Ritratto di donna La napoletana.

La napoletana, così l’aveva soprannominata mia madre, in realtà era solo campana ma non era di Napoli.

E’ morta qualche giorno fa a 100 anni era rinchiusa in un ricovero per anziani.

Il figlio disperato non aveva avuto scelta. Il gioco alle macchinette era diventato incontrollabile e lì spendeva tutta la sua pensione, poi senza soldi andava dai vicini a chiedere prestiti e alla fine basta un po’ di cibo per non rimanere a digiuno.

Ma tutta la vita della napoletana è stata costellata dalla speranza della vincita che risolvesse i suoi problemi.

La ricordo giocare sistemi al lotto secondo lei infallibili.

Vantarsi delle vincite e scordarsi di raccontare tutte le volte che aveva perso.

Era arrivata nel paese dove sono cresciuto che avrà avuto 40 con marito malto e morto dopo pochi mesi e un figlio di qualche anno più piccolo di me a quei tempi avrò avuto una decina d’anni.

Faceva la parrucchiera ed era brava nel suo mestiere. Aveva aperto una sua attività con successo.

Era piccola tonda, bionda finta, simpatica o antipatica a seconda di come si guardano i campani.

Era una che quando c’era si notava parecchio , era esuberante anche nel parlare col suo accento marcatamente campano.

Nata per essere madre ha amato il figlio in maniera sviscerale, anche se solo dopo si era saputo che l’aveva adottato. Per lei era suo figlio e come tale l’ha sempre amato.

Il figlio a dire il vero grandi soddisfazioni non è stato capace di dargliene, sicuramente molte più preoccupazioni.

Era un bravo ragazzo ed oggi un brav’uomo ma con grossi problemi personali mai risolti.

Da piccolo balbuziente da barzellette e tutti lo prendevano in giro, da adulto con problemi mai risolti sfogati nel cibo, l’ultima volta che l’ho visto aveva una pancia da far paura, enorme su un fisico piccolo ed esile.

La napoletana come detto ha sempre giocato al lotto e non solo a un certo punto si era rivolta a un mago che le doveva darle i numeri vincenti.

Anche lui meridionale (anch’io sono meridionale) con la faccia da truffatore scritto sulla fronte e dichiaratamente gay che per quei tempi non era da tutti.

Quando parlava sembrava uscito da qualche film comico di terza serie.

Il figlio l’unica soddisfazione che le ha dato è stato un nipotino fatto con una zoccola che quando il bambino aveva sei mesi è scappata di casa con deficiente morto di fame che le ha fatto fare uno dopo l’altro due figli per poi sparire.

La nuora era rimasta senza una lira disperata e qui il cuore di mamma della napoletana si era mostrato con tutta la sua forza, quando mandava il nipotino per il fine settimana con la madre, così aveva deciso il giudice, insieme al bambino le mandava una borsa piena di cibo per tutti e dei soldi.

” I figli non hanno colpa per la stupidità dei loro genitori” ripeteva spesso.

Rimaneva volente o no la madre di suo nipote e quelli erano i suoi fratelli.

Invece che l’odio aveva preferito usare l’amore di cui è capace solo di chi è davvero mamma dentro e ama i bambini a prescindere se sono i suoi o no.

La voglio ricordare così una donna di cuore, mamma per vocazione non particolarmente intelligente ma con un grande amore per i bambini.

Ps Devo da qualche parte averne già parlato ma era ancora viva.

22 pensieri riguardo “Ritratto di donna La napoletana.

  1. Difetti ne abbiamo più o meno tutti,basta non incespicare nella versione schernita della stessa frase:”difetti ne hanno tutti”😁 Di sicuro,molto più “bella madre” pur putativa,di tante mammine naturali,che sono il vilipendio dell’umanità…

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