Il tubo cinese. Suocera ha ragione il badante non capisce un tubo. La lavatrice che perdeva l’acqua.

La storia della lavatrice di suocera che perde acqua è da un po’ che va avanti.

Il badante di suocero si vanta di saper fare l’idraulico, ma suocera non si è mai fidata. (giustamente).

La prima volta che si è allagato tutto, la colpa si è data al filtro, ma era pulito.

Quindi la colpa si è data al filtro in entrata.

Il badante ha dato il meglio di se , ha sostenuto che il problema era lì, che il tubo era stretto male. Da grande esperto ha stretto la fascetta di metallo con tutta la sua forza.

Infatti dopo due giorni ci siamo allagati di nuovo.

Suocera ha capito che il badante non capiva un tubo.

Dolce consorte in forte stato confusionale dietro al suo lavoro, ha chiamato quello che ci ha venduto la lavatrice che ci ha mandato un giovanotto, molto simpatico.

Un vero professionista. 40 euro per 5 minuti di lavoro, ha stretto anche lui la fascetta, perdeva da lì l’acqua.

Il badante rideva, lui l’aveva fatto gratis. Ride bene chi ride per ultimo.

Ora dopo qualche giorno ha ricominciato a perdere di nuovo, ma non bastava più stringere. La suocera ha sentenziato che la colpa era del tubo cinese.

I tubi italiani si che erano buoni.

Il badante non era convinto della cosa, è andato dal cinese è ha preso un tubo nuovo e fascette nuove, tutte rigorosamente cinesi.

Fatto il cambio non ha fatto che dare ragione a suocera : il badante non capisce un tubo.

Perdeva lo stesso, il tubo cinese non andava bene.

Ora stava per essere richiamato il giovanotto simpatico, ma ho preso in mano la situazione.

Io non capisco un tubo di idraulica, ma conosco uno bravo. Un idraulico in pensione italiano e di grande esperienza.

Perché non è stato chiamato subito è un mistero. E’ lo stesso che da anni ci risolve tutti i problemi di idraulica. Dolce consorte ha ammesso la sua colpa.

Chiamato è arrivato praticamente subito.

Messo tubo italiano, fascetta italiana e il tubo non perde più, per la gioia di suocera e scorno del badante.

Questo signore è in pensione da anni, ma continuano a chiamarlo tutti. Certo non fa ricevute ma almeno risolve i problemi, oltre che essere onesto con i prezzi. Preso meno del giovanotto simpatico.

24 pensieri riguardo “Il tubo cinese. Suocera ha ragione il badante non capisce un tubo. La lavatrice che perdeva l’acqua.

  1. Per chi ha un mestiere, la pensione è l’inizio di una nuova vita.

    Quanto alla roba cinese, ho scoperto (magari non è una gran scoperta) che non bisogna fare di tutta l’erba un fascio: c’è roba cinese e roba cinese, come per il cibo.

    Ci sono cose cinesi che non userebbero nemmeno i cinesi (circa il 50% di quello che si trova in giro), poi ci sono cose cinesi più accettabili (un 30%, quelle che usano pure loro) ed infine anche un 20% di “eccellenze” cinesi, che spesso vengono spacciate per “non cinesi”.

    Il punto è che tanto ormai è fatto tutto in Cina, a prescindere.

    Io come ho già detto mi trovo bene con i cinesi, soprattutto quelli di seconda generazione: hanno tanti difetti ma non riescono ad essere bugiardi. Basta chiedergli “tu quale di queste cose compreresti per te?” e loro te lo dicono, onestamente. Tanto lo sanno che la merda riusciranno a venderla comunque, possono contare su quelli fra noi che guardano solo al prezzo (e ce ne sono quanti ne vuoi).

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  2. Prima i tubi italiani! 😂😂😂
    Il dramma è che quando finirà la generazione di artigiani capaci non ci sarà più nessuno. In ogni ambito sento di pensionati che vengono ancora chiamati a risolvere problemi. Non c’è stato ricambio generazionale.

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    1. Secondo me la cosa grave è l’inarrestabile scomparsa dei materiali necessari ad aggiustare le cose. Ormai si va verso i “grandi insiemi”, ed è quello che mi preoccupa. Se fai prima (e spendi meno) a comprare un tubo flessibile per la lavatrice che a trovare la piccola guarnizione – vera colpevole della perdita – perchè non te le danno se non insieme a tutto il tubo, tutto il concetto di “riparazione” viene meno.

      Pensa agli smartphone: almeno fino a dieci anni fa, tutti avevano il dorso apribile e la batteria facilmente sostituibile. Ho portato avanti per almeno 5 anni oltre la data di “obsolescenza programmata” un Note 3 della Samsung, solo dandogli una batteria nuova e sostituendo il firmware Samsung con uno non ufficiale. Oggi quando la batteria va a puttane (mediamente dopo due anni, alla scadenza del periodo di garanzia), fai prima (e ti costa meno) a cambiare telefono.

      Comunque io, finchè posso, continuerò ad aggiustare tutto con tutti i mezzi possibili, anche avvalendomi di materiali cinesi.

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  3. ahahahah

    ah

    anche i giovani si lamentano per la mancanza del ricambio generazionale.

    ma magnateve tutto quello che potete delle cose ricevute dai vostri avi e fatela finita

    NOI mortidifame abbiamo avuto 100 anni di gioie consumistiche, ma la pacchia è finita, le risorse del pianeta stanno terminando ed 8 miliardi di consumatori son troppi, i caporioni hanno deciso di tagliare e tornare alla vita ed ai consumi di 100 anni orsono, quando un operaio scapolo mortodifame egoista da non pensare a moglie e figli si poteva permettere si e no un mezzo litro di vino all’osteria

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    1. Con me sfondi una porta aperta, Fracà… io me magno tutto er mio, più tutto quello che mi hanno lasciato: me sò fatto dù conti (ottimistici), ce dovrei campà fino a ottantanni. Visto che è altamente improbabile che ci arrivi, il mio maggior impegno attuale è calibrare le cose in modo da finimme tutto in tempo (non potendo sapere quale sarà il tempo). Te pare poco ? E’ ‘na faticaccia… comunque, morto io, in culo a chi resta. 😉

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  4. Cambiando città di residenza ho fatto non poca fatica a costruirmi una mini rete di artigiani affidabili, alcuni pensionati altri di mezza età. Quando posso mi arrangio ma nn sempre riesco, facendo di lavoro tutt’altro. Buona lavatrice AP

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