Avere ricordi è diverso che vivere di ricordi. Pezzo molto strampalato.

Premessa.

Ieri pomeriggio ho finito di leggere il libro di Alice Spiga C’è voluto un cancro.

Un libro che mi ha inevitabilmente riportato a galla ricordi dolorosi.

Tutti ormai abbiamo in famiglia persone che hanno avuto un tumore chi con esiti buoni e chi purtroppo con esiti tragici.

Leggendo il libro di Alice i ricordi sono andati inevitabilmente a mia madre e cognata, per loro l’esito non è stato benigno e in sei mesi e in un anno sono morte. “E’ la vita” direbbe qualcuno.

Non voglio scrivere un pezzo triste non preoccupatevi ma i fatti sono questi.( per tranquillizzare Alice avevano colpito altri organi e c’erano già metastasi. (Alice è un tipo apprensivo)

Leggendo il libro ho pensato che tutte le scelte che Alice ha dovuto fare io le ho fatte per mia madre. Mia madre non ha mai saputo di avere un tumore.( forse ha fatto finta di non saperlo) Anche l’ultima scelta la più difficile dire basta alle cure e aspettare la sua morte è toccata a me.

Io ho fatto con lei tutte, ma tutte le chemio, o meglio lei faceva la chemio e io ero lì al suo fianco. Tutto gli episodi di Alice hanno riaperto ricordi chiusi in un cassetto.

Fine premessa, del bel libro di Alice ne riparlerò.

I ricordi.

Tutti i ricordi che sono usciti fuori leggendo il libro mi hanno portato a fare questa riflessione:

Io ricordo tutto, soprattutto i torti. Ricordo addirittura di un bambino all’asilo che mi aveva spinto e che per una vita per quella spinta mi è stato antipatico . ( bravissimo ragazzo tra l’altro)

Ma non ho mai vissuto nei ricordi e di ricordi.

Non c’è qualcosa che oggi non faccio perché ne ho un brutto ricordo o perché tempo fa era andata male.

Il punto era questo: non ho mai rimuginato sul passato e sugli errori del passato. La vita va avanti s’impara dagli sbagli, dai torti subiti ma comunque si prosegue.( sono avvantaggiato non sbaglio quasi mai)

Ora a me viene naturale fare così, quindi non mi metto a fare morali a chi gli piace rimanere legato al passato e a pensare a come sarebbe potuta andare diversamente la sua vita, semplicemente perché non c’è un diversamente.

Ho un’amica, 40 anni di psicoanalisi per il brutto rapporto con la madre, tra l’altro morta da vent’anni. Ogni giorno è ancora lì a patire per gli abbracci mai avuti ….

20 pensieri riguardo “Avere ricordi è diverso che vivere di ricordi. Pezzo molto strampalato.

  1. Per carattere sono spesso nostalgico, ma non vivo di ricordi, nel senso che non mi chiedo “e se allora avessi fatto ecc”: ma i ricordi, soprattutto quelli dolci e belli, mi tengono compagnia e mi scaldano il cuore, questo si, e un po’ mi spiace che certe cose non torneranno mai. E’ la vita, si sa, appunto

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  2. Sono d’accordo con te che bisogna andare avanti, non ci si può far condizionare né dai ricordi belli (che tanto non tornano), né da quelli brutti che tanto non puoi cambiare. Detto questo, però, ognuno ha i suoi tempi e la sua fragilità emotiva: non siamo tutti uguali, e non abbiamo tutti gli stessi ricordi. Io ho vissuto cose nel passato che mi hanno segnato parecchio, ma se oggi sono quella che sono lo devo anche a quei momenti, perché ho reagito e ne sono uscita più forte. E ci sono momenti che amo ricordare, anche se fanno male, non perché io sia masochista, ma perché fanno parte di me e non li voglio eliminare. Non si rimugina sul passato, ma non lo si chiude nemmeno in un cassetto, almeno non per me.

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  3. Io sono nostalgica ma per poche cose, guardo l’oggi dopo aver spurgato i miei dolori. Me ne sono liberata e per farlo ci sono dovuta passare in mezzo, tutta da capo a piedi. Tengo stretti quei 4 ricordi belli che ho, quelli sono il mio bottino di vita.

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  4. Anche io mantengo i ricordi di chi mi ha fatto torti (piccoli o grandi), mi ha trattato male, mi ha magari preso in giro.
    Non dimentico.
    E faccio anche molta fatica a perdonare, lo ammetto.

    Ma questi cattivi ricordi non li vivo male: non sono per me un tarlo o una ossessione. Sono solo ricordi, che mi sovvengono, senza farmi star male.

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  5. Io amo ricordare la forza di mio padre edi mia madre, la tenacia, anche nella malattia…e la dignità, fino alla fine. La malattia vissuta in un certo modo, nonostante il dolore fisico, nonostante la paura, che è umana, può essere una prova estrema; per mio padre, per mia madre e per molti altri, lo è stata. Hanno dato l’esempio migliore che un genitore può dare e non gli sarò mai grata abbastanza per questo. MI ha dimostrato che la differenza non sta solo nel come si vive, ma anche nel come si sa morire. E’ lì che si vede di che stoffa si è fatti. Il coraggio e la fede, checché ne dicano i detrattori, sono dei valori immensi, fanno la differenza e fanno parte dell’Amore. Il coraggio di scriverne, come ha fatto Alice, è a sua volta coraggio, non solo di vivere, ma di dire. E lei, e chi come lei ha fatto altrettanto, vanno ringraziati. Mi è rimasto il ricordo di un padre meraviglioso. E anche di una madre potente e tenace, fino alla fine.

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  6. Io credo di essere nata nostalgica. A volte mi crogiolo nel passato, a volte litigo con i miei ricordi, a volte addirittura non mi ci riconoscono…ma sono d’accordo con Raffa fanno parte di me, nel bene e nel male e bisogna imparare ad andare oltre per vivere

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  7. Il passato, lo dice la parola stessa è passato, ma fa comunque parte di noi del nostro vissuto. Da esso impariamo e lo conserviamo. Attingo spesso dal cassetto dei ricordi, ma sono anche capace di guardare avanti e di prestare attenzione al momento presente. A volte di più, altre meno, siamo esseri fatti di luci, di ombre e, talvolta, di contraddizioni 😀 😄 😁

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  8. Ricordare per vivere, ma non vivere di ricordi. Mi dispiace per l’esperienza di tua mamma, posso aggiungere che un figlio come te si trova raramente, l’hai fatta felice anche nella malattia

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  9. Io sono come te, ho tanti ricordi ma non sono nostalgica e non vivo di ricordi. Anch’io ho avuto persone care colpite da tumore e ci sono stati dei momenti veramente brutti. Il libro di Alice l’ho preso al Salone del libro a Torino, per ora non l’ho ancora letto, ma lo farò presto.

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  10. Mi spiace che tu abbia dovuto vivere tutto questo con la tua mamma, però è bello che tu le sei rimasto accanto fino alla fine, assumendoti la responsabilità di decisioni così difficili. ♥️

    Hai ragione: la vita è qui e ora, io l’ho imparato sulla mia pelle. Il passato fa parte di noi, ma non può dominarci o condizionarci.

    A mio modo di vedere, sei ancora suo figlio e lei sarà sempre la tua mamma. Questo nemmeno la morte può cancellarlo. Ti abbraccio con grande affetto. ♥️

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      1. Le liti in famiglia sono all’ordine del giorno: se una persona ti interessa, ti senti coinvolto e può capitare di scaldare gli animi e litigarci, se non ti interessa, invece, alzi le spalle e passi oltre.

        La commozione poi è più che normale. È la tua mamma. Non c’è nessuno al mondo come la mamma. Io mi commuovo anche solo a pensarci, che un giorno morirà. 🥺
        Un abbraccio infinito e oltre. ♥️

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  11. quando capii che quella poteva essere l’ultima notte per mia madre, me ne andai lasciandola sola, ma in ospedale, pregandola mentalmente di volare via perché era ora…per fortuna lo fece e penso che non se ne ebbe a male, aveva sempre saputo/dovuto cavarsela anche da sola

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