La polenta metafora della vita. Suocera ha chiesto espressamente a figlia ( è tornata da Trento solo per qualche giorno) che avrebbe gradito mangiare la polenta. Figlia chiaramente ha chiesto a me di fare la polenta.

Sarò sincero potrei vivere da qui all’ eternità senza sentire il bisogno di mangiare polenta.

Immagino gli appassionati di polenta sostenere che non ho mai mangiato della polenta cucinata bene. Falso falsisissimo. A Taormina ho mangiato una polenta cucinata benissimo. Scherzo a Cogne c’era un ristorante famosissimo per la sua polenta e così l’ ho ordinata.

La polenta di suo non sa di niente, poi si può discutere sul condimento che si mette sopra e la rende gustosa.

Il condimento con i formaggi fusi del posto era ottimo, anche senza polenta.

Domenica ho cucinato la polenta.

Avremmo il paiolo in rame con motore per non rompersi le balle a mescolare. Ma giustamente non lo usiamo da anni. Ci vuole poi più tempo a pulirlo che a fare la polenta.

Sugo di porcini secchi. Mamma mia che buono che è venuto, ho una ricetta presa dal mio libro guida: La cucina d’oro. Ho preso anche la : la cucina d’argento ma le ricette sono un gradino sotto.

Mentre giravo con la frusta la polenta , il menaggio è quello del continuare a rimestare per un sacco di tempo, ho pensato che spesso la vita è esattamente come la polenta. Un gran darsi da fare e poi il risultato finale è una cosa di cui si poteva fare tranquillamente a meno.

A figlia è piaciuta tantissimo, non buona come quella del rifugio dove l’ hanno cotta col fuoco a legno. Ci ha tenuto a precisare e” magari con un’ altra farina, ho precisato io. “

Suocera sosteneva, che a lei veniva più buona. ” Se la poteva fare” Ho pensato.

Dolce consorte è come me ne farebbe a meno, e sosteneva che con la pasta quel sugo sarebbe stato perfetto.

Io rimango della mia idea: che ognuno come nella vita dice la sua. Della polenta ne posso fare a meno come tante altre cose….

Saranno le mie origini meridionali che non mi fanno apprezzare la polenta ?

41 pensieri riguardo “La polenta metafora della vita. Suocera ha chiesto espressamente a figlia ( è tornata da Trento solo per qualche giorno) che avrebbe gradito mangiare la polenta. Figlia chiaramente ha chiesto a me di fare la polenta.

  1. Questa tua, Allè, è un’intuizione che chiamarla geniale è riduttivo.

    Non mi metto ad elencarli, ma mi sono venuti in mente almeno una ventina di parallelismi fra la vita e la polenta e più ci penso più me ne vengono.

    Credo che vita e polenta siano perfettamente sovrapponibili, hai ragione. A me piace la vita e mi piace pure la polenta (altro parallelismo 😉 ), perché la vita, come la polenta, alla fine è sempre la stessa cosa ma si può gustare in mille modi diversi. Il trucco è lì.

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  2. La polenta è un supporto come lo è la pasta alimentare: la pasta sa di frumento,la polenta sa di granoturco. Quello che “personalizza” pasta e polenta (per tacere della pizza) è una salsa,un sugo, un intingolo – basta,ho fame!

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  3. Non penso che c’entrino le origini. Io sono cresciuta con madre bolognese e padre siciliano, ho imparato ad amare i tortellini, le lasagne, ma anche la pasta alla Norma e la caponata. Ma adoro anche la polenta, una cosa non esclude l’altra.

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  4. È vero che il buono della polenta è il condimento, specialmente del tipo non vegetariano.

    😁

    Comunque se ti avanza della polenta, il secondo e il terzo giorno diventa ottima anche solo saltata in padella e con un filo di olio e un po’ di parmigiano, e se non vuoi metterci il parmigiano basta sfregare uno spicchio di aglio sopra alla fetta.

    😋

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  5. Io ho un ricordo bellissimo della polenta fatta dalla nonna, la domenica, su una pignatta di rame immensa, che andava mescolata per ore (dandosi il cambio) mentre cuoceva su un fornelletto a legna. Anni ’70-’80, penso tu possa capirmi.

    E mentre i “grandi” la tagliavano don lo spago, noi bambini ci contendevamo le croste che si formavano sul bordo interno della pentola, una croccantezza e un profumo che ancora oggi mi sogno.

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  6. Da buon e quasi anziano piemontese, se fuori pioviggina e fa freddo, l’istinto è di fare la polenta: anche poca, ma è x me è davvero un “comfort food”, come si dice… Mi dà ristoro e sensazione di casa e protezione.

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  7. Lo so che quello che sto per scrivere, per un purista, si avvicina alla bestemmia…

    Trovo molto buona e pratica la “Polenta Valsugana” che si compra al supermercato in buste mi pare da 350 grammi. E’ farina di mais, fai bollire un litro d’acqua, ce la versi dentro a pioggia, mescoli ogni tanto (non serve farlo di continuo) e in meno di 5 minuti è bella che pronta.

    Pochi sbattimenti, tutto gusto. Una volta cotta ci fai quello che ti pare, io in genere me ne sbafo più di metà appena fatta condita come capita, poi a quella avanzata le dò una forma tagliabile a fette quando è fredda (tipo il giorno dopo) e ci faccio le porcherie ripassate in forno con l’aggiunta di qualsiasi cosa.

    Ecco, m’è venuta fame. 😀

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  8. Io la polenta la faccio nella macchina del pane con il programma “Marmellata”. Butti dentro la farina di mais, acqua e sale e fa tutto lei. La cuoce e la mescola continuamene nel contenitore antiaderente.

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  9. Da terrone a terrone: non hai mai incontrato nessuno che abbia saputo cucinare un coniglio in salmì e polenta come dio comanda. L’avessi trovato avresti scoperto una delle delizie dell’umanità.
    Buonanotte

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