Quando uno che non hai mai visto e conosciuto ti dice che sei identico a tuo padre.

L’altro giorno mi è successo un episodio molto particolare.

Ero al delirio (lavoro) e c’era uno esterno al delirio, più o meno della mia età che mi guardava.

Vedevo che aveva voglia di dirmi qualcosa ma non aveva il coraggio.

Ora sono andato nei miei ricordi per cercare di ricordare quel volto, ma per quanto mi sforzassi non mi veniva in mente nessuno.

Quando stava per andare via, mi ha salutato e detto ” dovrei raccontarti una storia”

Io di mio sono curioso chi mi segue lo sa , figuratevi se lo lasciavo andare via senza farmi raccontare la storia.

Mi chiede ” Ma tu sei il figlio di …… ? ” Rispondo chiaramente “si ” “Sei uguale identico a lui, oltre che fisicamente lo stesso modo di camminare lo stesso modo di parlare” mi finisci di dire.

Ora che sto invecchiando obbiettivamente sono molto simile a mio padre, me lo dicono tutti quelli che lo conoscevano. Lo stesso fisico, gli stessi lineamenti del volto, ma che uno che non avevo mai visto arrivasse a riconoscermi non mi era mai successo-

L’uomo aveva lavorato con mio padre da ragazzino 16 ,17 anni durante l’estate per guadagnarsi qualcosa era andato a fare l’aiuto muratore.

Ora mio padre non era un muratore ma un artista della pietra. Ha fatto dei veri capolavori.

Ma non come adesso che le pietre arrivano già pronte. Lui partiva dalla masso intero che poi spezzava con la mazza e poi ricava le pietre da posizionare. Un lavoro che erano in pochi a saper fare. Oggi in pochissimi e quasi tutti stranieri. Lo continuavano a chiamare anche ormai anzianissimo. Se non ricordo male a 80 anni era riuscito ancora fare qualcosa.

Lui da ragazzino come detto aveva lavorato con mio padre e ne aveva ancora un bellissimo ricordo.

Ricordava il suo saluto quando arrivava o quando andava via” salutiamo tutti” amava dire.

Mio padre era una persona solare e tutti quelli che l’hanno conosciuto ne hanno ancora un bel ricordo.( Lo stesso non si può dire di me)

L’uomo mi ha raccontato alcuni episodi e poi dopo avermi salutato è andato via. Io l’ho ringraziato per il bel ricordo di mio padre.

Da piccolo adoravo mio padre, anche se a dire il vero non che fosse stato un granché di padre , detto obbiettivamente da adulto. Ha sempre lavorato tantissimo e quando tornava a casa andava in piazzetta a parlare.

Mai giocato con i figli.

Ma quello che ha sempre trasmesso era la sua presenza e la sua serenità.

Sapevamo che c’era e ci sarebbe stato in caso di bisogno.

Lo ricordo al mattino farsi la barba e nel mentre fischiettare e cantare e questo mi ha sempre dato un senso di tranquillità , serenità e felicità.

Ho ancora nella mente le sue canzoncine una fra tutte : una casetta in Canadà.

Aveva una casetta piccolina in Canadà
Con vasche, pesciolini e tanti fiori di lillà
E tutte le ragazze che passavano di là
Dicevano: “Che bella la casetta in Canadà.

Cantava e fischiettava solo questa strofa.

Ho amato mio padre e lui mi ha voluto un gran bene.

La sua preferita però è sempre stata sorella lontana e non ne ha mai fatto mistero.

Ora vi lascio come avrebbe fatto lui.

“Salutiamo a tutti” e io aggiungo” e ci sentiamo dopo che il delirio mi attende. “

Con amore a mio padre

34 pensieri riguardo “Quando uno che non hai mai visto e conosciuto ti dice che sei identico a tuo padre.

  1. Sei riuscito a riportarmi davanti agli occhi mio padre. Morto nel 2000.
    Che gli anni trascorsi avevano contribuito a nascondermi tra i ricordi.
    Il tuo racconto invece me lo ha riproposto in tutti i suoi pregi e difetti.
    E ti ringrazio di questo. 🌹

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  2. "Ma quello che ha sempre trasmesso era la sua presenza e la sua serenità.

    Sapevamo che c'era e ci sarebbe stato in caso di bisogno."
    Sarò antica , ma io credo che i padri debbano fare questo . Giocare si, ma talvolta ..C'è stato e si sente da cio' che scrivi .

    Quella canzoncina del Canadà la cantava , invece, mio nonno , e me lo ricordo perfettamente mentre stava in cucina col caffè in mano e la cantava.

    Chi sa fa fare con le mani , è sempre un' artista: non c'è bisogno di cantare , ballare , dipingere o disegnare ..io ho sempre apprezzato gli "aggiusta tutto" che ora non si trovano più.

    Che fortuna ad aver incontrato qualcuno che ti racconta di parti di te , o del tuo passato, con i suoi occhi.

    Rimarrei incuriosita anche io .

    E quando succede non mollerei più la persona che mi racconta ..vorrei sapere tutti i dettagli ..
    Ciao All

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  3. Non ce lo dici, ma mi sa che stai partecipando ad un concorso per i ricordi più belli scritti in un Blog.

    E per come la vedo io, hai ottime possibilità di aggiudicarti il primo premio 😉

    La stessa cosa succede a me quelle rare volte che mi trovo a passare per il paese natale di mio padre: quando ero più giovane ci somigliavo molto meno, ma adesso si può dire che (almeno per quanto riguarda il viso) sono quasi identico. Non mi allungo se no divento troppo “sentimentale”…

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  4. I padri di una volta non giocavano con i figli, non avevano tempo e poi si dava meno importanza di adesso al gioco. Però ti ha lasciato dei bei ricordi, il senso di sicurezza e serenità che un padre dovrebbe dare ai figli. Anche a me piaceva il rito del farsi la barba, anche perché dopo essersi rasato, mi dava sempre un bacio sulla guancia che mi lasciava il profumo del suo dopobarba. Era la felicità, e allora non lo sapevo.

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    1. Non è “colpa” tua, anzi è un merito. Mi hai fatto risalire una cosa… “Monsieur de Givenchy”, dopobarba. Non lo fanno più, ma ce n’è uno che si chiama “Genteleman Givenchy” che ci si avvicina. Io odio i profumi, ma quando mi trovo in posti tipo Sephora o simili, dove ci sono i tester, lo cerco e me ne spruzzo un po’ sul polso. I ricordi che evoca quel profumo sono impagabili. Infatti non li pago, arrivano gratis 😉

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  5. Mio padre (che è mancato quando avevo 15 anni) è stato per molti versi una figura simile, anche se diversa: e anche io, man mano che invecchio gli somiglio… Anche se nessuno mi ha riconosciuto senza sapere chi fossi. Deve essere stato emozionante.
    Ripeto quanto detto stamattina: sono grato a mio padre, che mi ha insegnato tutto senza spiegarmi nulla. E’ una frase che uso spesso, perchè è vera

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  6. Sono d’accordo con fuga questo post è bellissimo…mio padre è ancora vivo non so quanti di questi ricordi potrò dire di avere anche io purtroppo… proprio bello però il tuo ricordo

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  7. i tempi son cambiati e dopo 3 generazioni oggi i mortidifame non
    fanno più figli, troppo difficile tirarli su tra discoteche alcool e droga.
    Ai miei tempi il padre non doveva cambiare il pannolino, il biberon, il bacetto in pubblico, era disdicevole da rammolliti. Allora NOI babbi figli, che facemmo? facemmo tutto il contrario, giravamo nudi per casa, la doccia assieme per insegnare la pulizia, l’aiutino sui libri, la discoteca con accompagno e ritirata etcc.
    E fu così che i nostri di figli che ancora ebbero il coraggio di imitarci crearono la terza generazione, quella odierna, in cui tutti nascono direttori col gingilletto da 890 euri in mano e con l’egoismo del non sacrificio tanto a casa non manca niente

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  8. Bello il post ma mi piace anche quell’epiteto di allegro pessimista, che si potrebbe affibbiare all’umanità intera in questo periodo, come sul Titanic, che si ballava, prima e durante il naufragio, in quanto la nave era ritenuta sicura al 100/100.

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  9. molto bello il ricordo che hai del tuo caro papà…
    anche il mio… ha sempre lavorato tantissimo per non farci mai mancare nulla… mi ha insegnato l’umiltà e il sacrificio…

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