Quando ti punisci da solo per la vita che non vuoi. Il libro dell’Es. Lettere di psicoanalisi a un’amica è di Georg Groddeck 

Questo libro fa parte della mia biblioteca personale. Letto in gioventù-

La teoria è che spesso le malattie che ci arrivano sono autopunizioni.

Risolta la causa risolta la malattia. (ho semplificato) Vero che eliminare la causa spesso è più complicato che eliminare la malattia, inoltre spesso è la malattia che ti elimina.

Il libro è molto bello e vale la pena leggerlo.

Ma arriviamo al personale, io seguendo questa teoria è una vita che mi auto punisco.

Chi mi segue sa che è un periodo difficile( c’è di peggio)

Ora il mio corpo, anche secondo figlia, mi sta dicendo che ho una vita che non mi piace e come dargli torto, ma visto che continuo imperterrito a fare le stesse cose ecco che secondo la teoria mi autopunisco. Tendinite al braccio e al dito, colica renale devo soffrire secondo la teoria. Soffrire soffro anche tanto.

Il problema è che continuo imperterrito a fare le stesse cose, non proprio il braccio fa male e le faccio peggio e sforzando altre parti, così il braccio peggiora, ora ho il gomito del tennista senza giocare a tennis.

IL corpo vorrebbe che mi fermassi ma la mente si rifiuta troppe cose da fare.

Ora se il corpo si arrabbia, secondo la teoria mi dovrebbe arrivare qualcosa ancora di più grave.

Per dare ragione al corpo dovrei smettere di andare al delirio (lavoro) e cambiare molte cose nella mia vita.

Ora per guarire prendere coscienza dei problemi è già un passo avanti.

Comunque nonostante il braccio sinistro dolorante il fianco sinistro dolorante e la vendetta del mio corpo in agguato oggi torno al delirio dopo essere stato nell’orto stamattina.

Ma una soluzione va trovata al più presto.

26 pensieri riguardo “Quando ti punisci da solo per la vita che non vuoi. Il libro dell’Es. Lettere di psicoanalisi a un’amica è di Georg Groddeck 

  1. Mi erano rimaste impresse le tue considerazioni sul dolore, su quando uno si chiede che senso abbia e per quanto deve sopportarlo. Come pure quando uno si chiede: ma che colpe gravi avrò mai compiuto per meritare tanto?
    Sono domande comuni, che mi sono posto anche io quando ho avuto la mia colica, chiamiamola così…
    La verità è che in genere non ci meritiamo quel dolore. Il dolore è il cortocircuito del nostro Sistema fisico, qualcosa che non dovrebbe mai accadere…

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  2. le ferie o la malattia , come ti suggeriva Raffa , ti danno il tempo per capire e fare qualcosa . e per riposare . il tuo corpo ti chiede di fermarti. Dove vai senza di lui? Quando non si è in pace il corpo lo sa e te lo dice . e finchè tu non ascolti o vedi cosa non va , lui non si ferma . La tendinite , in metamedicina , indica uno scollamento tra cio’ che si è e cio’ che si fa. Ed anche le coliche sono un blocco che impedisce il flusso naturale di cio’ che tu sei . In ogni caso il mio consiglio è osservare e cambiare qualcosa , anche piccola della tua vita , ma non levando cio’ che ti piace fare , ma diminuendo cio’ che non ti piace .

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  3. Io ho drasticamente cambiato alimentazione, per stare meglio.
    Ed in effetti sto meglio.
    Ma tu già ti alimenti in modo corretto, per cui probabilmente devi modificare qualcos’altro.

    Ora: per tendiniti e dolori vari forse un rimedio lo puoi trovare, ma purtroppo non c’è sempre un rimedio per tutto.

    Un po’ di riposo, fisico e mentale, può comunque sempre essere d’aiuto. Sappi che ad andare al lavoro con il male, non fai del bene a te stesso, e nessuno ti premierà con una medaglia o un aumento.

    In bocca al lupo.

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  4. Avere a che fare col limite è sempre impegnativo ma anche molto istruttivo. E non è detto che operando all’interno di un limite nn si scoprano nuove strade. So che sembrano frasi fatte ma io ci credo molto. E intanto direi che una pausa fa raramente male!

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  5. Mi verrebbero alla mente tanti suggerimenti, il problema è che per quel che ti conosco sono tutte cose che probabilmente già fai, dato che non sei nato ieri e soprattutto che non “pisci dal ginocchio”.
    Una netta separazione fra delirio e cazzi tuoi (con tempi rigidamente scanditi dall’ orologio), sarebbe un inizio però sono sicuro che la applichi già.
    Una riduzione delle superfici coltivate, atta a minimizzare i tempi di intervento (un orto “mignon”, solo per lo stretto fabbisogno), ma credo che ne andrebbe della tua soddisfazione personale, cose così…
    Ci devo pensare, ma vedi prima che ti dice il fisio… 😉

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