La vita durissima del contadino. Ogni giorno una disavventura. Tutto quello che potrà andare male è certo che andrà male. Le pesche distrutte da vespe e api.

L’anno scorso era successo e la colpa era stato detto per via della siccità.

Quest’anno non siamo in emergenza (per adesso) di fiori è pieno e ste cazzo di vespe per prime e api dopo mi hanno distrutto quasi tutte le pesche.

Un disastro tutte ma tutte punturate sembrano gli italiani al tempo dei vaccini. Esclusa qualche duna tutte le pesche sono state punte da queste infami di vespe. Le api arrivano dopo e finiscono l’opera.

A cosa servono le vespe ? A niente a rompere il cazzo a me e a pungere dolce consorte e figlia.

L’altro giorno ( nonostante il braccio malandato) ho dovuto potare una siepe. La vicina mi ha chiesto gentilmente se lo potevo fare. La parte dove dovevo potare era la sua ma la siepe è di suocero che non capirò mai perché abbia messo quel tipo di pianta.

La vicina mi ha spiegato perché voleva la potassi, era piena di nidi di vespe. Grazie Graziella e grazie al cazzo mi pare che si dica.

Sono andato munito di insetticida che spruzza fino a sei metri.

Tagliasiepi e insetticida.

Tagliare la siepe 30 minuti max, guerra con le vespe quasi un ora 12 nidi ben protetti ed agguerriti.
Nessun senso di colpa pensando alle mie pesche.

Bisogna stare attenti a non farsi pungere quando le vespe s’incazzano s’incazzano.

Ma da buon combattente attaccavo e indietreggiavo e poi riattaccavo ( vi viene in mente niente)

Passavo con il tagliasiepi e indietreggiavo subito. Le vespe sentinelle partivano all’attacco e alla perlustrazione, non vedendo rischi tornavano al nido decretando la loro fine. Con l’insetticida per vespe e calabroni spruzzavo a distanza di sicurezza. Per il nido e le vespe era la fine.

Poi bisogna aspettare che tornino quelle che sono in giro, incazzatissime e senza scrupoli farle fuori come loro hanno distrutto tutte le mie pesche.

12 nidi di vespe ho trovato e disintegrato senza pietà.

Sulle api è diverso ma ora cominciano a farmi girare le palle anche loro.

Vero che mentre raccoglievo le poche pesche ancora buone nessuna ape mi ha mai attaccato nonostante mi capitasse di prendere frutti con varie api attaccate.

Resta il fatto che il grande danno alla fine lo fanno loro.

Le a api sono sacre ma per il secondo anno di seguito le pesche se le sono mangiate loro.

Visto che di vasetti di miele non ne ho visti le diffido ufficialmente il prossimo anno a ripresentarsi dalle mie pesche. Come si dice : Ape avvisata mezza salvata.

Perché se le vespe e le api s’incazzano, io m’incazzo più di loro e faccio strage.

24 pensieri riguardo “La vita durissima del contadino. Ogni giorno una disavventura. Tutto quello che potrà andare male è certo che andrà male. Le pesche distrutte da vespe e api.

  1. MI spiace per le tue pesche; non servirà a molto, visto che sei incazzato come una vespa, ma le vespe per provvedere alla prole, cacciano mosche, ragni, zanzare e afidi, e agiscono quindi come disinfestanti naturali. E in quanto alle api, non penso serva che ti dica che per toglierle dalle tue pesche, basta che gli metti un po’ di acqua e zucchero da qualche parte; siccome per loro è più digeribile e direttamente assimilabile, si dirigeranno lì e lasceranno stare le pesche. Se ammazzi le api, visto che già altri agricoltori su ben più vasta scala ce la stanno mettendo tutta per farle fuori, ammazzi a lungo andare anche tutti noi, quindi te lo sconsiglio. Ma poi, ad ognuno agire secondo coscienza. Di gente che fa giardinaggio per rilassarsi e che per due vasetti di marmellata poi si accanisce in preda a crisi di stress, con pesticidi e prodotti cancerogeni per liberarsi dagli insetti, ne vedo ancora fin troppi anche quassù nel tanto “naturale” Trentino. Ed il risultato è che gli insetti continuano a proliferare, in modo anomalo, perché gli insetticidi creano resistenze e squilibri ecologici anche nelle dinamiche di popolazione, mentre gli agricoltori, muoiono di cancro in giovane età, anche se nessuno ne vuole parlare, perché significherebbe dover rivedere tutti i protocolli di produzione, anche per la tanto decantata lotta integrata, che tanto innocua non è, visto che i dati di morti per cancro nelle valli dove si fa monocoltura di mele e vigne, parlano chiaro. Ma ripeto, ad ognuno la scelta, nel proprio piccolo, di come agire o reagire alla perdita di raccolto che, ricordo, è sempre prevista una percentuale dovuta a insetti, roditori, uccelli. Le annate con un proliferare di vespe ci sono sempre state… ma gli squilibri degli ultimi anni, dicono gli esperti, è dovuta probabilmente proprio all’utilizzo indiscriminato di prodotti chimici di sintesi. Esistono delle trappole anche per le vespe, se proprio te ne vuoi liberare in modo sicuro, ma sono difficili da trovare, perché i veleni rendono meglio e di più. L’agricoltura è un lavoro di collaborazione e sinergia con la Natura; io qui ho degli alberi da frutto, ma mi coltivo chirotteri e vespe in nidi appositi, in modo che si rechino a fare i nidi dove non mi danno fastidio e se mi mangiano qualche frutto, pazienza; mi liberano anche dalle zanzare e dagli afidi e qui io sono ospite, visto che abito in mezzo ai boschi. S la campagna diventa un motivo di incazzatura perenne, per me è meglio darsi al ciclismo, o al meccano. MI scuso se sono caustica, ma lo sono anche i prodotti che si usano per fare disinfestazione.

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    1. Si sa che faccio agricoltura biologica e uso solo prodotti ammessi nei protocolli. Ho provato anche con sistemi tipo l’ortica macerata. La verità che se hai un albero funziona se ne hai tanti no e io ne tantissimi. Mio suocero ci tirava fuori quasi uno stipendio-
      Come le bottiglie fatte a esche acciuga ammoniaca e acqua certo qualche insetto lo prendi ma mele e noci erano tutte malate.
      Io accanto a me ho altri orti che non ci pensano proprio a usare sistemi biologici e ti garantisco che i raccolti sono migliori e non hanno i miei guai. Io non ci campo e mi pare neanche tu ma se ci dovessi vivere una soluzione la dovrei prendere. Io a fare il contadino mi ci sono trovato, di mio andare al mare lo preferivo. Si fa per amore dei suoceri che ci tengono ,poi ci sono e cerco di fare il meglio con posso con risultati alternanti.
      Nel blog metto successi e insuccessi.
      Certo due anni di fila così mi girano le scatole. A suocero mai successo e mai messo acqua e zucchero.

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      1. Mettiamola così; se i tuoi vicini facessero bio, forse non ci sarebbe tutto sto squilibrio biologico con picchi anomali di una specie predatrice, perché ci sarebbero anche più predatori delle vespe. Gli uccelli insettivori vengono decimati dai trattamenti. Resistono quelli più grossi, come merli, gazze, tordi, ma tutto ciò che mangia zanzare e mosche, si dimezza o sparisce. Non riescono a riprodursi. IN Val di Non ho trovato spesso i piccoli morti nei nidi. I trattamenti non perdonano. Cince, codirossi, pettirossi, rondoni, rondini… vengono decimati. E i contadini ovviamente cacciano anche i merli, perché rovinano le mele, la frutta in generale. Praticamente c’è un azzeramento biologico. Togli gli uccelli insettivori e granivori con la chimica che gli avvelena il cibo (i piccoli muoiono perché vengono nutriti da insetti avvelenati) e per anni poi non riescono a colonizzare le nicchie in numero equilibrato; poni poi che per questioni climatiche ci siano situazioni favorevoli per gli insetti più resistenti (fra questi le vespe, che possono essere paragonate ai merli per l’avifauna ); non hanno antagonisti, ma cibo a disposizione, quindi occupano la nicchia ecologica, pungendo tua moglie, infestando le pesche e dando fastidio alla vicina. Ma niente accade per caso. Io ho coltivato frutta (dai piccoli frutti a mele e per un buon periodo anche viti) per 15 anni e ho sempre fatto bio, con buoni risultati i primi anni e ottimi negli ultimi tempi, finché ho dovuto lasciare, perché mio padre è morto. Ora ho alcune piante da frutto solo per consumo famigliare e le lascio fare un po’ come gli pare, salvo le potature; annate buone alternate ad annate meno buone. E’ normale e non mi preoccupo minimamente. C’è stato un anno in cui ho visto un’invasione di ghiri e hanno razziato tutto; mi sono limitata a starli a guardare, perché vedere i ghiri non è così frequente, qui. Dispiace, ma pazienza. L’anno successivo sono spariti e il raccolto è stato abbondante. Ma lo stesso anno sono aumentati i rapaci notturni, ed è stato interessante osservare anche quelli, ovviamente… fa parte delle cose della Natura. Secondo me, visto che nessuno sta morendo di fame, tutta questa foga di fare produzione, porta a fare errori che poi ci si mette anni a sistemare. E visto che a nessuno interessa ripararli, perché quel che interessa è la produzione a tutti i costi (chissene della salute, dell’equilibrio ecologico e via dicendo, no?!) e così si continua ad accanirsi con i trattamenti… e non si fa che peggiorare la situazione, ad oltranza. Ma la gente non capisce nemmeno se ha uno o due morti in casa, quindi, di che stiamo parlando? 🙄

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  2. Per quest’anno ormai è andata così, magari ti rifarai con fichi e meloni.
    😋

    Adesso l’importante è che prendi nota di tutti i posti dove le vespe fanno i loro nidi, così la prossima primavera, quando saranno appena accennati, con tatto e delicatezza potrai convincerle a rifarsi una vita altrove. Le api invece sono le benvenute, e anzi io cerco di attirarle piantando qualche fiore anche nell’orto.

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  3. Situazione complicata per i contadini, quanto per le povere bestiole, che girano come drogate ( può darsi, per via degli insetticida). Non ho orto, non sono fisicamente alla altezza di stargli dietro, e so per certo, che quelli BIO, richiedono molto più cura, comunque, devo dar ragione a Elena, in relazione a orti vicini non bio, per forza di cosa, quello che loro useranno nel loro orto, l’acqua assorbita dal terreno, più l’aria che trasporta microparticole di questi, fanno la loro altrove, modificando ecosistemi. Notte cari amici ✨️✨️🤍🌷

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  4. Non ho lo spruzzatore a distanza.
    L’ultima volta che ho battagliato contro le veste mi sono messo gli occhiali, maniche lunghe e pantaloni lunghi (anche se c’erano 45 gradi) e guanti da saldatore.
    E poi sono andato all’assalto.

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  5. Prendi atto della cosa, non ti incaponire. Fossi in te ridurrei drasticamente il numero di peschi in maniera che quelli puoi gestirteli. E tieni ben conto quello che dice Elena, che ha assolutamente ragione.
    Eh, sì: questo è uno di quei casi in cui probabilmente squilibri creati da altri si ripercuotono sul singolo.

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