Ci risiamo, gli amici venuti da Genova si sono scordati dove avevano posteggiato l’auto, come fratello e nipote. Avanti e indietro per le vie della cittadina alla ricerca dell’automobile.

La colpa è di dolce consorte-

Ha scelto un locale dove per trovare posteggio vicino devi avere una botta di culo incredibile.

Il risultato è che devi lasciare l’auto lontano, molto lontano.

Il caso ha voluto che noi l’auto l’abbiamo messa esattamente dalla parte opposta dei nostri amici. Dopo quattro giri infruttuosi finalmente avevamo trovato posto.

Loro erano arrivati nel pomeriggio e si erano fatti a piedi avanti e indietro più volte i famosi carruggi della cittadina.

Usciti dal locale abbiamo deciso di fare due passi nei famosi carruggi. Il nostro amico era dubbioso della cosa, avrebbe preferito trasferirsi in un altro locale a prendere qualcosa.

Tre contro uno si è andati a spasso. Ha provato a dire che aveva il ginocchio gonfio. Ma nessuno l’ha preso in considerazione è un lamento continuo. Vero che è stato operato ad entrambe le anche e anche ad un ginocchio, ma in quel momento pareva solo una scusa per non camminare.

Fatto avanti indietro e percorso qualche via laterale il nostro amico sperava che la cosa fosse terminata, ma le consorti non erano della stessa idea. “E’ ancora presto” hanno detto ” facciamo ancora due passi” tra lo sguardo incredulo del nostro amico, che provava a protestare ” Ma cazzo lo abbiamo già fatto avanti indietro almeno 5 volte ed ho il ginocchio gonfio” ha finito di dire. ” E’ il tempo ” ha sostenuto la moglie “Si sa che ad ottobre si gonfiano le ginocchia” ho aggiunto per dare manforte alla mia amica.

Per accontentarlo si sono fatte vie dove ancora non si era passato-

Alla fine le due donne hanno deciso che si poteva tornare a casa, eravamo dalle parti della nostra auto. Dolce consorte dice ” vi accompagniamo dalla vostra auto così facciamo ancora due passi”

Dolce consorte sta seduta in ufficio ma io cammino tutto il giorno, ma non ho controbattuto sarebbe stato inutile.

Col nostro amico che zoppicava vistosamente ci siamo diretti verso la loro auto.

Arrivati ad un bivio i due hanno cominciato a discutere di dove avessero lasciato l’auto. Uno diceva da una parte l’altro dalla parte opposta. Punti di riferimento un distributore di benzina carissima ha sostenuto lui. Un tabacchino lei.

Chiaramente uno era da una parte e l’altro dall’altra.

Visto che l’amico zoppicava abbiamo dato precedenza alla sua convinzione.

Arrivati dal distributore e dintorni dell’auto nessuna traccia. ” Te l’ho detto che era dal tabacchino” ha detto la moglie. ” Sei proprio un pirla” gli ho detto in maniera amichevole.

Tutti indietro col nostro amico sempre più zoppicante. Arrivati dalle parti del tabacchino e dintorni dell’auto ovviamente nessuna traccia. ” Ero sicura che l’avevamo lasciata qua ” ha provato a dire la nostra amica.

La via era quella comunque un km di via ma quella era.

Dolce consorte ” mi è sembrato di aver visto la vostra auto prima, ma non ho detto niente visto che non vi siete fermati”

Tutti indietro col nostro amico sempre più claudicante. “Siamo ad ottobre si sa che i ginocchi si gonfiano ” ho provato a dire per essere simpatico.

Torniamo indietro l’auto è simile ma non è la loro. Rimbambiti ma non fino a quel punto.

Restava da capire dov’era la loro auto.

Illuminazione della nostra amica ” Ora ricordo” La via era giusta ma era nell’ultimo pezzo e ha parlato di un insegna, dolce consorte confermava.

Siamo ripartiti col nostro amico che ormai trascinava la gamba. Ma si sa ad ottobre e questo tempo fanno succedere queste cose alle ginocchia.

Finalmente abbiamo trovato l’auto. ” Vi portiamo dalla vostra auto?” Ha chiesto la nostra amica mentre lui si sedeva in auto parte passeggeri prima di cadere per terra distrutto dal dolore, ma si sa sono gli scherzi che fa ottobre e questo tempo che non si capisce più un cazzo. Si passa dall’alluvione al sereno dall’estate all’inverno tutto nello stesso giorno.

” No facciamo volentieri ancora due passi” ha detto dolce consorte ” sono sempre seduta in ufficio” ha concluso. Io no ma è lo stesso-

E così in una notte estiva ottobrina si gira ancora senza giacche. Il cielo era stellato, durante il giorno aveva piovuto, ci siamo incamminati verso la nostra auto, ma noi sapevamo esattamente dov’era, lontano molto lontano dalla loro, ma dolce consorte sta sempre seduta in ufficio e due passi fanno bene.

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