Anniversario di rabbia. Il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto.

Oltre un decennio fa di questi giorni accadeva un avvenimento che avrebbe cambiato la mia vita.

Credo di averlo già raccontato nel blog.

In una mattina come tante altre, era un periodo che ero una scheggia impazzita, tra mio padre che stava velocemente andando in demenza, tra delirio(lavoro) figlia piccola, e altri mille impegni ero sempre a correre da un posto all’altro.

Quella mattina ero in farmacia per mio padre e mentre aspettavo ho raccontato alla farmacista del dolore improvviso avuto la notte….

Il ricordo è della giovane farmacista che si è messa davanti alla porta e mi ha fatto promettere che sarei andato al pronto soccorso a farmi vedere.

Al pronto soccorso ci sono andato solo perché l’avevo promesso, ma solo dopo qualche ora, prima c’era mio padre e altre faccende da sbrigare.

Entrato al pronto e spiegato il mio problema, sono stato fatto passare avanti a tutti e dopo 15 minuti dai primi controlli sono stato spedito in sala operatoria…..

Come cambia la vita da un momento all’altro.

Io l’ho sempre saputo che siamo precari in questo mondo, ma ci sono cose che non pensi che possono accadere a te. Chi mi segue sa che sono astemio, mai fumato, vegetariano. Donavo il sangue due o tre volte l’anno e i valori erano nella norma a chiunque poteva accadere ma non a me pensavo mentre il chirurgo si apprestava all’operazione.

La rabbia è stata l’eterna compagna della vita, sono sempre stato arrabbiato verso il mondo.

Una volta una cara amica aveva detto di me ” Non è che sei un intollerante sei un insofferente” credo che sia la miglior definizione che sia stata fatta di me. Non ho mai sopportato le ingiustizie fin da bambino. Non ne ho mai fatte se non involontariamente, lealtà e correttezza fanno parte del mio DNA.

In un mondo come il nostro capirete che la mia insofferenza è sempre stata tanta come la rabbia che mi sono sempre portato dietro.

Ero nel letto i medici si erano presi tre giorni per dire qualcosa di preciso sul mio destino, il sentimento che m’invadeva era la rabbia e il senso d’ingiustizia.

Spesso in questi casi si rivolge a Dio per chiedere aiuto, se l’ho fatto era solo per maledirlo di sicuro non ho chiesto il suo aiuto. La rabbia era tanta, paura di morire nessuna solo il dispiacere di lasciare figlia e dolce consorte.

Ricordo la dottoressa che mi diceva di guardare il bicchiere mezzo pieno ” il problema è che non vedo il bicchiere” avevo risposto arrabbiato da tanta banalità.

Se sto raccontando vuol dire che le cose alla fine si sono sistemate.

Ho ripreso a fare tutto anche più di prima, la paura è stata messa in cassetto.

Che siamo precari su questo terra lo sapevo ma da quel giorno ne ho la certezza.

Quando mi salutano al ” ci vediamo domani” rispondo sempre ” se è nel nostro destino”

La rabbia ha continuato a farmi compagnia come la mia insofferenza verso un mondo ingiusto.

Ogni anno di questi tempi il ricordo va a quei giorni.

Ma come in tutte le cose ci accadono bisogna imparare qualcosa. La vita spesso è ingiusta ma è vero che dalla vita ho avuto anche dei doni stupendi, figlia, dolce consorte, una famiglia che a modo suo mi ha sempre voluto sempre bene e la consapevolezza di questi sentimenti ti aiutano a reagire ed andare avanti.

La malattia mi ha cambiato ? Direi di no, sono rimasto l’eterna testa di cazzo di sempre e un allegro pessimista.

36 pensieri riguardo “Anniversario di rabbia. Il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto.

  1. Caro Alkegro – non so il tuo nome – la cosa piacevole è che tu sia qui; l’esistenza è in fondo una procrastinazione e noi non possiamo che essere moai difronte al mare. È basilare che quel “mare”non mostri solo la terribilità di affogare. Ciao.

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  2. Anche io detesto le ingiustizie, sarà anche per questo che ci siamo trovati.
    Ti capisco, ho rischiato di morire almeno tre volte, c’è mancato proprio un soffio.
    Credo che tu sia davvero una brava persona. Purtroppo accumuliamo rabbia e fa male, scava dentro di noi solchi profondi. Io poi sono un soggetto chirurgico, di interventi ne ho subiti molti.
    Non era la nostra ora.
    Sono contenta di averti incontrato!
    Buona giornata

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  3. Mio padre è stato un puttaniere, bevitore e fumatore. Quando lo operarono per asportargli un polmone, trovarono il suo cuore pieno di cicatrici, sintomo di numerosi infarti. Pochi giorni dopo tirò le quoia a 54 anni, avanti a mia madre, dicendo: comunque non mi sono fatto mancare niente.

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  4. Mi dispiace per questa tua insofferenza. È un bene che riconosca quello che tu hai avuto dalla vita, però potresti essere più sereno e chiudere un occhio, a volte due. Non si può fare le crociate per tutto quello di cui veniamo a conoscenza. Ne va della nostra stessa vita. Ogni tanto bisogna concedersi di avere un sano egoismo.
    Ti auguro di trovare più ottimismo e serenità.

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  5. Ciao carissimo. La tua storia e la mia hanno alcuni punti di contatto: nel 2015, da un giorno all’altro mi diedero una di quelle notizie che ti cambiano la vita… Ma non mi disperai mai, aiutato dalla considerazione che “fra tutti i maligni, questo è il migliore”. E sono qui! La mia rabbia storica è diversa dalla tua, e dopo l’evento di 7 anni fa ho imparato a ridurre un po’ certe pretese, e a concentrarmi sul momento. Cerco di fare il meglio nelle cose che faccio, senza farle con sufficienza: e mi spendo per cose dove ho reali possibilità di intervento. Un abbraccio virtuale, AP!

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  6. Immagino tu abbia ringraziato ogni giorno per esserti imbattuto in quella farmacista! Alcuni incontri sono veramente provvidenziali… 🙂
    Per quello che può valere, sono contenta che tu sia qui tra noi, caro Allegro.

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      1. Hai fatto bene a darle un dono. È importante riconoscere il ruolo che certe persone hanno o hanno avuto nella nostra vita. E questo mi fa venire in mente un’idea, che vedrò di mettere in pratica. 😉
        Sì, il blog è uno strumento straordinario. Si incontrano persone che mai avresti potuto conoscere. Per ora è stata un’esperienza solo positiva. 🤩

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  7. 🙂 🙂 🙂 maaaaaa …… così, anche solo per capire le ragioni di tanta rabbia 🙂 🙂 🙂 (ma soprattutto a giorno sul fatto che sei completamente fuori pericolo, sempre se il destino vuole) l’operazione urgente di cui si parla riguardava la ……… centrale operativa del maschio, diciamo così? 🙂 🙂 🙂

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