La Francia e la rivoluzione e perché l’Italia non è un popolo di rivoluzionari ma di chi si fa i cazzi suoi.

In Francia una delle più grandi democrazie del mondo le rivoluzioni sono di casa.

Quando i francesi si annoiano ogni tanto fanno una bella rivoluzione. Li hanno mandati in pensione a 64 anni per mesi hanno protestato nelle piazze con scontri con la polizia. L’hanno preso nel culo lo stesso, i poteri francesi compresa la magistratura sta sempre dalla parte di chi governa. Sono culo e camicia come in Italia. Fanno solo scelte a favore del potere costituito

La Corte costituzionale è composta di quindici giudici nominati per un terzo dal Presidente della Repubblica, per un terzo dal Parlamento in seduta comune [cfr. art. 55 c.2] e per un terzo dalle supreme magistrature ordinaria ed amministrative. Ditemi se questi potrebbero mai andare contro il potere a favore dei cittadini? Ma neanche morti.

Ora qualche giorno fa in Francia un poliziotto ha ammazzato un ragazzo di 17 anni che stava scappando ad un posto di blocco. Premesso che prima di raccontare palle guardate se qualcuno vi ha filmato o ci sono telecamere in zona.

E’ scoppiato il finimondo, mentre in Russia c’era il finto colpo di stato con selfi tra i golpisti e cittadini e il potere di Putin era in bilico secondo gli scemi di guerra nostrani. La Francia era messa a fuoco e fiamme perché da noi in Europa e soprattutto in Francia va tutto bene.

Ora in Italia la rivoluzione è impossibile non ci siamo portati. Da noi si va in piazza solo per il calcio.

Per lo stesso reato fatto da un ultras ci sarebbero per un normale cittadino 20 di galera all’ultras un mese senza poter seguire la squadra. In Italia funziona così.

Ma la domanda e perché in Italia non abbiamo mai fatto una rivoluzione?

Perché l’ italiano ha capito tutto. Le rivoluzioni sono assolutamente inutili. Alla fine si ritorna al potere costituito.

“Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi “Nel “Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa c’è ancora una verità italiana: tutto cambia perché nulla cambi. Ossia: se tutto cambia esteriormente, tutto rimane com’è; se tutto rimane com’è, tutto può cambiare interiormente.

L’ italiano ha capito che tanto nulla cambia e quindi si aggiusta limitandosi a fare i cazzi suoi. Le rivoluzioni le lascia ai francesi.

Un tentativo democratico l’abbiamo fatto mandando i 5 stelle al governo i risultati sono davanti a gli occhi di tutti, compreso Di Maio che si è sistemato a vita diventato rappresentante speciale per l’Ue nel Golfo. Speciale lo è una merda così non si era mai vista.

Alla faccia dei coglioni me compreso che li avevano votati.

Basta rivoluzioni.

36 pensieri riguardo “La Francia e la rivoluzione e perché l’Italia non è un popolo di rivoluzionari ma di chi si fa i cazzi suoi.

  1. uhm, obiettivamente quello che sta accadendo in Francia adesso è tutto fuorchè una rivoluzione; non c’è nessun obiettivo politico da parte di chicchessia. A voler esser cinici e maliziosi, si potrebbe anzi arrivare a pensare che, come per la strategia della tensione in Italia, il tutto sia strumentale ad aumentare i poteri del governo ed a preservarlo dai veri contestatori (vedi gilet gialle ecc.)

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    1. toh, neanche a farlo apposta leggo orora:

      ◾️Civil war in France? While the riots continued another night and the state deployed thousands of riot police in the streets, in some cities far right militants and football ultras are starting to come out to confront the rioters.

      ◾️An absolute tragedy is on the making, the only one who will benefit from all this is the French state who will increase repression and authority, the protests against the retirement age increase or the cost of living crisis will be also on the target of the state.

      alla fine della fiera tra due litiganti è sempre il terzo che gode

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  2. Pensavo anch’io come il commento precedente: se dura così, tra un po’ in Francia mettono la legge marziale e il coprifuoco, strumenti pericolosissimi per la democrazia.

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  3. Sui fatti di Francia non mi sbilancio, perchè è troppo lontana e perchè non ero lì.
    Brevemente però mi permetto di riassumere un piccolo vademecum per quando si viene fermati in macchina.

    1) Fermarsi esattamente dove ci è stato indicato, abbassare mezzo finestrino, spegnere il motore.
    2) Da questo momento fare esattamente quanto ci viene richiesto, quando ci viene richiesto: fare tutto lentamente e con le mani sempre in vista.
    3) Evitare qualsiasi parola che non sia la risposta al saluto o la risposta alle domande (se lecite) che ci vengono fatte.
    4) Chi ci ha fermato non potrà chiederci altro che la patente di guida, il libretto della macchina ed il certificato di assicurazione della medesima, che può essere anche un .pdf salvato sul telefono. In teoria quest’ ultimo non servirebbe, ma una strana perversione codicistica fa si che ancora ci possa esser chiesto. Molti comunque non lo fanno, gli basta il terminale che hanno in auto per sapere se la macchina è assicurata o no.
    5) Per tutta la durata del controllo (in genere non più di 5 minuti) rimanere seduti in auto, possibilmente senza nemmeno slacciare la cintura, evitare telefonate, spipolamenti vari con navigatori, radio e condizionatori ed in genere qualsiasi movimento. L’ ideale sarebbe tenere le mani sul volante, bene in vista. Sembra niente ma chi ci controlla ce ne sarà grato.
    6) Se tutto va come deve, finito il controllo dei documenti questi ci verranno restituiti, verremo salutati e congedati: salutiamo, riponiamo velocemente i documenti, mettiamo in moto, freccia a sinistra, occhiata allo specchietto e via. Si riparte.

    Scommettiamo che così non vi spara nessuno ?

    Quanto alle rivoluzioni, ma perchè, in Italia c’è mai stata una rivoluzione ?

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    1. Scommettiamo pure. se poi sei negli stai uniti e nero è certo che perdi.
      Ci sono le immagini comunque in rete . Cerca di scappare ma non mette a rischio la vita dei poliziotti che sono a fianco all’auto. Loro dichiarano il falso, ma le immagini li smentiscono

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      1. Ripeto, non ero lì e le immagini lasciano il tempo che trovano ormai… sai come funziona con le immagini, no ? 😉
        Comunque, se le cose sono andate come sembra, quello è omicidio volontario. Magari con qualche attenuante, ma omicidio. E come tale va trattato. E mi ripeto ancora (l’ ho scritto sotto, ma prendiamo per buono l’ordine cronologico): sparare contro qualcuno che scappa a meno che non serva per proteggere la vita propria o di qualche altro innocente è una cosa da NON fare, mai.

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    2. Ricordo un articolo molto condivisibile la cui essenza era che le forze di polizia, in ogni paese ma nello specifico dell’articolo in Italia, sono costituite per proteggere lo stato dai cittadini, con il controllo e l’intimidazione. Servono a ben poco contro la criminalità, che comunque prolifera. In effetti, sfido chiunque quando incrocia una volante della polizia o dei carabinieri, a non pensare almeno per un attimo; speriamo non mi fermino, pur sapendo di essere cittadini in regola e senza crimini sulla coscienza. Inoltre i crimini difficilmente vengono prevenuti, di solito ci si limita a indagare, bene o male è da vedere, mentre agenti in tenuta antisommossa sono sempre impiegati ogni volta che i cittadini protestano…
      Dico bene, Albé?

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      1. Si, no, forse.
        Dipende.
        😀

        Diciamo che se vedi solo i “celerini”, beh, in quel caso è all’ 80% come dici tu. Anche se in fondo è solo scena. Non parlo per partigianeria, ma in genere chi si becca le mazzate è perchè se le è cercate. E comunque il “saldo” delle botte è sempre quasi in pari. Tante ne danno, tante ne prendono. L’ unica differenza è che i celerini sono pagati per prenderle.

        Su tutto il resto, il discorso è troppo ampio e complesso (direi “amplesso”) per liquidarlo in un commento, ma se avrai la pazienza e la voglia di seguire il mio “pippone” a puntate della categoria “Il Mondo è dei Vigliacchi” su FugaDaPolis, sono certo che otterrai le risposte che cerchi (almeno quelle che posso dare io).

        Tornando velocemente alla storia posti di blocco, credo che sparare su un’ auto che scappa (o su un uomo che scappa) sia sempre e comunque una cazzata e credo che chi lo fa senza che la sua vita o quella di qualcun altro sia in oggettivo pericolo sia semplicemente un assassino e come tale vada trattato. Pertanto, se quel particolare poliziotto non viene destituito e processato per omicidio è giusto che la gente si incazzi. Ma “un poliziotto” non è “la polizia”.

        Il mio piccolo vademecum serve comunque ad evitare qualsiasi tipo di equivoco: se fate così non correte rischi nemmeno se incontrate l’ emulo di Rambo fatto di cocaina fino agli occhi. 😉

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      2. Sarebbe interessante, si.
        Comunque c’è da ricordare per quanto ci riguarda una data importante che fa da spartiacque nel comportamento delle Forze dell’ Ordine in Italia, in particolar modo di quelle di c.d. “ordine pubblico”: vale a dire il 2001, G8 di Genova. Lì qualcosa in quel campo è cambiato. Secondo me in peggio.

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  4. 1 la francia è una polveriera e prima o poi succederà qualcosa di irreversibile, lì
    2 per pacificare questo tipo di proteste basterebbe mettere delle leggi dalla parte dei cittadini onesti, di buonsenso, nel senso, se becchi un poliziotto che abusa del suo potere, lo escludi a vita da ogni ruolo pubblico, gli chiedi i danni e gli dai una pena peggiore che se non fosse stato poliziotto. poi se il poliziotto fascista ha ammazzato qualcuno, ergastolo. ma nessun governo lo farà mai perché in realtà i governi non sono quella cosa che ci dicono bensì semplici covi di potere che desiderano continuare a detenere quel potere sempre più.
    3 l’italia è sempre stata come uno di quei paesi del terzo mondo in cui forze esterne hanno manipolato le cose affinché andassero come dicevano loro (vedi GLADIO, qualcosa che qui sembra non sia mai esistita)

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  5. Più che una rivoluzione questa è una rivolta dei giovani francesi di seconda e terza generazione delle banlieue, che esprimono il loro disagio per la mancata integrazione saccheggiando i centri commerciali per portarsi a casa a costo zero qualche gadget ipertecnologico che li possa consolare, e a cui si uniscono anche altri giovani di area cannaiola, anch’essi ovviamente assai disagiati.

    😎

    Prima o poi questa moda arriverà anche in Italia, ma non tanto presto, perché al momento siamo ancora scarsi di seconde e terze generazioni.

    🙄

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  6. Le rivoluzioni sono sempre infiltrate dal potere costituito. Primo perché molto spesso chi protesta, se lo interroghi bene, non sa nemmeno perché. Secondo perché ormai occorrono i mezzi di informazione altrimenti non ti si fila nessuno. Terzo perché anche per sovvertire qualcosa, servono tanti quattrini. In Italia non ci potrà mai essere una vera rivoluzione perché siamo auto-infiltrati per natura. Delatori, spie, venduti e soprattutto innamorati cotti del potere. Basta che ci danno una stella sul petto e siamo pronti ad ogni nefandezza. Hip, hip, hurrà !!! 🤓

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  7. la fame aiuterebbe e poi i fanatismi religiosi coadiuvati dalle 40 vergini nell’aldilà.
    NOI, del partito degli under 70.000 abbiamo nel programma 70 vergini con la possibilità di scegliere tra uomini, donne, misti e nonostante ciò siamo sempre più odiati dal nostro caro, generoso, variegato, immaginifico bobbolo

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