L’altro giorno mi ha telefonato una amica perennemente depressa, non ho risposto.
Poi mi sono sentito in colpa e il giorno dopo le ho telefonato.
Trenta minuti di disgrazie e cose negative. Avrei potuto tagliarmi le vene alla fine della telefonata.
La verità che non è così facile eliminare le persone negative dalla nostra vita, soprattutto se ce l’hai in casa, almeno che non fai come il marito di questa signora che non si voleva curare dalla depressione.
Certo in questo caso il marito ha risolto il problema alla radice. Eliminando la moglie che ora sicuramente non è più depressa ma neanche piena di vita, anzi….
E voi siete i negativi o i positivi ?
Vi lamentate sempre o solo ogni tanto ?
E voi come vi comportate con le persone che parlano solo delle loro disgrazie ?
(ANSA) – SESTRI LEVANTE, 19 SET – Femminicidio a Sestri Levante questa mattina. Un uomo di 74 anni, Giampaolo Bregante, ha sparato alla moglie, Cristina Marini. Dopo l’omicidio si è presentato dai carabinieri e ha confessato. Secondo le prime informazioni l’uomo ha detto di avere ucciso la moglie per “porre fine alla sua depressione e visto che la moglie si rifiutava di prendere le medicine per le cure”.
Forse era anche lui depresso a vedere la moglie depressa.
Come ben sai, sono ottimista e positiva all’ennesima potenza. Ho amiche depresse ma non deprimenti, almeno non per me: se capita le ascolto e le lascio sfogare, ma non mi faccio influenzare. Certo avere in casa una persona negativa dev’essere diverso…
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Molto diverso
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🎀 Sono convinta che l’ottimismo possa essere utile ad affrontare la realta’, ma puo’ facilmente debordare nella dabbenaggine ~ Un sano e fisiologico pessimismo, purche’ misurato, e’ meno nocivo ~ In fondo si traduce in realismo.
Buona giornata!
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Io sono apposto un Allegro Pessimista-
Buonanotte
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🎀 Buonanotte!
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Io sono una depressa cronica, ma cerco di non pesare sugli altri e di tirarmi su da sola. Se non ci riesco mi autoelimino e mi isolo. Non e’ facile vivere con me lo ammetto ma da li’ a farmi fuori … non mi sembra corretto 😂
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Neanche secondo me
Buona serata
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In maniera estremamente semplicistica, posso dirti come affronto il problema io: quando qualcuno mi racconta i suoi guai seguo uno schema lineare.
Per prima cosa ascolto. Ascolto sempre. Poi penso se posso realisticamente fare qualcosa per aiutare (sempre che sia nelle mie possibilità), se del caso lo faccio e basta.
Quando la cosa continua, suggerisco una regola base sperando che la persona la raccolga e la faccia sua: ogni volta che racconti un tuo problema a qualcuno lo metti in una posizione di potere nei tuoi confronti. Più parli, più la tua personalità perde terreno a vantaggio dell’ascoltatore che un giorno potrà utilizzare le tue stesse parole contro di te (ricorda niente ? “Tutto quello che dirai potrà essere usato contro di te in tribunale…“)
Se poi nonostante tutto l’elenco delle lamentazioni si allarga, sfodero l’arma definitiva: quella del sempreverde “STICAZZI“. (Cliccare per ulteriori spiegazioni se necessarie) 😀
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Ma ci sono persone che si lamentano sempre delle stesse cose e ripetono da anni le stessi identiche cose. Io ho tagliato con tutti. Qualche telefonata ma rara
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Come tutte le cose l’approccio è sotteso all’importanza che hanno per noi i nostri interlocutori.
Altrimenti credo sia consigliabile (ed auspicabile) sfoderare l’arma definitiva di 2010fugadapolis. 😁
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Bella, Vittò ! 😉 Lo “sticazzi” vince sempre.
Facezie a parte, avere a che fare con una persona “depressa” non è una passeggiata. Lo dico per esperienza personale, sia attiva che passiva. Servono fermezza e coscienza, è una missione nella quale bisogna imbarcarsi solo se si è pronti a tenere saldo il timone, non si può fare con leggerezza. Ne discende che se non si è disposti ad impegnarsi seriamente è meglio passare subito allo “sticazzi” senza tappe intermedie. Il rischio è quello di essere “contagiati”, con grave nocumento sia per se’ che per l’altro/a.
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Certo, il problema nasce quando sono in casa o persone care
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Lo so le persone vicine sono le prime a pagare il conto di chi è irascibile, ovviamente non sono violenta purché mi si tolgano di torno oggetti fragili.
Alla fine facciamo molto rumore, per poi chiedere scusa, personalmente rimango male “dopo”, ma chi mi vuole bene e mi conosce sa che non c’è intenzionalità nel mio momento di rabbia e’ solo una modalità sbagliata di reagire a situazioni di stress.
Ci lavoro da sempre su questo mio lato, non ne sono fiera 🐈⬛☘️
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Purtroppo io tendo ad arrabbiarmi e molto, più che deprimermi,vorrei e cerco di contenere la rabbia, non saprei dire se per la mia famiglia e i miei amici sono negativa.
Mi arrabbio molto, dura poco, ma faccio molto rumore, ma rido molto anche di me , non mi prendo molto sul serio 😁🐈⬛
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Mi assomigli molto
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😀😎🐈⬛
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Sinceramente non saprei cosa dirti: vista la mia misantropia cronica, tendo a stare lontano dagli altri.
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Il mio futuro appena posso
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“come vi comportate con le persone che parlano solo delle loro disgrazie ?”
Come detto nel precedente commento, avevo una collega (che tuttavia non soffriva di depressione) che attirava su di sé ogni sfiga possibile, quasi godendo di quando gli capitava qualcosa di storto (cosa peraltro abbastanza frequente, dato che se le cercava).
Non vedevo l’ora di togliermela di torno, cosa che è capitata quando ho cambiato lavoro.
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Era pericoloso starle accanto ?
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No, non proprio.
Ma non c’era mai la possibilità di fare un discorso “positivo”, nemmeno parlando del più e del meno.
Lei filtrava tutto attraverso il suo personale prisma, dove tutto assumeva contorni sfigati, sfortunati, pessimistici.
Es.
“Domani mio nipote (lei non sposata e senza figli, parlava sempre del nipote) inizia la scuola, vedrai che si ammalerà nel giro di 3 giorni”.
Poi, una volta ammalato (lei tirava una sfiga assurda verso tutti), si compiaceva di aver previsto la sciagura:
“Cosa di avevo detto? Bronchite e tosse dopo 3 giorni di scuola. Me la sentivo”
Ed era intimamente contenta – o meglio dire: soddisfatta – di aver indovinato l’arrivo di una situazione negativa.
Ed era così su tutto, al punto che io smisi di raccontarle le mie questioni personali, per evitare che lei ne vedesse come al solito ogni aspetto negativo e nefasto.
Occhio: io non credo alla sfiga.
Ma è evidente che una che si nutre di negatività, alla fine ti contagia, ed è per questo che io non vedevo l’ora che tutto ciò finisse.
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Le persone così negative negativizzano tutti.
Ho raccontato di piditea ( piccola scureggia)
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Ho aiutato tante persone depresse, da ragazza ho sofferto di depressione anche io, però o non mi facevo vedere proprio se non me la sentivo o cercavo di mostrarmi in modo più umano quando ero con gli altri. La depressione è una brutta bestia e ora so che cosa significhi avere accanto una persona depressa, ma certo spararle non è la soluzione.
Sicuramente la depressione fa paura, ma ci sono tante soluzioni, l’importante è non nascondere la testa sotto alla sabbia.
Le persone che non fanno che lamentarsi e non sono costruttive sicuramente non sono un toccasana.
Buona serata
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Immagino che fosse andato via di testa per spararle.
La depressione è veramente una brutta malattia.
Senza farmaci spesso è impossibile uscirne fuori.
Buona serata anche a te
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Sono d’accordo esiste una depressione patologica, allora serve una cura seria, poi ci sono persone che si lamentano per dato caratteriale, per essere compatite se non ti si buttano addosso a peso morto.🐈⬛💖
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Sicuramente sarà impazzito, ma non sarebbe stato meglio rivolgersi ad uno psichiatra o a qualcuno che potesse aiutarli?
Sai una cosa mi è rimasta particolarmente impressa e la ricordo come fosse ieri, anche se sono trascorsi moltissimi anni. Lo psichiatra al quale ci rivolgemmo aveva una vaga somiglianza con un orco, non era verde, ma aveva un aspetto e un modo di fare inquietanti, tanto che dopo un po’ mi venne voglia di fuggire. Ma tempo dopo mi disse una cosa per la quale ancora oggi lo ringrazio. La capii con il tempo e con il senno di poi. Mi disse: “Guardi, Valeria, che il farmaco miracoloso non esiste, se lei non si mette in testa di reagire, nessuno potrà fare niente per lei. Ha i mezzi per uscirne, ma deve deciderlo lei. Sono queste le fasi più difficili, ma anche le più creative.” Beh, era troppo sul momento, ma aveva ragione. Anche se credo che ogni caso sia a sè. Ho messo a frutto le sedute con il tempo. Però capì anche che non era la persona giusta per aiutarmi e non lucrò, fu corretto dal punto di vista deontologico, brusco, ma corretto.
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Credo che il figlio doveva capire del problema del padre. Ma col senno del poi…
Certo il farmaco da solo non basta bisogna volerne uscire.
Ho avuto persone di famiglia e amici cari con questo problema .
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Io sono negativa tendente alle seghe mentali andanti che sfociano però nel pessimismo.
Del non perseguitare gli altri cerco di fare una missione, non a caso “keep calm” …
Scherzi a parte la depressione è qualcosa di serio tanto quanto sottovalutato. Tra l’altro l’età di questo intollerante di Sestri Levante fa supporre una vita trascorsa insieme alla moglie … che tristezza.
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Ho sentito la notizia. Io cerco di essere positiva, ma la depressione è un’altra cosa, è una malattia
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oh sì senza dubbio io sono un pessimista
ma credo che tutti i pessimista all’inizio fossero i più grandi romantici
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