare in profondità in questo lavoro e spesso le famiglie meno abbienti con molti figli ne mandavano qualcuno a lavorare per la stagione insieme agli spazzacamini. Perché uomo nero, quindi? Perché questi lavoratori avevo spesso il viso sporco di fuliggine e quando giravano le città in cerca di giovani aiutanti erano considerati l’uomo nero che stava arrivando a prenderli”. ( Nostro figlio)

Sarà che non ho mai avuto un camino in casa questa storia non la sapevo.

I due coinquilini di figlia, hanno continuato nelle loro farneticazioni, prendendosela con i comici che fanno battute razziste. Angelo Duro è diventato il loro bersaglio preferito.

Premesso che a me fa ridere tanto,non è perché rido alle sue battute, condivido la battuta. Angelo esagera consapevolmente proprio per prendere per il culo quelli come loro. Gli estremisti dei diritti.

Non si può più fare battute senza farsi rompere le balle da questi cretini, sulle donne, sui neri, sui gay ecc ecc… Senza essere tacciati di omofobi e razzisti.

Ora se c’ è una che non è razzista è figlia, da ciocco a tutti, anche troppo, persino a quei due imbecilli dei coinquilini.

La discussione sarebbe potuta finire lì, ma i due il giorno dopo non le hanno rivolto la parola.

Passi uno, che i rapporti sono superficiali, ma con l’ altro in questi mesi le ha fatto da sorella maggiore.

Figlia c’ è rimasta malissimo.

L’ unica vera intransigenza da seguire è contro l’ imbecillità che non ha colore di pelle.

18 pensieri riguardo “Racconto formativo. La paura dell’ uomo nero. Tutto parte da un cane che abbaiava a figlia Quando il non razzismo a tutti i costi diventa stupidità totale.

  1. 🎀 Purtroppo il popolo bovino (di cui TUTTI siamo parte) da’ spesso il peggio di se’, ovvero: l’ottusita’, la stolidita’, la grossolanita’ del bove (nb, il bove e’ il toro castrato, privato della sua capacita’ vitale per essere ammansito, allevato e portato a tavola) ~ Ora esprimero’ qui un concetto IMPOPOLARE, ma MIO, e come tale lo presento convintamente ~ Il concetto (peraltro oggettivo, realistico, e inconfutabile, al netto delle “mappazze” ideologiche) e’ il seguente : i neri (con diverse sfumature di colore e di varia provenienza) sono “neri” NON per colore di pelle, ma per loro secolare buio di civilta’, interno ed esterno, per il quale non hanno colpe (la storia e’ lunga) ~ La pelle non c’entra un tubo ~ 😎 In questi ultimi giorni sono emersi in cronaca i tentativi di rubare i bimbi (“merce” per fare soldi) ~ L’ultimo fatto, risale a due o tre giorni fa: un pakistano ha tentato di strappare un neonato dal seggiolino della vettura, davanti alla madre ~ E’ accaduto a LATINA, nel Lazio ~ E’ intervenuto il padre ~(Gli uomini, in questo mondo di belve, hanno una capacita’ di tutela indiscussa ma ormai caduta dentro la sacca ideologica del “patriarcato”) ~ Da anni molti neri di ogni sfumatura epidermica sono arrivati qui in Italia, ed a parte il business lurido su di essi, che e’ ormai emerso, hanno portato un notevole SOVRACCARICO di delinquenza, di sporcizia, di degrado (stupri, spaccio, aggressioni etc etc) ~ Il nostro paese e’ regredito di molti decenni ~ Altro che risorse! ~ Al netto delle eccezioni, gli immigrati sono terribilmente e dramnaticamente tristanzuoli ~ La pelle, ripeto, NON c’entra un tubo ~ Conta cio’ che portano, ovvero incivilta’ a volte violenta e tribale ~ 😎 Non cito, per non tediare, la mafia nigeriana, sanguinaria, ormai radicata in aggiunta alla nostra ~😎 Il famigersto razzismo e’ lo strumento ideologico utilizzato per mistificare una realta’ sociale invivibile, l’immigrazione, sulla quale alcune mani raccolgono fiumi di denaro ~ Buona giornata All!

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  2. Basta ricordarsi che epidermide e socialità hanno poco a che fare.
    Sulle battute, ricordo a tutti che Maga è comunque figlio di Woke. Perchè essere incisivi e non razzisti è una cosa ma diventare idioti perniciosi e pericolosi, come per altro ha affermato Samuel Jackson tra gli altri, o Danzel Washington o altri potenti del pianeta Hollywood – che nel giro Woke sono tipo quelli con la responsabilità da Messia – “Continuerò a chiederti di chiamarmi Negro, se da fastidio a te e non a me, grazie!”

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  3. Pur non essendo razzista, ma in un certo senso la penso esattamente come Paola, non le si può dare torto sotto certi aspetti e anzi, non serve neanche più chiedersi come mai esiste il razzismo perché oggigiorno, è appunto dettato da tutto quello che ha elencato egregiamente Paola, non è più il razzismo infondato di una volta che era davvero puramente gratuito ma oggi, c’è ben altro che lo alimenta, basta guardare i parchi delle nostre città, le stazioni e via dicendo. La mia Parma, negli ultimi trent’anni è diventata irriconoscibile, neppure più di giorno è sicura figuriamoci andare tipo alla movida nel periodo estivo, te la raccomando! E tutto questo non certo per colpa di noi parmigiani.

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  4. infatti la pelle non c’entra nulla, persone oneste o malvagie ci sono ovunque ed è per questo che i loro caporioni li mettono sulle barchette e li mandano qui da nojos gli stronzi colorati

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  5. Credo che il razzismo abbia finito di fare danni, già da un po’ ormai.

    Quello che invece ha appena cominciato è il suo contrario, vale a dire l’inclusività forzata a tutti i costi, quella che poi è sfociata nel citato “woke”. Il paradosso di questo atteggiamento è che più cerca di uguagliare, più di fatto “divide”. Non fa che creare scazzi altrimenti inesistenti fra persone che poi non sono nemmeno direttamente interessate (come è il caso di Figlia con i coinquilini). Porto sempre l’esempio della stringa “LGBTQX@+TURBO16V”, che all’inizio era solo LGB, poi ogni anno ce ne infilano una nuova: a quel punto mi chiedo perché non chiudere il cerchio con una bella “S” (per “straight”, normale, eterosessuale) così poi la possiamo finalmente prendere e buttare nel cesso tutta intera.

    Voglio dire, se tu vuoi essere “uguale” a me, perchè continui a sbattermi in faccia la tua “diversità”, come se fosse una mia colpa? Tu sei già uguale a me: hai due gambe, due braccia, una testa e un codice fiscale, esattamente come tutti. Non è che se ti metti una maglietta con scritto “mi piace prenderlo in culo” (in caso tu sia uomo) o “mi piace la patata” (in caso tu sia donna) aumenti il livello di “uguaglianza”. E’ ridondante, non serve.

    Siamo tutti uguali, punto. Le differenze risiedono nella testa e dovrebbero essere un valore aggiunto, una cosa che può farci crescere tutti: ma perché funzioni bisogna essere aperti e tolleranti, cosa che troppo spesso chi si considera “minoranza” non riesce proprio a fare.

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