Il gratta e vinci della speranza.

Camminando sul lungo fiume ho trovato a terra questo gratti e vinci.

Chi mi segue sa che non gioco a queste lotterie.

Ora non sto a fare le solite polemiche, fate quello che volete se vi piace sputtanarvi i soldi così sono fatti vostri.

Ma il ricordo è andato ad un signore che frequentava delirio ( lavoro) ora è anni che non lo vedo più, che ogni hanno a Natale mi regalava tre gratti e vinci da 5 euro, erano dentro una busta chiusa col mio nome. Voleva sdebitarsi, sono un buono in fondo.

La cosa era simpatica, perché in realtà non potendo farmi regali più costosi questo poteva in effetti risultare un regalo prezioso.

Il massimo che ho vinto è stato 50 euro se non sbaglio, rinvestiti in altri gratta e vinci e la cosa è andata avanti per più settimane tra vincite e perdite finché ho perso definitivamente tutto.

Non era destino che diventassi ricco.

La mia idea: questo natale invece che regalare cose inutili che la gente poi ricicla o non usa non sarebbe meglio dei bei gratta e vinci della speranza o un biglietto della lotteria? Non servono a niente ne i regali e neanche i gratta e vinci ma almeno in quest’ultimi c’è la possibilità che possano cambiare la vita di chi li riceve.

Ho controllato per sicurezza non aveva vinto Pensate a quelli che vincono e buttano via il biglietto e la fortuna come ogni tanto accade di leggere nei giornali.

Se devo vincere al gratta e vinci voglio trovare il biglietto per terra, culo per culo…..

28 pensieri riguardo “Il gratta e vinci della speranza.

  1. Permettimi di dissentire in merito all’ idea di usarli come regalo.
    Tanto non si vince, e se pure si vince ci si risputtana tutto in un attimo. A meno di una improbabile vincita multimilionaria, che allunga solo il tempo dello sputtanamento e in più ti farebbe rosicare inevitabilmente come un castoro per non essertelo tenuto tu, il biglietto.
    Inoltre, si rischia di innescare la mala abitudine anche in chi fino a quel momento ne era rimasto immune. Non facendogli un bel servizio.
    Se proprio uno non sa che fare, un bel paio di calzini lunghi in caldo cotone, magari colorati o con i disegnini natalizi.

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      1. Sì, sì, ho capito. Certo, una volta mio marito ha vinto cinquecento euro. Per fortuna ne compra uno ogni tanto. Pensa che io andai a riscuotere quindici euro, il tipo ci rimase male, pensava ne avrei chiesti altri in cambio. Allora, credendo di mettermi in imbarazzo 😳 cominciò a cantare, voleva solo soldi, soldi ed io, tranquillamente risposi cantando, certo, certo, voglio solo soldi, soldi, non mi arricchisco io e non ti impoverisci tu, tu che non li metti nemmeno di tasca tua, tua, ci sarebbe stato bene un imbecille, ma sono una signora qualche volta! 😄😄😄
        Buonanotte

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  2. Per un periodo mio padre ne comprava un paio settimanalmente, reinvestendo le vincite, poi per risparmio ha smesso con mia immensa gioia. Se mi regalassero un gratta e vinci e vincessi 5 euro, piuttosto mi andrei a comprare il pandoro scadente

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  3. Non a caso il gioco del lotto venne inventato da Casanova e da lui stesso definito la tassa degli sciocchi.
    Per motivi legali ogni importo complessivo giocato dovrebbe garantire una vincita diffusa del 70%. Significa che un fortunello vincerebbe il 70% di quanto giocato da centinaia di polli. Poi il fortunello cede alla sua dipendenza da gioco e continua a giocare, sino a perdere quasi tutto.
    Se lo stato fosse furbo potrebbe anche fare a meno delle tasse e sostenere la spesa pubblica con i soli proventi del gioco d’azzardo. Ma pare che non sia etico.
    E chi se ne frega dell’etica, se così si portano danari.

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  4. Tempo fa trovammo un gratta e vinci per terra fuori da un bar davanti alla portiera dell’auto. Per scrupolo mia moglie lo prende e scopriamo che aveva vinto 20 euro. La domanda sorge spontanea, quelli che li comprano li sanno leggere? Fatto sta che parlando con il gestore del bar, nostro conoscente, ci disse che ci sono persone che raccolgono tutti i biglietti buttati perché capita spesso di trovarne vincenti e non “letti” bene… Questo mi fa pensare molto sul quoziente intellettivo di chi li compra…

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