La trappola del finto cliente. Licenziati tre cassieri dal gruppo Pam. Quando essere delle merde di uomo diventa il tuo lavoro.

Funziona cosi : una merda di uomo chiamato ispettore si finge cliente. Nasconde in mezzo alle confezioni tipo cartoni di birra dei lacci, un rossetto, comunque cose piccole. Mette sotto pressione il cassiere con scuse varie. Quando questo non si accorge della merce nascosta, viene licenziato seduta stante.

Tre cassieri della Pam sono stati licenziati così.

Stranamente i più anziani .

Il licenziamento è illegittimo e sicuramente un giudice costringerà la ditta a riassumere i dipendenti.

Perchè l’ hanno fatto? Merde di manager suppongo.

Il danno d’immagine è tale che non so quanto gli sia convenuto.

Telegiornali, giornali nazionali hanno dato la notizia e mi pare tutti schierati con i lavoratori.

I dipendenti non avevano rubato o erano stati infedeli ma erano solo caduti in una trappola studiata ad arte.

Ma arriviamo ai controllori. Ma quanto merda di uomo devi essere per fare un lavoro così?

Ma quando passi davanti a uno specchio non ti sputi ?

Ora non venitemi a dire che fa il suo lavoro, questo non è un lavoro.

Scoprire i clienti o i dipendenti che rubano è un lavoro. Questo è solo essere degli infami.

Lasciato a casa un uomo di 62 con famiglia due figli e mutuo da pagare non perché avesse rubato ma per non aver trovato del lacci nascosti apposta.

Ma quando l’ hai fatto allontanare dalla cassa e licenziato immediatamente, non ti sei fatto ribrezzo da solo?

Ma alla notte riesci a dormire ?

Ma ce l’ hai una famiglia?

Degli amici?

Ma te lo dicono che sei uno stronzo?

Se fossi un cliente del punto vendita dov’è successo il fatto non ci metterei più piede sino al reintrengo del povero cassiere.

Che schifo è diventato il mondo del lavoro.

18 pensieri riguardo “La trappola del finto cliente. Licenziati tre cassieri dal gruppo Pam. Quando essere delle merde di uomo diventa il tuo lavoro.

  1. È che non sanno più come fare per ridurre il personale o sostituire i vecchi dipendenti con i nuovi. I vecchi perché hanno vecchi contratti. I giovani costano molto meno, sono più ricattabili e hanno pochissime garanzie. E allora assumono degli escrementi senza onore per arrivare a tagliare teste.

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  2. Ho letto di questa storia. Come giustamente prevedi, andrà a finire molto male (per il management del supermercato, non per i lavoratori).

    Personalmente, punterei anche a denunciare gli “ispettori” per sostituzione di persona e simulazione di reato (c’è il penale per questo), ma io sono troppo severo, si sa. 😉

    Se è vero che il personale dei punti vendita può essere adibito a diverse mansioni (un cassiere può anche occuparsi della sistemazione dei prodotti o al controllo scadenze), una cosa che non gli è richiesta è certamente la vigilanza. Il punto vendita deve provvedere in tal senso attraverso strumenti a parte (che costano), quali i sistemi antitaccheggio o la vigilanza privata interna. Se non se li possono o non se li vogliono permettere, sono cazzi loro.

    Un cassiere, quando siede alla cassa, è tenuto esclusivamente a verificare che tutti gli articoli che sono nel carrello del cliente passino allo scanner, vengano registrati dal sistema e finiscano nello scontrino che si devono far pagare (che tanto esce solo a pagamento avvenuto, quindi non c’è problema). Punto. Se anche ai varchi dovesse suonare l’antitaccheggio perché il cliente si è “dimenticato” qualcosa in tasca, il cassiere non può e non deve fare un cazzo di nulla, non è suo compito: se c’è la vigilanza chiama la vigilanza. Se non c’è, vaffanculo e avanti il prossimo.

    Ci sono dei punti vendita che hanno anche le casse “self-service”: perché gli “ispettori” non sono passati da quelle, con le loro confezioni taroccate? Che fai poi, licenzi la cassa self-service?

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  3. Dimenticavo: tutto il mondo è paese: non molto tempo fa anche in Germania erano tempi di ristrutturazione e licenziamenti. Un dipendente era stato licenziato perché aveva attaccato la spina alla presa dell’azienda per ricaricare il telefonino. Il giudice di ultima istanza aveva confermato il licenziamento, perché sosteneva che il dipendente aveva creato un danno, sebbene di pochi centesimi, all’azienda e tradito il rapporto fiduciario.
    Buon pomeriggio

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  4. La responsabilità maggiore è sempre del capo,in questo caso il capo è Arturo Bastianello titolare del gruppo PAM. A lui e i suoi parenti immessi nell’azienda,deve andare l’esecrazione totale,più che all’ispettore – sicuramente anch’esso una malapersona. Purtroppo gli impresari o come più pomposamente si chiamano “imprenditori”, lasciano tanta disonestà e disumanità sulla loro scia,quanto più in essi si agita l’ambizione sfrenata, e spianata d’ogni scrupolo è la loro coscienza.

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  5. Oggi hai scritto un gran post. Io non sapevo nulla di questa storia, la apprendo ora da te, quindi hai fatto informazione seria. Credo che il tuo giudizio sia ampiamente condivisibile e spero che i cassieri siano presto reintegrati.

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  6. Da questa storia, appresa oltre che dal tuo post, dai maggiori organi di informazione, mi si conferma la bassissima stima che occorre avere dell’essere umano.
    In particolare dell’italiota medio.
    Basta mettergli sul petto una stella da sceriffo, anche di plastica, che subito si atteggia a tutore dell’ordine.
    Sempre in cerca della carezza sulla capoccia (vuota) da parte dei padroni e dei loro croccantini.
    Schifo a dire poco !
    E non sono solo gli ispettori in questione il marcio, perché da delatori, spie, infami e schifosi ci sono passati oltre 50 milioni di italioti durante la Pandeminchia.
    Scusate ma qualche sasso è d’obbligo levarselo.

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  7. Dovrei conoscere i dettagli per giudicare meglio ma in linea di principio sono completamente d’accordo con te. I cassieri fanno i cassieri, non sono vigilantes e non devono andare a caccia di ladri.
    E’ probabile che fosse solo una scusa per licenziare gente a loro scomoda. Se davvero erano cassieri non bravi… che se ne accorgono solo oggi?!

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  8. Comunque ormai le catene della GDO (almeno le più estese, che poi sono ormai quasi tutte straniere) sono tutte delle paludi di merda. Che poi non è che fanno i trucchi solo a danno dei dipendenti, ma pure dei clienti: la pubblicità ingannevole ne è un esempio, oppure le “offerte” che valgono solo con la tessera, che poi scopri che (c’è scritto piccolo piccolo sul cartellino) il prezzo scontato vale solo per i primi tre pezzi e gli altri li paghi a prezzo pieno… quindi magari prendi 10 pezzi di una cosa solo perché è in offerta (altrimenti ne avresti preso si e no uno) e spendi un botto di soldi.

    Non che io ce l’abbia con i supermercati, però porca puttana per farci la spesa e non farti fottere devi stare con mille occhi che in confronto fare acquisti nel souk di Tunisi è una passeggiata di salute.

    Da quello che vedo io, gli addetti alla sicurezza (quando ci sono) passano più tempo a calmare i clienti incazzati come belve che a controllare che nessuno si imberti qualcosa. Vado quasi off-topic con un aneddoto dei miei:

    Il supermercato dove vado io, abbastanza grande ma di una catena locale indipendente, conta cinque addetti alla sicurezza: sono di più ma lavorano su turni, comunque sono sempre in cinque. Uno fuori ai parcheggi e quattro dentro: quello all’ingresso (e vicino alle casse) è in uniforme ed armato, gli altri tre in abiti normali si mischiano ai clienti fra le corsie e fanno avanti e indietro a vedere che nessuno si infili la roba nei vestiti. Una volta è entrata una coppia di bosniaci di mia conoscenza per altri motivi, e si sono separati subito all’ingresso: lui col carrello da una parte, lei col passeggino dall’altra. Lui ha girato per un po’ ed ha preso delle cose, lei si è messa a fare la fila al banco gastronomia. Avevo tempo da perdere e mi sono messo a tenere d’occhio lei, che inspiegabilmente quando arrivava il suo turno non si faceva servire e prendeva un altro numeretto.

    Ad un certo punto con gli altoparlanti hanno chiamato (per nome) gli addetti al “box”, un modo per dire che c’è un problema alle casse senza creare panico e lei ha cominciato dopo poco a girare per le corsie infilando roba nel passeggino.

    Il trucco era semplice: lui si era messo a discutere animatamente con la cassiera ed aveva fatto in modo che gli addetti alla sicurezza andassero tutti lì, lei nel frattempo stava liberamente facendo la spesa gratis ed è comodamente uscita col passeggino pieno. Appena uscita lei, lui ha smesso di discutere, ha lasciato le quattro cose che aveva nel carrello e se ne è andato accusando tutti di essere “razzisti” (come si fa ad essere razzista con un bosniaco lo sa solo lui 😉 ).

    Avrei anche potuto mettermi in mezzo, in altre circostanze l’avrei fatto, ma proprio la settimana prima mi ero fatto fregare con la storia del “massimo tre pezzi”, quindi mi sono fatto i cazzi miei ed ho pensato “ben gli sta” 😀 😀 😀 😀

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  9. Ho già letto di questa storia e la cosa fa rabbrividire e disgusta al tempo stesso: è inconcepibile che delle persone vengano licenziate perché non hanno passato un test (più che test lo definirei una buffonata). Persone a cui mancava magari poco per andare in pensione ed ora si ritrovano senza un lavoro mentre i manager se ne stanno belli tranquilli sulle loro poltrone dirigenziali. Che schifo! Pensa che oggi ho letto che non ci saranno passi indietro per quello che è successo, nonostante i sindacati.
    So che non è una cosa bella da dire ma spero che i manager in questione si ritrovino a loro volta licenziati per quello che hanno fatto e che non li assumano nemmeno per pulire i cessi di una stazione.
    Sono schifata, schifata da come girano le cose in Italia, 😡!

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