Notte di patimenti e sofferenza in terrazza sotto le stelle

E’ ufficiale sono in malattia.

Non fu tanto il braccio che ormai muovevo con difficoltà avevo tutori che partivano dal polso per arrivare alle spalle, sembravo: Robocop (che non so chi sia) secondo alcuni colleghi.

Ma la colica renale mi dichiarava guerra poco prima di mezzanotte.

12 ore di attacchi continui intervallati da qualche momento di tregua. Ora sono in un momento di tregua.

Per non disturbare dolce consorte andavo a sdraiarmi in sala. Che sarebbe stata una notte lunga mi era stato da subito chiaro-

Verso le due decidevo di trasferirmi sulla terrazza. In sala era caldo caldissimo.

Fuori c’era un bel venticello fresco mi avrebbe aiutato ad affrontare la battaglia.

Chi dice che la notte è silenziosa è perché dorme o è sorda.

I cani di cognato io io io soprattutto il maschio non ha fatto che abbaiare per qualsiasi minchiata.

I gatti randagi nel periodo dell’amore non facevano che azzuffarsi con grida lancinanti per poi passare allo stupro vero e proprio. Le gatte non provano nessun piacere. Ad ogni miagolio il cane maschio di cognato io io io abbaiava.

La civetta che ha il nido vicino casa ci teneva a far sapere che c’era anche lei e squittiva e provocava la reazione del cane maschio di cognato io io io che le abbaiava.

Lungo il fiume nel loro ritrovo sotto il cavalcavia una banda di idioti tossici ascoltava musica, musica si fa per dire, un bum bum continuo intervallato dai guaiti del cane maschio di cognato io io io che pareva non apprezzare il genere musicale.

Solo il cielo stellato se ne stava in silenzio.

Da dove ero posizionato potevo scorgere centinaia forse miglia di stelle. Mentre il vento col sua brezza rendeva più sopportabile il dolore.

Io, un niente nell’ infinito universo che era davanti ai miei occhi, certo di esserci in questo mondo per via del dolore lancinante del calcolo e di quel cazzo di cane di cognato io io io che continuava ad abbaiare-

26 pensieri riguardo “Notte di patimenti e sofferenza in terrazza sotto le stelle

  1. Ti sono vicino.
    Per colpa delle coliche renali, io sono finito all’ospedale decine di volte (non è uno scherzo, non è una esagerazione).
    Anche per questo motivo, oltre a bere molto, non metto il sala nemmeno nell’insalata, ed evito salumi e formaggi.
    Brutte e dolorose: io viaggio sempre con il “tachidol” a portata di mano.

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  2. Ehi S.A., c’è poesia in questo testo!

    “Da dove ero posizionato potevo scorgere centinaia forse miglia di stelle. Mentre il vento con la sua brezza rendeva più sopportabile il dolore.”

    La poesia nasce anche (spesso) da questo insieme: sofferenza, solitudine, silenzio… e ascolto!

    Una nottataccia terribile, immagino… un abbraccio 🙏🌺

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