Liguria. Ristoratrice fa pagare due euro per un piattino vuoto e scoppia la polemica lanciata da Selvaggia Lucarelli. Visto che la Lucarelli ha sempre torto a prescindere sono andato a informarmi per voi. Tutta la verità.

Ora a me una che mi mette un piatto di trofie di 18 euro non mi vede neanche col binocolo, ci passo lontano 30 metri altro che piattino da di dividere.. 20 euro un piatto di acciughe fritte alla faccia del pesce povero. Quindi se uno è così sprovveduto ed entrare in un locale con questi prezzi non si deve stupire che gli facciano pagare 2 euro un piatto vuoto secondo me gli è andata ancora bene.

Precisato il mio pensiero passiamo ai 2 euro del piatto vuoto.

Intanto la trattoria si chiama Del cavolo quindi c’è consapevolezza dei proprietari di come la gestiscano.

Il motivo è semplice erano in tre ed hanno consumato per uno, siamo in estate ed è il momento che certi locali guadagnano. A 18 euro un piatto di trofie anche tanto. Ma il prezzo era esposto ha detto la proprietaria. La trattoria ha pochi tavoli e quindi i due euro erano una specie di vendetta per i soldi persi e non per i 4 piatti vuoti ha tenuto a precisare la ristoratrice che hanno chiesto i tre per condividere il cibo preso.

” Chi li lava i piatti ?” Ha chiesto la ristoratrice. Immagino la lavastoviglie non credo che li lavino a mano uno per uno.

Ora la trattoria è stata presa di mira dal mondo della rete certo che una buona pubblicità non se l’è fatta. Infatti pensa di querelare la Lucarelli.

Mondo di pazzi che cazzo quereli ?

Ora chiaramente qualcuno la ristoratrice l’ha difesa, vecchi clienti ricchi soddisfatti delle sue trofie a 18 euro.

Sicuramente sarà fatto tutto a mano sia le trofie che il pesto, vedo il cuoco col mortaio in marmo fare il pesto e allora si che 18 euro sono un prezzo giusto.

Io il pesto me lo faccio da solo ed è buonissimo.

Per chi non sapesse come sono fatte le trofie

Il cuoco che fa il pesto a mano in un ristorante lo voglio proprio vedere….

11 pensieri riguardo “Liguria. Ristoratrice fa pagare due euro per un piattino vuoto e scoppia la polemica lanciata da Selvaggia Lucarelli. Visto che la Lucarelli ha sempre torto a prescindere sono andato a informarmi per voi. Tutta la verità.

  1. Guardando lo scontrino, leggo “acqua potabile” che immagino sia acqua del rubinetto, visto anche il prezzo contenuto. Ma in qualunque trattoria, se chiedi una caraffa di acqua del rubinetto, non te la fanno pagare. A parte questo, se i prezzi erano esposti, non si possono lamentare. E i due euro che hanno chiesto per il piattino gli sono costati un bel po’ di pubblicità negativa, non mi sembra un grande affare. In Puglia, sempre per spennare i turisti, una pizza margherita 26 euro.

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  2. Scusate ma io sono tutto dalla parte del ristorante. Al 100%. E penso che la Lucarelli (e tutti quelli che l’ hanno seguita nel bersagliare il ristorante) dovrebbero andare a lavorare, magari in un ristorante.

    Spiego.

    Prima di tutto bisognerebbe vedere da quanto è aperto il locale in questione. Se è una cosa aperta tre anni fa è possibile che debba darsi da fare a rimodulare un po’ i prezzi se no l’ anno prossimo chiude. Ma se come credo è una realtà un po’ più radicata (diciamo almeno 10-15 anni di attività) allora vuol dire che i prezzi vanno bene, se la gente ci va, e che la roba sarà pure buona. Se no col cazzo che riempivano il locale.

    Poi. Una cosa è quei posti (ce ne sono ovunque) dove per fare i fighettoni non ti danno il menu, lasciano che il cameriere ti consigli i piatti e alla fine ti stangano. Ma se qui – come in effetti è – il menu c’era, i prezzi erano scritti e alla fine hanno rilasciato anche regolare scontrino dettagliato non vedo cosa cazzo ci sia da lamentarsi. Anche sulla qualità del cibo non mi sembra nessuno abbia detto nulla, quindi costava un botto ma almeno era buono. Problema di chi è entrato, ha ordinato e ha consumato.

    Poi. Non so se erano davvero in quattro (sembra confermato), però se mi occupi un tavolo per quattro e ordini solo un primo, un secondo e una birretta io sono tentato di cacciarti a calci in culo. Portati un panino da casa da che ci sei.

    C’è da dire che di coperti ne hanno caricati solo 3, e sono stati buoni. E di piatti vuoti solo uno (e sono stati ottimi).

    In conclusione non ci vedo assolutamente niente di male. Sono altre le “truffe” che fanno i locali, non certo questa che mi sembra tutto regolare e cristallino.

    Solito aneddoto non richiesto: qualche anno fa venne organizzata a Roma una cena fra colleghi di quella ditta che va sotto il nome di “Polizia di Stato”. Una rimpatriata di quelle che ci si rivede dopo trent’ anni alla quale (pur essendone fuori come ormai si sa) venni invitato anche io. Non potevano fare a meno di me 😉
    Qualcuno – non io, che li avrei portati in una trattoria di periferia senza insegna – si occupò di individuare il posto, che fosse facilmente raggiungibile (venivano più o meno tutti da fuori, portati lontano dal loro mestiere). Ero contrario alla scelta, ma mi feci i cazzi miei. Il classico ristorante trappola per turisti in centro. Bella location, bella atmosfera, cibo scadente ma ma passabile, vino discreto. Primi, carne, pesce, di tutto un po’. Eravamo una trentina scarsa fra uomini e donne.
    Camerieri fin troppo amichevoli e cortesi, piatti portati un po’ a cazzo di cane, bella serata comunque: si è mangiato, si è bevuto, si è scherzato.
    Alla fine arriva il conto, vergato a mano su un foglietto e (probabilmente perchè ero l’ unico sobrio) consegnato a me. Lo guardo, faccio i miei conti. Totale 2.500 Euro. Diviso 28, fanno 90 euri scarsi a testa. Mecojoni. No, non ci siamo. Prendo l’iniziativa, e dico a tutti che sono 50 Euro a cranio. Mettiamo insieme i soldi, escono 1.400 Euro. Aggiungiamo qualcosa per la mancia e arriviamo a 1.500. Chiamo il cameriere e gli passo il malloppo. Intanto si continua a chiacchierare amabilmente.

    Dopo un po’ arriva il titolare e mi fa: “scusi, mi sa che c’è un problema. Mancherebbero 1.000 Euro”.

    Rispondo: “No, non mancano, 1.500 le ho dato e 1.500 si prende. 50 Euro a persona più la mancia. Va bene, no” ?

    Lui: “No, il conto è 2.500, mancano 1.000. La prego di controllare, non vorrei dover prendere provvedimenti”.

    Io: “Senti, provvedi di non dire cazzate. Tiette ‘sti 1.500 e ringrazia. Di più non esce”.

    Ha chiuso le porte ed ha chiamato il 112. La cosa positiva è che eravamo arrivati tutti a piedi e/o con la metropolitana, quindi nessuno ha rischiato la guida in stato di ubriachezza all’ uscita. Anche perchè multare 27 fra Primi Dirigenti e Vice Questori sarebbe stato veramente imbarazzante. Comunque non ha preso un Euro in più e gli è toccato pure fare la ricevuta.

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    1. Mi sono divertito a leggere questa storia. Il finale purtroppo mi ha lasciato un po’ l’amaro in bocca. Hai avuto fegato e ti ammiro per aver preso l’iniziativa di rimodulare il conto sulla effettiva qualità di cibo e servizio. Purtroppo, credo, che se non foste stati ex o comunque ancora in servizio, quadri e dirigenti di un ente importante, la cosa si sarebbe conclusa diversamente e con una persona che ha truffato circa 30 avventori. Spero ovviamente che la mia supposizione sia solo venata da pessimismo di fondo, e che invece risoluzioni come quella che ci hai esposto, siano più radicate di quanto io possa immaginare. Buona domenica.

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