Chi salta pirla è chi salta pirla è chi salta pirla è. Gli imbecilli che hanno permesso che Berlusconi per trent’anni ci tenesse in ostaggio.

Tra le tante genialate di Silvio la più grande è stata quella di capire come usare gli imbecilli a uso politico. Sfruttando gli imbecilli con le televisioni aveva fatto già i miliardi, ora per salvare le sue aziende dal pericolo comunista, mai esistito questo pericolo, in Italia i comunisti non hanno mai avuto neanche lontanamente la maggioranza ed Occhetto quello di Paperino tutto poteva essere considerato meno che un comunista pericoloso. Poteva fare paura solo a Paperoga.

Silvio sapeva che i voti degli immorali liberali, quelli del popolo delle libertà, liberi di fare i cazzi che volevano, evadere, corrompere e via dicendo erano troppo pochi, i liberali, i partiti dei ricchi erano sempre stati vicino al 3% . La DC era crollata sotto gli scandali come i socialisti del suo amico Craxi, quello che gli aveva dato le antenne per le sue TV gratis.

Aveva bisogno che la maggioranza di cittadini lo votasse e la maggioranza in Italia sia a destra che a sinistra per onestà intellettuale è fatta da imbecilli, quindi la sua genialata è stata quella di rivolgersi a loro e convincendoli con delle minchiate senza ne capo ne coda. Si sa più la spari grossa e più gli imbecilli ti seguono. Cosa che Silvio ha fatto brillantemente.

Ieri un giornalista del fatto quotidiano a chi dava dello statista a Silvio domandava ” una riforma” non mille ” per cui verrà ricordato ?” Nessuno ne aveva perché in trent’anni di danno alla scuola, alla sanità, alla giustizia, alla pubblica amministrazione ne ha dato tanto tantissimo, ma di riforme che verranno ricordate neanche una. La sola cosa per cui verrà sempre ricordato la votazione alle camere per la nipote di Murabak quella si che ce la ricorderemo. Dove compattamente tutta la destra ha votato salvandogli per l’ennesima volta il culo. Meloni compresa

Ecco la sua vera grande genialata convincere i poveri imbecilli o meglio gli imbecilli poveri quelli del milione di posti di lavoro a votarlo e ieri al suo funerale insieme a tutti gli immorali che erano dentro la chiesa che grazie a lui si sono arricchiti e fatti una posizione( a celebrare la funzione un cardinale, più pecchi e più la chiesa ti è vicina ) fuori dalla chiesa c’erano gli imbecilli che Silvio con le sue riforme la loro vita ha sicuramente peggiorato, ma troppo cretini per capirlo ed eccoli in coro cantare.

Siamo un popolo senza speranza , cazzo un Speranza ce l’abbiamo ed è un comunista.

Chi non salta un comunista è chi non salta un comunista è .

15 pensieri riguardo “Chi salta pirla è chi salta pirla è chi salta pirla è. Gli imbecilli che hanno permesso che Berlusconi per trent’anni ci tenesse in ostaggio.

  1. Sulla presenza dei commandos di ultrà direi che siamo allineati. Io non ce li avrei fatti stare, ma tant’è. Su tutto il resto sai come la penso, ma non ti rompo le palle qui 😉
    Ah. Sono d’ accordo anche sul fatto che il termine “comunisti” sia sovrastimato ed abusato. Comunisti veri, qui, non se ne sono mai visti. Siamo troppo italiani per essere comunisti.

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  2. Dopo aver sentito Enrico Mentana, alla radio, dedicare uno dei suoi “100 secondi di attualità” ai funerali di Berlusconi, con l’elencazione sistematica di chi era presente e di chi era seduto in prima fila, ho avuto la conferma che il giornalismo è gossip e il gossip è giornalismo. Anche questo video dimostra la stessa cosa: La Repubblica era un giornale d’informazione, di cultura, di approfondimento e ci teneva a prendere le distanze dal più “popolare” Il Resto del Carlino. Lo era.

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    1. Uh, Repubblica…
      Lo leggevo tutti i giorni, negli anni ’80. Ad un certo punto mi ero fissato con il gioco “Portfolio” (una specie di tombola con le tesserine, non ho mai vinto un cacchio ma passavo il tempo). Poi era immancabile l’appuntamento con “Il Venerdì”, non ne perdevo un numero.
      Un giorno ad una ragazza che mi chiedeva se lo comprassi per motivi politici risposi che no, lo compravo per il formato “tabloid”, molto più comodo di quello di tutti gli altri quotidiani dell’ epoca.
      Poi smisi, e passai a “Il Messaggero”. Alla stessa domanda (perchè lo leggi) risposi che non potevo rinunciare all’ oroscopo di Branko e alla cronaca di Roma.
      Poi smisi del tutto.

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      1. Anch’io ho avuto un periodo in cui compravo e leggevo Repubblica. Ha coinciso circa con la fine del liceo, inizio università. Mi piaceva soprattutto la parte centrale sull’arte e la cultura. Ora – mi ripeto, ma è così – è tutto gossip e chiacchiericcio di fondo. Non vale la spesa. L’abbonamento online poi è una presa per i fondelli: zero approfondimento. Anche no. 🙈

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