L’amica di dolce consorte e il suo coso e l’invito a capodanno in un locale in culo al mondo.

Partirei dal coso dell’amica di dolce consorte.

Quando ero ragazzo e si faceva la corte alle turiste che venivano al mare, spesso avevano il ragazzo a casa, ma questo non le impediva di prendersi una pausa per il breve tempo delle vacanze. Il fidanzato diventava il coso quando si parlava di lui. ”

L’amica di moglie è felicemente divorziata e dopo il marito vari cosi sono comparsi nella sua vita.

Fidanzati no, conviventi nemmeno, amici speciali fa ridere, cosi è la parola giusta.

Ognuno vive a casa sua, quindi escluso il convivente. Fidanzati a 60 anni fa sorridere e un po’ pena. Amici speciali per dire che trombano fa invece ridere.

Amica e il suo coso condividono varie attività oltre il fare sesso.

Vanno a ballare per esempio. Inoltre nei giorni liberi da impegni lavorativi fanno quello che fanno le coppie sposate da tempo si rompono le balle vicendevolmente.

Il suo coso intanto vive ancora con la mamma e ci ha tenuto a precisare che con la mamma ci sta benissimo.

Certo ha avuto qualche storia seria, nessuna passata al giudizio positivo materno.

Dai suoi racconti con lei presente è venuto fuori che ha passato gran parte della sua vita a trovare donne da trombare. Cosa che gli riusciva abbastanza bene sempre dai suoi racconti.

Sabati e domeniche erano passati in sale da ballo o discoteca a cercare carne fresca. Tutte le sagre erano sue e dei suoi amici. Questo sempre detto da lui con lei presente. Certo lei parlava con dolce consorte ma era chiaro che ascoltava.

L’amica di dolce consorte ci ha tenuto a precisare che la madre del coso la vede molto bene per il figlio.

Ormai quasi 90 enne ha pensato che dopo di lei ci vorrà qualcuno che badi al coso.

L’amica di dolce consorte per motivi di lavoro si è incontrata con dolce consorte ” perché non vi unite a noi per capodanno andiamo a Più sperduto non si può  ?” Le ha chiesto

Invece di dirle l’unica cosa sensata “Allegro neanche minacciato con una pistola viene” Le ha detto ” Perché no?”

continua…..

31 pensieri riguardo “L’amica di dolce consorte e il suo coso e l’invito a capodanno in un locale in culo al mondo.

  1. Ah! E’ da anni e anni che non mi faccio più incastrare in veglioni in culo alla luna dove non si può esser certi neanche che almeno si mangerà bene! Ma ancora esistono gli idioti che ci vanno?! AHAHAH! Me la rido della grossa! 3:-)

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  2. Consiglio come al solito non richiesto, probabilmente superfluo e ridondante:
    metti subito in chiaro con Dolce Consorte che l’ eventualità in questione non ti passa nemmeno per l ‘androne dell’ anticamera del tu sai cosa.
    Qualcosa mi dice che si rivelerebbe un’ esperienza allucinante, meglio non pensarci nemmeno (si lo so che già non ci pensi nemmeno ma ribadisco e rinforzo il concetto).
    I veglioni di capodanno, siano essi in locali, ristoranti, discoteche, stabilimenti balneari, ritrovi di scambisti, case private, vanno bene al massimo fino ai 20 anni d’ età. Oltre li considero una perversione.

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  3. (dai che se non racconto l’aneddoto sto male 😉 )

    Il mio ultimo capodanno “sociale” risale al lontano 2007: da poco avevamo messo su la nostra casa definitiva e decidiamo con la Signora di invitare una nostra comune amica assieme al di lei marito e ai di loro pargoli (due bimbi di 4 e 7 anni).
    Preparativi, pomeriggio in cucina, cibi e bevande in abbondanza, un arsenale pronto per fare casino come si doveva allo scoccare della mezzanotte.
    La cosa comincia male quando l’ amica arriva intorno alle 20:00 con al seguito i pargoli ma senza marito.
    Dice che lui è rimasto a salutare gli amici nel suo bar, alle 20:30 chiude la serranda e ci raggiunge.
    Bene.
    Aspettiamo per metterci a tavola, approfittiamo degli antipasti da me preparati in sovrannumero per ingannare la fame.
    I pargoli rompono il cazzo tutto il tempo, ma alla fine li sistemo (lo so che non si fa ma l’ho fatto) piazzandoli davanti alla Playstation, un controller per uno e vaffanculo state bene lì (credevo io ma mi sbagliavo).
    Il marito dell’ amica si presenta alle 22:00 circa, già ubriaco al limite del coma etilico: riesco ad evitare che mi butti giù il cancello, gli dico “vai dentro che c’è da bere” e gli parcheggio io la macchina.
    La cena è un incubo.
    L’ unica (visibilmente imbarazzata) di tutta la famiglia di amici a mantenere un contegno è l’ amica comune: il marito si abbuffa come se non ci fosse un domani (e fin qui ci sta) e continua a bere che tipo da solo si spara una bottiglia di bianco ed una di rosso come fosse acqua. Io spero solo che quando gli tornerà su tutto faccia in tempo ad uscire almeno in giardino.
    Ma non c’è pericolo, perchè ad un certo punto si alza (“scusate ho un po’ sonno”), si butta sul divano e si addormenta, russando sonoramente (ad anche scoreggiando, direi, e non si sentiva dal rumore).
    I pargoli fanno il diavolo a quattro: non gli piace niente di niente, si rifiutano di mangiare e cominciano a vagare per casa. Il più grande si addormenterà sul divano insieme al padre, il più piccolo nell’ ordine tenterà di intossicarsi con una boccetta d’ olio essenziale di menta trovata in bagno, si piscerà sotto in soggiorno (per fortuna non sul tappeto) e quando pensavamo (opportunamente lavato e cambiato dalla sempre più imbarazzata madre) si fosse buttato sul divano anche lui, riuscirà a decorare con delle penne trovate in giro tutta una parete del soggiorno, pitturata di fresco.
    La mezzanotte arriva in fretta (come sempre accade), e noi tre rimasti svegli brindiamo (vi lascio immaginare con che allegria), usciamo fuori, io – tolto di mezzo tutto l’arsenale di botti che in quella situazione non era il caso di usare – sparo i miei rituali 12 colpi in aria (ormai non lo faccio più da anni, ma il rito prevedeva l’ esplosione di un colpo per mese dell’ anno passato e la successiva raccolta dei 12 bossoli sui quali poi scrivevo GEN, FEB, MAR e così via e riponevo in un sacchetto con l’ anno appena “ucciso”).
    Verso l’ una di notte, accertatomi che il capofamiglia fosse ragionevolmente in grado di guidare, accompagno tutti alle vetture e li rispedisco a casa con tanti auguri.

    Bilancio della serata:

    1) parete da riverniciare;
    2) cibo sprecato in abbondanza;
    3) fuochi d’ artificio idem;
    4) una boccetta di olio essenziale di menta sprecata;
    5) buco di sigaretta sul divano;
    6) sequenza imperdonabile di bestemmie a cavallo del cambio di anno (fra pensate e pronunciate);

    Ecco uno dei motivi per i quali a capodanno non voglio vedere nessuno.

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    1. …dimenticavo… in tutto questo e per tutta la serata, quei due poveracci dell’ Amico Cane e Amico Gatto dell’ epoca ho dovuto tenerli chiusi in camera da letto perchè i pargoli ne avevano il terrore. Tanto per dire…

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  4. Questo “coso” e relativa “cosetta”, sono da tenere a debita distanza.
    Altro che imbarcarsi in veglioni tragicomici.
    Una bella scusa inventata al momento del tipo : “È successa una cosa che preferisco non dirti …” e si volta pagina.
    Buone Feste.

    P.s. Lontano dai “cosi”.

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