Storia vera e tristissima di Sfortunato che volendo fa ridere. In ogni caso di grande insegnamento.

Sfortunato lo conosco da anni.

Piccolo con la faccia da bonaccione, ha vissuto finché non è morta con la madre.

Poi qualche anno fa si è sposato ( forse la prima volta che ha preso della mussa) ha preso una con pacchetto di figli grandicelli già incorporati.

Uomo con pochissime pretese, viveva lavoro e casa e ora dopo 43 anni di lavoro e 65 anni di età aveva deciso di andare in pensione, luglio sarebbe stato il suo ultimo mese di lavoro.

A tutti diceva che non vedeva l’ora di smettere di lavorare. Sembrava il sottoscritto.

La moglie che non l’ha certo preso per bellezza, o per prestazioni sessuali di alta qualità, ma solo per tranquillità economica sua e dei figli, di vederselo girare per casa tutto il giorno le è venuto male e l’ha convinto a continuare a lavorare ancora due anni. Stipendio più alto. i contributi per la pensione finiscono direttamente in busta paga.

Quindi a grande sorpresa di tutti ha deciso e firmato l’accordo con la ditta che sarebbe rimasto al lavoro per altri due anni fino a 67 anni. Tra l’altro un lavoro di merda in fabbrica ( non ho parole)

Così oggi sarebbe stato il suo primo giorno di lavoro da chi ha deciso di continuare a lavorare nonostante potesse andare in pensione.

Ma il destino gli ha fatto un brutto scherzo così Sfortunato è morto d’improvviso.

Ora si che si riposerà

La Fortunata ( la moglie) avrà lei la sua pensione, senza aspettare ancora due anni, ma appena sbrigate le pratiche burocratiche. In realtà ereditando avrà tutto, casa e molto altro senza averlo tra i piedi.

Ora al funerale non so se farle le condoglianze o le congratulazioni.

19 pensieri riguardo “Storia vera e tristissima di Sfortunato che volendo fa ridere. In ogni caso di grande insegnamento.

  1. Sarà che ormai sono entrato in quella fascia di età dove sempre più spesso di sente parlare di pensione (io non ne parlo perché tanto non ne avrò) ma statisticamente arrivano anche le storie come questa. Sfortunato non è l’unico, almeno in questo caso una “fortunata” c’è: io propenderei per le congratulazioni, magari in modo delicato. 😉

    Penso ad un Amico, un ex collega, che appena compiuti 60 anni e ad un mese dalla pensione, dopo una vita di lavoro è morto all’improvviso mentre era in fila in banca. Così. Ed era anche solo al mondo, povero cristo, nemmeno il gusto di sfilare qualche cosa all’INPS con la reversibilità. Fra l’altro lavorava a Genova, pensa tu…

    Comunque secondo me l’INPS assolda dei killer, individua quelli vicini alla pensione senza parenti prossimi e li fa eliminare.

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  2. Sfiga vuole che dopo aver pagato anni di corposi contributi alcuni (troppi) non possano meritare neppure uno straccio di pensione. Oltre il lavoro protratto , una beffa dalla vita.

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  3. la reversibilità fu una grande conquista dei caporioni thajatani, perchè rinunciare a qurl magnifico dono del vitalizio quando se ne può lasciare il 60% alla nipotina/o sposandola/o sul letto di morte?

    Poi i soliti rompipalle nel 2010 si dissero stufi di questi regali chè il debbito era troppo e così limitarono il 60% in base al tempo vissuto insieme dai due coniugi, voncedendo il 60% solo a quelli che avevano convissuto almeno 10 anni insieme.

    Ma nel 2017, zitti zitti, senza che nessuno ne parlasse e lo comunicasse a quelli che pagano il tutto, la suprema corte abolì l’obbligo dei 10 anni e tutto tornò come prima sul gobbo dei contribuenti.

    Ora, finchè ne usufruisce la moglie di un mortodifame come il tuo collega, anch’essa appartenente al gruppo mi può anche far piacere, ma che almeno queste reversibilità fossero spese in thaja e non spedite alle 18enni residenti all’estero.

    Comunque, per farla breve, ricordatevi che il partito degli under 70.000 concede il 60% di reversibilità solo dopo 50 anni di matrimonio NOI conosciamo bene chi paga codesti regali

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