Vietare il porno ai minorenni. Ma non era già vietato? Lo dice la ministra Eugenia Maria Roccella e le da ragione Rocco Siffredi e don Ponticelli a Caivano alla Meloni oscurare i siti porno.

La ministra Roccella va detto che da giovane ha avuto un grosso trauma è cresciuta con due genitori che erano del movimento radicale a cui si era iscritta anche lei da ragazza e condividendo alcune battaglie. Arrivata all’età della ragione ( mai) ha cambiato completamente idee se mai ne avesse qualcuna. La ministra della Famiglia è da sempre contraria all’aborto, alla procreazione assistita, alle tutele per gli omosessuali, all’eutanasia. Tutte battaglie radicali, traumi infantili.

Lo riconosco mi sta antipatica e non la sopporto, in tanti anni non le ho mai sentito dire una cosa intelligente neanche per sbaglio.

Qualche giorno fa dopo vari casi di violenza sessuale ha dichiarato che bisogna proibire il porno ai minorenni.

Ora il porno ai minorenni è già vietato, infatti se entri nei vari siti ti chiedono se sei maggiorenne, se clicchi no ti vietano di vedere i filmati.

Questo è un paese che funziona così basato sull’ipocrisia. E’ vietato vendere droga ma non è vietato drogarsi.

E’ vietato il fumo l’alcool ai minorenni peccato che chi vuole li trova liberamente senza nessun problema.

Le violenza carnale c’è sempre stata (soprattutto in casa,) anche quando non c’era il porno, l’unica differenza che a differenza di oggi nessuno la denunciava.

Il porno ai minorenni andrebbe vietato dai genitori, ecco parliamo del vero problema la disintegrazione delle famiglie normali.

L’educazione la devono insegnare i genitori e lo stato deve essere di supporto e non il contrario.

A Caivano l’ultimo problema che hanno è il porno vorrei ricordare al sacerdote.

Le famiglie di Caivano vivono nel degrado assoluto, dove spaccio e violenza e prostituzione sono la normalità.

Se il primo accesso ad un sito porno è a sette anni( secondo alcune ricerche che non so come vengono svolte) non è vietando il porno che risolvi il problema evidentemente ci sono problemi in famiglia più gravi da risolvere.

L’idea di questi balordi è di vietare tutto per poi lasciare che la gente faccia lo stesso quello che vuole.

L’ipocrisia è la loro vera bandiera da esibire.

25 pensieri riguardo “Vietare il porno ai minorenni. Ma non era già vietato? Lo dice la ministra Eugenia Maria Roccella e le da ragione Rocco Siffredi e don Ponticelli a Caivano alla Meloni oscurare i siti porno.

  1. 🙄ma io mi chiedo… perché ribadire l’ovvietà, se esistono leggi che teoricamente dovrebbero fungere da deterrente al rincoglionimento e ai problemi psicologici che nascono da questa diffusissima attività? MI vien il dubbio che ci stanno prendendo per il culo, ancora e sempre…

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  2. Sbandieramenti, proclami, dichiarazioni d’ intenti… l’ attività preferita di qualunque essere umano che per qualche motivo raggiunga (o aspiri a raggiungere) una qualsiasi posizione di rilevanza politica.
    Vietare, limitare, regolamentare, sono le attività più “promesse” appena dopo quelle di dare soldi.
    E mediamente, sono tutte prese per il culo.
    Si dice, si dice e poi non si fa, anche perchè in certi casi (come questo) sarebbe proprio impossibile farlo, qundi perchè perdere tempo a dargli retta ?

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  3. Ci vuole una legge per questo e per quello. Di leggi ce ne sono anche troppe, si dovrebbe far rispettare quelle che ci sono già. Concordo sul fatto che bisogna educare i genitori, la maggior parte sono allo sbando. Non riconoscono le regole del vivere civile, tutto è dovuto. Niente doveri solo diritti. Sto scrivendo pure io un post in sulla mal educazione dei genitori.

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  4. “vietare i siti pornografici”? Probabilmente quello che la [autocensura] di Roccella vuol fare, sarebbe introdurre dei meccanismi di verifica identità nei siti a contenuto esplicito in modo tale che uno documenti i suoi 18 anni prima di poter accedere; “voi adulti che problema avete? Verificate ed entrate”…

    In alcuni stati (repubblicani) d’America ci sono già questo tipo di legislazioni PURTROPPO!

    Adesso mi aspetto le donne e madri del blog a dirmi: “Gifter! Gay! Cosa ostacoli la protezione dei minori? Pervertito!!!”

    Io sto solo dicendo che è un’ipocrisia enorme che non protegge i minori ma li strumentalizza, usando una giusta causa – la tutela di bambini e adolescenti da contenuti espliciti-, per arrivare a SCHEDARE chi fruisce di contenuti relativi al sesso e quindi riavere il controllo sulla sessualità altrui. Potere sui nostri corpi.

    Una narrazione, quella sulla “tutela dei bambini”, che poi finisce per violare la riservatezza degli adulti perché in questi siti “vm18” NON sono compresi solo quelli dove fruire di contenuti scritti e multimediali a sfondo sessuale per compiere auto-erotismo, ma sono categorizzate “per adulti” anche delle community sul sesso in cui ci si confronta in materia e si può parlare in modo anonimo, senza immagini identità o filtro, anche di questioni delicate.

    Non nascondo di parlare per cognizione di causa essendo iscritto dal 2014, prima di conoscere il mio attuale marito, a una community on line gay internazionale trovata in rete cercando gruppi on line su HIV.

    Guai se non ci fossero stati loro, sì con lo psicologo parlavo, col medico anche, con altre persone HIV positive di persona pure, ma non di tutto e non è la stessa cosa; per me quella specie di “forum” è stata PREZIOSISSIMA per superare molti “blocchi” nei primi tempi dopo la scoperta dell’HIV perché quando non hai nome né foto e gli altri lo stesso, le inibizioni crollano e i giudizi spariscono.

    Parlare apertamente con chi è come te, senza che tu sappia chi lui sia e viceversa, magari poi tanti fanno anche finta e ascoltano le tue confidenze per goderci, tu fai altrettanto con loro fregandotene di quanto vero sia quello che ti raccontano…

    Alla fine tutt’ora con queste persone ho una confidenza che non ho avuto mai con nessuno in rete; e se adesso l’eventuale “se ti ricattano” è remoto fermo restando che (come faccio io) non si forniscano dettagli sulla mia vita reale e/o foto esplicite… con l’eventuale verifica dell’età, gli amministratori dei siti entrano in possesso di enormi quantità di dati sensibili a cui basta un intruder pagato da chi che sia per avere accesso e ricattare mezzo mondo.

    Per dirti, da oggi in Texas quella community di cui parlavo è bloccata, per volontà degli amministratori, perché è appena entrata in vigore quella legge sulla verifica dell’età e il “blocco di contenuti gay”…

    E in questo caso, uno dei miei più cari contatti in community è rimasto tagliato fuori e io non ho potuto dargli le istruzioni per mettersi una VPN in modo da poterci scrivere lo stesso.

    Anche se perdere dei contatti a causa dei blocchi, è comunque per me il male minore rispetto a dare la propria identità in giro.

    In ogni caso è inutile far finta di nulla: questo della verifica obbligatoria è il trend che si sta allargando, i contenuti per adulti sono comunque un business e le aziende tecnologiche lo sanno. Difatti, stanno lavorando (parlo di microsoft, apple, google…) su un sistema che possa verificare l’età dal dispositivo. Vale a dire, usando l’ID. Cioè quell’account con nome utente e password che serve per scaricare le app sui telefoni. Quindi se hai un dispositivo registrato a nome di un minore, quello automaticamente non accederà a certi siti.

    Non so dirti oltre, perché è una cosa in divenire ma a cui bisognerà arrivare per forza… Dopo, se il genitore (adulto) dà in mano il telefono registrato con l’identità da maggiorenne, al proprio figlio minorenne?

    Chi è la testa di cazzo a quel punto, i siti per adulti?

    Come incolpare un’azienda di coltelli se tu li metti a lama in su sul porta posate che appoggi sul tavolino dei bambini. Siamo là.

    In quanto alla Roccella poi, si commenta da sola la sua ipocrisia. Lo è sulle inezie come i nomi degli animali:

    “non date nomi umani a cani e gatti!” Poi lei, i suoi, “Oliver” e “Donald”. In lingua italiana suonerebbero Oliviero e Donato però non è che il nome straniero sia meno “da umano”! Figuriamoci quant’è ipocrita sui temi importanti.

    Gifter

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      1. per quello ti dico: se c’è un’indagine penale in corso, è giusto che la polizia sappia e lì semmai l’errore è che i giornalisti poi vengano a conoscenza di dati sensibili che nulla c’entrano con la notizia di cronaca.

        Ma consentire che, per legge, io debba fornirti i miei dati con la scusa della tutela verso i minori, anche NO!

        Le aziende di nuove tecnologie non hanno mai collaborato coi produttori di materiale esplicito, anzi “di facciata” si sono sempre dichiarate contrarie. Difatti sugli store digitali non trovi mai applicazioni erotiche installabili, ma via browser puoi andare nei siti.

        Adesso però, con almeno 7 stati americani su 50 che hanno approvato leggi restrittive, spero e mi auguro che i produttori di questi contenuti arrivino a collaborare con le aziende tecnologiche in modo da trovare un compromesso che convenga a tutte le parti coinvolte: Roccella e suoi cloni, legislatori, aziende del settore e soprattutto che risolva o almeno argini più possibile il problema dei minori e il web.

        Anche se rimango convinto che per risolverlo davvero, ci vuole l’EDUCAZIONE affettiva, sessuale e digitale. Dura da far comprendere ai Roccella’s!

        Gifter

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