Per porre fine alle ultime polemiche sui paesi sicuri per rimandare indietro gli immigrati o clandestini o come meglio vi aggrada. Ecco a voi l’uovo di Colombo. Diventiamo noi un paese non sicuro, così gli immigrati clandestini li possiamo mandare tutti indietro prima di farli scendere dai barconi.

Sostenere che l’Italia oggi come oggi sia un paese sicuro ci vuole molta fantasia.

Molti sostengono che è proprio insicuro per via dei clandestini.

Secondo la definizione attuale dell’Unione, un paese di origine sicuro è uno stato “in cui, sulla base della situazione giuridica, dell’applicazione della legge all’interno di un sistema democratico e della situazione politica generale, si può dimostrare che non ci sono generalmente e costantemente persecuzioni”

Che questo governo perseguiti i clandestini è fuori di dubbio.

Ogni volta se ne inventano una.

Ora che Salvini abbia una fissa contro i clandestini è certo, rischia anche la galera per aver sequestrato per alcuni, tenuto solo a bordo per altri dei disperati ma solo per alcuni.

Da quando sono a potere questi di destra cercano di bloccare in ogni modo l’immigrazione illegale, giusto o sbagliato che sia.

Quindi la soluzione è lì a portata di mano diventiamo noi Italia un paese insicuro, con questi balordi al governo la cosa è già praticamente fatta.

Ogni legge che fanno sulla giustizia è un delirio giuridico. Questo è sicuro.

Così potremo respingere prima di farli scendere tutti gli immigrati, sostenendo che non siamo un paese sicuro e di proseguire per paesi molto più sicuri di noi.

Ma com’è che non ci abbiamo pensato prima ?

28 pensieri riguardo “Per porre fine alle ultime polemiche sui paesi sicuri per rimandare indietro gli immigrati o clandestini o come meglio vi aggrada. Ecco a voi l’uovo di Colombo. Diventiamo noi un paese non sicuro, così gli immigrati clandestini li possiamo mandare tutti indietro prima di farli scendere dai barconi.

  1. Propongo, come nei fumetti di Paperino, di circondare le coste italiane con cartelli dissuasivi molto cari a Paperon de Paperoni: teschi con le ossa incrociate, manichini impalati oppure impiccati, oppure con scritte minatorie: via di qui, pussa via, gira al largo, non fa per te… L’invasore ne verrà intimidito e il sacro suolo sarà salvo.
    E meno male che diceva che la pacchia era finita e che erano pronti a governare: ne avessero azzeccato una giusta!

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  2. Sarà che sono “di destra”, ma a me gli immigrati hanno rotto le palle. 😉

    Se c’è una cosa che mi ha rotto le palle più degli immigrati sono le discussioni politiche sugli immigrati.

    Se c’è una cosa che mi ha rotto le palle più delle discussioni politiche sugli immigrati è l’uso dell’immigrazione e della sua gestione (meglio, non gestione) come arma e metodo di ricatto.

    Va da se’ che per me gli immigrati (in quanto persone) sono l’ultimo dei problemi.

    Io sono una persona semplice: semplicemente la vedo che se hai un nome e un cognome, ti impegni a non violare le leggi dello stato che ti ospita e ti comporti in modo da rappresentare una “risorsa” (vera, non quelle che diceva la Boldrini) per me sei il benvenuto. Altrimenti non abbiamo bisogno di te. Punto.

    Mi va bene anche se scappi dal tuo paese perchè lì sei discriminato o perseguitato (anche solo se dichiari ed autocertifichi di esserlo), ma poi valgono sempre i principi di cui sopra.

    Se devi venire qua a (cito a titolo esemplificativo ma non esaustivo):

    1. Fare il finto mendicante per conto dei tuoi sfruttatori;
    2. spacciare per strada;
    3. passare le giornate ubriaco su qualche panchina;
    4. dare di matto in giro e aggredire le persone;
    5. fare finta di non capire che qui non hai diritto di menare tua moglie o tua figlia perchè non si mettono il velo;
    6. rapinare la gente per strada…

    …potrei continuare ma mi fermo qui…

    Beh, se stai qui per quello non ho bisogno di te. Puoi tornare donde sei venuto. Anzi, se non vieni proprio è meglio.

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  3. Ma per NOI mortidifame che ci spostiamo senza uomini di scorta lo è da tempo un paese insicuro.

    per quanto riguarda i cosiddetti migranti poi è insicurissimo, abbiamo 3.000 miliardi de buffi, siamo in 60 milioni di residenti su un pezzetto de terra senza risorse minerali, ma perchè non se ne vanno in russia dove sono solo 175 milioni su un pezzo di terra largo 100 volte la nostra e con miliardi di risorse minerarie, adesso la russia deve pagare i coreani per giocare alla guerra, perchè invece non ingaggia i migranti e li manna al fronte??

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  4. Ieri a un influencer giapponese di 19 anni che gira il mondo è stata rubata la bici a Milano davanti a un Mc Donald, poi è stato rapinato del cellulare e pestato.
    Pensa …uno attraversa India, Taiwan, Vietnam, Thailandia, Malesia, Singapore, Slovenia, Bulgaria, Tanzania, Kenya e Turchia, poi arriva a Milano e viene picchiato e rapinato dalla solita gang multietnica che staziona davanti al McDonald’s di via Farini.
    Non è un paese sicuro l’Italia?

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    1. Vabbè, però pure lui… ma non se ne poteva stà in Giappone ? 😀

      Aneddoto (Albè, hai rotto er cazzo cò ‘sti aneddoti):

      La nonna paterna della mia Signora, molisana DOC (la nonna, non la Signora) aveva una sua formula generica che applicava sistematicamente ad ogni tipo di tragedia le venisse comunicata dall’unica fonte di notizie che seguiva, vale a dire il telegiornale di rai1.

      Il commento omnicomprensivo era: “Se ne puteva stà a casa sè” (Lett: “Poteva rimanersene a casa sua”) declinato caso per caso al singolare o a plurale (“Se ne puteven’ stà a casa lèr“) a seconda del numero delle vittime della tragedia.

      Si schiantava un aereo con 180 passeggeri e 6 persone di equipaggio ? “Se ne puteven’ stà a casa lèr“.

      Un noto personaggio del mondo dello spettacolo si ammazzava finendo fuoristrada con la sua vettura ? “Se ne puteva stà a casa sè“.

      E via così.

      Pure ‘sto cazzo di giapponese, non era meglio se se ne stava a Tokio, o a Osaka ? 😉

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  5. Il vero problema è che fuggono dal loro paese perché, nel loro paese, non ci sono le condizioni per vivere in modo degno e sicuro.
    Se il mondo fosse economicamente equo, e veramente solidale negli aiuti, non scapperebbe nessuno.

    Rimango della mia idea: bisogna aiutarli in casa loro.

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