Quando una nazione non ha radici e tradizioni

Qualche domenica fa c’è stata la festa patronale della parrocchia a cui appartengo o meglio di dolce consorte e suoceri.

Una volta erano un migliaia di persone che partecipavano, arrivavano da tutte le parti.

Ne ho già raccontato c’è la processione con la Madonna e i Cristi

Non è la mia ma è uguale-

Ogni anno c’è sempre meno gente un centinaio d’impavidi accompagnavano la Madonna e i Cristi rallegrati dalla banda e dalle preghiere.

Questa festa ha tradizioni antichissime e legava le persone del posto e le faceva sentire comunità.

Ogni anno che passa si fa sempre più fatica a trovare volontari che portano la Madonna per non parlare dei Cristi. Man mano che i vecchi lasciano o peggio muoiono non vengono più sostituiti.

La processione per problemi di viabilità è stata ridimensionata notevolmente.

Ignari automobilisti erano costretti a fermarsi anche per mezz’ora e più che pregare la Madonna la nominavano in modo improprio-

Ieri mi chiedevo quali sono le tradizioni che ci legano in tutta Italia e volendo o no bisogna riconoscerlo erano e sono quelle religiose.

Natale, Pasqua tanto per citarne due.

Avete mai visto un pranzo di famiglia per festeggiare la repubblica ?

Un dono ai famigliari per la liberazione ?

Quello che legava questo paese dal nord al sud erano le feste religiose.

Ammettiamolo credenti o no eravamo legati da queste tradizioni e radici cristiane.

Ricordo dai suoceri che arrivavano a festeggiare la festa patronale gli amici del suocero e c’erano tutti anche i comunisti miscredenti. La festa patronale univa tutti indistintamente.

Ieri mi è stato fatto notare di aver usato la parola sostituzione, avevo scritto che i 700 000 morti italiani che non vengono rimpiazzati dalle nascite vengono sostituiti dagli stranieri soprattutto africani e asiatici e che nel 2050 la religione mussulmana sarà la predominante. Pensandoci bene non c’è altra parola sostituzione è quella giusta.

Mi si faceva notare che faccio i conti alla cazzo e che tutti quelli che arrivano non sono mussulmani. Vero ma i nuovi arrivi si, Africa e Asia sono le nazioni da cui provengono principalmente. Mi si faceva sempre notare che non tutti gli africani sono mussulmani vero anche questo, quindi tranquilli i mussulmani non saranno la maggioranza nel 2050-

Certo abbiamo avuto le ondate di rumeni, albanesi ma ora se possono se tornano a casa loro e comunque anche loro erano lontani dalle nostre tradizioni.

Il pese dove sono cresciuto fino al matrimonio è diventato un dormitorio, le persone ci dormono ma non ci vivono. Niente da vedere con i miei tempi dove tutti quelli arrivati da tutte le parti d’Italia :Emilia, Lombardia, Piemonte, Sicilia, Calabria, Puglia ec ecc.. si erano trovati uniti grazie alla religione e grazie a quella si era riuscita a costruire una comunità unita e solidale.

Lo dico da agnostico ma la mia gioventù è stata vissuta in parrocchia ed è stato il collante per stare insieme.

I miei amici erano alcuni liguri, ma altri emiliani, campani, siciliani, calabresi a quei tempi il 99% tutti cattolici.

Quello che voglio dire che non basta vivere nello stesso paese per essere comunità ma bisogna avere radici comuni e tradizioni in cui riconoscersi.

L’Italia è sempre più un dormitorio come il paese dove sono cresciuto. Niente ci lega più gli uni a gli altri ognuno preso dai cazzi suoi.

L’unica cosa che ci unisce è la nazionale di calcio, ma visto come va non siamo messi bene come questo paese.

23 pensieri riguardo “Quando una nazione non ha radici e tradizioni

  1. Il “dormitorio” è il luogo principe dove vogliono parcheggiarci fino alla dipartita. Una esistenza di stenti, di grilli e cavallette, di Gemma e Tina in televisione e l’appuntamento mensile alla posta per ritirare il RMF (reddito da morti di fame).
    Quanto alla nazionale e al calcio … è indicativo il comportamento di Roberto Mancini che per soldi dirige sempre una nazionale … ma quella Araba !

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  2. Non so però se una cristianità fatta di feste patronali e processioni sia una cosa buona… Tu per primo lo dimostri, visto che dici che sei cresciuto in parrocchia e poi sei agnostico. E’ vero che le famiglie si riuniscono per Natale e Pasqua, ma quanti riflettono sul vero significato di queste feste, e quanti invece le considerano una scusa per mangiare di più e farsi regalare l’ultimo modello di telefonino?

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    1. Ai miei tempi non era certo quello il significato.
      Le persone ci credevano e il Natale e la Pasqua erano feste sentite anche a livello religioso.
      Man mano che la chiesa ha perso la sua autorità e il consumismo ha preso il sopravvento tutto si è degradato.
      I valori della chiesa sono spariti ma non sostituiti e il vuoto è quello che vedi.

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      1. Non perdi la fede per il consumismo, la perdi se non è ben radicata, se è solo superficiale. E’ lo stesso discorso del matrimonio: perché oggi ci si separa dopo in media tre anni? Perché i sentimenti sono superficiali, non ci si impegna più, e non si sente più il matrimonio come un sacramento.

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      2. Per essere radicata deve essere credibile soprattutto credibile chi la rappresenta.
        Tutti gli scandali hanno allontanato le persone.
        Sul matrimonio ho già detto la mia. Troppo facile poter divorziare

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      3. Troppo facile prendersela con i preti. Sono uomini, mica santi. Fanno quello che possono, ma la fede riguarda Dio, non i preti. Se si ha fede, si crede nonostante la Chiesa e tutti i suoi sbagli.

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      4. Sicuramente, il marciume c’è ovunque, dentro e fuori.
        C’è una grande delusione, forse anche perché c’è una grande aspettativa.
        Ma c’è anche una grande fetta di chiesa che invece la gente la accoglie e la sostiene, ma questo si fa fatica a vederlo perché è più legato ad un rapporto interpersonale.
        Ma si potrebbe andare avanti ore a confrontarsi. Magari ne scriverò prossimamente.
        Ti auguro di poterne fare esperienza buona, perché sei una bella persona e ci potresti stare bene dentro 💕🙏
        Buon we!

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  3. Ovviamente non esiste nessun piano, o agenda, per renderci più docili, più plasmabili e più facilmente ricattabili e manipolabili.

    Ehm…

    🤔

    Comunque, se esistesse, i prossimi passi sarebbero le città da 15 minuti, telecamere ovunque, identità digitale obbligatoria, eliminazione del contante e della privacy, fine della mobilità privata, depotenziamento della sanità pubblica, divieto di coltivare il proprio cibo, divieto di possedere caminetti e barbecue, e in generale occorrerebbe disincentivare il possesso di una abitazione “di famiglia”, favorendo invece affitti e leasing di agili e moderni mono e bilocali, adatti per agili e moderni nuclei di convivenza temporanea.

    😈

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  4. Uhm.
    No, stavolta la mia opinione è differente (ovviamente sticazzi ci sta tutto, nel caso non mi offendo).

    Gli italiani sono divisi da sempre, da ancor prima di essere italiani. Una caratteristica degli italiani è quella di essere divisi. Siamo professionisti della divisione.

    La religione (non parlo di fede, quella ognuno ha la sua e se la vive come vuole) non ci ha mai unito, non basta. Gli imperatori romani ci hanno unito, il Re ci ha unito, Mussolini ci ha unito, a forza ma ci hanno unito e i risultati si vedono ancora oggi. Si litiga e ci si divide a partire dalle singole case, fra piani alti e piani bassi, fra scala A e scala B e via via tra Bergamo alta e Bergamo bassa, fra Parioli e Centocelle, fra nord e sud e fra est e ovest.

    Ma non è la religione. La religione tiene uniti nel mondo i popoli che nel mondo sono dispersi, con noi non funziona perchè stiamo troppo stretti tutti insieme e soprattutto non vogliamo essere uniti. Perchè i musulmani sono “pericolosi” ? Perchè loro si che sono uniti dalla religione, e lo stesso vale (anche di più) per gli ebrei. Ripeto, con noi non basta.

    Mi secca giungere a questa conclusione, ma ho la netta sensazione che l’unica cosa che ci unisce sia il fatto di avere un “nemico” contro il quale coalizzarci. Allora si, così funziona. Non deve essere necessariamente un nemico di “guerra”, va bene tutto: l’ esempio più immediato è l’ avversario sportivo (non a caso citi la nazionale di calcio), ma può essere qualsiasi cosa abbastanza forte da farci sentire in pericolo e quindi coalizzarci sotto i nostri simboli ed i nostri colori.

    Se vuoi sapere come la penso in merito alla progressiva desertificazione delle chiese, delle cerimonie religiose e di ogni tipo di aggregazione collegata, ritengo che la causa sia da ricercare non tanto nell’ arrivo in massa di persone di religione diversa bensì dal fatto che la chiesa (intesa come l’ insieme del clero, dal Vaticano in giù fino alla parrocchietta di paese) ha perso nel tempo sia i valori spirituali che quelli materiali: è diventata troppo “umana” per rappresentare il divino, ma non offre nemmeno più quel conforto materiale che una volta attirava le persone, perchè siccome sono diventati troppo “umani” i beni materiali se li pappano tutti loro.

    E anche stavolta, ho divagato 😀

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    1. Sono le religioni e l’hanno sempre saputo chi comanda.
      Con la modernità e la scienza hanno perso potere soprattutto la religione cattolica.
      Il vuoto non è stato sostituito ed è stata la disgregazione della società
      Nessuno crede più all’inferno o al paradiso nemmeno il Papa.

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  5. Per quanto uno possa definirsi ateo o agnostico o comunque lontano dal sentire religioso, è indubbio che la spina dorsale del nostro paese sia costituita dalla religione cattolica, che fino a 40 anni fa accomunava il 99% della popolazione. sono d’accordissimo sul fatto che la crescita percentuale dei cittadini con origini straniere sarà un fattore non dico “disgregante” ma certamente “non aggregante”, ma è un segno dei tempi cui non possiamo dar freno.

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  6. bisogna ricreare una nuova base culturale
    l’italia di cento anni fa non è la stessa di ora, sia in termini sociali sia religiosi (per dirne una); dacci un po’ di tempo e consolideremo nuove tradizioni^^

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