Battuta del giorno dei Re Magi

In Italia si vedono dappertutto santi e reliquie. Le chiese ne sono piene. Le reliquie più strane sono due bottiglie: in una viene custodito un raggio della stella che indicò la via ai tre re magi e nell’altra il suono delle campane di Gerusalemme.(Georg Lichtenberg)

Dieci troupe televisive riprendono la scena in cui i Re Magi, con gli sponsor, fanno visita al bambino. È un momento commovente, ripreso in Eurovisione: i Magi bussano e Giuseppe chiede: “Chi è?” “Magi”, rispondono quelli. “I Re?” “No, quelli del brodo!” E gli angeli in coro cantano: “Tutto il sapore di casa mia!” (Giobbe Covatta)

Un minuto di silenzio per i poveri Re Magi che aspettano un anno per entrare nel presepe e appena ce la fanno si porta tutto in cantina.
(Anonimo)

La storia dei Re Magi ci insegna che due regali di Natale su tre sono completamente inutili.
(Anonimo)

Epifania, nell’aria quieta
guizza la coda d’una cometa
ferma all’ingresso d’una capanna
dove dolcissima canta una mamma.
Canta una mamma, lunghi ha i capelli,
immensi gli occhi tranquilli e belli,
lunghi capelli come di seta,
come la coda della cometa.
E tre cammelli, lungo la via
giungono proprio all’Epifania.
Tre re, tre magi portan con loro
in dono: mirra, incenso e oro.
Incenso mirra e una coppa d’oro
per un minuscolo, grande tesoro.
Anche se lunga, dolce è la via
ai tre cammelli dell’Epifania.
(Anonimo)

I magi non si misero in cammino perché avevano visto la stella ma videro la stella perché si erano messi in cammino
(San Giovanni Crisostomo)

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